Biblioteca Consorziale Di Viterbo

Biblioteca Consorziale Di Viterbo "Mi sono sempre immaginato il paradiso come una specie di biblioteca".

Care lettrici e cari lettori,martedì 𝟭𝟲 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, alle 𝟭𝟳.𝟯𝟬, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Bibliote...
13/06/2026

Care lettrici e cari lettori,
martedì 𝟭𝟲 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, alle 𝟭𝟳.𝟯𝟬, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” - stagione 2/2026, sarà nuovamente con noi 𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗟𝗮 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 per presentare il libro 𝘌𝘭𝘰𝘨𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘢 (Il Saggiatore), in dialogo con il commissario straordinario 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗣𝗲𝗹𝗹𝗶𝗰𝗰𝗶𝗮.

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

L’AUTORE
𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗟𝗮 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮 (Roma, 1952) è saggista e critico letterario. Insegna alla Scuola Holden e alla LUISS, collabora con numerose testate giornalistiche, tra cui «la Repubblica» e «l’Unità», ha una rubrica su «Left» e su «l’immaginazione» e nel 2024 ha realizzato per Rai Radio 3 il podcast 𝘌𝘭𝘰𝘨𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘶𝘮𝘢𝘯𝘪𝘵𝘢̀ 𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘢. Fra le sue più recenti pubblicazioni ricordiamo 𝘓’𝘪𝘮𝘱𝘰𝘴𝘴𝘪𝘣𝘪𝘭𝘦 «𝘤𝘶𝘳𝘢» 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 (2021), 𝘚𝘱𝘭𝘦𝘯𝘥𝘰𝘳𝘪 𝘦 𝘮𝘪𝘴𝘦𝘳𝘪𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭’𝘪𝘮𝘱𝘦𝘨𝘯𝘰 (2023) e 𝘓’𝘢𝘳𝘵𝘦 𝘥𝘦𝘭 𝘳𝘪𝘢𝘴𝘴𝘶𝘯𝘵𝘰 (2024).

IL LIBRO
𝗙𝗶𝗹𝗶𝗽𝗽𝗼 𝗟𝗮 𝗣𝗼𝗿𝘁𝗮, 𝙀𝙡𝙤𝙜𝙞𝙤 𝙙𝙚𝙡𝙡𝙖 𝙫𝙞𝙩𝙖 𝙤𝙧𝙙𝙞𝙣𝙖𝙧𝙞𝙖, 𝗜𝗹 𝗦𝗮𝗴𝗴𝗶𝗮𝘁𝗼𝗿𝗲

E se, in un’epoca in cui ci si aspetta che ogni esistenza sia eccezionale e degna di essere raccontata, la vera ribellione fosse restarsene sul proprio sofà, senza voler dimostrare nulla? Con profondità e ironia, 𝘌𝘭𝘰𝘨𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘢 ci invita a sottrarci al culto della visibilità, alla retorica dell’autorealizzazione, alla corsa verso il successo.
Attraverso una galleria di figure minori della letteratura e della filosofia, Filippo La Porta costruisce in queste pagine una controstoria dell’eroismo umano, mettendo in luce una forma alternativa di grandezza. La sua è una presa di distanza dall’onnipresente esaltazione dell’unicità, del vitalismo e del superamento dei limiti che vuole celebrare la possibilità di un’esistenza lontana dai riflettori, vissuta senza voler raggiungere nessun primato,
testimoniando anzi come la routine, l’inazione e la marginalità possano essere luoghi di pienezza e autenticità.
La Porta restituisce dignità alla fragilità e alla semplicità, in un mondo che tende a giudicare le persone soltanto in base al consenso sociale ottenuto e alla capacità di raccontare i propri risultati. 𝘌𝘭𝘰𝘨𝘪𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘷𝘪𝘵𝘢 𝘰𝘳𝘥𝘪𝘯𝘢𝘳𝘪𝘢 ci mostra invece come il vero eroismo oggi non risieda nel farsi notare, ma nel restare fedeli a se stessi; non nel superarsi, ma nel saper semplicemente «essere».
Perché – come scriveva Pirandello – «è molto più facile essere eroi che galantuomini. Eroe si può essere una volta tanto, galantuomo bisogna esserlo sempre».

