Enjoy Respect Venezia

Enjoy Respect Venezia Turismo Sostenibile - Città di Venezia / Sustainable Tourism Office - City of Venice

è la campagna di sensibilizzazione promossa dalla Città di Venezia per orientare i visitatori verso l'adozione di comportamenti responsabili, più consapevoli e rispettosi delle bellezze naturali e artistiche di Venezia e della sua laguna. E incentivare un modo di viaggiare che sia in armonia con la vita quotidiana dei residenti. There’s more to Venice than gondolas and selfies

in front of the Rialto Bridge. Away from the busy crowds and tourist hotspots lies a quieter, more authentic city — and that’s exactly what is all about. Launched by the City of Venice back in 2017 (the same year the UN promoted sustainable travel worldwide), this campaign gives you 12 easy tips to help you enjoy the city in a more thoughtful, respectful way. Nothing complicated — just simple things that make your trip better and help Venice stay beautiful.

✨ Prima di entrare, pensate a questo: sotto i vostri piedi c’è una storia che ha quasi 900 anni.È quella raccontata dal ...
08/09/2026

✨ Prima di entrare, pensate a questo: sotto i vostri piedi c’è una storia che ha quasi 900 anni.

È quella raccontata dal magnifico pavimento a mosaico della Basilica dei Santi Maria e Donato a Murano.

Tessera dopo tessera, il marmo e il vetro si trasformano in pavoni, grifoni, aquile, uccelli e creature fantastiche, circondati da intrecci, geometrie e motivi ornamentali.
Non è solo un pavimento.
È un racconto fatto di forme, colori e simboli, costruito nel XII secolo.

E tra queste tessere è nascosto un piccolo messaggio arrivato fino a noi: settembre 1141. Una data che ci permette di dare un tempo preciso a questa straordinaria opera.

Ma il viaggio non finisce a terra.

Alzando lentamente lo sguardo, nell’abside appare la Madonna orante, luminosa sul suo fondo d’oro. ✨

Dal pavimento al cielo, dalla pietra all’oro: la basilica è un viaggio nell’arte della Venezia medievale.

🌸 E oggi, 8 settembre, Natività della Vergine Maria, questo luogo assume un significato ancora più speciale: la basilica, infatti, era originariamente dedicata proprio a Santa Maria.

📍 Basilica dei Santi Maria e Donato | Murano

La prossima volta che entrate, non guardate soltanto davanti a voi.
Guardate anche sotto i vostri piedi.

🌿 Ultime settimane per visitare “Il Giardino Segreto” di Irene CattaneoFino al 30 settembre, a pochi passi dalla Chiesa ...
07/09/2026

🌿 Ultime settimane per visitare “Il Giardino Segreto” di Irene Cattaneo

Fino al 30 settembre, a pochi passi dalla Chiesa di San Beneto e dal Museo di Palazzo Fortuny, un giardino privato nel cuore di Venezia si trasforma in un paesaggio sospeso tra arte, memoria e immaginazione.

Il Giardino Segreto nasce dalla riflessione di Irene Cattaneo sull’infanzia, sulla sua capacità di trasformare ciò che ci circonda e di attribuire nuovi significati agli oggetti e agli spazi. Il progetto prende ispirazione dal romanzo The Secret Garden di Frances Hodgson Burnett e dal film del 1993 diretto da Agnieszka Holland, intrecciandosi con i ricordi personali dell’artista.

L’infanzia diventa così il punto di partenza per interrogarsi su crescita, maternità, libertà e rischio.

Le opere trasformano elementi familiari in presenze cariche di significato: Effie Briest, un’altalena in bronzo, richiama la libertà del gioco e il delicato equilibrio tra autonomia e protezione; i Snowdrops, ispirati ai bucaneve, evocano rinascita, speranza e continuità tra generazioni.

