Una Verbania A Sinistra

Una Verbania A Sinistra La nostra città è la nostra casa: spalanchiamo le finestre al sole che sorge.

Dalla storia di una Civica “Una Verbania Possibile” e dei partiti della Sinistra Verbanese è nata una nuova lista “UNA VERBANIA A SINISTRA”, un progetto politico costituito da un percorso comune a tanti soggetti diversi: Partiti, Liste Civiche e singole persone, uniti in un programma condiviso che si fonda sull’amore per la nostra città, nella prospettiva di una Verbania attenta al suo futuro, si

a economico che di benessere sociale, sensibile al paesaggio, all’ambiente ed alla salute dei propri concittadini. Vogliamo portare un rinnovamento fatto di idee, ricche di prospettive, declinate nel rispetto dei principi di coerenza, trasparenza, correttezza e condivisione. Useremo tutte le nostre energie per non lasciare indietro nessuna persona, categoria, classe sociale od economica; per diffondere il principio dell’accoglienza, non solo turistica; per seminare il senso profondo della Pace, contro ogni forma di discriminazione. Siamo certi di poter dare un contributo costruttivo e partecipativo affinché il nostro territorio diventi un posto dove vivere meglio: più felici, con prospettive comuni, con la possibilità per i giovani di guardare al futuro; una città capace di essere vissuta e di attrarre per la qualità della vita.

10/01/2026

Contro la scelta sciagurata della Regione Piemonte del nuovo Ospedale unico a Piedimulera il Comitato a Difesa dei tre Ospedali del VCO convoca una urgente riunione per organizzare iniziative contrarie a tale scelta per MARTEDÌ 13 gennaio 2026 alle ore 18.00 presso la Casa del Popolo ARCI di Trobaso.
Tutte le cittadine e i cittadini sono invitati.

07/09/2025

Ieri ad Omegna al primo VCO Pride "Una Verbania a Sinistra" c'era!

11/03/2025
Prima di tutto la Pace ☮️
07/03/2025

Prima di tutto la Pace ☮️

UNA VERBANIA A SINISTRA: NO ALLA CHIUSURA DELLA BARRY CALLEBAUT!!La notizia della prossima chiusura dello stabilimento B...
07/09/2024

UNA VERBANIA A SINISTRA: NO ALLA CHIUSURA DELLA BARRY CALLEBAUT!!

La notizia della prossima chiusura dello stabilimento Barry Callebaut di Intra ha colto tutti di sorpresa. Sono a rischio oltre 130 posti di lavoro, lavoratori principalmente di Verbania e dintorni.
I numeri parlano chiaro: lo stabilimento chiuderà con portafoglio ordini attivo, con volumi di produzione tali da richiedere il lavoro su tre turni e per sette giorni su sette, con l’ulteriore costante presenza di personale interinale indispensabile per rispondere e garantire i volumi di produttività richiesti dal mercato.
Lo stabilimento chiuderà lasciando senza lavoro tutti i dipendenti e il personale dell’indotto, nonostante la multinazionale svizzera Barry Callebaut – Spa, quotata alla borsa di Zurigo, menzioni un investimento di 500 milioni di CHF nella stessa comunicazione che annuncia la chiusura dello stabilimento di Intra.
La questione è legata proprio a questo: l’azienda fa un piano di investimento allo scopo, tra gli altri, di “migliorare gli stabilimenti e la nostra rete, affinare i processi lavorativi, elevare la qualità dei prodotti e promuovere la digitalizzazione” (da La Stampa) e investe anche negli altri stabilimenti italiani del gruppo (San Sisto di Perugia e San Vito Chietino).
Dall’altra parte chiude stabilimenti finora pienamente operativi, come accaduto a Norderstedt in Germania e Port Klang in Malesia o riduce la forza lavoro anche nello stabilimento belga di Wieze (Fiandre Orientali), il più grande del gruppo, dopo aver ricevuto un contributo della Regione Fiandre di 500.000 Euro per lo sviluppo occupazionale.
Per dichiarazione dell’Azienda, lo stabilimento di Intra chiude per “limitata redditività futura e complessità logistica del sito”.
Una Verbania a Sinistra ritiene inaccettabile tale dichiarazione, la complessità logistica dello stabilimento, benché si trovi nel centro di Intra, rimane lo stabilimento più vicino alle principali vie di comunicazione ed alla maggior parte dei clienti italiani, distando dall’ingresso dell’autostrada solo 13 km.
La redditività futura è vista come limitata, in considerazione dell’alto costo di produzione, ma a un’analisi più attenta non si parla del solo costo del lavoro (si ricorda la statistica sulla riduzione di valore dei salari italiani negli ultimi 20 anni..) ma del costo di produzione per tonnellata: più è alto meno è redditizio quanto viene prodotto nella fabbrica in questione. Tale dichiarazione sarebbe inoppugnabile se non fosse che per diminuire il costo di produzione, con un piano di aggiornamento aziendale, è possibile investire in macchinari, tecnologie e persone nello stabilimento stesso, tali da rendere lo stabilimento ulteriormente competitivo. L’interno della fabbrica riporta racconti che vanno nella della direzione opposta: mancano da anni investimenti di rilievo in grado di ammodernare il parco macchine e di adeguare le tecnologie utilizzate, raggiungendo l’obiettivo strategico di diminuire il costo di produzione.
Viene perciò da pensare che per Barry Callebaut Intra, la chiusura fosse già prevista da tempo e sia stata attuata creando progressivamente le condizioni tali per tentare di giustificare la decisione comunicata giovedì 5 settembre.
Siamo di fronte all’ennesima chiusura aziendale basata su logiche economico-finanziarie che ignorano la responsabilità sociale d’impresa e si fanno beffe di qualsiasi codice etico adottato dalle aziende e presente sui propri siti che parli di benessere dei propri dipendenti.
Ora l’onere ricade anche sulle parti sociali, in una lotta impari vista troppe volte.

