26/05/2026
𝗙𝗲𝗿𝗶𝗲 𝗻𝗲𝗹 𝗽𝘂𝗯𝗯𝗹𝗶𝗰𝗼 𝗶𝗺𝗽𝗶𝗲𝗴𝗼: 𝗹𝗮 𝗖𝗼𝗿𝘁𝗲 𝗱'𝗔𝗽𝗽𝗲𝗹𝗹𝗼 𝗱𝗶 𝗥𝗼𝗺𝗮 𝗰𝗼𝗻𝗳𝗲𝗿𝗺𝗮 𝗶𝗹 𝗱𝗶𝗿𝗶𝘁𝘁𝗼 𝗮𝗹𝗹𝗲 𝗶𝗻𝗱𝗲𝗻𝗻𝗶𝘁𝗮̀ 𝗮𝗰𝗰𝗲𝘀𝘀𝗼𝗿𝗶𝗲
La sentenza della Corte d’Appello di Roma del 15 maggio 2026, n. 2737, segna un punto decisivo a favore dei dipendenti pubblici: il diritto a percepire le indennità di turno, di servizio notturno e festivo rimane valido anche durante i giorni di ferie. La pronuncia interviene su una materia che alimenta da tempo un vasto contenzioso su scala nazionale, superando le incertezze che la contrattazione collettiva non è finora riuscita a dirimere.
𝑰𝒍 𝒑𝒓𝒊𝒏𝒄𝒊𝒑𝒊𝒐: la retribuzione feriale non può ridursi al solo tabellare
Esprimendosi sul ricorso di un'azienda sanitaria, la Sezione Lavoro della Corte d’Appello ha confermato la sentenza di primo grado, riconoscendo a un infermiere del reparto di Anestesia e Rianimazione il diritto al ricalcolo della retribuzione feriale per il quinquennio 2019-2023. Il cuore della decisione stabilisce che, durante le ferie, il lavoratore non deve ricevere solo la paga base, ma anche tutte le indennità accessorie strutturalmente legate alla sua prestazione (come turno, terapia intensiva, servizio notturno e festivo).
𝑰𝒍 𝒒𝒖𝒂𝒅𝒓𝒐 𝒆𝒖𝒓𝒐𝒑𝒆𝒐 𝒆 𝒍𝒂 𝒈𝒊𝒖𝒓𝒊𝒔𝒑𝒓𝒖𝒅𝒆𝒏𝒛𝒂 𝒅𝒆𝒍𝒍𝒂 𝑪𝒂𝒔𝒔𝒂𝒛𝒊𝒐𝒏𝒆:
I giudici si sono allineati al consolidato orientamento della Cassazione (da ultimo, l'ordinanza n. 24899/2025), che a sua volta recepisce l’interpretazione dell’art. 7 della Direttiva 2003/88/CE fornita dalla Corte di Giustizia UE (sentenze Robinson-Steele, Schultz-Hoff, Williams e To.He.). La direttiva impone che la retribuzione feriale comprenda qualsiasi importo legato alle mansioni e allo status professionale del lavoratore. La ratio è chiara: subire una decurtazione dello stipendio durante le ferie disincentiverebbe il lavoratore dal goderne, compromettendo la tutela della sua salute e sicurezza.
𝑷𝒐𝒓𝒕𝒂𝒕𝒂 𝒈𝒆𝒏𝒆𝒓𝒂𝒍𝒆 𝒆 𝒔𝒖𝒑𝒓𝒆𝒎𝒂𝒛𝒊𝒂 𝒅𝒆𝒍 𝒅𝒊𝒓𝒊𝒕𝒕𝒐 𝑼𝑬:
Sebbene il caso riguardi il comparto sanità, il principio sancito ha portata generale e non ammette esclusioni da parte della contrattazione collettiva nazionale (CCNL). Le sentenze della Corte di Giustizia Europea hanno infatti un'efficacia vincolante e diretta che prevale sull’ordinamento interno, come confermato anche dalla Corte Costituzionale. Questa pronuncia rappresenta un forte monito per i datori di lavoro pubblici e privati, che dovranno allineare i propri sistemi retributivi per evitare l'esposizione a costosi contenziosi seriali dall'esito ormai segnato.
UGL Salute
̀pubblica