La storia dei Vigili del Fuoco è una storia antica perché antico è l'uomo, antico è il fuoco, antiche sono le calamità naturali; ed è evidente che il bisogno di difesa contro la minaccia degli elementi avversi è nato con l'uomo ed è stata questa difesa una delle prime manifestazioni della società umana sin dalle origini della sua primordiale organizzazione.
Fu Augusto con due riforme, una del 26 e l'altra del 6 avanti Cristo che diede a Roma una vera e propria difesa contro il fuoco, con criteri organizzativi e funzionali di notevole interesse tecnico. Con queste due riforme Roma ebbe, infatti, un Corpo speciale di guardie notturne sotto il comando di un 'Prefectus Vigilum'. Tale Corpo, denominato Militia Vigilum Regime, era organizzato in sette Coorti di 'Vigiles' e 49 Centurie (sette per ogni coorte) per un totale di circa 7.000 uomini; ogni coorte assicurava il servizio nel territorio di due regioni (Augusto aveva diviso Roma in 14 regioni) collocando una caserma (statio) in una di esse, ed un distaccamento (excubitorium) nell'altra. In Trastevere, nei pressi del ponte Garibaldi, esiste ancora oggi un'antichissima costruzione della fine del II secolo d.C., distinta da un'iscrizione corrosa dai secoli. L'iscrizione indica che quell'edificio, nell'epoca romana dell'Impero, era adibito ad excubitorium della VII coorte dei 'Vigiles', preposta al controllo della XIV regione Transtiberi.
Sorvolando sui cenni storici riferentesi ai secoli successivi deve però citarsi fugacemente l'origine del famoso Corpo dei Sapeurs-Pompiers di Parigi, perché esso ha costituito l'organizzazione tipica alla quale, nei secoli XIX e XX, tutti i paesi civili si sono ispirati come ad un modello.
Fu nel 1699 che l'industriale Dumourrier-Duperrier propose ed ottenne di costituire, egli stesso, un servizio completo ed autonomo antincendio, valendosi dei suoi operai. Da questa organizzazione, ideata e realizzata da un industriale, nacque poi, oltre un secolo dopo, e precisamente il 18 settembre 1811, il Corpo dei Sapeurs-Pompiers che della struttura organizzativa del Dumourrier-Duperrier conservò le caratteristiche fondamentali. Il Reggimento dei Sapeurs-Pompiers di Parigi è ancora oggi in Francia è il fulcro tecnico ed organizzativo intorno al quale si svolge e dal quale prende vita tutta la difesa antincendio di quel Paese.
L'unità d'Italia trovò, in materia di servizio antincendio, una situazione quanto mai varia e certo non brillante: ai pochi Corpi pompieristici locali a carattere volontario e limitati alle circoscrizioni comunali, facevano riscontro vaste zone, addirittura intere regioni, completamente prive di qualsiasi difesa organizzata contro il fuoco. I pompieri comunali, là dove esistevano, erano ancora organizzati con concezioni ed ordinamenti quasi medioevali e tutto il complesso antincendio italiano appariva anacronistico, insufficiente, mal distribuito, alla mercè dei mezzi e delle tradizioni locali. Pochi, pochissimi Corpi, e solo quelli delle grandi città, ma neppure di tutte le grandi città potevano rispondere alle esigenze di un'efficace difesa antincendio.
Occorre arrivare al 1935 prima che questo problema così importante, sia riconosciuto in Italia a carattere nazionale.
Con decreto legge 10 ottobre 1935, n. 2472, era istituito, alle dirette dipendenze del Ministero dell'Interno, il Corpo Pompieri distinto in Corpi provinciali con sedi nei Comuni capoluoghi di provincia, nonché un Ispettorato Centrale con funzioni eminentemente tecniche di indirizzo e di coordinamento; con la legge 1021 del giugno 1938 verrà abolita la denominazione pompiere in favore di quella "Vigile del Fuoco".
I Corpi provinciali, come tali, erano organismi dipendenti dall'Ente provincia dal quale venivano amministrati. Lo stesso decreto legge istituiva, presso il Ministero dell'Interno, la Cassa Sovvenzioni Antincendi, col fine di sovvenzionare i Corpi provinciali, organizzare particolari istituzioni di carattere generale e rimborsare allo Stato le spese per il trattamento, a qualsiasi titolo, del personale dell'Ispettorato centrale e del ruolo degli Ufficiali del Corpo Pompieri. Il successivo decreto ministeriale 18 febbraio 1936 riconosceva alla suddetta Cassa la personalità giuridica, stabiliva la composizione del Consiglio di Amministrazione e attribuiva al Ministero dell'Interno la vigilanza sulla Cassa stessa. In caso di necessità affiancava il personale permanente il personale volontario reclutato in sede locale ed iscritto negli appositi quadri di ciascun Corpo. Detto personale era chiamato a prestare servizio per un tempo determinato che poteva divenire continuativo secondo le esigenze, pur mantenendo il carattere della temporaneità. Nei casi di calamità grave il personale permanente dei Corpi e quello volontario con almeno sei mesi di servizio effettivamente prestato, veniva militarizzato, (Nel periodo bellico infatti l'organizzazione fu dotata di armamento anche se di tipo leggero).