Care lettrici e cari lettori,venerdì 𝟭𝟮 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, alle 𝟭𝟳.𝟯𝟬, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Bibliote...
10/06/2026

Care lettrici e cari lettori,
venerdì 𝟭𝟮 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, alle 𝟭𝟳.𝟯𝟬, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” - stagione 2/2026, sarà con noi 𝗚𝗶𝗮𝗻𝗰𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗗𝗼𝘁𝘁𝗼 per presentare il romanzo 𝘓’𝘶𝘭𝘵𝘪𝘮𝘢 𝘥𝘢𝘯𝘻𝘢 𝘥𝘪 𝘔𝘢𝘳𝘢𝘥𝘰𝘯𝘢 (Rizzoli), in dialogo con il commissario straordinario 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗣𝗲𝗹𝗹𝗶𝗰𝗰𝗶𝗮.

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

L’AUTORE
𝗚𝗶𝗮𝗻𝗰𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗗𝗼𝘁𝘁𝗼 ha scritto, tra gli altri, per La Stampa, Il Messaggero, Il Foglio, Panorama, l’Espresso, Sette, Diva e Donna, Vanity Fair, Max, Wired e Corriere dello Sport. Autore e opinionista di trasmissioni per Mediaset, Rai, La7, San Marino Rtv, è stato amico e collaboratore di Carmelo Bene, con il quale ha scritto 𝘝𝘪𝘵𝘢 𝘥𝘪 𝘊𝘢𝘳𝘮𝘦𝘭𝘰 𝘉𝘦𝘯𝘦 (1998). Ha partecipato alle autobiografie di Maurizio Costanzo (𝘊𝘩𝘪 𝘮𝘪 𝘤𝘳𝘦𝘥𝘰 𝘥𝘪 𝘦𝘴𝘴𝘦𝘳𝘦, 2004) e Ornella Vanoni (𝘜𝘯𝘢 𝘣𝘦𝘭𝘭𝘪𝘴𝘴𝘪𝘮𝘢 𝘳𝘢𝘨𝘢𝘻𝘻𝘢, 2011). Tra i suoi libri, 𝘐𝘭 𝘮𝘶𝘤𝘤𝘩𝘪𝘰 𝘴𝘦𝘭𝘷𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 (con Sandro Piccinini, 2006), 𝘓𝘢 𝘴𝘲𝘶𝘢𝘥𝘳𝘢 𝘱𝘦𝘳𝘧𝘦𝘵𝘵𝘢 (2008), 𝘐𝘭 𝘋𝘪𝘰 𝘤𝘩𝘦 𝘯𝘰𝘯 𝘤’𝘦̀ (2021). Per Rizzoli ha pubblicato il romanzo 𝘈𝘯𝘪𝘮𝘦 𝘱𝘦𝘻𝘻𝘦𝘯𝘵𝘪 (2017) e 𝘕𝘢𝘵𝘦 𝘭𝘪𝘣𝘦𝘳𝘦 (2020).

IL LIBRO
𝗚𝗶𝗮𝗻𝗰𝗮𝗿𝗹𝗼 𝗗𝗼𝘁𝘁𝗼, 𝙇’𝙪𝙡𝙩𝙞𝙢𝙖 𝙙𝙖𝙣𝙯𝙖 𝙙𝙞 𝙈𝙖𝙧𝙖𝙙𝙤𝙣𝙖, 𝗥𝗶𝘇𝘇𝗼𝗹𝗶

Werner Falco, detto il Bucaniere, faccia da etrusco ormai ridotta a un teschio, è un mercante di uomini. Un fiuto unico nel riconoscere il talento e trasformarlo in oro, per la felicità di presidenti, allenatori e calciatori, scovati nelle più improbabili periferie di tre continenti. A sessantacinque anni, appeso a una bomboletta di ossigeno, sverna a Bahia, dove, aspettando la fine, ha messo gli occhi su un diciassettenne destinato a diventare una star del calcio internazionale. Ma una telefonata lo richiama in Italia: una serie di misteri ed efferati delitti sconvolge il calcio italiano, e Tano Piramide, commissario di provincia e amico da sempre, ha bisogno del suo aiuto.
Il ritorno si trasforma presto in un viaggio sospeso tra la memoria di amori perduti e l’incubo di un serial killer armato di martello, in un mondo corroso dagli effetti di una nube pestilenziale e dal sentimento di una perdita difficile da decifrare. A distanza di tempo la scomparsa di Maradona è un dolore che si ostina, sottile e insopportabile. Una mancanza. Una sottrazione di bellezza. In questa storia visionaria eppure densa di personaggi vividissimi, Giancarlo Dotto trasfigura l’esperienza di decenni di narrazione per i giornali e costruisce un romanzo a chiave insieme grottesco e nostalgico, in cui le passioni, le rivalità, gli odi, i tradimenti dei protagonisti non ce la fanno più a restare soffocati e nascosti, ma esplodono in tutta la loro brutale evidenza. Quando il calcio accetta senza ipocrisie di mostrarsi per quello che è: un gioco che sa essere molto crudele.

