27/09/2026
ITACA - Rubrica a cura di Filippo Campisi, Segretario cittadino del PD
N. 1 - “Chi dava del tu alla politica e chi odia”
Inizio oggi questa rubrica di commento ai fatti che più mi colpiscono e che possono riguardare il circolo di Vercelli del Pd o interessare ai suoi iscritti. Il titolo della rubrica, quello della più nota poesia di Konstantinos Kavafis, l’ho scelto quale omaggio alla metafora del viaggio importante quanto la meta. Ciò vale ovviamente anche per noi perché in vista delle mete elettorali è importante il percorso che si fa per arrivarci e ciò che succede durante.
Itaca non avrà periodicità fissa, dipenderà dai fatti che accadranno. Dunque, potrebbe scomparire per settimane ed esserci tre giorni di fila. Non sorprendevi, perché non intendo farmi affliggere dall’ansia della pagina bianca ne’ ho firmato contratti che mi impegnano a scadenze.
Questo commento d’esordio è dedicato a due persone. La prima è Giovanni Corgnati, che in tantissimi hanno ricordato in questi giorni. Lo incontrai la prima volta, mi pare, al comizio di chiusura delle Amministrative di Vercelli 2009. Sorriso aperto, sguardo vivo, espressione ed atteggiamento energico ma cordiale, stretta di mano forte. Mi piacque, ebbi l’impressione di uno che aveva il coraggio, la forza, di non mentire. Mi parve anche uscito dal mondo di Guareschi, con quei baffoni e la faccia solcata da rughe da campagna. Oggi ho letto che Alessandro Portinaro ha scritto che aveva un pragmatismo di tipo emiliano e ho sorriso. Di quella terra, lui pur piemontesissimo, aveva anche la faccia e lo spirito, credete a me che di là sono per metà.
Ebbi nel tempo occasione di incontrarlo tante volte, anche quand’era consigliere regionale, per lavoro o per ragioni politiche, una volta anche alla buvette di Palazzo Lascaris con Giovanna Pentenero. Offri’ i caffè. L’ultima volta lo vidi a Cigliano, una sera in cui, un parlamentare Pd ossolano faceva campagna elettorale. Giovanni, al bancone del bar, offri’ le birre perché Cigliano - si capiva - era casa sua.
Le elezioni andarono male e dopo poco quel parlamentare cambiò casacca.
Giovanni non lo fece mai e, credo, neppure mai arrivò a pensare di poterlo fare. Rimase sempre fedele ai propri, e nostri, valori. Uno scoglio tra le onde, per molti un punto di riferimento. È certamente per questa sua forte personalità e per questa sua coerenza che in queste ore moltissimi, non solo del Pd, lo hanno ricordato. È certamente per questo che un giornalista vercellese, Luigi Guelpa, lo ha commemorato con un’espressione felicemente rubata al calcio e con parole così appropriate che, non trovandone di migliori, qui parzialmente trascrivo: “È mancato Giovanni Corgnati, uno degli ultimi uomini di questa terra capaci di dare del tu alla politica, senza soggezione e senza calcoli. Aveva l'onestà ruvida delle persone che non hanno bisogno di piacere a tutti. E una tenacia ostinata, quasi testarda, nel battersi per chi aveva meno voce, meno forza, meno fortuna”.
La seconda persona cui è dedicata la rubrica di oggi è Manuela Naso, che come noto, è stata oggetto di gravi ingiurie sulla pagina Facebook di un (soprattutto) giornale vercellese per avere scritto una lettera nella quale ha preso posizione, da insegnante, nei confronti della riforma delle classi scolastiche di cui tanto si discute. Sessant’anni dopo le polemiche che accompagnarono la “Lettera a una professoressa” di don Milani Manuela dovrebbe rallegrarsi di averne ripetuto l’insuccesso con la sua lettera di una professoressa.
Non è così purtroppo perché il livore e l’odio che le sono stati riversati addosso, fino a quando, invero tardivamente, il giornale, sollecitato da Manuela stessa, ha posto fine ai commenti, sono stati tali da meritare qualche riflessione.
La prima: la società è malata, una società che si esprime così non può non esserlo, ed è quindi indispensabile che chi ne rappresenta una parte diversa continui a impegnarsi, sostenendosi. La seconda: occorre vigilare affinché simili fatti non si verifichino nuovamente e affinché, nel caso, i responsabili quanto ad azioni (gli autori) ed omissioni (le testate che non vigilano e non intervengono subito) vengano perseguiti e puniti. La terza: l’attacco a Manuela ha prodotto l’effetto di compattare tutto il partito attorno a lei, dunque il risultato contrario voluto da chi si è divertito a offenderla. La quarta: l’attacco ha fatto conoscere il vero volto di alcuni insospettabili, soggetti dal vile ossequio negli incontri per strada che poi dietro una tastiera si rivelano per quelli che sono. Meglio così direi, per noi tutti e per Manuela.
Cosa ne avrebbe detto Giovanni preferisco non saperlo.
Vercelli, 27.8.2026