A tal proposito una storia ai più sconosciuta, riguarda l'istituzione, il 26 agosto 1942, del Battaglione Speciale Vigili del Fuoco, meglio conosciuto con il soprannome di Battaglione Santa Barbara, che avrebbe dovuto partecipare ad una, mai avvenuta, invasione dell'isola di Malta.
1939
📷Con il Regio Decreto n. 333 del 27 febbraio 1939, il Corpo pompieri assumeva la denominazione di "Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco".
Suo creatore fu il Prefetto Alberto Giombini (Jesi 1898-1983), fu lui che con l'apporto di comandanti ed ufficiali, mise in piedi un'organizzazione al passo coi tempi e di grande efficienza; la nuova Direzione Generale dei Servizi Antincendi assunse il coordinamento dei Corpi Provinciali, numerati in ordine alfabetico (una curiosità, Agrigento dovette cedere il n° 1 a Roma in cambio del 73).
Si istituivano una Scuola Centrale di applicazione per gli allievi Ufficiali ed una Scuola Centrale di istruzione per gli allievi vigili; si modificava, infine, la composizione del Consiglio di amministrazione della Cassa Sovvenzioni Antincendi.
Seguiva poi la legge 27 dicembre 1941, n. 1570, che abrogando tutte le precedenti leggi, disciplinava, ex novo, sia la materia giuridica, che quella tecnico-amministrativa dell'organizzazione dei servizi antincendi e dei soccorsi tecnici in genere. L'articolo 1 di detta legge, ribadendo che il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco era posto alla diretta dipendenza del Ministero dell'Interno, ne specificava i compiti, e dettava norme circa gli oneri facenti carico alle Amministrazioni Provinciali, tenute a fornire i locali per le caserme, gli alloggi di servizio per gli Ufficiali, ed il personale per i servizi amministrativi e contabili dei Corpi provinciali. In questa legge, tuttora vigente, assume particolare rilievo la parte che riguarda il personale, per la diversità di condizione giuridica stabilita fra gli Ufficiali in servizio permanente (Ingegneri con la qualifica di Ufficiale delle Forze Armate dello Stato e con almeno un anno di esercizio della professione), riconosciuti a tutti gli effetti personale dello Stato, ed i Sottufficiali, Vigili scelti e Vigili, i quali, per il fatto di appartenere ai Corpi provinciali aventi propria personalità giuridica, erano equiparati al personale degli Enti locali.
L'assunzione del personale permanente avveniva, come tuttora avviene, su base nazionale, in seguito a concorso indetto dal Ministero dell'Interno, che disponeva altresì in materia di trasferimenti. Di contro, le promozioni, le sanzioni disciplinari, i provvedimenti di aspettativa rientravano tra le attribuzioni dei Corpi. In breve, pur esistendo un Corpo Nazionale erano invece i Corpi provinciali che avevano, in conformità della tabella annessa al R.D. 16 marzo 1942 n.699, un organico sia del personale permanente che di quello volontario. Con questo Decreto venivano reclutati nella carriera Ufficiali con analoghe mansioni, Ingegneri, Geometri e Periti Industriali, sempre che in possesso del requisito di Ufficiale delle Forze Armate.
Il riadeguamento.
Con decreto legge 10 ottobre 1935, n. 2472, era istituito, alle dirette dipendenze del Ministero dell'Interno, il Corpo Pompieri distinto in Corpi provinciali con sedi nei Comuni capoluoghi di provincia, nonché un Ispettorato Centrale con funzioni eminentemente tecniche di indirizzo e di coordinamento; con la legge 1021 del giugno 1938 verrà abolita la denominazione pompiere in favore di quella "Vigile del Fuoco".
