31/07/2026
Ciò a cui abbiamo assistito ieri a Ceuta, enclave sp****la in terra d'Africa, è qualcosa di fronte a cui non possiamo rimanere indifferenti.
Una scena che sembrava fuoriuscire direttamente da un libro considerato all'epoca visionario (era il 1973), ma che oggi molti ritengono tremendamente attuale: Il campo dei Santi di Jean Raspail.
Migliaia di persone, munite di tute termiche, ruote d'auto per galleggiare e dell'immancabile cellulare, si sono riversate verso la Spagna, incoraggiate, a nostro avviso, dalle parole del leader socialista Sánchez, sfiduciato dal suo stesso popolo e alla ricerca di nuovi elettori.
Senza soffermarsi sugli effetti, ormai sotto gli occhi di tutti, bisogna porsi alcune domande per capire chi gestisce il fenomeno migratorio e chi, secondo noi, sta contribuendo alla progressiva dissoluzione dell'Europa.
Davvero possiamo credere che, in modo perfettamente sincronizzato, migliaia di persone si ritrovino sulle coste del Marocco per attraversare tre chilometri di mare?
Possibile che nessuno si chieda chi abbia fornito loro le tute termiche e l'attrezzatura necessaria per affrontare questa traversata?
Oltre alle politiche immigrazioniste delle sinistre globaliste, è necessario interrogarsi anche su chi, dall'altra parte del Mediterraneo, favorisca questi flussi. A nostro giudizio, un ruolo è svolto da reti criminali e da soggetti che, direttamente o indirettamente, agevolano la migrazione irregolare.
Tutto questo deve finire. L'Europa torni a essere una fortezza e un luogo sicuro per i suoi abitanti, che nei millenni ne hanno fatto la culla dei diritti e della civiltà.
Il movimento Fortezza Europa si farà promotore delle seguenti proposte:
Abolire il Trattato di Schengen e ripristinare la difesa dei confini delle singole nazioni.
Mettere fuori legge le ONG che favoriscono il business dell’immigrazione
Stop ai privilegi per i non autoctoni e preminenza nazionale nelle assunzioni e nell'assegnazione delle case popolari.
Rimpatrio di tutti coloro che non hanno i requisiti per restare nei Paesi ospitanti.
Basterebbe così poco ma ci vuole il coraggio di farlo.