In Well, Well, Well, un tradizionale pozzo veneziano diventa una scultura e invita a guardare oltre la superficie, verso una dimensione più interiore. Le Fire Flies, lucciole in bronzo e vetro, richiamano la meraviglia e il gioco dell’infanzia, mentre Pareidola nasce dalla capacità dei bambini di riconoscere forme e storie negli oggetti che li circondano.

La serie Queen of the Night riflette infine sulla bellezza effimera e sul trascorrere del tempo, evocando la fugacità della giovinezza.

Un percorso in cui la nostalgia non è soltanto rimpianto del passato, ma diventa uno spazio vivo di memoria e immaginazione, capace di mettere in relazione l’infanzia con ciò che siamo diventati.

✨ Manca poco alla fine della mostra: approfittate delle ultime settimane per visitarla.

📍 San Marco 3922, Venezia
📅 Fino al 30 settembre 2026
🎟️ Ingresso libero

🌺 Alla Giudecca c’è un angolo di Venezia capace di sorprendere anche chi la conosce da sempre. 💚 Benvenuti all’Orto Giar...
04/09/2026

🌺 Alla Giudecca c’è un angolo di Venezia capace di sorprendere anche chi la conosce da sempre.

💚 Benvenuti all’Orto Giardino del Redentore: un ettaro di verde dove ulivi e cipressi si alternano a erbe aromatiche, fiori e frutti 🍐🍑🍏. Si passeggia sotto un pergolato lungo 400 metri e attorno a una vasca di ninfee che aggiunge fascino e tranquillità al giardino.

Per cinquecento anni è stato un segreto, accessibile solo ai frati francescani del convento del Redentore. Oggi, dopo il restauro green di Paolo Pejrone e di Venice Gardens Foundation, è aperto al pubblico.

Sostenibile e vivo: qui si producono olio, miele 🍯 e ortaggi 🥦🥕, e il giardino accoglie api 🐝 e uccelli, tra sentieri profumati e angoli ombreggiati. C'è anche un caffè con tavolini vista Laguna!

Un luogo perfetto per una passeggiata slow e per lasciarsi incantare dalla bellezza nascosta di Venezia.

💚 Metti un cuore se anche tu ami scoprire i giardini segreti di Venezia 🌳🍂



Foto di Comune di Venezia, Martina Mimi Frison,

Cinque sinagoghe, ma quasi nessuna facciata che le riveli.Per scoprire il Ghetto di Venezia bisogna guardare in alto — e...
03/09/2026

Cinque sinagoghe, ma quasi nessuna facciata che le riveli.
Per scoprire il Ghetto di Venezia bisogna guardare in alto — e poi entrare.

Domenica 6 settembre, per la Giornata europea della cultura ebraica, sarà possibile visitare gratuitamente il Ghetto e le sinagoghe Levantina e Sp****la, le due Scole sefardite del Campiello delle Scuole.

Il percorso attraversa un luogo che ha segnato la storia d’Europa. Dal 1516 al 1797 la popolazione ebraica veneziana fu costretta a vivere in quest’area, chiusa ogni sera da cancelli. La scarsità di spazio spinse a costruire verso l’alto: ecco perché nel Campo del Ghetto Novo si incontrano case-torri che raggiungono i nove piani.

Qui si trovano anche le tre sinagoghe più antiche — la Scola Grande Tedesca, la Scola Cantòn e la Scola Italiana — nascoste negli edifici e riconoscibili, dall’esterno, solo da alcuni dettagli.

📅 Domenica 6 settembre 2026
🕙 Dalle 10.00 alle 17.00
🎟️ Ingresso gratuito, senza prenotazione
📍 Visita al Ghetto di Venezia e alle sinagoghe Levantina e Sp****la
✉️ [email protected]

Un’occasione per entrare in spazi normalmente visitabili solo con una guida e conoscere più da vicino la storia della comunità ebraica che ancora oggi vive a Venezia.



