10/06/2026
È successo ancora e purtroppo riaccadrà sempre più spesso perché, dopo anni di sbarchi ed accoglienza indiscriminata, la situazione è ormai fuori controllo. Lo è nelle grandi città come nei piccoli paesi di provincia, in Italia come in tutta Europa, da quando alla guida del nostro continente abbiamo i politici corrotti di Bruxelles che rispondono a questo coacervo di interessi di lobby extra nazionali che si chiama Unione Europea.
Questa volta è toccato a Belfast, città portuale e capitale dell’Irlanda del Nord. Un “refugee” somalo ha aggredito un giovane cattolico in Antrim Road. Lo ha colpito con un pugnale, immobilizzandolo per terra e provando più volte a sgozzarlo, dopo averlo ferito ad entrambi gli occhi.
Il giovane irlandese è stato salvato dall’intervento di alcuni passanti ma si trova adesso in condizioni gravissime ed in fin di vita.
Nonostante il muro di gomma della stampa, il silenzio complice dei partiti progressisti e la protezione dei magistrati rossi, la parabola dell’immigrazione sta mostrando il suo vero volto.
Solo adesso, dopo che noi lo predichiamo da decenni, anche la gente comune sta capendo in che situazione ci hanno messo le politiche terzomondiste volute da lobby economiche in combutta con la sinistra internazionalista che trova nei centri sociali la sua manovalanza.
È ora che i cittadini per bene e di buon senso si uniscano ai movimenti identitari ed ai patrioti per salvare ciò che ancora si può salvare senza più delegare ai politicanti servi di questa Unione Europea.
A Belfast sono centinaia i fuochi della rivolta accesi nella notte. Scintille che presto infiammeranno tutta Europa perché non vogliamo accettare di sottoporci ad una eutanasia assistita prescritta da chi ha deciso la fine di noi nativi europei.