Meetup 5 Stelle Villa San Giovanni

Meetup 5 Stelle Villa San Giovanni Siamo semplici cittadini e vogliamo gettare le basi per il cambiamento a Villa San Giovanni, ispirandoci ai principi del Movimento 5 Stelle.

Il Meetup 5 Stelle di Villa San Giovanni nasce il 22 ottobre 2012, periodo nel quale il M5S fu impegnato nelle elezioni regionali siciliane. Per lanciare il MoVimento, che di lì a poco sarebbe entrato anche in Parlamento, Beppe Grillo oltrepassò lo Stretto di Messina a nuoto, partendo proprio da Villa San Giovanni. Durante questi 4 anni gli attivisti si sono impegnati in numerose tematiche riguard

anti il territorio villese e nelle varie campagne elettorali che si sono susseguite, candidando una lista nelle elezioni amministrative del 2015 ottenendo 429 voti, purtroppo non sufficienti per l'ingresso in Consiglio Comunale.

MEETUP 5 STELLE VILLA SAN GIOVANNI VI ASPETTA
01/03/2026

MEETUP 5 STELLE VILLA SAN GIOVANNI VI ASPETTA

10/04/2025

Elezioni Amministrative Rende 2025 – Rossella Gallo è la candidata sindaca del Movimento 5 Stelle. Noi in prima linea nel campo progressista.

Il Movimento 5 Stelle ufficializza con convinzione la candidatura di Rossella Gallo a sindaca della città di Rende per le prossime elezioni amministrative.
Si chiude oggi una lunga fase di interlocuzione con le altre forze politiche, condotta con spirito costruttivo, responsabilità e apertura. Un percorso che, purtroppo, non ha prodotto gli esiti auspicati. A pesare sono state scelte personalistiche, rigidità e la proposta di candidature imposte, lontane dal metodo partecipativo e condiviso che avevamo auspicato. La nostra posizione non nasce da chiusure pregiudiziali, ma dal rifiuto netto di logiche che sviliscono il senso stesso dell’impegno civico.
Abbiamo lavorato per costruire un’alternativa vera, che fosse espressione di un'identità politica chiara, coerente e radicata nel campo progressista, in linea con ciò che il Movimento 5 Stelle rappresenta in Europa e in Italia. Non possiamo né vogliamo annacquare i nostri valori per sostenere proposte che, pur proclamandosi civiche o fintamente scelte dal popolo, si rivelano funzionali ad apparati logori o alle ambizioni di pochi. Rende merita di più.
È per questo che oggi, con orgoglio e senso di responsabilità, rivendichiamo il nostro ruolo in città. Un ruolo che in queste elezioni ci vede in prima linea nel campo progressista. In un contesto politico frammentato e inquinato da alleanze trasversali, la nostra proposta è chiara: rappresentiamo l’alternativa vera al centrodestra, che a Rende ha governato direttamente o indirettamente negli ultimi vent’anni, e ai personalismi trasversali che hanno lasciato dietro di sé solo macerie politiche, disastri finanziari e commissariamenti per mafia.
Rossella Gallo, giovane professionista, avvocata, cittadina attiva e consapevole, è per noi la figura ideale per rappresentare una proposta politica nuova, coraggiosa, pulita. La sua candidatura incarna una rivoluzione autentica: un cambiamento profondo, capace di parlare alla città con sincerità, competenza e passione. Una proposta che si rivolge a tutti e tutte, senza distinzioni, nel segno del rispetto, della giustizia sociale e della partecipazione.
Rende è una città che possiede cultura, grazie alla presenza dell’Università della Calabria; produttività, grazie a due importanti aree industriali; storia e bellezza, grazie al suo straordinario centro storico. Ma è anche una città ferita da anni di cattiva amministrazione. Oggi, più che mai, è il momento di voltare pagina e iniziare a costruire quel futuro che ci è stato negato.
La nostra non è una scelta di isolamento – come qualcuno ha voluto impropriamente descrivere evocando un Aventino – ma un atto di chiarezza politica. Scegliamo di rompere gli schemi che per oltre vent’anni hanno impedito alla città di esprimere il proprio potenziale, imprigionandola in logiche di potere che nulla hanno a che fare con il bene comune.
Il programma che accompagnerà la candidatura di Rossella Gallo è incentrato su temi concreti e urgenti: trasparenza amministrativa, difesa dei diritti di tutti e tutte, consumo di suolo zero, verde pubblico e tutela ambientale, inclusione sociale reale. Intendiamo costruire un’amministrazione che ascolti, che pianifichi con visione e che agisca con coraggio. Un'amministrazione che metta al centro le persone, la dignità del lavoro, la qualità della vita.
Il Movimento 5 Stelle si presenta a queste elezioni con una proposta credibile, pulita e radicalmente alternativa. Lo fa con l’entusiasmo di chi non ha nulla da difendere se non i valori in cui crede, e con la forza tranquilla di chi guarda al futuro con speranza, visione e determinazione.