Care lettrici e cari lettori,domani martedì 𝟵 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, alle 𝟭𝟳.𝟯𝟬, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Bi...
08/06/2026

Care lettrici e cari lettori,
domani martedì 𝟵 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, alle 𝟭𝟳.𝟯𝟬, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” - stagione 2/2026, tornerà a trovarci 𝗢𝘁𝘁𝗮𝘃𝗶𝗼 𝗙𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 per presentare 𝘓𝘰𝘯𝘥𝘳𝘢 (Adelphi Edizioni), il secondo inedito di 𝗟𝗼𝘂𝗶𝘀-𝗙𝗲𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗻𝗱 𝗖𝗲́𝗹𝗶𝗻𝗲 da lui tradotto.

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

L’AUTORE
𝗟𝗼𝘂𝗶𝘀-𝗙𝗲𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗻𝗱 𝗖𝗲́𝗹𝗶𝗻𝗲 (1894-1961) è una delle personalità più controverse della letteratura del Novecento. È autore di otto romanzi a sfondo autobiografico (tra i più noti 𝘝𝘪𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 𝘢𝘭 𝘵𝘦𝘳𝘮𝘪𝘯𝘦 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘯𝘰𝘵𝘵𝘦 e 𝘔𝘰𝘳𝘵𝘦 𝘢 𝘤𝘳𝘦𝘥𝘪𝘵𝘰) e di tre libelli antisemiti che gli valsero l’esilio in Danimarca e un processo per collaborazionismo. Rientrato in Francia nel 1951, Céline visse isolato a Meudon, tornando alla ribalta con i tre grandi romanzi della cosiddetta “trilogia tedesca” (“Da un castello all’altro”, “Nord”, “Rigodon”).

IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
𝗢𝘁𝘁𝗮𝘃𝗶𝗼 𝗙𝗮𝘁𝗶𝗰𝗮 è uno dei piú stimati traduttori italiani. Nato a Perugia, vive a Narni. Fra le sue traduzioni, il 𝘔𝘰𝘣𝘺-𝘋𝘪𝘤𝘬 di Melville, quasi tutto Kipling, i diari di Byron, i limerick di Lear. Per Einaudi ha pubblicato nella collana Collezione di poesie, 𝘓𝘦 𝘰𝘮𝘪𝘴𝘴𝘪𝘰𝘯𝘪 (2009) e 𝘝𝘪𝘤𝘪𝘯𝘰 𝘢𝘭𝘭𝘢 𝘥𝘪𝘮𝘰𝘳𝘢 𝘥𝘦𝘭 𝘴𝘦𝘳𝘱𝘦𝘯𝘵𝘦 (2019).

IL LIBRO
𝗟𝗼𝘂𝗶𝘀-𝗙𝗲𝗿𝗱𝗶𝗻𝗮𝗻𝗱 𝗖𝗲́𝗹𝗶𝗻𝗲, 𝙇𝙤𝙣𝙙𝙧𝙖, 𝗔𝗱𝗲𝗹𝗽𝗵𝗶

All’inizio di 𝘓𝘰𝘯𝘥𝘳𝘢 Ferdinand, alter ego di Céline, appena sceso dalla nave su cui si era imbarcato alla fine di 𝘎𝘶𝘦𝘳𝘳𝘢, si ritrova nel mondo della mala londinese, o meglio di quella francese, fuggita in massa per scampare alle trincee. Una contro-società chiusa in sé stessa, con le sue regole inumane, da tutti accettate stoicamente. Ma che cos’è 𝘓𝘰𝘯𝘥𝘳𝘢? Un manuale di sopravvivenza a uso dei disertori, un inno dolente alla prostituzione, un’elegia alla città che i giornali dell’epoca definivano «il più grande mercato di carne umana del mondo»: mai così diversa, stralunata, affascinante nel suo superbo squallore.
Céline squaderna una galleria di personaggi eroici nella turpitudine, alcuni già incontrati in 𝘎𝘶𝘦𝘳𝘳𝘢 come la pr******ta Angèle e il maggiore Purcell (qui trasformato in f***e inventore), o il bombarolo dostoevskiano Borokrom, i due papponi rivali Cantaloup e Tregonet, e il medico ebreo Yugenbitz, «pura bontà», quello che Céline avrebbe voluto diventare. Tutti dal destino segnato, popolano giorno e notte grandi arterie e angiporti, androni e locali malfamati, parchi e latrine.
La violenza, l’intensità quasi insopportabile di questa prosa dimostrano che il romanzo ci è pervenuto in una versione non purgata, che mai avrebbe potuto vedere la luce negli anni Trenta, quando è stato scritto, e resta materia incandescente ancora oggi.

