Punto di Ascolto Antiviolenza Marinella

Punto di Ascolto Antiviolenza Marinella Informazioni di contatto, mappa e indicazioni stradali, modulo di contatto, orari di apertura, servizi, valutazioni, foto, video e annunci di Punto di Ascolto Antiviolenza Marinella, Servizi sociali, Via della nave, 3, Velletri.

Il Punto di Ascolto Marinella, gestito da Ponte Donna e finanziato dal Comune di Velletri offre ascolto, accoglienza e consulenza legale per individuare i bisogni e fornire risposte, costruendo insieme percorsi individuali per uscire dalla violenza.

A 2 anni dalla scomparsa di Romina Trenta la vogliamo ricordare per l’impegno contro la violenza di genere e per i dirit...
03/01/2024

A 2 anni dalla scomparsa di Romina Trenta la vogliamo ricordare per l’impegno contro la violenza di genere e per i diritti delle donne, tra le battaglie a lei più care. La sua brillante intelligenza e sensibilità ci manca, la ricorderemo con amore 💜.
Grazie alla sua caparbietà politica oggi a Velletri c'è un centro di ascolto per le donne vittime di violenza.

05/12/2023
19/11/2023

Già tutte conoscevamo l'esito di questa vicenda, dal primo momento.
Alla storia della "fuga d'amore" non abbiamo creduto mai, e maledetti voi che ancora insistete nel propinarci immaginari romantici per nascondere le violenze. Secoli di patriarcato ci hanno insegnato a diffidare dei vostri racconti e l'immagine della fuga riecheggiava tanto quella delle passate "fuitine", di cui - ricordiamolo - il matrimonio riparatore era il tragico epilogo.
A nessuna di noi serviva conoscere Filippo Turetta per sapere che la "gelosia eccessiva, ma assolutamente non preoccupante, normale per i ragazzi della sua età" (nelle parole del padre) costituisce per tutte noi l'allarme più grande, perché sappiamo bene che a generarla è sempre stata una millenaria cultura patriarcale del possesso, ché il "troppo amore" non esiste.
Non avevamo alcun bisogno di attendere ulteriori indagini sul caso per sapere già che nessuna mancherebbe di presentarsi volontariamente alla propria seduta di laurea, dopo tutti i sacrifici e le fatiche che si fanno per arrivare a quel momento. Eravamo tutte coscienti, dall'inizio, di essere di fronte alla peggiore tradizione di uomini violenti e narcisisti, quelli che non possono provare gioia per i nostri traguardi e che desiderano una compagna non per amore né per affetto, ma per esercitare controllo e potere. E guai a rivendicare un'autonomia, a ottenere un qualche successo; guai a smettere di essere per loro stampelle emotive, supporti ancillari, proiezioni di fragili ego maschili che, per tenersi in piedi, hanno bisogno di perenne ammirazione e sottomissione.
Non ci serviva, insomma, aspettare fino a ora per sapere che di femminicidio si stava parlando e che a breve avremmo appreso che all'appello sarebbe mancata qualcun altra - ancora e ancora.

Ma se tutte sapevamo dall'inizio, mi chiedo perché, invece, in tutto questo tempo, non ci sia stato letteralmente nessuno, tra coloro che conoscevano Filippo Turetta, a essersi attivato in qualunque modo. Nessuno - un genitore, un amico, un insegnante - che abbia trovato agghiacciante la sua gelosia, problematica l'invidia per il rendimento universitario di Giulia Cecchettin e allarmanti le modalità con cui interagiva con lei. Nessuno che abbia pensato che un intervento fosse, tutto sommato, necessario e urgente.

La storia è sempre la stessa, irrimediabilmente identica a sé stessa. Eppure, gli uomini continuano a tenerci a precisare che "non sono tutti così", noi continuiamo a rimanere esagerate e il 25 novembre il nostro governo complice dichiarerà di contrastare la violenza maschile sulle donne.

Ci vediamo il 25 novembre, a Circo Massimo, alle 14.30.

📌 buttiamo via i tabù - 18 novembre ore 11,00. Mamme e bambine/i dagli 8 anni  in su. 👍 "ALLA SCOPERTA DELLE LUNE"🌝🌜🌒🌓 p...
15/11/2023

📌 buttiamo via i tabù - 18 novembre ore 11,00. Mamme e bambine/i dagli 8 anni in su. 👍
"ALLA SCOPERTA DELLE LUNE"🌝🌜🌒🌓 per conoscere e capire il ciclo mestruale e prendersi cura di noi stesse.

"Madre" è un'opera dell'artista contemporanea afghana Shamsia Hassani (Teheran, 1988), graffitista e professoressa di sc...
19/10/2023

"Madre" è un'opera dell'artista contemporanea afghana Shamsia Hassani (Teheran, 1988), graffitista e professoressa di scultura all'Università di Kabul fino al dicembre 2021.
Shamsia con i suoi murales ha reso popolare la "street art" nelle strade di Kabul e presenta le sue realizzazioni anche in formato digitale attraverso il progetto intitolato "Dreaming Graffiti". Espone in India, Iran, Germania, Italia e Svizzera e nelle missioni diplomatiche di Kabul e dichiara che con la sua arte "vuole opporsi all'oppressione delle donne afgane nella loro società".