Di fatto la notizia della chiusura dello stabilimento riverbera nel dramma economico e sociale di oltre un centinaio di cittadini che non solo si troveranno improvvisamente senza lavoro, ma anche privi del salario per il mantenimento della famiglia; in molti si troveranno a dover garantire gli impegni economici pregressi, quali mutui per la casa, per l’istruzione dei figli, per la salute o altre spese già pianificate tali da pregiudicare fortemente il loro futuro.
Una Verbania a Sinistra chiede alle Istituzioni tutte, Comune, Provincia, Regione, Prefettura ed ai sindacati che si attivino con forza al fine di cercare possibili soluzioni per il mantenimento dello stabilimento produttivo o, in alternativa, per trovare contesti economici di accomodamento accettabili per i lavoratori.
La Società dovrà farsi carico di possibili pensionamenti anticipati, di liquidazioni maggiorate, di possibili reinserimenti lavorativi o di altre forme economiche di salvaguardia sociale.
Sebbene l’obbiettivo primario sia la salvaguardia dei lavoratori coinvolti, qualora la Società non offrirà le dovute garanzie di tutela economico sociale, le amministrazioni pubbliche dovranno ricorrere a possibili forme di convincimento con misure amministrative ed urbanistiche nei suoi confronti, quali vincoli sul patrimonio edilizio della fabbrica in modo che non sia possibile una conversione urbanistica a destinazione a residenziale se non a destinazione popolare ed a carattere convenzionato, oppure destinare ad area verde ad uso pubblico il sito industriale.
Tali azioni politico/amministrative sono indispensabili e doverose per evitare la beffa di future speculazioni in favore della Società.
Come elemento di contrapposizione si dovranno ulteriormente imporre la bonifica del sito e la garanzia della manutenzione per evitare il degrado dell’abbandono della superficie in oggetto.
Una Verbania a sinistra è dalla parte dei lavoratori e cittadini e lotterà al loro fianco in ogni battaglia per la dignità dei lavoratori e per una giustizia sociale.

23/06/2024

Buon voto a tutte e tutti!

🗳 Oggi si vota fino alle 23
➡️ Si vota anche domani, lunedì 24 giugno, dalle 7 alle 15

21/06/2024
Due bellissime persone che appoggiano il miglior candidato Riccardo Brezza Grazie Carlo Bava e MariaCristina Pasquali
21/06/2024

Due bellissime persone che appoggiano il miglior candidato Riccardo Brezza
Grazie Carlo Bava e MariaCristina Pasquali

Indirizzo

Via Renco 93
Verbania
28923

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