Care lettrici e cari lettori,domenica 𝟳 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, alle 𝟭𝟳.𝟯𝟬, è in calendario un incontro di particolare rilevanza, nell'a...
05/06/2026

Care lettrici e cari lettori,
domenica 𝟳 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, alle 𝟭𝟳.𝟯𝟬, è in calendario un incontro di particolare rilevanza, nell'ambito della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” - stagione 2/2026. 𝗥𝗮𝗯𝗶𝗵 𝗔𝗹𝗮𝗺𝗲𝗱𝗱𝗶𝗻𝗲 presenterà il libro 𝘓𝘢 𝘷𝘦𝘳𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘙𝘢𝘫𝘢𝘩 𝘪𝘭 𝘊𝘳𝘦𝘥𝘶𝘭𝘰𝘯𝘦 (𝘦 𝘥𝘪 𝘴𝘶𝘢 𝘮𝘢𝘥𝘳𝘦) (La nave di Teseo), in dialogo con 𝗞𝗼𝗿 𝗢’𝗖𝗼𝗻𝗻𝗲𝗹𝗹.

Alameddine, scrittore e pittore, è una voce tra le più originali della narrativa contemporanea. È in Italia dal 4 al 9 giugno per un breve tour iniziato a Milano in occasione della 𝘔𝘪𝘭𝘢𝘯𝘦𝘴𝘪𝘢𝘯𝘢, festival culturale ideato e diretto da Elisabetta Sgarbi, e che prevede altre quattro tappe a Pescara, Viterbo, Pompei e Bari.

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

L’AUTORE
𝗥𝗮𝗯𝗶𝗵 𝗔𝗹𝗮𝗺𝗲𝗱𝗱𝗶𝗻𝗲 è nato in Giordania da genitori libanesi, ha vissuto in Kuwait e in Libano e ha poi completato i suoi studi in Inghilterra e negli Stati Uniti, laureandosi in Ingegneria presso l’Università di San Francisco. Pittore, oltre che scrittore, ha tenuto delle esposizioni negli Stati Uniti, in Europa e in Medio Oriente. Come scrittore collabora con numerosi quotidiani, dal Los Angeles Times al Corriere della Sera.
Tra i suoi romanzi tradotti in Italia 𝘐𝘰, 𝘭𝘢 𝘋𝘪𝘷𝘪𝘯𝘢; 𝘏𝘢𝘬𝘢𝘸𝘢𝘵𝘪. 𝘐𝘭 𝘤𝘢𝘯𝘵𝘰𝘳𝘦 𝘥𝘪 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘦; 𝘓𝘢 𝘵𝘳𝘢𝘥𝘶𝘵𝘵𝘳𝘪𝘤𝘦; 𝘓’𝘢𝘯𝘨𝘦𝘭𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 e 𝘐𝘭 𝘭𝘢𝘵𝘰 𝘴𝘣𝘢𝘨𝘭𝘪𝘢𝘵𝘰 𝘥𝘦𝘭 𝘵𝘦𝘭𝘦𝘴𝘤𝘰𝘱𝘪𝘰.