Ghetto Venezia Museo Ebraico Comunità Ebraica di Venezia Beit Venezia. Casa della cultura ebraica - A home for Jewish Culture

🍇 𝗔 𝗩𝗘𝗡𝗘𝗭𝗜𝗔 𝗟𝗔 𝗩𝗘𝗡𝗗𝗘𝗠𝗠𝗜𝗔 𝗦𝗜 𝗙𝗔 𝗡𝗘𝗜 𝗖𝗛𝗜𝗢𝗦𝗧𝗥𝗜.E persino dietro i binari della stazione.Grappoli che maturano a pochi metri...
02/09/2026

🍇 𝗔 𝗩𝗘𝗡𝗘𝗭𝗜𝗔 𝗟𝗔 𝗩𝗘𝗡𝗗𝗘𝗠𝗠𝗜𝗔 𝗦𝗜 𝗙𝗔 𝗡𝗘𝗜 𝗖𝗛𝗜𝗢𝗦𝗧𝗥𝗜.
E persino dietro i binari della stazione.

Grappoli che maturano a pochi metri dall’acqua della laguna, filari nascosti oltre muri altissimi e antiche varietà recuperate negli orti della città.

Per trovarli bisogna entrare nei conventi.

• • •

📍 𝟭 — 𝗦𝗔𝗡 𝗙𝗥𝗔𝗡𝗖𝗘𝗦𝗖𝗢 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗩𝗜𝗚𝗡𝗔

Tra chiostri, olivi e un piccolo orto si conserva il vigneto urbano più antico di Venezia, risalente al Duecento.

Dal 2019 i frati coltivano nuovamente:

• 𝗚𝗹𝗲𝗿𝗮
• 𝗠𝗮𝗹𝘃𝗮𝘀𝗶𝗮

Sono le uve bianche più diffuse ai tempi della Serenissima. A separare le viti dalla laguna c’è soltanto un muro.

🔎 𝗗𝗔 𝗩𝗘𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗔𝗡𝗖𝗛𝗘

• la Chiesa cinquecentesca, opera del Sansovino e del Palladio;
• la Biblioteca, con oltre 200mila volumi;
• l’ultima copia rimasta del primo Corano stampato in arabo a Venezia, nel 1538.

• • •

📍 𝟮 — 𝗦𝗔𝗡𝗧’𝗘𝗟𝗘𝗡𝗔

Non lontano, nel chiostro della Chiesa di Sant’Elena Imperatrice crescono 𝗠𝗲𝗿𝗹𝗼𝘁 e 𝗖𝗮𝗯𝗲𝗿𝗻𝗲𝘁.

Se ne occupano i volontari dell'associazione Laguna nel bicchiere – Le vigne ritrovate, che sull’isola di San Michele hanno anche rimesso in funzione una cantina del Cinquecento.

🙌 In alcune giornate dell’anno si può entrare nelle vigne coltivate dall'associazione e partecipare a:

• vendemmia;
• pigiatura;
• potatura.

• • •

📍 𝟯 — 𝗜𝗟 𝗚𝗜𝗔𝗥𝗗𝗜𝗡𝗢 𝗠𝗜𝗦𝗧𝗜𝗖𝗢

I vigneti a Venezia si nascondono dove meno te lo aspetti: dietro i binari di Venezia Santa Lucia.

Oltre il muro si apre il prezioso Giardino Mistico dei Carmelitani Scalzi:

• 𝟱.𝟬𝟬𝟬 metri quadrati;
• orti, olivi e alberi da frutto;
• erbe officinali e filari di viti;
• più di 𝟮𝟬 varietà di uve, recuperate dai giardini veneziani, tra cui 𝗗𝗼𝗿𝗼𝗻𝗮 e 𝗠𝗮𝗹𝘃𝗮𝘀𝗶𝗮.

Risalente alla metà del Seicento, il giardino è stato completamente ristrutturato nel 2015 grazie al sostegno del Consorzio Vini Venezia.

🌿 𝗨𝗡’𝗨𝗟𝗧𝗜𝗠𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗜𝗢𝗦𝗜𝗧À

Qui cresce anche la Melissa moldavica, utilizzata fin dal 1710 per preparare l’Acqua di Melissa, dalle proprietà terapeutiche e digestive.

