Comunisti Brianza - sezione Antonio Gramsci di Varedo

Comunisti Brianza - sezione Antonio Gramsci di Varedo Siamo il PARTITO COMUNISTA ITALIANO

Il Partito Comunista Italiano si ispira ai valori della Costituzione Repubblicana, della Resistenza e
dell’antifascismo, e si richiama al miglior patrimonio politico e ideologico dell’esperienza storica del PCI, da
Gramsci a Berlinguer, e in particolar modo al pensiero gramsciano e togliattiano, della sinistra di classe
italiana e del movimento operaio e comunista italiano ed internazionale, alla migliore tradizione
marxistaleninista, alle migliori esperienze del socialismo scientifico, alle conquiste dei movimenti per la
pace ed antimperialisti, alle lotte ambientaliste, antirazziste, di genere e per i diritti civili.

16/09/2026

IL PCI SOSTIENE LO SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI     👉Dopo giorni di vano confronto con l’azienda Electrolux presso ...
16/09/2026

IL PCI SOSTIENE LO SCIOPERO NAZIONALE DEI LAVORATORI

👉Dopo giorni di vano confronto con l’azienda Electrolux presso il Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit), riparte la lotta con lo sciopero e la manifestazione nazionale di oggi indetti dalle organizzazioni sindacali FIM, FIOM e UILM .
🟥L’obiettivo è ottenere la modifica del piano aziendale, impedire la chiusura dello stabilimento di Cerreto d’Esi e respingere i licenziamenti annunciati per 1.450 dipendenti, come pure ottenere la riassunzione e stabilizzazione dei lavoratori precari.
Si tratta anche di contrastare il processo di deindustrializzazione, particolarmente grave nel contesto fabrianese, con la Beko di Melano in cui nonostante gli accordi non si vedono ancora gli investimenti promessi, ma anche a livello nazionale, con la crisi che avanza e si aggrava in tutto il Paese.
Più che mai si conferma che le chiacchiere stanno a zero, le tante promesse di interessamento dei politici governativi e di opposizione, locali e nazionali, sono rimaste vuote parole, il governo della Regione Marche è rimasto del tutto passivo,
come il governo nazionale Meloni a tutt’altre faccende affaccendato.
Bisogna contrastare il diffondersi di un senso di impotenza e rassegnazione, con cui si vorrebbe logorare la resistenza operaia frantumandola. Dobbiamo invece unificare le lotte, diffondere la consapevolezza che la crisi e il futuro industriale del Paese
sono questioni nazionali ineludibili.
🟥E dunque impedire che si sottraggano al Paese risorse ingenti per il riarmo, per finanziare il governo corrotto di Zelensky e proseguire la guerra alla Russia contraria agli interessi nazionali, come pure smettere di sostenere il governo genocida di Israele.
🟥Occorre una svolta radicale, sul piano interno e su quello internazionale, per una politica di PACE, di sostegno AL LAVORO E AI LAVORATORI, di difesa dello STATO SOCIALE. Per APPLICARE in una parola LA COSTITUZIONE.

PCI ANCONA – MARCHE

14/09/2026

𝐏𝐞𝐫 𝐮𝐧'𝐢𝐬𝐭𝐫𝐮𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐩𝐮𝐛𝐛𝐥𝐢𝐜𝐚 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐮𝐨𝐯𝐚 𝐥𝐚 𝐩𝐚𝐜𝐞, 𝐥’𝐮𝐠𝐮𝐚𝐠𝐥𝐢𝐚𝐧𝐳𝐚, 𝐥𝐚 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐜𝐫𝐚𝐳𝐢𝐚

Dovrebbe essere pilastro di democrazia e di uguaglianza, oggi invece la scuola è un contenitore fragile, lasciata sola a gestire le disuguaglianze e un disagio giovanile sempre più esteso.
Le istituzioni educative perdono autorevolezza perché sistematicamente indebolite da anni di controriforme, che portano i nomi dei ministri e capi di governo, Gelmini, Renzi, Valditara.
All’enorme aumento delle spese per il riarmo corrispondono i tagli all’istruzione pubblica. La scuola viene chiamata a “includere”, “prevenire”, “educare”, ma senza le risorse necessarie, senza personale di supporto, senza una visione pedagogica conforme alla Costituzione. E mentre la scuola pubblica affonda tra classi sovraffollate, carenze strutturali e precarietà, il Governo continua ad erogare ogni anno centinaia di milioni di euro alle scuole private in barba all’art. 33 della Costituzione.
La destra neofascista vorrebbe piegare la scuola alla sua ideologia, educare al militarismo, al nazionalismo, al suprematismo occidentcentrico, al dominio gerarchico e al patriarcato. Vanno in questa direzione la riforma degli Istituti Tecnici (già predisposta dal governo Draghi) e le Nuove Indicazioni per il primo ciclo di istruzione e per i Licei.
Si registrano sempre più invadenti ingerenze governative nell’attività delle comunità scolastiche e nelle università, attacco alla libertà di insegnamento, azioni disciplinari contro studenti e insegnanti che esprimono idee non conformi alla linea del governo.
Inquietante è la sempre più pervasiva presenza di rappresentanti delle forze armate e delle industrie di armi nelle scuole e nelle università per favorire l’accettazione del militarismo e della guerra; non si tratta di una presenza estemporanea, ma di un vero e proprio programma formalizzato dai governi Renzi e Gentiloni fino a quello attuale di Meloni, che dimostra una convergenza di orientamenti in quello che si qualifica sempre più in Italia come un falso bipolarismo.

