04/09/2026
Presidio sanitario del Lido: le parole non cancellano gli atti formali. Sono necessari il cambio della variante e trasporti sicuri.
Le recenti dichiarazioni che rassicurano la cittadinanza sul mantenimento del punto di primo intervento all'interno del monoblocco dell'ex Ospedale al Mare, richiedono una riflessione e un'analisi attenta, che vada oltre i proclami. La delicatezza del tema, cruciale per la residenzialita’ e per il futuro del nostro territorio, impongono infatti di guardare non solo alle intenzioni espresse, ma soprattutto alla realtà degli atti urbanistici e patrimoniali ufficiali. Esiste, purtroppo, una forte e oggettiva contraddizione tra le rassicurazioni verbali e i documenti formali approvati dall'amministrazione.
La variante urbanistica al Piano degli Interventi n. 100 del 2023 per le aree dell’Ospedale al Mare al Lido, nata originariamente con scopi del tutto estranei alla sanità, ovvero per definire la destinazione a parco tecnologico dell'ex ospedale a favore della CompuGroup Medical, comprende al suo interno una previsione ben precisa: la possibilità di trasferire il presidio sanitario dal Monoblocco all'area dell’ex Ginecologia.
Questa previsione non è rimasta un'ipotesi astratta. Nel Piano Urbanistico Attuativo (PUA) è esplicitamente inserito lo spostamento delle condotte dell'acqua marina delle piscine proprio fino all'edificio dell'ex Ginecologia. Si tratta di passaggi tecnici e formali che tracciano un disegno preciso e che purtroppo contrastano con le rassicurazioni di facciata sui giornali. Senza il cambio della variante urbanistica, la cittadinanza si troverà a convivere con una perenne spada di Damocle sulla testa. Sul piano operativo e della gestione delle emergenze, crediamo che il punto di primo intervento debba restare assolutamente per la gestione in loco dei codici più leggeri. Per quanto riguarda la gestione dei casi complessi, non possiamo certo però più accettare i deficit strutturali attuali. Quando si attiva un'ambulanza, e’ necessaria la presenza a bordo di un medico e di un infermiere, al fine di permettere una valutazione clinica immediata sul posto per capire se sia necessario dirottare con urgenza il paziente verso l'Ospedale Civile di Venezia, o all'Ospedale dell'Angelo di Mestre.
Il tema dei trasporti sanitari ed esterni rappresenta una ferita drammatica per la nostra comunità, in quanto l'attuale sistema di collegamenti d'urgenza è tragicamente inefficiente. E’ necessario un potenziamento strutturale immediato: servono più idroambulanze dedicate per il trasferimento verso il Civile, e un potenziamento strutturale dei collegamenti e delle corse dei vaporetti pubblici diretti alle strutture ospedaliere. I collegamenti per chi vive nelle isole non sono solo una questione di viabilità, ma una componente essenziale del diritto alla vita.
La tutela della salute pubblica richiede prima di tutto massima trasparenza e coerenza amministrativa: se l'intenzione reale della Giunta è davvero quella di tutelare i cittadini del Lido e di Pellestrina, le promesse non bastano più: servono atti formali e il cambio della variante.
La salute si difende con atti vincolanti, non con le parole.
Temiamo, infatti, che le recenti tesi sull'opportunità di superare l'attuale organizzazione sanitaria possano essere un giorno strumentalizzate da chi ha interessi diversi per giustificare un progressivo smantellamento del servizio di prossimità, arrivando a chiudere il Punto di primo intervento e ad annullare la funzione sanitaria del Monoblocco.
L’annunciato passaggio dell’intero edificio del Monoblocco dal Demanio al Comune tramite il federalismo demaniale rappresenta, a nostro avviso, una scelta priva di logica funzionale che rischia di trasformarsi non in una garanzia, ma in un pericolo per il futuro dei servizi: un bene così importante in mano al Comune resta esposto al rischio di future alienazioni o cambi di gestione d’uso, come già troppo spesso avviene.
La difesa di questo presidio non può concedersi ambiguità teoriche: ogni apertura a ipotesi di ridimensionamento rischia di diventare il grimaldello politico per privare definitivamente le isole dei loro servizi essenziali.