16/05/2026
Indagine dell'UNIVERONA sul fenomeno del bullismo al femminile, condotta dai proff. Antonietta De Vita e Giuseppe Burgio, coordinatore dei focus group il dott.Francesco Vittori.
Partecipare a questa indagine non è stato solo un atto di adesione a un progetto scientifico, ma una scelta politica ed educativa precisa: quella di non distogliere lo sguardo dalle forme più silenziose e insidiose di violenza che attraversano le aule e i corridoi delle nostre scuole. Il cuore della nostra partecipazione è rappresentato dalle quattordici studentesse dell’Einaudi che hanno preso parte attiva alla ricerca dal 2021 al 2024. Sottolineiamo la natura innovativa della metodologia adottata: le nostre ragazze non sono state semplici "oggetti" di studio, ma sono state coinvolte come "esperte del fenomeno". Attraverso i Focus Group e le attività di co-progettazione, hanno avuto l’opportunità di narrare la propria quotidianità, offrendo al team di ricerca una chiave di lettura autentica. Per la nostra scuola, vedere queste quattordici giovani donne assumersi la responsabilità di raccontare dinamiche spesso invisibili è stato motivo di grande orgoglio. Hanno prestato la loro voce per dar voce a un fenomeno — quello del bullismo femminile — che per troppo tempo è rimasto nell'ombra dei modelli maschili di aggressività fisica. Ciò che emerge dai dati e dai racconti delle nostre studentesse ci interroga profondamente come educatori. Il bullismo al femminile all’Einaudi così come nel resto d’Italia, si nutre di parole che feriscono, di esclusione sociale e di uno stigma legato spesso ai corpi o alla "diversità" (che sia essa culturale, di classe o legata all’orientamento sessuale). Un dato che ci colpisce come istituzione è la constatazione che "gli adulti arrivano tardi". Le ragazze ci dicono che noi insegnanti e genitori spesso intercettiamo il malessere solo quando la sofferenza è già radicata. Questo ci stimola ad affinare i nostri strumenti di osservazione e adottare quella prospettiva di genere e intersezionale che la ricerca propone, per scardinare gli stereotipi che ancora condizionano la crescita delle adolescenti. Crediamo fermamente che la scuola debba essere un laboratorio di democrazia e rispetto. Grazie al lavoro di queste ricercatrici e ricercatori, e al coraggio delle nostre studentesse, oggi abbiamo strumenti più affidabili per trasformare la scuola in un luogo dove nessuna ragazza debba sentirsi "fuori dal cerchio". La nostra scuola continuerà a essere un presidio di ascolto, pronta a collaborare con l'Università per costruire una pedagogia che sappia leggere e contrastare ogni forma di violenza, anche quella che non fa rumore.
Grazie ragazze, grazie prof.ssa Francesca Zerman!