Il Partito Comunista Italiano propone un’alternativa fondata sui principi della Costituzione: giustizia e solidarietà sociale, ripudio della guerra e di ogni forma di suprematismo e di razzismo.

• Fermare le scellerate “riforme” degli ordinamenti e dei programmi, per una scuola laica, pubblica e gratuita per tutte e tutti, che fornisca una formazione uguale su tutto il territorio nazionale, un sapere libero dall’impronta patriarcale, suprematista e classista;
• Più risorse all’istruzione pubblica e ai servizi educativi dei territori; stabilizzazione del personale scolastico; stop ai finanziamenti alle scuole private;
• per un’educazione sessuale e affettiva universale, contrastando stereotipi culturali e ogni forma di discriminazione e di violenza;
• Contro la militarizzazione dell’educazione, promuovere l’interculturalità e l’amicizia tra popoli, la pace, la solidarietà e il dialogo tra persone, Paesi e culture. La scuola della Costituzione ripudia la guerra e la propaganda di guerra.

Dipartimento istruzione PCI 14 settembre 2026

14/09/2026

𝗘𝗠𝗠𝗔 𝗕𝗢𝗡𝗜𝗡𝗢: 𝗙𝗔𝗟𝗦𝗢 𝗣𝗥𝗢𝗚𝗥𝗘𝗦𝗦𝗜𝗦𝗠𝗢 𝗔𝗟 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗜𝗭𝗜𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗔𝗣𝗜𝗧𝗔𝗟𝗘

La scomparsa di Emma Bonino impone una rigorosa operazione di verità politica, sottraendosi a quella retorica agiografica e unanime che i media mainstream riservano sistematicamente ai campioni dell’egemonia della classe dominante. Per chi si colloca dalla parte della classe lavoratrice e della prospettiva comunista, la biografia di Bonino non può che essere letta come l’incarnazione coerente e militante di un progetto politico radicalmente ostile e diametralmente opposto agli interessi delle classi lavoratrici e delle fasce deboli della società.

Fin dalle origini del Partito Radicale, la sua traiettoria si è mossa lungo una direttrice ben precisa: l’indottrinamento liberale e liberista delle masse, abilmente travestito da progressismo sui diritti civili. Bonino è stata una figura centrale nell’architettura del riformismo borghese, votata a modernizzare il capitalismo italiano ed europeo smantellando ogni residuo di protezione sociale. La sua opposizione viscerale ai diritti collettivi del lavoro ha trovato l’apice nella feroce crociata per l’abolizione dell’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori, brandito come un laccio da tagliare per consegnare i lavoratori alla precarietà totale del mercato. Per lei, i contratti collettivi nazionali erano relitti da superare in favore di una flessibilità selvaggia che riduceva il salario a variabile dipendente della competizione globale, promuovendo al contempo la privatizzazione della sanità e dei settori strategici.

Questo disegno economico andava di pari passo con la sistematica distruzione della sovranità democratica popolare. Bonino è stata tra le massime teoriche e pratiche del trasferimento dei poteri decisionali dai parlamenti nazionali, espressione, seppur borghese, del suffragio universale, alle torri d’avorio delle istituzioni sovranazionali, della Commissione Europea e dei circuiti tecnocratici finanziari. Svuotare la democrazia costituzionale significava immunizzare le scelte economiche dal controllo dei lavoratori, consegnando sovranità e bilanci ai diktat dei mercati e dei grandi poteri economici.

Sotto la maschera dei diritti individuali, la sua azione si è saldata indissolubilmente con gli interessi dell’imperialismo occidentale. È stata una sostenitrice entusiasta delle “guerre umanitarie”, legittimando i bombardamenti NATO e l’intervento armato ovunque servisse a ridefinire gli equilibri geopolitici a favore degli Stati Uniti. La sua fedeltà atlantica e il suo intransigente sionismo non sono mai stati marginali, ma l’asse portante di una visione del mondo che trovava sempre il modo di schierarsi con i forti: implacabile nell’alimentare l’anticomunismo e nell’aggredire Cuba socialista, e al contempo fiancheggiatrice e complice dell’entità sionista per le tragedie inflitte al popolo palestinese.

