in questo libro racconta bene , sembra proprio di essere lì, veramente bello, un'esperienza di vita. Quando lessi questo libro avevo 16 anni,
(sono del 1967) ed era dentro ad un riformatorio, per vicende legate al mondo degli stupefacenti, per quanto mi riguarda mi ci trovavo dentro a tutto tondo,dalla A alla Z. Come dicevo leggevo questo libro e molte volte mi ci ritrovavo, e pensavo " anche io
ho fatto questa cosa, anche io sentivo quelle sensazioni. Insomma il libro è scritto bene, non mi sono mai annoiato.Le similitudini erano molte anche se in un' altro paese. Per finire, a Charles gli è capitato quell' incidente in cui p***e l'occhio prima di scrivere il libro, a me è capito un' incidente molto grave subito dopo aver letto il libro. Il libro è scritto in modo essenziale e scorrevole ma allo stesso tempo non viene tralasciato nessun particolare che possa servire di riferimento al lettore per sentirsi al fianco di Charles durante le sue avventure. Il libro è un diario di viaggio, in cui l'autore durante gli anni del movimento hippie parte dalla sua patria, la Francia sino ad arrivare sulle vette estreme dell'Himalaya. E' un viaggio che attraversa l'Asia dalla Turchia al Nepal, passando per Medio Oriente e India, in cui l'autore inizia la sua discesa verso l'autodistruzione attraverso l'esperienza di tutte le droghe esistenti, iniziando con l'hashish in Turchia per poi arrivare all'eroina a Kathmandu. Le droghe diventano parte fondamentale nella descrizione di tutti i paesi che visita, ma sia chiaro, non è un romanzo che parla solo di questo, è un libro che parla di amicizie di amore di sopravvivenza, una descrizione perfetta di una generazione e di uno stile di vita, con i suoi eccessi e difetti, ma allo stesso tempo con ideali e risorse "povere" ma pratiche. Non voglio addentrarmi di più nei contenuti perchè è un libro da scoprire pagina per pagina, assaporandone ogni situazione.