I Corpi provinciali, come tali, erano organismi dipendenti dall'Ente provincia dal quale venivano amministrati. Lo stesso decreto legge istituiva, presso il Ministero dell'Interno, la Cassa Sovvenzioni Antincendi, col fine di sovvenzionare i Corpi provinciali, organizzare particolari istituzioni di carattere generale e rimborsare allo Stato le spese per il trattamento, a qualsiasi titolo, del personale dell'Ispettorato centrale e del ruolo degli Ufficiali del Corpo Pompieri. Il successivo decreto ministeriale 18 febbraio 1936 riconosceva alla suddetta Cassa la personalità giuridica, stabiliva la composizione del Consiglio di Amministrazione e attribuiva al Ministero dell'Interno la vigilanza sulla Cassa stessa. In caso di necessità affiancava il personale permanente il personale volontario reclutato in sede locale ed iscritto negli appositi quadri di ciascun Corpo. Detto personale era chiamato a prestare servizio per un tempo determinato che poteva divenire continuativo secondo le esigenze, pur mantenendo il carattere della temporaneità. Nei casi di calamità grave il personale permanente dei Corpi e quello volontario con almeno sei mesi di servizio effettivamente prestato, veniva militarizzato, (Nel periodo bellico infatti l'organizzazione fu dotata di armamento anche se di tipo leggero).
A tal proposito una storia ai più sconosciuta, riguarda l'istituzione, il 26 agosto 1942, del Battaglione Speciale Vigili del Fuoco, meglio conosciuto con il soprannome di Battaglione Santa Barbara, che avrebbe dovuto partecipare ad una, mai avvenuta, invasione dell'isola di Malta.
1939
📷Con il Regio Decreto n. 333 del 27 febbraio 1939, il Corpo pompieri assumeva la denominazione di "Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco".
Suo creatore fu il Prefetto Alberto Giombini (Jesi 1898-1983), fu lui che con l'apporto di comandanti ed ufficiali, mise in piedi un'organizzazione al passo coi tempi e di grande efficienza; la nuova Direzione Generale dei Servizi Antincendi assunse il coordinamento dei Corpi Provinciali, numerati in ordine alfabetico (una curiosità, Agrigento dovette cedere il n° 1 a Roma in cambio del 73).
Si istituivano una Scuola Centrale di applicazione per gli allievi Ufficiali ed una Scuola Centrale di istruzione per gli allievi vigili; si modificava, infine, la composizione del Consiglio di amministrazione della Cassa Sovvenzioni Antincendi.
Seguiva poi la legge 27 dicembre 1941, n. 1570, che abrogando tutte le precedenti leggi, disciplinava, ex novo, sia la materia giuridica, che quella tecnico-amministrativa dell'organizzazione dei servizi antincendi e dei soccorsi tecnici in genere. L'articolo 1 di detta legge, ribadendo che il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco era posto alla diretta dipendenza del Ministero dell'Interno, ne specificava i compiti, e dettava norme circa gli oneri facenti carico alle Amministrazioni Provinciali, tenute a fornire i locali per le caserme, gli alloggi di servizio per gli Ufficiali, ed il personale per i servizi amministrativi e contabili dei Corpi provinciali. In questa legge, tuttora vigente, assume particolare rilievo la parte che riguarda il personale, per la diversità di condizione giuridica stabilita fra gli Ufficiali in servizio permanente (Ingegneri con la qualifica di Ufficiale delle Forze Armate dello Stato e con almeno un anno di esercizio della professione), riconosciuti a tutti gli effetti personale dello Stato, ed i Sottufficiali, Vigili scelti e Vigili, i quali, per il fatto di appartenere ai Corpi provinciali aventi propria personalità giuridica, erano equiparati al personale degli Enti locali.
L'assunzione del personale permanente avveniva, come tuttora avviene, su base nazionale, in seguito a concorso indetto dal Ministero dell'Interno, che disponeva altresì in materia di trasferimenti. Di contro, le promozioni, le sanzioni disciplinari, i provvedimenti di aspettativa rientravano tra le attribuzioni dei Corpi. In breve, pur esistendo un Corpo Nazionale erano invece i Corpi provinciali che avevano, in conformità della tabella annessa al R.D. 16 marzo 1942 n.699, un organico sia del personale permanente che di quello volontario. Con questo Decreto venivano reclutati nella carriera Ufficiali con analoghe mansioni, Ingegneri, Geometri e Periti Industriali, sempre che in possesso del requisito di Ufficiale delle Forze Armate.
