09/09/2026
GIULIVI SCOPRE IL CALDO. E ADESSO?
La fine dell'estate 2026, certificata come la più calda in Italia dal 1950, con temperature estreme, notti tropicali e corsi d'acqua in sofferenza, ci ricorda che la crisi climatica non è una prospettiva futura: è già la realtà con cui dobbiamo fare i conti.
Ma proprio per questo colpisce la distanza tra le parole e i fatti nel post odierno del sindaco Giulivi.
Da un lato si riconosce la necessità di adattare le nostre città al cambiamento climatico. Dall'altro si continuano a realizzare interventi urbanistici che vanno nella direzione . È il caso della nuova piazza davanti al Comune: una progettazione fortemente che l'ha resa una spianata , con una presenza limitata di alberature, che difficilmente contribuirà a contrastare le isole di calore e a rendere più vivibile lo spazio pubblico nei mesi estivi.
Lo stesso vale per il “nuovo” Viale Buridani dove sono stati messi a dimora alberi giovani, con una capacità di ombreggiamento molto limitata nel breve periodo, e diversi esemplari risultano già morti o in .
Se sappiamo che le estati dei prossimi anni saranno sempre più calde, è lecito chiedersi se queste scelte siano davvero all'altezza della sfida che abbiamo davanti.
La questione, infatti, non riguarda soltanto l'ambiente. Riguarda la pubblica. Da anni la comunità scientifica evidenzia che le ondate di calore colpiscono soprattutto anziani, persone fragili e cittadini affetti da patologie croniche, aumentando il rischio di ricoveri e mortalità. Nelle aree urbane questo fenomeno è aggravato dall'effetto "isola di calore".
Per questo l'adattamento climatico non può essere affidato a un post sui social al termine dell'estate. È un preciso di chi amministra una città e ha la responsabilità di tutelare la salute e la sicurezza dei cittadini.
A livello locale si può fare molto, subito:
🌳 aumentare le alberature ad alto fusto e sostituire rapidamente gli alberi morti o non attecchiti;
🌳 creare veri corridoi ombreggiati lungo le principali vie cittadine, attorno alle scuole, alle fermate del trasporto pubblico e nelle aree maggiormente frequentate;
🏛️ attivare un piano comunale per anziani e persone fragili durante le ondate di calore, individuando negli edifici pubblici climatizzati luoghi di sollievo temporaneo, promuovendo campagne informative e costruendo, insieme alle associazioni del Terzo Settore, una rete di assistenza domiciliare e di prossimità per le persone più vulnerabili;
💧 potenziare fontanelle e punti di distribuzione dell'acqua potabile;
🗺️ realizzare mappe e strumenti informativi per rendere facilmente accessibili informazioni su servizi, fontanelle, rifugi climatici e aree fresche di prossimità durante le ondate di calore;
🌿 ridurre la cementificazione, aumentare le superfici permeabili e considerare il verde urbano un'infrastruttura essenziale per la salute pubblica, non un elemento decorativo.
In questo contesto si inserisce anche la proposta presentata in consiglio su Venaria Porta delle Valli che punta a valorizzare il rapporto con le Valli di Lanzo, anche come area fresca di prossimità, costruendo una risposta locale alle sfide poste dal cambiamento climatico e creando nuove opportunità di fruizione del territorio.
L'adattamento climatico non è un tema ideologico. È una questione di , sicurezza e buon governo.
Perché se è da minimizzare il cambiamento climatico, lo è altrettanto riconoscerlo a parole e poi continuare ad amministrare e progettare la città come se nulla stesse cambiando.