Ambasciata d’Italia nel Principato di Monaco
Un elegante intreccio di arte, cultura e funzionalità. La sede dell’Ambasciata d’Italia nel Principato di Monaco possiede oggi una collezione di opere d’arte moderna, contemporanee e un mobilio in stile che danno un’immagine viva, attuale e rappresentativa dello stile e della cultura italiana, eccellenza nel mondo. L’iniziativa volta alla valorizzazion
e degli ambienti della Sede è stata promossa dall’Ambasciatore d’Italia nel Principato di Monaco Antonio Morabito ed è stata resa possibile grazie all’apporto di artisti e sponsor privati attraverso generose donazioni, alla collaborazione degli interior designers Tullia e Paolo Canciani e degli architetti Renzo Costa, Gerolamo Sofu, Christian Curau, Valentina Masetti e Giovanni Cattaneo. L’ingresso dell’Ambasciata inserita oggi in un contesto dove si accede tra stucchi veneziani e moquette color rubino, con una grande opera “tricolore” di ceramica, è un importante portale in marmo di Carrara con onici tricolore su cui scorre una porta automatica scorrevole in vetro stratificato, temperato satinato, con lo stemma della Repubblica Italiana in oro. L’atrio d’ingresso è stato ideato dall’Arch. Gerolamo Sofu, perfezionato dall’Arch. Christian Curau e rifinito dalla ditta Claudio Zunnino Marmi, in cui trionfa il portabandiere con base marmorea in marmo di Carrara e ottone lucidato. L’ elegante ammodernamento del salone d’attesa è stato realizzato per migliorare la ricezione del pubblico e accogliere i cittadini in un contesto di Arte e Cultura.Sulla parete centrale del salone troneggiano quattro vedute di Roma opera dell’artista Jean Baptiste Lallemand. Sulla consolle neoclassica con piano in marmo bianco è posta una coppia di vasi medicei in porcellana di Capodimonte oro e avorio affiancata da due poltrone in stile Luigi XVI patinate in oro zecchino con seduta e schienale in velluto blu. Intorno al tavolo riunione, sono poste dieci sedie laccate e patinate in oro zecchino in stile Luigi XVI con seduta e schienale in velluto blu. A ornare e impreziosire le finestre quattro tendoni in raso di cotone blu e arricchiti da due mantovane dipinte a mano in colore blu e oro zecchino. Contribuisce ad arricchire gli ambienti un mobiletto della seconda metà dell’800 in legno di radica con antine a vetro sagomate ai lati e inserti a intaglio di legni pregiati e profilature in bronzo su cui è posato un putiche giapponese in porcellana di Limonges di epoca Liberty.