La stessa citata da Goldoni nella sua commedia più famosa, La locandiera.

Il traguardo della Regata Storica galleggia sul Canal Grande.È la Màchina, il grande palco di legno che sorge alla Volta...
01/09/2026

Il traguardo della Regata Storica galleggia sul Canal Grande.

È la Màchina, il grande palco di legno che sorge alla Volta de Canal, davanti a Ca’ Foscari. Dopo il giro del paléto, gli equipaggi tornano fin qui e si giocano la gara negli ultimi metri.

Destinata a ospitare le autorità, la Màchina era chiamata anche “Loggia dei premi”. La premiazione avviene ancora oggi su questa struttura.

Il premio più ambito? Sono le bandiere: rossa (per il primo), bianca (per il secondo), verde (per il terzo), blu (per il quarto).

Il tracciato tradizionale si può raccontare con tre parole:

🪢 spaghéto — la partenza, nei pressi dei Giardini di Castello
🔄 paléto — il punto di inversione, all'altezza di San Marcuola
🏁 màchina — l’arrivo, a Ca' Foscari

Il percorso si è consolidato tra Settecento e Ottocento. La storia delle regate veneziane, però, era cominciata secoli prima.

Già nel Trecento alcuni documenti ne attestano lo svolgimento. Nel 1441 una Compagnia della Calza organizzò una “corsa di barchette” lungo il Canal Grande. Queste associazioni di giovani nobili erano tra le protagoniste delle feste rinascimentali.

Per tutto il Cinquecento furono i nobili a promuovere feste e regate. Poi cambiò la regia: l’organizzazione passò al governo della Serenissima e alle sue magistrature.

Ancora oggi le regate sono organizzate dalla Città di Venezia.

Nel 1841 nacque ufficialmente la Regata Storica, considerata la prima regata moderna. Due anni dopo si decise per la prima volta di dipingere le barche in gara; dal 1892 i colori sono rimasti gli stessi: bianco, marrone, rosa, celeste, verde, viola, canarino, rosso e arancio.

Sono i colori di pupparìni, mascaréte, gondolìni e caorlìne, barche tradizionali in legno. Serve una tecnica particolare per condurle, chiamata "voga alla veneta". Si rema in piedi, rivolti in avanti, con il remo appoggiato alla fòrcola (lo scalmo): nelle acque basse della laguna, vedere la direzione da prendere è essenziale.

Come ogni prima domenica di settembre, la Regata Storica torna sul Canal Grande. Quest’anno l’appuntamento è domenica 6 settembre.

Quattro martedì per entrare in un giardino che, di solito, resta chiuso al pubblico.È il giardino storico di Palazzo Sor...
31/08/2026

Quattro martedì per entrare in un giardino che, di solito, resta chiuso al pubblico.

È il giardino storico di Palazzo Soranzo Cappello, in fondamenta Rio Marin. Dal grande androne del palazzo si raggiunge la corte dei Dodici Cesari; oltre la cancellata si aprono il giardino, la loggia e il brolo, il piccolo frutteto attraversato da una pergola.

Statue, architetture, prati e sottobosco compongono uno spazio invisibile dall’esterno, racchiuso tra le mura del palazzo e ricordato anche da Henry James nel Carteggio Aspern.

📅 Martedì 8, 15, 22 e 29 settembre 2026
🕒 Visite alle 15.00, 15.45, 16.30 e 17.15
🏛️ Palazzo aperto dalle 15.00 alle 19.00
🎟️ Visite gratuite, con prenotazione obbligatoria
👥 Massimo 25 persone per turno
📍 Palazzo Soranzo Cappello, Fondamenta Rio Marin, Santa Croce 770

Le prenotazioni sono aperte per le visite di settembre: modulo online della Soprintendenza, link nel primo commento.

Le aperture proseguiranno nei mesi di ottobre e novembre. Le prossime date e i relativi moduli di prenotazione saranno pubblicati sul sito della Soprintendenza.