IL LIBRO
𝗥𝗮𝗯𝗶𝗵 𝗔𝗹𝗮𝗺𝗲𝗱𝗱𝗶𝗻𝗲, 𝙇𝙖 𝙫𝙚𝙧𝙖 𝙨𝙩𝙤𝙧𝙞𝙖 𝙙𝙞 𝙍𝙖𝙟𝙖 𝙞𝙡 𝘾𝙧𝙚𝙙𝙪𝙡𝙤𝙣𝙚 (𝙚 𝙙𝙞 𝙨𝙪𝙖 𝙢𝙖𝙙𝙧𝙚), 𝗟𝗮 𝗻𝗮𝘃𝗲 𝗱𝗶 𝗧𝗲𝘀𝗲𝗼

* 𝗩𝗶𝗻𝗰𝗶𝘁𝗼𝗿𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗡𝗮𝘁𝗶𝗼𝗻𝗮𝗹 𝗕𝗼𝗼𝗸 𝗔𝘄𝗮𝗿𝗱 𝟮𝟬𝟮𝟱 *

Raja ha poco più di sessant’anni e abita con la madre in un minuscolo appartamento a Beirut. I due non potrebbero essere più diversi: lui è un professore di filosofia immerso nei suoi libri, riservato sulla sua vita privata e amante della solitudine; lei, Zalfa, è una donna ancora molto forte, decisa e assai invadente, che pretende di conoscere tutto della vita del figlio. Un misterioso invito presso un’illustre fondazione americana, che desidera premiarlo per i suoi presunti successi letterari, scuote la routine di Raja. La borsa di studio offerta gli farebbe comodo e il soggiorno negli Stati Uniti gli darebbe l’opportunità di prendere le distanze dalla madre e da un paese che per tutta la sua vita è stato attraversato da conflitti e disastri. Ben presto, però, l’entusiasmo e l’ingenuità di Raja dovranno fare i conti con le vere ragioni di quell’invito, obbligandolo a rievocare e rivivere le vicende, gli incontri e i tradimenti che hanno segnato il suo passato.
𝘓𝘢 𝘷𝘦𝘳𝘢 𝘴𝘵𝘰𝘳𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘙𝘢𝘫𝘢 𝘪𝘭 𝘊𝘳𝘦𝘥𝘶𝘭𝘰𝘯𝘦 (𝘦 𝘥𝘪 𝘴𝘶𝘢 𝘮𝘢𝘥𝘳𝘦) è un’opera indimenticabile, capace di raccontare l’orrore e il caos della realtà con una voce unica, compassionevole, ironica e spietata al tempo stesso. Un romanzo che diverte, ferisce e commuove, e che consacra Rabih Alameddine come una delle voci più originali della letteratura contemporanea.
Traduzione di Licia Vighi.

Care lettrici e cari lettori,venerdì 𝟱 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, alle 𝟭𝟳.𝟯𝟬, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Bibliotec...
02/06/2026

Care lettrici e cari lettori,
venerdì 𝟱 𝗴𝗶𝘂𝗴𝗻𝗼, alle 𝟭𝟳.𝟯𝟬, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” - stagione 2/2026, tornerà a trovarci 𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗮 per presentare il libro 𝘜𝘯𝘢 𝘮𝘢𝘵𝘵𝘪𝘯𝘢 𝘨𝘭𝘰𝘳𝘪𝘰𝘴𝘢 (Mondadori), in dialogo con 𝗘𝗹𝗶𝘀𝗮𝗯𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗿𝗹𝗶𝗻𝗼.

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

L’AUTORE
𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗮 insegna alla New York University e collabora con «La Repubblica». Ha curato mostre per il Louvre, il MoMA, il Lincoln Center e il Guggenheim. È autore di romanzi e saggi critici tradotti in molte lingue.
Dal 2015 al 2021 è stato direttore artistico della Festa del Cinema di Roma.
Tra le sue pubblicazioni: “La magnifica illusione” (Fazi 2003), “The Hidden God” (MoMA 2004), “Tu credi?” (Fazi 2006), “Assoluzione” (Mondadori 2008), “L’America non esiste” (Mondadori 2012), “I film della nostra vita” (Mondadori, 2013), “La casa sulla roccia” (Mondadori 2014), “Ota Benga” (Mondadori 2015), “Io sono il fuoco” (Mondadori 2018), “Nel territorio del diavolo” (Mondadori 2019), “Incontri ravvicinati” (La Nave di Teseo 2024).

LA COORDINATRICE DELL’INCONTRO
𝗘𝗹𝗶𝘀𝗮𝗯𝗲𝘁𝘁𝗮 𝗠𝗼𝗿𝗹𝗶𝗻𝗼 è professoressa universitaria specializzata in diritto pubblico internazionale, autrice di volumi e saggi pubblicati in italiano e inglese. È stata research fellow all’Università di Oxford, alla New York University School of Law, al Max Planck Institute di Heidelberg.