Viene istituito il Servizio Ispettivo Antincendi Aeroportuale e Portuale, funzionalmente connesso con il Servizio Tecnico Centrale, suddiviso in tre Ispettorati, rispettivamente per l'Italia settentrionale, l'Italia centrale e la Sardegna, e per l'Italia meridionale e la Sicilia. La ulteriore legge n. 66 del 4 marzo del 1982, autorizza l'espletamento di concorsi per l'immissione in ruolo di altri vigili del fuoco, con una riorganizzazione funzionale delle carriere presenti, che però non introduce sostanziali modificazioni delle strutture organizzative. Nel complesso della struttura il Corpo dispone attualmente oltreché delle Scuole Centrali Antincendi, anche dell'Istituto Superiore Antincendi (I.S.A.), organismo che si occupa della formazione e l'aggiornamento ad alto livello del personale, in particolare nei momenti di passaggio di qualifica, dei corsi di formazione per Funzionari e aspiranti Dirigenti, dell'espletamento di prove teoriche nei concorsi e di vari corsi di specializzazione, costituendo anche un Polo centrale per i sistemi educativi multimediali, in modo sinergico con Enti ed Istituzioni di ricerca universitari ed Industriali, fino a predisporre corsi informativi per esterni al Corpo e collaborare per l'attuazione di scambi internazionali. Importante sede di applicazioni pratiche è il Centro Polifunzionale di Addestramento sito a Montelibretti in località extraurbana. Nuclei speciali di elicotteristi e sommozzatori rendono ancor più efficace l'azione di soccorso verso chiunque ed in ogni luogo colpito da sinistro.
Consistente è anche la Rete Nazionale per il rilevamento della radioattività, distribuita su tutto il territorio ed ubicata in "siti" scelti nelle Sedi di servizio del Corpo Nazionale, dell'Arma dei Carabinieri e del Corpo Forestale dello Stato. Spetta inoltre al Corpo il compito di addestrare ed equipaggiare in materia di protezione civile i cittadini che volontariamente offrono le proprie prestazioni in tali servizi.
La citata legge 1570 ha investito il Corpo di compiti istituzionali propri delle Forze di Polizia, confermati successivamente dalla Legge 13.5.1961 n. 469. Norme successive hanno poi attribuito al personale, a seconda delle funzioni, le qualifiche di Agenti od Ufficiali di polizia giudiziaria e quella di Agenti di pubblica sicurezza. Il Regolamento, tuttora vigente, impone ai Vigili del Fuoco di prestare servizio ovunque possano recare soccorso, anche se non di turno. Con la Legge 24.2.1992 n. 225 il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco diviene componente fondamentale della Protezione Civile, della quale fanno parte anche le Forze armate, le Forze di polizia, il Corpo forestale dello Stato, la Croce Rossa italiana, le Organizzazioni di volontariato ecc. Alla luce dell'opera che i Comandi svolgono nelle rispettive province nella lotta contro gli incendi, e negli interventi di soccorso, che vanno dall'abbattimento del muro pericolante alla cattura del f***e, parrebbe che l'attività del Corpo Nazionale sia unicamente la risultante di quella di tutti i Comandi.
Vi è invece una funzione ben precisa che distingue il Corpo Nazionale, ed è il suo intervento come tale, in ogni pubblica calamità che si abbatta sul Paese. Fu come Corpo Nazionale che i vigili del fuoco operarono nella guerra del 1940-45, nelle città colpite dalle incursioni aeree, prodigandosi spesso sotto l'infuriare di poderosi bombardamenti. Nel corso della guerra, ovunque la popolazione civile fu bersaglio delle offese belliche, là si manifestò l'opera coraggiosa, a volte eroica, dei Vigili, volontari del sacrificio. Non diversamente il Corpo operò nelle alluvioni del Polesine, della Calabria, del Salernitano, della Toscana; nei funesti terremoti della Sicilia e del Friuli; nei disastri del Vajont e della Val di Stava. Le medaglie d'oro, d'argento, di bronzo al valor civile ed al valor militare, gli attestati di benemerenza, testimoniano le fulgide virtù del Corpo Nazionale che annovera, a suo titolo di onore, una numerosa schiera di vigili eroicamente caduti nel compimento del loro dovere, ai quali si affiancano i volontari che, per elevato spirito di altruismo, hanno offerto la loro vita.
Con l'istituzione del Corpo Nazionale passa alle pagine della storia il vecchio pompiere e nasce il vigile del fuoco: ma la mutata denominazione lascia intatta la sostanza di una tradizione nobilissima, ispirata al più elevato civismo e ad un generoso senso di solidarietà umana. E' questa la tradizione che, tramandata dai pompieri di un tempo, costituisce oggi patrimonio dei Vigili del Fuoco.
La loro opera ha avuto campo di spiegarsi sempre ed ovunque anche oltre i confini dell'Italia, con interventi nei Paesi Bassi, Grecia, Salvador, Messico, Algeria, Camerun, Azzorre, Armenia, e con l'assistenza ultima alle popolazioni della ex Iugoslavia. Questa in sintesi la storia, l'organizzazione italiana del servizio antincendi, questo il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.