"Avevo solo le mie parole.
Ma le mie parole fendevano il ventre molle del potere,
allora mi cucirono le labbra, mi vestirono delle loro colpe infami e dei loro abiti lerci.

Avevo solo le mie parole, leggère
ma le mie parole facevano troppo rumore, come sogni colorati, e coprivano i loro spari
quindi le imprigionarono dentro mura mute affinché altri non sognassero con me.

Avevo solo le mie parole, crude
puntate sulla loro vergogna
e le mie parole squarciavano il velo osceno,
e fu allora che tagliarono la mano che impugnava la lama.

Avevo solo le mie parole, appena nate
che si alzavano in volo nella loro fetida aria
e allora mi tolsero l’aria,
mi rinchiusero affinché respirassi la loro.

Avevo solo i miei versi, liberi,
e la mia verità si aggrappava come edera ai loro piedi piantati nel fango
e divenni dunque la più forte delle minacce
e misero a tacere me, la libertà e la poesia.

Avevo solo le mie parole innocenti, di poeta, di donna
ma poiché la poesia urla nel silenzio assordante
e come una donna può partorire figli e seppellire i morti ,
delle mie parole ebbero infine così f***e paura
che fui detta “colpevole” e vollero ricacciarmele in gola.

Ma non posso ancora tacere.
Ho solo le mie parole, fatele vostre.
Perché si sappia di che stavo parlando.
Perché ho sempre detto solo ciò che da qui ho potuto vedere."
[Valeria Raimondi, "Colpevole di poesia (per Angye Gaona)"]
La poesia è stata scritta dalla Raimondi in segno di solidarietà per la poetessa e giornalista contemporanea colombiana Angye Gaona, ingiustamente arrestata e imprigionata nel suo paese nel 2011 per cospirazione a delinquere e traffico di droga e successivamente prosciolta dal tribunale per assenza di prove.

[Crediti: foto © Shamsia Hassani;
poesia © Valeria Raimondi ]

Nobel per la pace all'attivista iraniana Narges Mohammadi in carcere a Evin. 💜 A tutte le donne Iraniane che stanno comb...
10/10/2023

Nobel per la pace all'attivista iraniana Narges Mohammadi in carcere a Evin. 💜 A tutte le donne Iraniane che stanno combattendo una vera rivoluzione.

❤️ Oggi, nel giorno dell’anniversario della uccisione di Mahsa Amini, giovane curda di 22 anni, le Guardie della rivoluz...
17/09/2023

❤️ Oggi, nel giorno dell’anniversario della uccisione di Mahsa Amini, giovane curda di 22 anni, le Guardie della rivoluzione hanno arrestato e poi rilasciato suo padre, Amjad Amini. Le guardie di Khamenei lo hanno aspettato davanti casa e portato via per intimargli di non fare niente per ricordare la morte della figlia.
Mahsa è viva nei nostri cuori ❤️

04/09/2023

Minimizzare la violenza da parte delle istituzioni non aiuta le donne e non aiuta quel cambiamento culturale tanto citato!


Ascoltatela la paura e vi rimane dentro l'orrore di una donna.Anna aveva denunciato due volte,  in due diverse caserme d...
19/08/2023

Ascoltatela la paura e vi rimane dentro l'orrore di una donna.
Anna aveva denunciato due volte, in due diverse caserme dei carabinieri. Era perseguitata dall'uomo che l'ha uccisa, accoltellandola alle spalle per poi scagliarla nel cofano della macchina.
Anna si era anche trasferita a casa della mamma.
Immaginate che paura aveva Anna, tanto da lasciare casa sua e cercare rifugio dalla madre.
Avere paura è una sensazione orribile, vivere con l'angoscia che la propria vita è in balia, farsi accompagnare a lavoro, a fare la spesa, guardarsi intorno perché seguita, minacciata, dover cambiare le proprie abitudini nella speranza di non farsi trovare.
Avere paura e trovare la forza per denunciarlo riuscire a dirlo ai carabinieri raccontare la paura è il più grande campanello d'allarme. Eppure la paura di una donna viene sistematicamente svilita, minimizzata, dando il tempo al maltrattante di agire, di sentirsi forte perché impunito da chi dovrebbe far rispettare le leggi.
Per noi donne che combattiamo la violenza maschile nei centri antiviolenza è un calvario senza fine è soprattutto la sconfitta delle Istituzioni delle Forze dell'Ordine deputate a proteggere, delle Procure che dovrebbero agire. Come si sentono tutti loro davanti a questa mattanza di donne che si potevano salvare vorremmo saperlo.
Ciao Anna e ciao alle 70 donne uccise dall'inizio dell'anno per mano di un uomo che diceva di amarle. L'amore è un'altra cosa ❤️

Ci hai dato tanto! ❤️
11/08/2023

Ci hai dato tanto! ❤️

I braccialetti elettronici ci sono usiamoli.
29/07/2023

I braccialetti elettronici ci sono usiamoli.

Velletri (Rm) - In un accorata lettera al Tribunale Veliterno, dove si richiede l’uso dei braccialetti elettronici a chi commette violenza, la Centoni, ha con

Indirizzo

Via Della Nave, 3
Velletri

Orario di apertura

Lunedì 14:30 - 17:30
Mercoledì 09:30 - 12:30

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