IL LIBRO
𝗔𝗻𝘁𝗼𝗻𝗶𝗼 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗮, 𝙐𝙣𝙖 𝙢𝙖𝙩𝙩𝙞𝙣𝙖 𝙜𝙡𝙤𝙧𝙞𝙤𝙨𝙖, 𝗠𝗼𝗻𝗱𝗮𝗱𝗼𝗿𝗶

New York, aprile 1912. Al molo 59 la città si ferma. Una folla eterogenea attende l’arrivo del più grande transatlantico mai costruito, simbolo di un progresso che promette di non avere limiti. È una mattina limpida, carica di aspettative, e ognuno scruta l’orizzonte portando con sé il peso delle proprie speranze. C’è il sindaco William Jay Gaynor, convinto che la politica debba essere una missione morale; c’è Josef Stránský, direttore della New York Philharmonic, deciso a trasformare un’umiliazione pubblica in riscatto; ci sono Alfonso e Rossana, emigrati siciliani che affidano al nuovo mondo il desiderio di un figlio e di una vita diversa; e poi uomini e donne segnati dall’ingiustizia, dall’ambizione, dal bisogno di essere riconosciuti. Antonio Monda compie una scelta narrativa efficacissima e sorprendente: non nomina mai la nave che tutti aspettano. La evoca in assenza dando voce a chi è a terra, mescola con maestria personaggi reali e d’invenzione, intreccia le loro storie in un grande affresco corale, raccontando un’umanità sospesa tra fede e disincanto, tra sogno americano e violenza del reale.
Sullo sfondo, New York si rivela per ciò che è: una città capace di accogliere tutti, spesso chiedendo un prezzo altissimo.

Care lettrici e cari lettori,nell'augurarvi una buona Festa della Repubblica, proseguiamo con la pubblicazione dei racco...
02/06/2026

Care lettrici e cari lettori,
nell'augurarvi una buona Festa della Repubblica, proseguiamo con la pubblicazione dei racconti fotografici relativi ai recenti incontri della nostra rassegna.
È la volta di Giuseppe Manfridi che, venerdì scorso, ci ha affascinati con la sua performance dedicata al teatro shakespeariano a partire dal suo libro "Shakespeare sul Titanic".

Foto: Umberto Montrezza

Pubblichiamo un breve racconto per immagini dell'incontro con Lucetta Scaraffia che, giovedì 21 maggio, ha presentato il...
01/06/2026

Pubblichiamo un breve racconto per immagini dell'incontro con Lucetta Scaraffia che, giovedì 21 maggio, ha presentato il libro “Quel che resta del femminismo” (Liberilibri) in dialogo con Gabriele Ametrano.

Foto: Umberto Montrezza

31/05/2026

Care lettrici e cari lettori,
la direzione e il personale della Biblioteca desiderano esprimere affetto e vicinanza alla collega Romina Troili, e alla famiglia, per la perdita dell'amato papà Arduino.

Care lettrici e cari lettori,nell’attesa dell’incontro di domani con Giuseppe Manfridi, vi ricordiamo che sabato 𝟯𝟬 𝗺𝗮𝗴𝗴...
28/05/2026

Care lettrici e cari lettori,
nell’attesa dell’incontro di domani con Giuseppe Manfridi, vi ricordiamo che sabato 𝟯𝟬 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼, sempre alle 𝟭𝟳.𝟯𝟬, ci sarà uno speciale fuori programma dedicato alla presentazione del libro di 𝗘𝗻𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗕𝗲𝗹𝗹𝗮𝘃𝗶𝗮, 𝘓’𝘰𝘴𝘵𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰 (Zolfo), a cura di 𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗠𝗶𝗲𝗹𝗶.

