08/08/2026
Sabato 8 Agosto 2026 ricorre la “Giornata del sacrificio del lavoro italiano nel mondo”. La ricorrenza è stata istituita nel 2001 per tenere viva la memoria della tragedia di Marcinelle dell’8 agosto 1956. A causa dello scoppio di un incendio nella miniera di Bois du Cazier, quel giorno di settant’anni fa morirono 262 lavoratori, di cui 136 italiani. L’occasione consente di ricordare, insieme a quel tragico episodio, aspetti e momenti connessi alla lunga stagione dell’emigrazione italiana.
La lettura di alcuni documenti conservati dall’Archivio di Stato di Venezia, e qui proposti, consente di ricordare ancora una volta, quest’oggi, il sacrificio dei lavoratori italiani nel mondo, e aiuta a comprendere i molti e diversi aspetti di un fenomeno che ha segnato la storia del lavoro italiano molti decenni tra XIX e XX secolo.
Il primo documento proposto è una circolare del Ministero dell’Interno datata 1888, ricevuta dalla Questura di Venezia, in cui si fa menzione delle pessime condizioni degli emigranti verso gli Stati Uniti d’America. La maggior parte di essi, arrivati di là dall’Oceano, “si trova abbandonata nei porti dell’Atlantico e alle prese colla fame”.
Il Ventennio fascista ebbe a facilitare, in alcune fasi, l’emigrazione di manodopera fuori dall’Italia: nel pieno dell’espansione coloniale, il regime promosse il collocamento di lavoratori nell’Africa Orientale Italiana. Gli stessi podestà locali, come testimonia la lettera del 1936 indirizzata dal Comune di Noventa di Piave al Prefetto di Venezia, incoraggiavano le autorità a selezionare ancora più operai per la partenza verso l’Africa. Numerosissimi furono però i rimpatri dei lavoratori per ragioni di salute: il fondo del Gabinetto della Prefettura di Venezia conserva notizia di decine di piroscafi che riportavano a casa operai sfibrati, malati o morenti dopo pochi mesi dall’arrivo sul luogo di lavoro.
Gli anni Cinquanta rappresentarono, per la provincia di Venezia e per tutta Italia, un decennio di massiccia emigrazione: lo testimoniano diversi documenti. Una comunicazione, diretta dal Ministero dell’Interno alla Questura di Venezia, che segnala attività politiche organizzate dal Partito Comunista Italiano rivolte “in direzione dei nostri emigranti”; i report dell’Ufficio Regionale del lavoro (in foto, una statistica per l’anno 1958), tra le cui carte troviamo anche relazioni degli anni successivi, come questa del 1966, in cui per la prima volta si fa menzione dei primi “immigrati”, “nell’ambito della Comunità Economica Europea”.