Gruppo Territoriale Rende
Giuseppe Giorno, Coordinatore Provinciale Cosenza
Anna Laura Orrico, Deputata e Coordinatrice regionale Movimento 5 Stelle

29/03/2025

Oggi mal di stomaco alle stelle per il partito trasversale delle armi a oltranza: insulti e attacchi a raffica per il sottoscritto e il M5S da Meloni, Crosetto, Calenda. Continuate pure, sono medaglie.

Non sopportano un M5S che cresce nonostante il fango a reti e giornali unificati, che va in piazza, che è libero di dire la sua senza lobby a cui rispondere.

Fa tenerezza Meloni che - dopo aver sottoscritto al Consiglio europeo l’Europa del Riarmo ed essersi battuta per spendere montagne di soldi per le armi (fino a 35 miliardi) fuori dai vincoli - ora punta il dito verso me che le spese della Difesa le ho adeguate nell'ordine di 1 miliardo l'anno mentre portavo oltre 200 miliardi in Italia per sanità, asili nido, imprese e lavoro. Che faccia tosta.

Crosetto, poi, quando si tratta di armi, perde il finto aplomb e si prodiga in insulti personali: per lui non eravamo degni di governare. Vuoi mettere i Fratelli d'Italia con condanne al ministero della Giustizia, la Ministra alle prese con una truffa allo Stato o un Ministro della Difesa che fino al giorno prima della nomina era il rappresentante ufficiale delle industrie delle armi. Questi sì che sono titoli!

Infine Calenda, che si finge liberale a giorni alterni: per lui il M5S andrebbe cancellato. Che cultura politica è mai questa? Immaginatelo al governo intento a “cancellare” il M5S e i cittadini che la pensano come noi. Rispetto per chi è contrario al riarmo, Carlo, anche se hai l'elmetto da 3 anni.

Siamo scomodi si sa, ma andremo dritti per la nostra strada. Fatevene tutti una ragione. Il 5 aprile tutti in piazza contro la follia del riarmo. Fermiamoli.

26/04/2024
26/07/2023

A reti unificate raccontarono che Gianroberto Casaleggio prese una valigetta con 3,5 milioni di euro dal Venezuela. La notizia finì sulle prime pagine di tutti i giornali e in apertura di molti telegiornali.

Avevo detto che sarei andato fino in fondo per fare luce sul fango gettato contro mio padre. Oggi il Tribunale di Milano, a distanza di tre anni, ha sancito che mio padre fu diffamato e ha condannato il giornale e il giornalista che pubblicò per primo il falso documento.

Spero che anche le Istituzioni vogliano fare chiarezza su questa indegna vicenda, costruita contro una persona che non aveva più il potere di difendersi da sola. C’è chi ha mentito, ma c’è anche chi si è girato dall'altra parte.

Auspico che la stampa italiana riporti la notizia con la stessa prontezza e visibilità di allora, ma soprattutto con tutti i dettagli che non sono mai stati raccontati.

07/08/2022

Per noi i cittadini che soffrono vengono prima dei “Migliori”. Chiunque essi siano.

https://www.facebook.com/582573021795476/posts/4830940726958663/
18/12/2021

https://www.facebook.com/582573021795476/posts/4830940726958663/

Stampa VILL SAN GIOVANNI – «Dopo oltre 3 mesi di silenzi sembra essersi sbloccata la nomina della surroga alla consigliera dimissionaria del M5S – infatti, successivamente alla rinuncia della prima non eletta, vi è stata un’improvvisa accelerata finalmente congrua alle regole. Noi del Meetup...

10/05/2021

Sebbene nell'era del “governo di tutti” NON CAMBIARE OPINIONE pare essere una pratica infantile, ingenua, da co****ni insomma, volevo dirvi che riguardo al PONTE SULLO STRETTO non ho cambiato idea. Mi indigna solo il fatto che si parli più di tale opera che della revoca delle concessioni autostradali (sembra che la parola “revoca” sia stata bandita dal vocabolario degli esponenti del M5S), della bonifica/riconversione dell'ILVA o delle migliaia di piccole opere che salvano vite, creano posti di lavoro e rilanciano sì l'economia. Quella vera, non quella “sommersa” che arricchisce quei boss primi sponsor del Ponte di Messina. Tuttavia sarebbe riduttivo parlare solo di possibili infiltrazioni criminali. Il tema qui è più ampio e investe l'idea stessa di società che vogliamo. L'idea di mobilità, di urbanistica, di lavoro, di sviluppo.