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

L’AUTORE
𝗘𝗻𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗕𝗲𝗹𝗹𝗮𝘃𝗶𝗮, giornalista, è in attività dal 1985. Ha lavorato a Palermo fino al 2012 per «la Repubblica», occupandosi in prevalenza di criminalità organizzata. Ha proseguito la carriera a Roma. Nel 2021 è passato a «L’Espresso», di cui è vicedirettore. Menzione al premio Mario Francese, ha ricevuto il premio L’Ora, il premio Rocco Chinnici, il premio Coraggio della città di Sestu, in memoria di Emanuela Loi e il premio Lucio Colletti. Ha collaborato con «Micromega» e «Limes» e a numerosi documentari sul tema della lotta alla mafia.
Ha pubblicato 𝘍𝘢𝘭𝘤𝘰𝘯𝘦 𝘉𝘰𝘳𝘴𝘦𝘭𝘭𝘪𝘯𝘰. 𝘔𝘪𝘴𝘵𝘦𝘳𝘰 𝘥𝘪 𝘚𝘵𝘢𝘵𝘰, Edizioni della Battaglia, 2002; 𝘝𝘰𝘨𝘭𝘪𝘢 𝘥𝘪 𝘮𝘢𝘧𝘪𝘢, con Salvo Palazzolo, Carocci, 2004; 𝘐𝘥𝘥𝘶, con Silvana Mazzocchi, Baldini Castoldi Dalai, 2007; 𝘐𝘭 𝘤𝘢𝘱𝘱𝘪𝘰, con Maurizio De Lucia, Bur, 2009; 𝘜𝘯 𝘶𝘰𝘮𝘰 𝘥’𝘰𝘯𝘰𝘳𝘦, Bur, 2010; 𝘚𝘰𝘭𝘥𝘪 𝘴𝘱𝘰𝘳𝘤𝘩𝘪, con Pietro Grasso, Dalai Editore, 2011; 𝘚𝘣𝘪𝘳𝘳𝘪 𝘦 𝘱𝘢𝘥𝘳𝘦𝘵𝘦𝘳𝘯𝘪, Laterza, 2016; il romanzo 𝘕𝘦𝘨𝘢𝘻𝘪𝘰𝘯𝘦, Laurana Editore, 2021; 𝘓’𝘰𝘴𝘵𝘢𝘨𝘨𝘪𝘰, Zolfo, 2022.

IL COORDINATORE DELL’INCONTRO
𝗣𝗮𝗼𝗹𝗼 𝗠𝗶𝗲𝗹𝗶, giornalista e storico, è stato direttore de «La Stampa» dal 1990 al 1992 e del «Corriere della Sera» dal 1992 al 1997 e dal 2004 al 2009 (ora ne è editorialista). Dal 2021 è presidente del Premio Viareggio-Rèpaci.
Tra i volumi più recenti della sua ampia produzione saggistica, ricordiamo 𝘍𝘪𝘢𝘮𝘮𝘦 𝘥𝘢𝘭 𝘱𝘢𝘴𝘴𝘢𝘵𝘰 (2024) e 𝘐𝘭 𝘱𝘳𝘦𝘻𝘻𝘰 𝘥𝘦𝘭𝘭𝘢 𝘱𝘢𝘤𝘦 (2025).

IL LIBRO
𝗘𝗻𝗿𝗶𝗰𝗼 𝗕𝗲𝗹𝗹𝗮𝘃𝗶𝗮, 𝙇’𝙤𝙨𝙩𝙖𝙜𝙜𝙞𝙤. 𝙍𝙚𝙣𝙖𝙩𝙤 𝘾𝙤𝙧𝙩𝙚𝙨𝙚, 𝙨𝙩𝙤𝙧𝙞𝙖 𝙨𝙪𝙧𝙧𝙚𝙖𝙡𝙚 𝙙𝙞 𝙪𝙣 𝙥𝙤𝙡𝙞𝙯𝙞𝙤𝙩𝙩𝙤. 𝘿𝙖 𝙘𝙖𝙘𝙘𝙞𝙖𝙩𝙤𝙧𝙚 𝙖 𝙥𝙧𝙚𝙙𝙖, 𝗭𝗼𝗹𝗳𝗼

Renato Cortese, il superpoliziotto che ha inanellato i maggiori successi nella lotta alla mafia e che nel 2006 arrestò il boss mafioso Bernardo Provenzano dopo 43 anni di latitanza, è al centro, suo malgrado, di un intrigo internazionale che ruota intorno alla figura dell’oligarca kazako Mukhtar Ablyazov. Un ricercato da catturare, fuggito all’estero con una borsa piena di miliardi di euro o un sedicente oppositore che manovra per deporre il regime nell’ex Repubblica sovietica? O, come è più probabile, entrambe le cose. Nel gorgo di una bufera politica, nella tempesta di una campagna mediatica, in una giostra di paradossi diplomatico-giudiziari, la vicenda kafkiana che ha sconvolto la vita dell’investigatore più famoso d’Italia. Fermato da un’accusa infamante a un passo dal raccogliere i frutti di una carriera in prima linea.