L’iniziativa è realizzata grazie alla collaborazione tra la Soprintendenza ABAP per le province di Padova, Treviso e Belluno Soprintendenza ABAP per le province di Padova, Treviso e Belluno e l’Associazione dei Comitati Privati Internazionali per la Salvaguardia di Venezia Comitati Privati Internazionali per la Salvaguardia di Venezia.

🏛️ Liagò: le stanze della luce nella Venezia medievaleI liagò, o diagò, sono elementi caratteristici dell’architettura v...
28/08/2026

🏛️ Liagò: le stanze della luce nella Venezia medievale

I liagò, o diagò, sono elementi caratteristici dell’architettura veneziana, attestati nelle abitazioni già tra XIII e XIV secolo. Nella casa veneziana medievale erano logge collocate ai piani superiori, spesso in rapporto diretto con il Canal Grande e i rii.

La loro conformazione permetteva di portare più luce e aria negli ambienti interni, offrendo al tempo stesso uno spazio di affaccio sulla città e sull’acqua. La forma poteva variare: in alcuni casi il liagò era una struttura aggettante, realizzata anche in legno e sostenuta da elementi in pietra.

L’architetto e storico veneziano Tommaso Temanza, nel Settecento, lo descriveva come una «specie di loggia aperta dinanzi, ma coperta e chiusa su tre lati», precisando che nella tipologia da lui descritta non vi erano ancora vetrate né imposte.

Una definizione ottocentesca di Fabio Mutinelli collega invece il termine liagò al greco heliacon, «luogo esposto al sole». Mutinelli ricorda anche l’evoluzione della tipologia: con diagò indicava lo sporto di una finestra munito di cristalli, dal quale ci si poteva affacciare senza esporsi alla pioggia e al freddo.

Un caso particolare è quello di Palazzo Ducale, dove il Liagò è una veranda chiusa da vetrate. Era utilizzata dai patrizi come luogo di passaggio e ritrovo durante le pause delle sedute del Maggior Consiglio.

Il soffitto, con travi dipinte e dorate, risale alla metà del Cinquecento. Qui sono inoltre conservate tre sculture originali di Antonio Rizzo: Adamo, Eva e il Portascudo, realizzate tra il 1462 e il 1471 per l’Arco Foscari.

I liagò raccontano il modo in cui l’architettura veneziana cercò di mettere in relazione la casa con la luce, l’aria, l’acqua e la vita urbana.

Ancora oggi, osservando le facciate dei palazzi veneziani, è possibile riconoscere alcuni di questi particolari elementi architettonici.

🎨 450 anni fa, il   1576, moriva a Venezia Tiziano Vecellio, grande maestro del Rinascimento e tra gli artisti che più h...
27/08/2026

🎨 450 anni fa, il 1576, moriva a Venezia Tiziano Vecellio, grande maestro del Rinascimento e tra gli artisti che più hanno trasformato la pittura europea.

Nato a Pieve di Cadore, arrivò giovanissimo a Venezia, dove si formò nell’ambiente di Giovanni Bellini e Giorgione. Nel 1516 divenne pittore ufficiale della Serenissima, legando il proprio nome alla storia della città.

🏛️ A Palazzo Ducale sono ancora conservate opere di Tiziano, testimonianza del suo lungo rapporto con la .

🔝 Ai si trova la monumentale Pala dell’ , realizzata tra il 1516 e il 1518 per l’altare maggiore. La grande tela, con la Vergine proiettata verso il cielo tra apostoli e angeli, segnò una svolta nella pittura veneziana e consacrò il giovane Tiziano. Dopo essere stata trasferita alle Gallerie dell’Accademia, dove divenne uno dei dipinti più ammirati dell’Ottocento, tornò ai Frari nel 1919, nella sua collocazione originaria.

⛪️ Nella chiesa di si conserva la Trasfigurazione di Cristo. Dietro il dipinto è custodita una preziosa pala d’argento dorato della metà del XIV secolo, normalmente nascosta alla vista. È visibile nelle festività di Natale, Pasqua e Trasfigurazione: un sistema meccanico permette alla tela di scendere, rivelando la pala sottostante.

