27/05/2026
Analisi del tutto condivisibile di Amarevignola
𝗗𝗼𝗽𝗼 𝗹𝗮 𝗯𝗮𝘁𝗼𝘀𝘁𝗮 𝗲𝗹𝗲𝘁𝘁𝗼𝗿𝗮𝗹𝗲 𝗱𝗲𝗹 𝗽𝗿𝗶𝗺𝗼 𝘁𝘂𝗿𝗻𝗼 𝗶𝗹 𝗣𝗗 𝗵𝗮 𝗽𝗲𝗿𝘀𝗼 𝗹𝗮 𝗯𝘂𝘀𝘀𝗼𝗹𝗮
Il comunicato rilasciato da Massimo Paradisi, segretario provinciale del PD, dopo l’esito del primo turno dimostra inequivocabilmente che da quelle parti non hanno capito cosa è successo a Vignola. Paradisi fa la figura del marziano appena sbarcato sulla terra, eppure lui conosce da tempo Emilia Muratori, come lei è uno dei sindaci dell’Unione Terre di Castelli ed ha pure fatto un endorsement per lei, elogiando il suo “buon governo” della città. Eppure il risultato del primo turno, con Emilia Muratori e la sua coalizione inchiodati al 31,7% (-16,2% rispetto ad Angelo Pasini & C.), mette proprio in discussione questa narrazione autocelebrativa del “buon governo” vignolese. E’ un voto infatti che si spiega con l’insoddisfazione di tanti cittadini vignolesi che pur essendo collocati sul versante politico del centrosinistra o indifferenti a tali categorie votano per gli outsiders Adani e Cavani, in qualche caso direttamente anche per Angelo Pasini – comunque NON votano per Emilia Muratori e le sue liste. In questa condizione proporre, come fa Paradisi, una “sacra alleanza” dei “progressisti” significa davvero non aver capito nulla. E’ vero infatti che tanti cittadini chiedono “credibilità e capacità di governare”, ma queste qualità sono proprio quelle che Emilia Muratori e la sua giunta non hanno saputo dimostrare in questi anni. E così, appena ne hanno avuto l’occasione, i cittadini vignolesi hanno manifestato con chiarezza, nelle urne, il loro dissenso. Pertanto, dopo oltre 5 anni in cui l’amministrazione Muratori (con il silenzio-assenso del PD locale) si è chiusa sempre più nella sua cittadella, alzando i ponti levatoi per meglio resistere all’assedio (ma ripetendosi continuamente “stiamo facendo tutto bene”), anziché scendere nel cuore della città dove più forti sono i problemi, quale credibilità ha l’appello a fare “fronte comune”? Serviva una diversa capacità di confronto e di governo che non c’è stata.
Ma non è tutto. Non appena ci si interroga sul senso di questo “fare fronte comune” emergono altri problemi. Come potrà mai essere possibile fare fronte comune tra chi ha promosso un progetto come lo spostamento e ampliamento del supermercato Coop (che verrà trasformato in IperCoop da 3.900 mq di superficie di vendita a cui si sommano altri 1.400 di un altro supermercato collocato al centro “I Ciliegi”), in barba a qualsiasi considerazione sull’impatto ambientale, sul traffico, sul commercio locale, e chi invece (Enzo Cavani, candidato di Vignola Cambia) ha votato contro al progetto in consiglio comunale proprio perché percepisce molto bene i “costi” che il progetto scarica sulla città? Come potrà essere possibile fare fronte comune tra chi ha promosso studi e progetti di “riqualificazione” della città (centro storico, ex-mercato, stazione ferroviaria, stazione di posta), spendendo diverse centinaia di migliaia di euro, con esito talmente poco convincente da arrivare a nasconderli in campagna elettorale (o annunciando che non verranno di certo realizzati nella prossima legislatura – che è la stessa cosa), e chi, come il candidato della lista “Adani, un vignolese sindaco”, li ha bocciati senza appello? E altro si potrebbe aggiungere. In ogni caso i due candidati outsiders hanno già detto in modo inequivocabile che non parteciperanno ad accordi a sostegno di chicchessia al ballottaggio. L’invito alla “sacra alleanza dei progressisti” è destinato a restare lettera morta ed il fatto che Massimo Paradisi non sappia dire altro testimonia del vicolo cieco in cui si sono ficcati non in queste ore, ma in questi 5 anni di governo di Vignola. Più interessante sarebbe stata una seria analisi del voto (Paradisi esordisce dicendo “Il risultato elettorale, che andrà analizzato profondamente nelle prossime ore, ci consegna profondi spunti di riflessione …”, ma poi non dice quali), ma questa parte non arriverà mai, il PD ci ha abituati così.
(link al comunicato di Massimo Paradisi, su La Pressa del 25 maggio scorso, nel primo commento)