17/06/2026
Anoressia maschile, ritiro sociale, hikikomori, autolesionismo: segnali diversi di un malessere sempre più diffuso, che riguarda il rapporto con gli altri e con la propria identità, fra stereotipi di genere e pressioni sociali.
Ieri, in Fondazione Zoé, Leonardo Mendolicchio ci ha accompagnati in una riflessione sulla salute maschile, sulle fragilità che spesso restano invisibili e sul ruolo educativo degli adulti nel costruire modelli di mascolinità più liberi, consapevoli e capaci di chiedere aiuto.
Riconoscere il disagio, nominarlo e comprenderlo è il primo passo per trasformare la fragilità da stigma a possibilità di relazione e cura.
Grazie a Leonardo Mendolicchio e a tutte le persone che hanno partecipato all’incontro.