La retorica che vorrebbe accreditare il radicalismo borghese come unico e vero paladino dei diritti civili in Italia è un falso storico colossale, utile solo a rimuovere il protagonismo delle lotte di massa. Le grandi conquiste di emancipazione sociale, dalla legge sul divorzio a quella sull’aborto, non sono germogliate nei salotti ovattati della buona borghesia illuminata, ma sono il frutto di conflitti durissimi animati dalla classe lavoratrice, dal movimento sindacale e dalla sinistra di classe. I radicali si sono inseriti spesso in processi già aperti, riducendo la portata trasformativa dei diritti a mere libertà formali individuali, rigorosamente sganciate da qualsiasi istanza di emancipazione collettiva.

Ridurre l’orizzonte dell’emancipazione all’autodeterminazione individuale senza mai mettere in discussione i rapporti di produzione significa accettare la gabbia del capitalismo.

Ed è proprio qui che emerge tutta l’ipocrisia di certa finta sinistra contemporanea, oggi impegnata in una gara di celebrazione e santificazione di Emma Bonino. Una “sinistra” che, dopo aver smarrito ogni riferimento alla questione di classe, al conflitto sociale e alla trasformazione dei rapporti di produzione, tenta di costruirsi una nuova legittimazione progressista attraverso l’omaggio a una figura che ha rappresentato, per larga parte della sua storia, l’esatto opposto degli interessi del mondo del lavoro. È la stessa “sinistra” che ha progressivamente sostituito l’emancipazione collettiva con l’individualismo dei diritti formali, la lotta contro lo sfruttamento con la compatibilità di mercato e l’internazionalismo proletario con l’atlantismo e la subalternità geopolitica.

La celebrazione odierna di Bonino da parte di questi settori non è dunque soltanto una rimozione storica: è la fotografia impietosa della loro definitiva collocazione politica. Non si celebra una presunta icona progressista, ma si rende omaggio a una cultura politica che ha contribuito a disarmare ideologicamente la sinistra, a recidere il legame con le classi popolari e a rendere accettabile, persino a sinistra, il dominio del capitale.

Emma Bonino ha incarnato alla perfezione questo disegno: la campionessa di un individualismo competitivo e atomizzato, perfettamente funzionale all’Europa delle banche, dei trattati machiavellici e dei parametri di bilancio.

Il fatto che oggi una parte significativa della sinistra la celebri come simbolo di progresso dice molto più sulla trasformazione e sulla crisi di quella sinistra che sulla reale parabola politica della stessa Bonino.

Partito Comunista Italiano

🟥Carissime studentesse, carissimi studenti, e un caro saluto a tutti gli insegnanti,NOI      ​Desideriamo rivolgervi i N...
14/09/2026

🟥Carissime studentesse, carissimi studenti, e un caro saluto a tutti gli insegnanti,
NOI ​Desideriamo rivolgervi i Nostri più sinceri auguri per l'inizio di questo nuovo anno scolastico.
La scuola è il cuore pulsante della nostra società, il luogo in cui si costruisce il futuro attraverso la conoscenza, il confronto e la crescita personale.
🟥A voi studenti auguriamo di mantenere sempre viva la curiosità; a voi docenti, di continuare a guidare con passione e dedizione le nuove generazioni.
🟥🟥​È tuttavia impossibile ignorare con quale amarezza si assista, ancora una volta, a una scelta politica che penalizza la scuola pubblica con la solita e cronica mancanza di fondi adeguati, mentre si trovano senza esitazione ingenti risorse economiche da destinare alla guerra e agli armamenti.
👉​Nonostante queste gravi difficoltà strutturali, auguriamo a tutta la comunità scolastica un anno ricco di soddisfazioni, impegno e grandi traguardi condivisi.
​Buon anno scolastico e buon lavoro a tutti!

