16/10/2026
🐟 Alzarsi presto. Camminare sotto la loggia della Pescheria a Rialto. Sentire gli odori del pesce appena pescato, per poi incamminarsi verso l’Erbarìa, tra i colori delle cassette di frutta e verdura. Ascoltare il vociare tra il Campo delle Becarìe (il nome ci dice che qui c’erano i macelli dei montoni e altri ovini) e Ruga dei Oresi: è un mosaico di tradizioni, di artigiani e mercanti che per secoli hanno dato anima a questo luogo.
🔹Qui, tra il XIII secolo e il Cinquecento, Rialto era uno dei più straordinari crogioli di popoli che l’Europa avesse mai visto dopo la caduta di Costantinopoli. Veneti di terraferma, Istriani, Dalmati, Romagnoli, Emiliani, Marchigiani, Abruzzesi, Pugliesi… e poi Fiorentini legati a banche e tessuti, Lucchesi impiegati nella seta, numerosi Greci, Albanesi, Slavi e Francesi.
🔹E ancora i Tedeschi — i più numerosi — con Austriaci, Ungheresi e Boemi nel loro Fondaco a San Bortolomio: mercanti, banchieri, assicuratori, importatori, artigiani. Fino alla presenza degli ebrei, passati dalla Giudecca a Mestre e poi nel Ghetto.