25/05/2026
Iran | In dialogo con l’attivista Meysam Aal-e-Mahdi e con la Prof.ssa Daniela Meneghini
📍 CA’ FOSCARI VENEZIA | Aula 26, Ca’ Cappello
🗓 giovedì 28 maggio, ore 17:30
In un mondo dove la voce dell’estrema destra diventa ogni giorno più forte, quanta speranza ancora ci può essere nei movimenti in lotta?
In questa fase di regime di guerra e neoliberismo bellico, sfociato con l’invasione israelo-statunitense in Iran, è di prioritaria importanza dare una lettura diversa dai mass media, fanatici e ossessioniati da una narrazione semplicista e alienante; è necessario contrastare uno sguardo che vede questa fase come un risiko tra i potenti, che ignora e annulla volutamente il ruolo dei popoli e i loro movimenti dal basso nei territori colpiti.
Con Meysam Aal-e-Mahdi (میثم آلمهدی), operaio e attivista iraniano, vorremmo approfondire ciò che rimane del corpo ferito della soggettività politica dei movimenti operai (e tutte le lotte dal basso come quella di “donna, vita, libertà”) e quanto può incidere nel futuro del popolo Iraniano e nella sua autodeterminazione.
Meysam Aal-e-Mahdi (1984) lavorava come operaio nella Società Siderurgica del Khuzestan nella città di Ahvaz. La società è stata privatizzata e il mancato pagamento degli stipendi ha scatenato proteste e una serie dei scioperi - il piu lungo di 40 giorni - che lui, insieme ad altri, ha organizzato (2016-2018). Quelle proteste sono state tra le più grandi lotte operaie in Iran dopo la rivoluzione e per questo ha subito la repressione delle forze di sicurezza.
La Società Siderurgica del Khuzestan è una delle industrie più importanti dell’Iran dove hanno lavorato fino a diecimila operai; è stata colpita di recente dai bombardamenti americano-israeliani.
Ora sono passati cinque anni da quando Meysam Aal-e-Mahdi, dopo un lungo periodo vissuto nascosto in Iran, è uscito dal paese. Attualmente si è concentrato sulle forme organizzative delle lotte operaie e l’autogestione delle fabbriche.
alemahdi