Giovani Democratici L'Aquila

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16/06/2026
28/05/2026

Ci vediamo Sabato, 30 maggio, alle 16.30 a Scalo per la nostra Assemblea e per 🧡

24/05/2026

Se crolla l’intonaco, alla tua scuola non importa cosa stai studiando o chi sei. Quindi pensiamo alle cose importanti: la sicurezza.

Prenditi 60 secondi per segnalare i problemi della tua scuola.

🔗 https://forms.gle/TYWZXBWYuBEjdWoh6

23/05/2026

Oggi sono 34 anni dal quel 23 maggio 1992 che sconvolse e spaccó la Sicilia e l’Italia tutta.

Erano le 17:58 quando un esplosione fa saltare in aria
l’A29 nelle vicinanze dello svincolo per Capaci.

Nell’esplosione rimangono uccisi il giudice Giovanni Falcone, la giudice Francesca Morvillo e tre membri della scorta: Antonio Montinaro, Rocco Dicillo e Vito Schifani.

Si tratta del più grande attentato organizzato fino a quel momento da Cosa Nostra, 500 chilogrammi di tritolo, fatti detonare a distanza.

Questo attentato è stata una vera e propria dichiarazione di guerra allo Stato, Riina stava dicendo a gran voce a tutti che nessuno, assolutamente nessuno era inarrivabile e intoccabile per la Mafia.

Questa data rimane un simbolo sia per chi c’era già allora che per chi è venuto dopo, per un intero Paese.

Dal dolore di quel giorno è nata una risposta collettiva fatta di memoria, impegno e rifiuto dell’omertà: è proprio da questa data simbolo che nasce nei cittadini e nelle cittadine la cultura dell’antimafia perchè come diceva lo stesso Falcone: “Gli uomini passano, le idee restano e continueranno a camminare sulle gambe di altri uomini”.

Ora tocca a noi far continuare a camminare queste idee ogni giorno senza dimenticarci mai la responsabilità di ognuna e ognuno di noi nel perseguire la legalità.

Spesso l’idea che si ha delle aree interne è quella di aree silenziose, sedute, luoghi belli da visitare e fotografare m...
22/05/2026

Spesso l’idea che si ha delle aree interne è quella di aree silenziose, sedute, luoghi belli da visitare e fotografare ma nei quali non si può vivere. Questo stesso immaginario appartiene anche a grandi pezzi di politica. Da questo sono nate politiche estrattive del territorio, politiche con respiro cortissimo, fondate sul favoritismo più spinto (spesso ricattatorio). La lingua che si ascolta lo conferma: “valorizzazione del territorio”, “liberare le potenzialità” sono formule che indicano chiaramente una deposizione delle armi a favore di una prospettiva di estrazione elettorale e di vendita a speculatori del territorio.

Abbiamo provato a raccontare una storia diversa.

Spesso i Paesi sono i laboratori migliori di nuove forme di cittadinanza e di idea di sviluppo della terra a favore di chi la abita e non di chi la sfrutta. Le candidature di Sindaci e giovani consiglieri Restanti che abbiamo appoggiato abbracciano proprio questa visione. Quella fatta di cura, servizi e solidarietà, contro una visione ricattatoria ed estrattivista che abbiamo descritto.

Buon voto! 🧡

✏️ 📕 La riforma della   proposta dal ministro Giuseppe Valditara non è una semplice modifica scolastica. È una scelta po...
22/05/2026

✏️ 📕 La riforma della proposta dal ministro Giuseppe Valditara non è una semplice modifica scolastica. È una scelta politica precisa: costruire una scuola più obbediente, più povera culturalmente, meno capace di insegnare agli studenti a pensare con la propria testa.

Togliere o ridimensionare filosofi come Karl , Baruch , Antonio , ma anche , e , significa colpire un’intera tradizione del pensiero critico europeo. Non sono autori marginali: sono fondamentali per comprendere la libertà, la politica, il potere e la società moderna.

Perché fanno paura? Perché Marx insegna che il capitalismo produce sfruttamento e disuguaglianza. Gramsci spiega come il potere si eserciti anche attraverso la cultura. Spinoza difende la libertà di pensiero contro il dogmatismo e l’autorità. Sono filosofi che insegnano a mettere in discussione il mondo, non ad accettarlo passivamente.

Perché proprio loro? Perché Marx insegna che la società non è naturale, ma costruita, e che quindi può essere cambiata. Perché Spinoza insegna a liberarsi dalla superstizione e dal dominio attraverso la ragione. Perché Gramsci mostra come la cultura sia un campo di battaglia e come chi controlla l’educazione controlli anche il potere.

Ed è esattamente questo il punto: una classe dirigente impaurita dalla crisi sociale, dalla precarietà e dalla rabbia delle nuove generazioni non vuole studentesse e studenti che pensano. Vuole consumatori, sudditi, lavoratori silenziosi. Vuole giovani addestrati al mercato, non cittadine e cittadini consapevoli.

Togliere Marx dai licei significa impedire agli studenti di comprendere il capitalismo che li sfrutta. Significa parlare di povertà senza parlare di classe, di lavoro senza parlare di sfruttamento, di libertà senza parlare di disuguaglianza. È un’operazione di amputazione culturale.

Gramsci, poi, è il pensatore che ha spiegato meglio come il potere si mantenga non solo con la forza, ma anche attraverso il consenso, la propaganda e il controllo culturale. Cancellarlo significa voler eliminare gli strumenti necessari per leggere criticamente la società contemporanea, i media, la politica e persino questa stessa riforma.

E Spinoza? Spinoza è uno dei padri della modernità e della libertà di pensiero. Attaccare lui significa colpire l’idea stessa che la ragione possa essere più forte dell’autorità. Anche pensatori essenziali come , e vengono trattati come opzionali, quasi fossero dettagli secondari. Ma senza questi autori è impossibile comprendere davvero lo Stato moderno, la democrazia, i diritti e i conflitti sociali.

Dietro questa riforma si nasconde un’idea pericolosa di scuola: meno riflessione, meno spirito critico, più conformismo. Una scuola che forma lavoratori obbedienti invece di cittadini consapevoli.

La filosofia non serve a ripetere date o definizioni. Serve a capire il presente, a smascherare le ingiustizie, a sviluppare coscienza critica. Ed è proprio questo che oggi qualcuno vuole togliere ai giovani.

20/05/2026

A 10 anni dalla scomparsa di Marco Pannella, il nuovo rapporto Antigone fotografa una realtà drammatica: il tasso reale di sovraffollamento nelle carceri italiane ha raggiunto il 139,1%.Oltre il 60% dei detenuti passa quasi tutto il giorno chiuso in cella. Mancano investimenti, personale, supporto psicologico e formazione.

Il risultato? Tensioni continue, come dimostrano i recenti e gravi episodi all’Istituto Penale per i Minorenni dell’Aquila e le criticità a Pescara, Teramo, Sulmona e Lanciano.Le nostre carceri sono diventate luoghi di abbandono sociale. Ma la Costituzione parla chiaro: la pena deve tendere alla rieducazione. Senza percorsi di inserimento lavorativo la recidiva supera il 68%, mentre crolla drasticamente per chi viene formato.

Chiediamo interventi urgenti al Governo e alla Regione Abruzzo:
1️⃣ Potenziamento degli organici (polizia penitenziaria e operatori socio-sanitari).
2️⃣ Miglioramento strutturale degli istituti.
3️⃣ Percorsi concreti di inclusione sociale e lavorativa.

12/05/2026

Indirizzo

Via Paganica 3
L'Aquila
67100

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