26/05/2026
𝗡𝗔𝗦𝗖𝗘 𝗣𝗘𝗥 𝗟𝗘𝗚𝗚𝗘 𝗟’𝗜𝗡𝗙𝗘𝗥𝗠𝗜𝗘𝗥𝗘 𝗗𝗜 𝗥𝗜𝗖𝗘𝗥𝗖𝗔 𝗖𝗟𝗜𝗡𝗜𝗖𝗔: 𝗖𝗢𝗦𝗔 𝗖𝗔𝗠𝗕𝗜𝗔 𝗗𝗔𝗩𝗩𝗘𝗥𝗢?
Una novità attesa da anni entra ufficialmente nell’ordinamento sanitario italiano: con il Decreto Legislativo 31 marzo 2026 n. 67, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 7 maggio 2026 nell’ambito del riordino degli IRCCS (Istituti di Ricovero e Cura a Carattere Scientifico), viene finalmente riconosciuta per legge la figura dell’infermiere di ricerca clinica.
𝑴𝒂 𝒄𝒐𝒔𝒂 𝒔𝒊𝒈𝒏𝒊𝒇𝒊𝒄𝒂 𝒄𝒐𝒏𝒄𝒓𝒆𝒕𝒂𝒎𝒆𝒏𝒕𝒆?
Con questa riforma il legislatore riconosce ufficialmente le competenze tecnico-scientifiche dell’infermiere di ricerca clinica e apre alla possibilità, per gli IRCCS, di istituire specifici incarichi professionali dedicati alla ricerca clinica. In particolare, il decreto consente agli istituti di disciplinare incarichi come quello di infermiere di ricerca clinica e di responsabile della ricerca clinica all’interno dei propri regolamenti e statuti.
L’incarico non sarà automatico: verrà conferito dal Direttore Generale dell’istituto, su proposta del Direttore Scientifico, sulla base della qualificazione professionale e dell’esperienza maturata sul campo. Questo significa riconoscere esperienza, competenze avanzate e formazione specifica, valorizzando professionisti che da anni contribuiscono alla ricerca sanitaria italiana.
𝑴𝒂 𝒄𝒉𝒊 𝒆̀ 𝒅𝒂𝒗𝒗𝒆𝒓𝒐 𝒍’𝒊𝒏𝒇𝒆𝒓𝒎𝒊𝒆𝒓𝒆 𝒅𝒊 𝒓𝒊𝒄𝒆𝒓𝒄𝒂 𝒄𝒍𝒊𝒏𝒊𝒄𝒂?
Si tratta di un professionista sanitario con competenze avanzate nella gestione degli studi clinici e delle sperimentazioni, impegnato nel coordinamento delle attività di ricerca, nel monitoraggio dei pazienti arruolati negli studi, nella raccolta e gestione dei dati clinici, nell’applicazione dei protocolli scientifici e nella tutela della sicurezza dei partecipanti alle sperimentazioni. È una figura ponte tra assistenza clinica, ricerca scientifica e innovazione sanitaria.
Il riconoscimento normativo non rappresenta soltanto un avanzamento professionale per gli infermieri, ma anche un investimento sulla qualità della ricerca sanitaria italiana. Il decreto, infatti, punta a rafforzare la governance degli IRCCS, migliorare la qualità scientifica delle attività di ricerca, aumentare trasparenza e controllo e favorire un’integrazione sempre più stretta tra assistenza e innovazione clinica.
Questo provvedimento si inserisce inoltre in un percorso più ampio di evoluzione della professione infermieristica, che negli ultimi mesi ha visto anche il riconoscimento delle lauree magistrali cliniche specialistiche, segnale di una crescente valorizzazione delle competenze avanzate infermieristiche. L’infermiere non è più visto soltanto come professionista dell’assistenza, ma sempre più come figura competente nella governance clinica, nella formazione, nell’innovazione e nella produzione di conoscenza scientifica.
Per UGL Salute ogni riconoscimento professionale deve tradursi in percorsi concreti di valorizzazione, formazione, inquadramento e riconoscimento economico. Le professionalità sanitarie non possono restare sulla carta: servono investimenti reali, tutele, percorsi di carriera e un SSN che torni a valorizzare chi ogni giorno contribuisce alla salute dei cittadini.
UGL Salute