25/04/2024
In merito alla nostra mancata presenza al consiglio comunale del 23 aprile
Occorre, anzitutto premettere come le ragioni giuridiche poste alla base della nostra scelta siano molto più complesse di ciò che il Sindaco vuol fare passare, ed attualmente oggetto di un contrasto giurisprudenziale, detto con parole più semplici: rispetto alla questione circa il giorno a partire dal quale non è più possibile svolgere attività di ordinaria amministrazione (ma solo attività straordinaria ed urgente, adeguatamente motivata) non c’è unanimità di intenti tra i giudici amministrativi, in quando sono presenti due diverse normative, una del 1960 e l’altra del 2000, che sostengono due cose completamente diverse.
Ecco, noi sosteniamo quanto indicato da quella più recente (qualora qualche cittadino volesse sapere di più ci scriva in privato e saremo ben felici di spiegare la questione).
Senza dilungarci su questioni che potrebbero risultare poco comprensibili al “grande pubblico” riteniamo che sia meglio spiegare il tutto attraverso brevi considerazioni politiche.
È ovvio che l’approvazione del PGT non costituisce un atto di per sé politico, tuttavia, riteniamo che, approvarlo l’ultimo consiglio comunale, per giunta a ridosso del termine ultimo dal quale l’amministrazione sostiene che scada l’attività di ordinaria amministrazione (secondo noi è già scaduto, il 12 aprile) costituisce sì un atto di natura politica.
Quindi è inutile parlare di “unico percorso” o girarci la frittata dicendo che è la nostra scelta di non presentarci a costituire un atto di propaganda elettorale, in realtà – cari cittadini – tutta questa polemica poteva benissimo essere evitata se si fosse deciso che ad approvare il PGT fosse il nuovo consiglio comunale, forte anche del nuovo sostegno popolare.
Oltretutto “accusarci” di elogiare i tecnici e di aver espresso voto di astensione all’adozione del piano, conferma ulteriormente la nostra buona fede, perché vedete, nessuno si sarebbe mai sognato di arrogarsi l’approvazione di un piano a cui “altri” hanno dedicato tanto tempo, si trattava solamente di avere il giusto rispetto, stando rigorosamente nei tempi ed osservando il giusto fair play elettorale, poi come disse qualcuno più sapiente di noi e di voi: “date a Cesare quello che è di Cesare”…
Ad ogni modo, le cose sono andate così, ma ci preme sottolineare un aspetto molto importante: noi consiglieri di opposizione non siamo MAI venuti meno ai nostri obblighi verso i cittadini, tutti, ma abbiamo svolto ancora una volta il ruolo di controllori al fine di vigilare la correttezza dell’operato della maggioranza, che a nostro avviso, in questo caso - dal punto di vista politico - non è stato corretto.