Potere al Popolo Versilia

Potere al Popolo Versilia Sezione versiliese di Potere al Popolo, per ora attivi maggiormente su Viareggio, in via d'espansion

06/09/2026
06/09/2026
06/09/2026
Sabato 5 settembre tutte/i a Livorno✊Ci troviamo alla stazione di Viareggio alle ore 14.00 per raggiungere insieme la ma...
04/09/2026

Sabato 5 settembre tutte/i a Livorno✊
Ci troviamo alla stazione di Viareggio alle ore 14.00 per raggiungere insieme la manifestazione.
Vi aspettiamo!

ROMPERE CON ISRAELE E CON IL BUSINESS DELL'AGRIVOLTAICOIl business dell'agrivoltaico, tanto caro al presidente Giani, at...
25/08/2026

ROMPERE CON ISRAELE E CON IL BUSINESS DELL'AGRIVOLTAICO

Il business dell'agrivoltaico, tanto caro al presidente Giani, attira appetiti crescenti nella nostra regione. Il primo progetto di questo tipo approvato in via preliminare dalla Regione riguarda un impianto da 20 MW nel comune di Ribolla (GR) ed è stato presentato da un'azienda controllata dal gruppo Shikun & Binui, inserito fin dal 2020 nella black list ONU delle aziende implicate nella colonizzazione illegale dei territori palestinesi; un'azienda che ha partecipato alla costruzione del muro della vergogna attorno alla striscia di Gaza.
Un'altra controllata dello stesso gruppo ha presentato un progetto, anch'esso approvato, nel comune di Casciana Terme Lari, progetto questo che coinvolgerebbe anche parte di un'area faunistica protetta.
Di fronte alla giusta indignazione mostrata dai comitati locali i balbettii della giunta regionale sono incentrati sulla rivendicazione della validità delle procedure di approvazione, cercando di spostare l'attenzione dalle ben più importanti questioni etiche ed ambientali sollevate da chi protesta.
Da un lato la Regione consente l'utilizzo dell'agrivoltaico da parte delle multinazionali come un'opportunità per trarre profitto dallo sfruttamento ambientale, nel disprezzo dei territori e di chi ci vive.
Dall'altra queste multinazionali sono le stesse che traggono profitto dall'apartheid e dal genocidio di un popolo e, nonostante persino l'ONU le abbia inserite in una black list ufficiale, sono considerate partner economici accettabili dalla Regione.
La garanzia del profitto è la stella polare che guida le politiche dell'amministrazione regionale come di quelle del governo.
È necessario mettere al centro gli interessi della popolazione e la tutela dell'ambiente.
Rompiamo ogni rapporto con Israele e con il genocidio, basta con la complicità!
Costruiamo l'alternativa alle politiche di guerra e riarmo di destre e campo largo.
Cambiamo tutto!

14/08/2026

SOSTENIAMO LO SCIOPERO DEL TRASPORTO AEREO CHIAMATO DA USB

Domenica 13 settembre 2026 negli aeroporti di Pisa e di Firenze

Denunciamo da anni il sistema di sfruttamento legato agli appalti del handling aeroportuale toscano.
Lo sciopero di USB si rivolge direttamente contro le aziende Toscana Aeroporti, amministrata dal sionista Marco Carrai, insieme a GH Toscani, e Consulta, le quali si occupano della gestione dei servizi a terra nei due scali toscani.

Ciò che il sindacato denuncia, è quello che da anni sappiamo grazie ai numerosi scioperi e vertenze che abbiamo sostenuto negli anni, e cioè che i rapporti di lavoro interni agli scali, sono gestiti tramite un sistema a Matrioska fatto da appalti e subappalti, tramite cui i lavoratori vengono inquadrati con CCNL che non rispecchiano le mansioni da loro realmente svolte, andando in questo modo ad abbassare salari e tutele.

Queste sono le conseguenze della liberalizzazione di un settore fondamentale come quello dei trasporti aerei, che macina miglioni di utili all'anno, ma che offre situazioni precarie e salari da fame ai suoi lavoratori.
Sosteniamo quindi lo sciopero del 13 settembre indetto da USB, e ci uniamo nel rivendicare condizioni lavorative migliori, denunciare le responsabilità delle tre aziende coinvolte nella gestione degli scali.

È necessario un cambio di rotta strutturale sul sistema aeroportuale Toscana, che deve essere ripubblicizzato e nazionalizzato, contro le logiche di privatizzazione che pendono sul settore grazie ai vincoli esterni dell'unione europea che ha messo in mano il sistema a multinazionali, la cui fame di profitti sulla pelle dei lavoratori, trova la piena complicità delle istituzioni locali e regionali, dal centrodestra al centrosinistra.

05/08/2026
Nascondere la polvere sotto il tappeto non è mai una soluzione. Tanto più quando non si tratta di polvere ma di persone ...
04/08/2026

