17/06/2022
Siamo tutti Ray Liotta ?
Qualche giorno fa è morto Ray Liotta, grande attore americano, famoso soprattutto per la sua immensa interpretazione in "Goodfellas - Quei bravi ragazzi" di Martin Scorsese.
Ad Asti, invece, pochi giorni fa, i giudici hanno condannato in primo grado l’ex consigliere regionale Roberto Rosso per voto di scambio.
Chi ama il cinema e allo stesso modo segue e si rende attivo nel contrasto alla criminalità organizzata, può cogliere delle analogie e fare delle riflessioni, tra due vicende apparentemente lontane tra loro. Nel film, il compianto Liotta, fa parte di un gruppo criminale ai margini della mafia che conta. Intrallazzi, rapine, estorsioni, il tutto attuato nella distorta e malata logica di valori a cui lui e i compari facevano riferimento: si tratta di portare a casa la pagnotta, di difendere gli amici dai nemici, di vincere sempre, anche giocando sporco... erano solo “Bravi ragazzi” che si davano da fare.
E le persone oneste, quelle che lavorano? Dei fessi, dei perdenti.
E Rosso? La condanna inflitta all’esponente di Fratelli d’Italia avviene perché i giudici hanno provato che c’è stato un accordo con esponenti della Ndrangheta per assicurarsi pacchetti di voti; se si studia bene la vicenda e come si sono sviluppati i fatti, si capisce come la storia giudiziaria di Roberto Rosso ricalchi lo stesso tipo di orizzonte di “valori”: per vincere, per arricchirsi, per avere una poltrona in Regione, mica si può rischiare di essere battuti da dei fessacchiotti senza arte né parte! No, meglio andare a chiedere voti alla criminalità organizzata, stringere tante mani, fare qualche fotografia e il gioco è fatto!
Ora, alla fine del film il personaggio interpretato da Ray Liotta si pente e messo alle strette dalla giustizia, manda in galera parecchi “bravi ragazzi”. La nostra speranza è che, in futuro, anche i nostri colleghi amministratori pubblici, di qualsiasi colore politico, scelgano con più cura ed attenzione compagni di viaggio più onesti e credibili, per non doversene poi pentire davanti ai cittadini, prima ancora che davanti ad una Corte di Giustizia.