Care lettrici e cari lettori,venerdì 𝟮𝟵 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼, alle 𝟭𝟳.𝟯𝟬, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Bibliote...
26/05/2026

Care lettrici e cari lettori,
venerdì 𝟮𝟵 𝗺𝗮𝗴𝗴𝗶𝗼, alle 𝟭𝟳.𝟯𝟬, per il nuovo appuntamento della nostra rassegna “La Biblioteca incontra” - stagione 2/2026, tornerà a trovarci 𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗠𝗮𝗻𝗳𝗿𝗶𝗱𝗶 per una conferenza spettacolo intitolata 𝘓’𝘢𝘤𝘲𝘶𝘢, 𝘪𝘭 𝘮𝘢𝘳𝘦 𝘦 𝘪 𝘯𝘢𝘶𝘧𝘳𝘢𝘨𝘪 𝘯𝘦𝘭 𝘵𝘦𝘢𝘵𝘳𝘰 𝘥𝘪 𝘚𝘩𝘢𝘬𝘦𝘴𝘱𝘦𝘢𝘳𝘦.

L’incontro si svolgerà, come di consueto, presso la nostra sede nella sala conferenze “Vincenzo Cardarelli” (viale Trento, 18/E).

L’AUTORE
𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗠𝗮𝗻𝗳𝗿𝗶𝗱𝗶 è drammaturgo, romanziere e sceneggiatore. Da anni il suo teatro è costantemente rappresentato in Italia e all’estero. Tra gli allestimenti più pregevoli: “Giacomo, il prepotente”, nel ’98 al Théatre des Champs-Elisées di Parigi, e “Zozòs”, allestito nel 2000 al Gate Theatre di Londra con la regia di Peter Hall, e ripreso al Barbican nel 2003. Il critico del Sunday Times ha definito la commedia «La più divertente che abbia mai visto».
“La partitella”; “Giacomo, il prepotente”; “L’osso d’oca” e “L’orecchio” sono state trasmesse da RAI DUE nella serie Palcoscenico.
Tra le sue sceneggiature: “Ultrà”, film che, per la regia di Ricky Tognazzi, ha vinto l’Orso d’argento al Festival di Berlino nel 1991. Nel 2006 il romanzo “Cronache dal paesaggio”, e, due anni dopo, “La cuspide di ghiaccio” (entrambi editi da Gremese) sono entrati nella selezione finale del Premio Strega. Nel 2020 il romanzo “Anja, la segretaria di Dostoevskij” (La Lepre Edizioni) ha vinto il Premio Città di Como.
Tutto il suo teatro è in corso di pubblicazione presso La Mongolfiera Editrice.

IL LIBRO
𝗚𝗶𝘂𝘀𝗲𝗽𝗽𝗲 𝗠𝗮𝗻𝗳𝗿𝗶𝗱𝗶, 𝙎𝙝𝙖𝙠𝙚𝙨𝙥𝙚𝙖𝙧𝙚 𝙨𝙪𝙡 𝙏𝙞𝙩𝙖𝙣𝙞𝙘, 𝗘𝗳𝗲𝘀𝘁𝗼

Questa è la storia di una storia, quella di Romeo e Giulietta, che nasce molto prima di Shakespeare e continua a vivere anche dopo di lui. Addirittura nel capolavoro cinematografico di James Cameron, 𝘛𝘪𝘵𝘢𝘯𝘪𝘤, ritroviamo insospettabilmente la chimica narrativa della celeberrima tragedia. L’idea di fondo è la seguente: ogni storia non è che il segmento di sé stessa e ha nel capolavoro che sembra cristallizzarla una tappa di transito, non di più. Quindi, ogni sorgente è una foce e ogni foce è una sorgente, e questo libro insegue così, per centinaia e centinaia di pagine, l’inesausta peripezia di un solo palinsesto. Inoltre, è un meeting letterario epocale dove ogni pagina è il luogo in cui i grandi autori della storia si danno appuntamento per scambiarsi un sorriso e una stretta di mano. E, chiaramente, non è un libro solo su Shakespeare ma è anche una grande meditazione filosofica sulla giovinezza, sul nulla, sulla propalazione, su quella “teologia laica” che chiamiamo Letteratura.

Indirizzo

Viale Trento, 24
Viterbo
01100

Orario di apertura

Lunedì 09:00 - 19:00
Martedì 09:00 - 19:00
Mercoledì 09:00 - 19:00
Giovedì 09:00 - 19:00
Venerdì 09:00 - 19:00

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