Nascondere la polvere sotto il tappeto non è mai una soluzione. Tanto più quando non si tratta di polvere ma di persone con gravi disagi economici e sociali.
“EX SARS, SGOMBERATA E BONIFICATA L’AREA. CHIUSI GLI ACCESSI PER IMPEDIRE NUOVE OCCUPAZIONI” così recita il post dell’amministrazione comunale dopo l’intervento di stamane. Ma ciò non ha risolto il problema di chi lì aveva trovato una dimora temporanea, non avendo altre possibilità, e difatti anche negli ultimi anni quello spazio continuava a dare risposta a chi si trovava senza una casa e che, in cambio, continuava a presidiarlo cercando di sottrarlo all’abbandono.
Il centro sociale, ormai in disuso da anni, ha rappresentato per tanti e tante un luogo di politica, cultura, risposta all’emergenza sociale e abitativa, costruzione dell’alternativa a una politica che negli anni ha sempre più marginalizzato e svenduto il territorio.
Da oggi le persone che avevano al SARS il proprio tetto non avranno un posto dove andare: alla faccia di chi grida al degrado e all’emergenza sicurezza adesso alimenteranno il numero dei senza tetto che a Viareggio ha ormai raggiunto e superato il numero delle 200 unità. Un’emergenza abitativa verso la quale non è stata fatta da decenni alcuna politica attiva contribuendo a generare e amplificare il disagio, la marginalità e, inevitabilmente, la disperazione.
E quando si è disperati si è inevitabilmente facile preda dello sfruttamento anche a fini illeciti. Non tutti ovviamente cedono, ma per evitare che ciò accada un’amministrazione illuminata mette in campo risorse e programmi per prevenire e creare alternative.
Reprimere non risolve il problema, semplicemente lo sposta altrove. Oppure genera situazioni di ancora maggior gravità come accaduto alo stabile occupato di viale Kennedy Torre del Lago che dopo essere stato sgomberato è diventato anch’esso dimora e centrale di distribuzione dello spaccio.
L’unica risposta possibile, che sempre meno la politica intende intraprendere, è quella delle politiche sociali, delle risposte concrete e reali, della riqualificazione di spazi aggregativi e abitativi.
Come Potere al Popolo Versilia ci uniamo a chi sta chiedendo quali sono le alternative abitative messe in campo per le venti persone sgomberate, se al di là dell’azione dimostrativa vi siano i presupposti per un concreto impegno, se questa amministrazione, dopo che la precedente ha sempre rifiutato l’apertura di un tavolo sull’emergenza abitativa, voglia prendere atto dello stato emergenziale e sia disponibile ad un confronto che porti alla definizione di un piano concreto.

02/08/2026

CEUTA E' LA DIMOSTRAZIONE CHE IL SISTEMA NEO-COLONIALE EUROPEO E' IRRIFORMABILE E VA ABBATTUTO SENZA COMPROMESSI

Diciamolo chiaramente: chi di fronte alle immagini di Ceuta e a 84 morti ancora caldi a terra, chi parla di invasione e prova a seminare il panico collettivo è una MISERIA UMANA.

Vox accusa il "permissivismo" di Sanchez. Trump accusa l' "estrema sinistra globalista". Meloni, addirittura sospende l'accordo di Schengen con la Spagna.
Siamo di fronte a un'azione propagandistica coordinata sul piano internazionale senza precedenti, orchestrata prima di tutto sulla pelle della popolazione marocchina e del proletariato immigrato europeo.

Chi dice che è una macchinazione geopolitica degli USA ha ragione, ma coglie solo una parte della verità.

È vero che la polizia marocchina ha favorito il passaggio di enormi quantità di persone.

È anche vero che del Marocco è totalmente legato a Trump e Netanyahu, e quindi ha permesso ai migranti di invadere la Spagna, per punire Sanchez delle sue posizioni sulla Palestina, di quelle sulla guerra in Iran e dei suoi accordi con l’Algeria.

Quello che va urlato forte è chiaro è che è esattamente la politica migratoria neocoloniale europea, voluta tanto dalla destra quanto dal centrosinistra, ad aver dato questa arma geopolitica in mano al Marocco.

I paesi europei erigono ovunque muri e barriere contro i migranti, e poi finanziano e sostengono con miliardi di euro dittature o semidittature per gestire questi flussi al posto nostro. La monarchia dittatoriale marocchina sta alla Spagna come i signori della guerra libici stanno all'Italia. Ed è precisamente per questo motivo che Almasri è stato riportato tranquillamente a casa da Nordio.

Le migrazioni infatti, rappresentate per consenso elettorale come una emergenza, sono in realtà un elemento strutturale dell’attuale società capitalistica, la cui produzione e riproduzione dipende oggi dalla mobilità forzata di milioni di persone.

Prima, attraverso guerre, export di armi, rapina di risorse naturali, cambiamento climatico e lo strangolamento economico attraverso il debito contribuiamo in maniera determinante allo spostamento di milioni di persone.

Poi gestiamo questi flussi attraverso accordi criminali, finanziati con le tasche di noi lavoratori, con semidittature e con la militarizzazione delle frontiere.

Infine, una volta costrette a emigrare e ad attraversare l'inferno, trasformiamo queste persone in forza lavoro altamente ricattabile attraverso legislazioni in materia di immigrazione (vedi la Bossi Fini), concepita come strumento di repressione e controllo. Un vero apartheid lavorativo.

La differenza tra destra e centrosinistra è che la prima su questo sistema fa propaganda mentre lo gestisce. Il centrosinistra lo gestisce silenziosamente.

Questo sistema però è irriformabile non si può gestire. E Ceuta lo dimostra.

Va sostituito con un modello alternativo, basato regole chiare per i flussi di ingresso. Che preveda la sottrazione della gestione dei flussi alle semidittature africane e alle bande criminali, attraverso visti di formazione-lavoro e corridoi umanitari. E che si fondi sulla costruzione di un'eguaglianza dei diritti per tutti i lavoratori e le lavoratrici in Europa.

È un sistema che questa classe politico-imprenditoriale criminale non attuerà mai. Loro sono parte del problema.

Dobbiamo essere noi lavoratori, che siamo di prima, seconda o terza generazione, a organizzarci per impedire la barbarie dei pogrom, delle frontiere, del colonialismo, e costruire una nuova Italia e una nuova Europa.

Quella vecchia è destinata comunque al declino, se non al collasso.

Indirizzo

Viareggio

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