Il “governo dell'assembramento” pare abbia dato copertura politica a tutti coloro che si battono da anni per imporre il grande a discapito del piccolo. Grandi opere portatrici di consenso elettorale e sprechi contro piccole opere sinonimo di benessere e qualità della vita. Fusioni bancarie tra colossi finanziari contro le banche di credito che se non fossero stare infiltrate dalla politica funzionerebbero ancora. Grandi imprese contro piccoli e medi imprenditori trattati da eroi quando si ammazzano e dimenticati quando c'è da prendere decisioni politiche. Grandi gruppi editoriali (vedi gruppo Elkann-GEDI) contro la piccola e libera informazione fatta da paladini della libertà di stampa che hanno i lettori come padroni. “Più grandi sono i media dell'informazione, meno coraggio e libertà vengono consentiti. La grandezza significa debolezza” sosteneva Eric Sevareid, grande giornalista della CBS.

Nel Paese del sottosopra si fa a gara per pronunciare le parole “Ponte sullo stretto”. Come se solo pronunciando tali paroline si possa entrare in società (o nelle società che contano). Chi si oppone è un oscurantista, un retrogrado, un inetto. Per l'establishment, il quale si arricchisce molto più con le inaugurazioni che con la messa in sicurezza, chi ricorda lo stato comatoso in cui vertono strade e autostrade, è uno stolto. Chi osa menzionare il fatto che - per esempio - per andare in treno da Palermo a Trapani (107 km) ci vogliono 4 ore e 23 minuti, viene tacciato di populismo. Chi crede che il futuro debba essere il ripopolamento delle aree interne con conseguenti finanziamenti di opere per rendere fruibili, vivibili e godibili tali aree viene considerato un povero nostalgico.

Più ascolto politici parlare del Ponte sullo Stretto e più penso che la pandemia non ci abbia insegnato nulla e che, nonostante la retorica, non andrà affatto tutto bene. La pandemia avrebbe dovuto insegnarci che l'attuale modello economico non è più sostenibile. Si basa sulle crescite esponenziali che, come ricorda Massimo Fini, con la natura hanno poco a che vedere. Ebbene il futuro è il decentramento e si potrà realizzare con una sola grande azione: LA MANUTENZIONE dell'esistente.

Se la ferrovia Roma-Viterbo (costruita durante il fascismo) diventasse un'infrastruttura moderna e funzionale decine di migliaia di persone vivrebbero in provincia spostandosi a Roma quando necessario. I vantaggi sarebbero ambientali, economici, psicologici, umani.

Ci vogliono far credere che i denari del recovery saranno infiniti. Come fosse un piano Marshall all'ennesima potenza. Non sarà così. Al contrario, in assenza di una severa legge sul conflitto di interessi (in particolare sui conflitti tra politica e finanza) vedrete che le fette più grandi andranno ad ingrassare i soliti noti. Ergo occorre combattere contro lo sperpero di denaro di cui il Ponte sullo Stretto diverrebbe uno dei tanti protagonisti.

Si tratta di decidere quale società costruire. Una società che si basa sulla redistribuzione o una che prosegue la strada dell'accentramento. Una società che mette al primo posto manutenzione, sicurezza, infrastrutture diffuse, cultura, ambiente e qualità di vita, o una che a chiacchiere parla di transizione ecologica ma in realtà sogna piloni di calcestruzzo alti più della Torre Eiffel.

Non si tratta solo di soldi. Si tratta di politica. Si tratta di vita. Non vi è alcuna opera pubblica che sia maggiormente legata al concetto di redistribuzione della manutenzione/ammodernamento dell'esistente. E questo vale anche per lo stretto di Messina. Punto.

26/03/2021

𝐕𝐎𝐋𝐄𝐓𝐄 𝐒𝐀𝐏𝐄𝐑𝐄 𝐂𝐎𝐒𝐀 𝐄’ 𝐒𝐔𝐂𝐂𝐄𝐒𝐒𝐎 𝐄 𝐂𝐇𝐈 𝐀𝐋 𝐒𝐄𝐍𝐀𝐓𝐎 𝐇𝐀 𝐒𝐀𝐋𝐕𝐀𝐓𝐎 𝐆𝐈𝐆𝐆𝐈𝐍𝐎 𝐀’𝐏𝐔𝐑𝐏𝐄𝐓𝐓𝐀?

