• La fusione significa un ripensamento del modello organizzativo dell’amministrazione pubblica che si traduce in una più razionale e moderna gestione dei servizi, delle strutture e del patrimonio. Permette di unire ed aumentare le forze con lo scopo e la finalità di ampliare le capacità e le competenze nei diversi settori.
• Maggiori capacità e competenze – si pensi all’aggiornamento e alla speci
alizzazione del personale - si traducono in maggiore autonomia amministrativa che ci consente di gestire in maniera autonoma e più celere i procedimenti per la realizzazione dei lavori e degli interventi che interessano la comunità.
• Un organigramma più completo, preparato e specializzato ci permette di sviluppare e definire le varie tematiche all’interno delle nostre strutture garantendo autonomia, velocità e risparmio senza dover fare riferimento a Provincia ed Enti esterni e sottostare alle loro tempistiche e condizioni.
• La fusione Vigo-Pozza permette di gestire e governare finalmente in sinergia le diverse infrastrutture già in comune presenti sul territorio come strade, acquedotti, spazi pubblici, impianti sportivi, sedi delle associazioni ecc. e servizi pubblici/di interesse pubblico e sociali fondamentali: asili, scuole, centro servizi anziani, biblioteca, etc.,
• Questa nuova idea di governo permette di esercitare il diritto/dovere di autogovernarci ottimizzando la gestione dei servizi esistenti, ma soprattutto programmando insieme le scelte su interventi veramente necessari per le nostre comunità e non in contrapposizione all’interno di un tessuto che lega Vigo e Pozza per storia, territorio, paesaggio, tradizioni, cultura e caratterizzato dalla stessa economia e dalle stesse necessità.
• La fusione permette di mantenere in capo alle ASUC esistenti e di conferire a nuove ASUC, la titolarità e la gestione del proprio territorio e dei beni e dei diritti di uso civico attraverso forme autonome di governo capaci di ricavare e reinvestire le risorse mantenendo le opportunità di lavoro sul territorio stesso.
• Questo riassetto nel governo delle nostre comunità supera i disequilibri che caratterizzano attualmente i rapporti interni tra i nostri paesi eliminando una propensione al centralismo che esclude altri, permettendo, al contrario, a tutte le realtà di scoprire e valorizzare forze omogenee sul territorio per garantire scelte diffuse e condivise
• La fusione permette alla nostra gente di scegliere gli Amministratori con le migliori qualità e le maggiori capacità, investiti del compito di governare grazie alle proprie competenze e non alla rappresentatività di di una porzione di territorio.
• Amministratori espressione di un territorio più vasto fa accrescere la potenziale capacità di negoziazione istituzionale con amministrazioni locali di pari livello e di livello più elevato facendo acquisire un maggiore “peso istituzionale” al nuovo Comune.
• Attuare il processo di fusione significa rendersi attori e protagonisti del nostro futuro promuovendo azioni e diritti per costruire il nuovo Ente sulla base dei nostri bisogni specifici e reali e con il coinvolgimento di tutte le componenti e le espressioni delle nostre comunità. Questo ci consentirà di anticipare azioni che un domani verranno calate dall’alto e che dovremo subire.
• L’identità, il campanilismo, l’orgoglio: legittimi quando tendono ad arricchire e sviluppare e non quando tendono a conservare o solo a ricordare. A ciascuno di noi viene chiesto di salire sul campanile del paese per vedere un po' più lontano, non fermandosi alla base.
• Siamo e rimaniamo abitanti ed anima dei nostri paesi. I nostri territori, i riferimenti, i servizi, i rapporti diretti tra cittadino ed Amministrazione rimangono invariati: tutto questo non cambia e non deve cambiare; non ci sarà nessun mutamento, nessun modificazione, nessuna variazione identitaria. Un passaggio che porta una “novità” all’interno del sistema di Valle: dobbiamo perseguirla e realizzarla prima che altri decidano per noi calandoci scelte dall’alto. La fusione vuole essere un’ ”opportunità” per unire forze e competenze e renderci attori della trasformazione. Essa non interviene sull’”identità” degli abitanti ma lascia inalterato il rapporto che gli stessi hanno con il proprio paese. NOI abbiamo il dovere di costruire il nostro domani