10/09/2026
𝑸𝒖𝒆𝒍𝒍𝒂 𝒗𝒐𝒍𝒕𝒂 𝒄𝒉𝒆 𝑨𝒍𝒅𝒐 𝑺𝒑𝒂𝒍𝒍𝒊𝒄𝒄𝒊 𝒗𝒆𝒏𝒏𝒆 𝒂 𝑽𝒆𝒓𝒖𝒄𝒄𝒉𝒊𝒐 𝒑𝒆𝒓 𝒐𝒏𝒐𝒓𝒂𝒓𝒆 𝒊 𝑵𝒐𝒗𝒆 𝑴𝒂𝒓𝒕𝒊𝒓𝒊…
Degli appunti, un fornaio divenuto vicesindaco, un romagnolo che per la sua terra diede tutto e un monumento in ricordo di Nove vite spezzate. Qual è il filo rosso che collega questi elementi?
Nelle vecchie carte del Comitato di Liberazione verucchiese, conservate nell'Archivio Comunale di Verucchio, una nutrita sezione risulta dedicata ai registri di cassa e alla contabilità, con dettaglio sulle pezze giustificative di pagamento. Non ci si deve immaginare tabelle in ordine manicale o appunti precisi su ogni entrata e uscita avuta. Questa sezione si caratterizza piuttosto per il suo disordine, come una cosa che usi quotidianamente e che sai di poter conservare così: chi la teneva la immaginò proprio in questo modo.
Tra gli appunti presi sui fogli voltanti, due in particolare risaltano alla vista.
Entrambi sono poco più che note a margine:
𝑉𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑆𝑝𝑎𝑙𝑙𝑖𝑐𝑐𝑖 £ 7.500
𝑇𝑒𝑙𝑒𝑓𝑜𝑛𝑎𝑡𝑎 𝑎 𝑅𝑎𝑣𝑒𝑛𝑛𝑎 £ 56
𝑃𝑎𝑛𝑒 " 16
𝐹𝑖𝑙𝑜 𝑝𝑒𝑟 𝑐𝑜𝑟𝑜𝑛𝑒 " 120
𝐴𝑙𝑡𝑜𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎𝑛𝑡𝑒 " 2.000
𝑃𝑒𝑟 𝑠𝑎𝑙𝑑𝑜 𝑀𝑜𝑛𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 " 4.000
𝑉𝑎𝑟𝑖𝑒 [192]
13.884
𝑃𝑎𝑔𝑎𝑡𝑖 𝑎 𝐹𝑖𝑜𝑟𝑎𝑛𝑖
21-11-45
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𝑅𝑖𝑐𝑒𝑣𝑢𝑡𝑜 𝑑𝑎𝑙 𝑆𝑖𝑔𝑛𝑜𝑟 𝐹𝑖𝑜𝑟𝑎𝑛𝑖 𝐿𝑢𝑖𝑔𝑖 £ 1000 𝑝𝑒𝑟 𝑞𝑢𝑎𝑑𝑟𝑜 𝑑𝑜𝑛𝑎𝑡𝑜 𝑎𝑙 𝑃𝑟𝑜𝑓 𝑆𝑝𝑎𝑙𝑙𝑖𝑐𝑐𝑖
𝐸𝑑𝑜𝑎𝑟𝑑𝑜 𝑃𝑎𝑧𝑧𝑖𝑛𝑖 (𝑓𝑖𝑟𝑚𝑎 𝑎𝑢𝑡𝑜𝑔𝑟𝑎𝑓𝑎)
𝑉𝑒𝑟𝑢𝑐𝑐ℎ𝑖𝑜 28-1-46
Il “𝑃𝑟𝑜𝑓 𝑆𝑝𝑎𝑙𝑙𝑖𝑐𝑐𝑖” è una persona che tutti almeno una volta abbiamo sentito citare, forse senza nemmeno aver mai approfondito le sue vicende. Parliamo di Aldo Spallicci, medico, scrittore, poeta, colonna della cultura e dell'identità romagnola, repubblicano dall’età di 26 anni. Si recò a Verucchio su invito della giunta ciellenistica in occasione dell’inaugurazione del monumento nel settembre 1945.
Da lì a pochi mesi sarebbe stato eletto tra i deputati dell’Assemblea Costituente, nelle fila del PRI, per il XIII collegio (Bologna-Ferrara-Forlì-Ravenna).
Spallicci fu fondatore nel 1920 della rassegna mensile “La Piê”, ultimo baluardo letterario romagnolo contro il fascismo, attivo anche dopo la marcia su Roma. Tra gli scrittori che animavano quelle pagine possiamo trovare anche il nome del verucchiese Giuseppe Pecci. Le pubblicazioni proseguirono fino al 1933, anno in cui il regime mise al bando la rivista.
Durante il passaggio del fronte e nell'immediato dopoguerra, Spallicci ebbe un ruolo istituzionale e morale di primissimo piano in tutta la provincia quale esponente di spicco del C.L.N. e come delegato alla sanità e all'assistenza.
Il “signor Fiorani Luigi” era il presidente del Comitato di Liberazione locale, fornaio e repubblicano, all’epoca vicesindaco. È altamente ipotizzabile che sia stato proprio lui a prendere contatti con l'illustre compagno di partito.
Proprio in casa di Fiorani, situa in via Dei Martiri, nel marzo del 1944 era stato fondato il Comitato di Liberazione circondariale, alla presenza di figure come Walter Ceccaroni e Decio Mercanti (A. Turchini, "Per la Libertà e la Democrazia. Antifascismo e Resistenza a Rimini e nel riminese", Il Ponte Vecchio, p. 164).
Nella prima nota troviamo una voce di spesa notevole (“𝑉𝑖𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 𝑆𝑝𝑎𝑙𝑙𝑖𝑐𝑐𝑖 £ 7.500”), strettamente connessa all'omaggio del quadro, realizzato forse dello stesso Sindaco-pittore Edoardo Pazzini. La cifra copriva verosimilmente la logistica per lo spostamento di Spallicci a Verucchio in concomitanza con la prima commemorazione, nonché inaugurazione, del Monumento dedicato ai Nove Martiri. Probabilmente Fiorani anticipò le spese di tasca sua e il CLN nel novembre del '45 provvide a rimborsarlo. Occorre considerare infatti che il dopoguerra era un momento dove le casse comunali e dei Comitati apparivano in costante disavanzo.
Di certo Spallicci per l’occasione tenne un discorso, ma a noi sono pervenuti soltanto questi due appunti. Se qualcuno dovesse avere notizie a riguardo, gliene saremmo davvero grati.
📍Intanto, non possiamo che darci appuntamento per sabato 19 settembre, alle 15:30 in Piazza Malatesta, per scoprire altri dettagli e curiosità.