🎨 Alla Scuola Grande di San Rocco si trova l’Annunciazione, datata intorno al 1535 e acquisita nel 1555 attraverso il lascito testamentario di Melio da Cortona.

🖼️ Alle Gallerie dell'Accademia di Venezia è conservata la Pietà, una delle ultime opere di Tiziano, rimasta incompiuta alla sua morte e completata da Palma il Giovane.

Ed è proprio la sua sepoltura a custodire una storia sorprendente.

Tiziano morì nella casa-bottega al Biri Grande, a , durante l’emergenza della peste. Fu sepolto ai . Ma quando, nel 1852, venne aperta la sepoltura per realizzare il monumento funebre, non fu trovato alcun corpo. La tomba risultò vuota e il mistero non è mai stato definitivamente risolto.

Il monumento fu realizzato tra il 1842 e il 1852 da Luigi Zandomeneghi e dai figli Pietro e Andrea, per volontà dell’imperatore Ferdinando I d’Austria. Tiziano è raffigurato sotto un arco trionfale, circondato dalle allegorie della Natura, del Sapere e delle Arti.

✨ 450 anni dopo, conserva ancora le tracce della vita, dell’arte e della memoria di .

27 agosto 1576 – 27 agosto 2026
450 anni dalla morte di Tiziano .

Oggi,  , ricorre il 128° anniversario della nascita di  , nata a   nel 1898 e figura cardine nella storia dell’arte del ...
26/08/2026

Oggi, , ricorre il 128° anniversario della nascita di , nata a nel 1898 e figura cardine nella storia dell’arte del XX secolo.

Il suo legame con inizia nel 1948, quando presenta la propria collezione alla . L’anno successivo acquista Palazzo Venier dei Leoni, sul Canal Grande, destinato a diventare la sua casa e, dopo la sua morte, la sede della collezione che porta il suo nome.

La storia del palazzo comincia però molto prima. Nel 1749 la famiglia Venier commissiona all’architetto Lorenzo Boschetti il progetto di un grande edificio di cinque piani. Il progetto rimane incompiuto e viene realizzato soltanto il primo piano. Il nome “Venier dei Leoni” deriva probabilmente dalle teste di leone in pietra d’Istria sulla facciata, all’altezza dell’acqua.

Nel corso del tempo il palazzo passa attraverso diverse proprietà e viene abitato, tra gli altri, da Luisa Casati Amman, Marzcell de Nemes e Doris Castlerosse.

Nel 1949 arriva Peggy. Qui vive per trent’anni, circondata dalla sua collezione e dagli artisti del suo tempo. Sostiene inoltre artisti italiani come Edmondo Bacci, Piero Dorazio, Tancredi Parmeggiani ed Emilio Vedova. Nel 1962 Venezia le conferisce la cittadinanza onoraria.

Dal 1980, Palazzo Venier dei Leoni ospita la Peggy Guggenheim Collection , importante punto di riferimento per l’arte europea e americana del XX secolo.

L’eredità di Peggy continua anche attraverso le nuove generazioni: ogni domenica alle 15 la Collezione propone i Kids Day, laboratori gratuiti per bambine e bambini dai 4 ai 10 anni, con una breve visita alle opere e un’attività artistica. La partecipazione è gratuita, con prenotazione obbligatoria.

📅 Prossimo appuntamento: domenica 6 settembre, dalle 15 alle 16:30, con “Dal ritratto al burattino… con Marie Vassilieff”.

Da un palazzo settecentesco incompiuto a una delle più importanti collezioni d’arte moderna in Italia: una storia che Peggy ha reso parte integrante di Venezia.

🎂 Buon compleanno, Peggy!

Indirizzo

San Marco 4137
Venice
30124

Notifiche

Lasciando la tua email puoi essere il primo a sapere quando Enjoy Respect Venezia pubblica notizie e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Scelte rapide

Condividi