Borgo di Serro

Borgo di Serro A circa 18 chilometri dal centro di Messina si erge su una collina, a 255 metri sopra il livello del mare, Serro: un villaggio nel Comune di Villafranca...

A circa 18 chilometri dal centro di Messina (quindici di Autostrada e tre di strada provinciale) si erge su una collina, a 255 metri sopra il livello del mare, Serro: un villaggio nel Comune di Villafranca Tirrena che conta oggi poco meno di centotrenta abitanti: A chi dalle alture dei Peloritani, sulla strada provinciale che porta al monte Dinnamare, volge lo sguardo verso ponente per ammirare l’

azzurro mare irreno, non può sfuggire quel gruppo di case. In tempi non molto remoti, la popolazione del villaggio fu numerosa e in gran parte dedita all’agricoltura. Poi numerosi fenomeni contribuirono a ridurla considerevolmente: l’urbanesimo, l’attrazione della città, le esigenze di lavoro.ecc. L’industrializzazione però cambiò il volto della popolazione rimasta: i contadini diventarono lavoratori della gomma, della plastica, delle fibre tessili. In estate il numero degli abitanti raddoppia, numerose le iniziative, soprattutto: sport, teatro, feste popolari. Oggi Serro è diventato un luogo di villeggiatura molto ricercato. Il luogo è tranquillo; l’aria è molto salubre (il clima è ad un tempo collinare e marino). Il calore dell’ospitalità, caratteristico della gente del sud, è per i Serrentini motivo di continua gioia nei rapporti con i visitatori. E la gente viene numerosa. I caratteristici vicoli, le piccole piazze, gli angoli, le persone: tanti colori per i visitatori. Ma non può, chi viene a Serro non sostare nella piazza davanti alla Chiesa. Lo spettacolo è emozionante. Cielo e mare si fondono per avvolgere in un unico velo le coste tirreniche con i promontori di Calavà,Capo Tindari, Milazzo, di Calabria e delle isole Eolie. In quel mare si posa dolcemente ogni sera, il sole dando vita a incomparabili tramonti che lasciano tutti estasiati. Per questo forse Serro è stato da un poeta definito “Una terrazza sul Tirreno” Anche se le origini di Serro sono molto remote, non si hanno documenti che attestano il succedersi dei fatti storici. Quasi certamente il territorio faceva parte delle proprietà ecclesiastiche dell’antica abbazia basiliana di S. Gregorio di Gesso, fondata nel 1063 dal conte Ruggero. In tempi recenti è stato incorporato nel Comune di Messina e dal 1929 con Regio Decreto è stato annesso al Comune di Villafranca Tirrena. Il paesino si snoda sulla cresta di un colle lungo la via Candelora, dalla quale si dipartono, a destra e a sinistra, le sue stradine strette e tortuose, sulle quali si affacciano balconi fioriti e minuscoli giardinetti verdi, profumati e ben curati.
“Piano Chiesa” dà il benvenuto al visitatore che si inerpica per la strada da Villafranca. In particolari condizioni atmosferiche è possibile scorgere un versante dell’Etna. La Piazza, “Aria Cola”, probabilmente “aria” voleva significare aia, luogo tipico della cultura contadina, dove le donne, sfruttando la naturale ventilazione del luogo, erano solite “spagghiari” i legumi per separare i semi dalle foglie e dai residui secchi; “zu Cola” era il nome del probabile proprietario del luogo. Dalla Piazza si scorge l’ampio arco dei Monti Peloritani, la Torre di Pizzo Chiarino, Forte Campone, San Martino di Spadafora, Rometta, Capo Milazzo, Capo Calava e le bellissime isole Eolie. Una stele in marmo ricorda i caduti delle due guerre mondiali. Allontanandosi dalla Piazza si va verso la contrada San Maccati dove, si narra, attorno al 1500 viveva “Zu Riole”, un vecchio saggio e veggente, tenuto in gran considerazione dai suoi compaesani che si rivolgevano a lui per avere indicazioni sulle semine, sulle coltivazioni d’annata alle quali sarebbe stato conveniente dedicarsi. Egli viveva in una capanna costruita con rami di ginestra, lontano dal paese, con la sua saggezza contadina e con la stima e l’affetto dei serrentini. Si dice che abbia predetto l’invenzione del carro senza cavalli, forse il treno o il camion di altre moderne invenzioni. Ed ancora più distante, nei pressi di una stradina giace una grossa pietra, forse una vecchia macina che abili scalpellini hanno lavorato utilizzando una pietra chiamata “giuliana”; dal vecchio nome della contrada in cui risiede. Essa è da sempre meta obbligata di tante passeggiate. Il borgo conserva ancora molte caratteristiche di tanti anni fa: alcune case custodiscono gelosamente i blocchi di pietra scolpiti a mano, come colonne e archi di portoni. Molti balconi sono sostenuti da “cagnola” anch’essi in pietra scolpita da locali scalpellini che lavoravano la pietra ricavata dal sottostante torrente per fare anche le macine. Si distinse in questo faticoso mestiere la famiglia Bruno. Nei vicoletti è possibile osservare qualche palmento ancora funzionante dei 15 attivi nel paese, quando la viticoltura era molto attiva, e un frantoio dei tre funzionanti un tempo. Un pozzo, ormai in disuso, fa bella mostra in un angolo antico. Un’edicola in pietra, al primo piano di una vecchia abitazione, ricorda ancora la devozione di chi vi abitava. Un’altra piazzetta del paese è dedicata alla maestra Giovanna Berlenda che, proveniente dalla provincia di Palermo, si era stabilita a Serro, per svolgere la sua attività di insegnante. Amata e stimata da tutte le famiglie, divenne madrina di battesimo di molti bambini o, comunque, madrina di “fazzoletto” o di “cuffietta”; scrisse le lettere di quelle madri, che avevano i figli lontani e ne lesse le risposte, partecipando con emozione alle loro vicende, anche le più personali ed intime. Condivise con gli abitanti di Serro ogni problema, affrontando con coraggio le conseguenze e pagando di persona, durante il periodo fascista per la questione dell’acqua pubblica. La chiesa di Serro ha origini molto antiche; probabilmente fu fondata dai Basiliani di Gesso i cui beni comprendevano anche il territorio di Serro che, intorno al 1850, rendeva 4 onze l’anno. L’altare maggiore ha un paliotto in marmo policromo; la parte superiore, dono di alcuni emigranti in America, è in gesso dipinto tipo marmo. Una bella tela del pittore Andrea Bruno del 1658 raffigura la Madonna con le anime del Purgatorio. Sugli altri altari statue di buona fattura sono oggetto della devozione da parte dei parrocchiani. Il panorama che si ammira dalla piazza della chiesa è mozzafiato: il cielo e il mare si confondono in un unico abbraccio; il sole, al tramonto, dipinge l’orizzonte di mille fantastici colori. Gli abitanti, più numerosi in estate, sembrano un’unica grande famiglia, organizzata nella scansione degli eventi e delle tradizioni che animano la vita ricreativo-culturale della piccola comunità: iniziative di carattere Sportivo come il Premio Dinnammare, spettacoli teatrali, feste religiose e popolari: tutto nel rispetto e nella valorizzazione di ciò che è stato e che va tramandato con diligenza ai giovani perché conoscano ed amino le loro radici culturali.

Indirizzo

Via Candelora, Serro
Villafranca Tirrena
98049

Sito Web

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