La Giunta delle immunità parlamentari del Senato ha autorizzato la magistratura all’uso delle intercettazioni telefoniche riguardanti Luigi Cesaro, senatore eletto con Forza Italia e indagato dal tribunale di Napoli per i reati di concorso in associazioni mafiose anche straniere e concorso in scambio elettorale politico-mafioso (la richiesta al Senato risale al luglio 2020). Cesaro detto Giggino a’Purpetta era l’autista personale di Raffaele Cutolo, il boss della nuova camorra organizzata. Ebbene fin quì sembrerebbe tutto normale, quasi ottimo, se non fosse che su proposta del senatore del partito di Renzi Giuseppe Cucca, la giunta ha sì concesso l’uso delle intercettazioni, ma solo di 6 intercettazioni su 21, molto meno della metà.

Vediamo nel dettaglio chi ha salvato Giggino a Purpetta:
Va detto per iniziare che solo un senatore, Mattia Crucioli (recentemente espulso dal Movimento 5 Stelle) ha chiesto e fatto mettere a verbale di voler votare per parti separate includendo tutte e 21 le intercettazioni. La maggioranza ha votato contro la proposta di Crucioli, imponendo il voto unico (e sostanzialmente impedendo di esprimere un voto a favore dell'autorizzazione di tutte le intercettazioni richieste dalla magistratura). A quel punto il senatore ex M5S ha preferito abbandonare l'aula facendo mettere a verbale il suo dissenso.
Dai verbali si evincono le posizioni -- > https://bit.ly/2PrOktj

L’esito della votazione finale che autorizza all’uso delle intercettazioni ovviamente è segreto. A differenza di quanto avviene in Parlamento Europeo dono sono pubblici i nomi e i voti di ogni singola votazione delle varie Commissioni, al Senato della Repubblica e su questo argomento, la trasparenza di una simile votazione è una chimera ma dal verbale degli interventi si capisce che aria tira. Allora, proviamo a riassumerli:
A presiedere la seduta è il senatore Gasparri.
Il primo intervento è del senatore di Italia VIVA Bonifazi il quale invoca il diritto alla Privacy, quindi abbiamo capito cosa voterà, poi tocca al senatore Malan che parla dell’articolo 15 della Costituzione che tutela la libertà e la segretezza della corrispondenza, quindi anche per lui abbiamo capito cosa voterà.

Poi tocca a Mattia Crucioli ex M5S e oggi gruppo Misto che chiede di inserire tutte e 21 le intercettazioni e votare in modo separato (una voce fuori dal coro…).

E’ la volta del senatore di LEU Grasso che ha sottolineato tra l’altro come “si deve poi considerare che nell’ordinamento italiano lo strumento delle intercettazioni è disciplinato dalla legge che non può essere disapplicata”.
Il senatore CUCCA di Italia Viva parla della sua esperienza di avvocato e dice in sostanza che spesso si fa un uso distorto delle intercettazioni e che la Giunta non dispone di tutto il fascicolo.
Il senatore Paroli dell’UDC ha detto che “nel caso del senatore Cesaro – come avvenuto anche per l’ex deputato Cosentino – l'autorità giudiziaria ha perseguito in modo pretestuoso la persona e non il reato in quanto tale”. Quindi è facile intuire come ha votato.
La senatrice del PD Rossomando dice di “condividere pienamente la proposta del senatore Cucca in quanto lo stesso ha effettuato un’analisi precisa e accurata distinguendo le intercettazioni casuali dalle altre non aventi tale requisito”. Anche qui dunque tutto abbastanza chiaro. Dal verbale non risultano interventi dei componenti della giunta tra le fila del M5S.

Alla fine dunque la maggioranza autorizza l’utilizzo delle intercettazioni che vedono coinvolto Luigi Cesaro, Giggino a’purpetta. Le intercettazioni che saranno utilizzate sono solo 6 su 21.

Siamo un Paese senza speranza, fatto di partiti che, nell’oscurità e nel silenzio complice dei media, difendono le cose più indifendibili. Un paese dove la trasparenza e la lotta al malaffare sono sempre una chimera (o una cosa di nicchia). Un Paese dove l’ex autista di Raffaele Cutolo fa il senatore e viene difeso dalla gran parte dei partiti presenti.

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89018

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