𝟭𝟭 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘, 𝗦𝗜 𝗔𝗕𝗕𝗜𝗔 𝗖𝗢𝗦𝗖𝗜𝗘𝗡𝗭𝗔👉Oggi tutti ricordano il crollo delle Torri Gemelle di New York avvenuto 25 anni fa per ...
12/09/2026

𝟭𝟭 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘, 𝗦𝗜 𝗔𝗕𝗕𝗜𝗔 𝗖𝗢𝗦𝗖𝗜𝗘𝗡𝗭𝗔

👉Oggi tutti ricordano il crollo delle Torri Gemelle di New York avvenuto 25 anni fa per un atto terroristico. Un attacco alla democrazia, ci dicono. 👉L'inizio della “guerra al terrorismo” fomentata da una propaganda che utilizzava informazioni fasulle e inventate. Un uso criminale delle “fake news” che produsse centinaia di migliaia di vittime civili in Iraq, in Afghanistan, in Libia, in quel Medio Oriente che ancora oggi è in fiamme percorso da conflitti e genocidi.
👉 È stato, ed è, il trionfo dell'odio verso interi popoli come quello palestinese considerato “terrorista” e quindi indegno di vivere da una “civiltà superiore”, quella occidentale, pronta a chiudere gli occhi di fronte a quello che è successo e succede a Gaza e in Cisgiordania.

👉Certo, quello che successe l'11 settembre 2001 sconvolse gli Stati Uniti, ma in questi 25 anni quanti altri popoli sono stati sconvolti dalle azioni militari che hanno fatto carta straccia di qualsiasi diritto internazionale?
🟥E prima del 2001, non dovremmo, forse, avere memoria di quell'altro brutale attacco alla democrazia che fu il colpo di stato in Cile contro il legittimo governo socialista di Salvador Allende?

🟥🟥Si abbia memoria che nel 1973, fu “la più grande democrazia occidentale” a porre fine con la violenza al tentativo di governare in maniera difforme ai diktat dell'imperialismo statunitense un paese, il Cile, che veniva considerato una colonia come, del resto, l'intero Sud America.
🟥Bisogna ricordare che il colpo di stato dell'esercito comandato da Pinochet e la successiva repressione brutale che produsse migliaia di morti furono sostenuti e finanziati dall'allora governo degli Stati Uniti.
🟥Si ricordino le parole del segretario di stato statunitense, Henry Kissinger sul Cile di Allende: «La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli».
👉 E si sappia che quell'11 settembre 1973 fu solo uno dei tanti atti di reale terrorismo compiuti da quell'occidente del mondo che si definisce modello di libertà e democrazia.
👉Da sempre la politica degli USA, sostenuta dai suoi alleati/complici, non permette alle nazioni libere di non adeguarsi ai suoi dettami e decidere quale possa essere il loro futuro. Si abbia coscienza di questo non per adeguarci ma per lottare e spezzare le catene della sudditanza.

Giorgio Langella - Comitato centrale PCI

𝟭𝟭 𝗦𝗘𝗧𝗧𝗘𝗠𝗕𝗥𝗘, 𝗦𝗜 𝗔𝗕𝗕𝗜𝗔 𝗖𝗢𝗦𝗖𝗜𝗘𝗡𝗭𝗔

Oggi tutti ricordano il crollo delle Torri Gemelle di New York avvenuto 25 anni fa per un atto terroristico. Un attacco alla democrazia, ci dicono. L'inizio della “guerra al terrorismo” fomentata da una propaganda che utilizzava informazioni fasulle e inventate. Un uso criminale delle “fake news” che produsse centinaia di migliaia di vittime civili in Iraq, in Afghanistan, in Libia, in quel Medio Oriente che ancora oggi è in fiamme percorso da conflitti e genocidi. È stato, ed è, il trionfo dell'odio verso interi popoli come quello palestinese considerato “terrorista” e quindi indegno di vivere da una “civiltà superiore”, quella occidentale, pronta a chiudere gli occhi di fronte a quello che è successo e succede a Gaza e in Cisgiordania.

Certo, quello che successe l'11 settembre 2001 sconvolse gli Stati Uniti, ma in questi 25 anni quanti altri popoli sono stati sconvolti dalle azioni militari che hanno fatto carta straccia di qualsiasi diritto internazionale? E prima del 2001, non dovremmo, forse, avere memoria di quell'altro brutale attacco alla democrazia che fu il colpo di stato in Cile contro il legittimo governo socialista di Salvador Allende?

Si abbia memoria che nel 1973, fu “la più grande democrazia occidentale” a porre fine con la violenza al tentativo di governare in maniera difforme ai diktat dell'imperialismo statunitense un paese, il Cile, che veniva considerato una colonia come, del resto, l'intero Sud America. Bisogna ricordare che il colpo di stato dell'esercito comandato da Pinochet e la successiva repressione brutale che produsse migliaia di morti furono sostenuti e finanziati dall'allora governo degli Stati Uniti. Si ricordino le parole del segretario di stati statunitense, Henry Kissinger sul Cile di Allende: «La questione è troppo importante perché gli elettori cileni possano essere lasciati a decidere da soli». E si sappia che quell'11 settembre 1973 fu solo uno dei tanti atti di reale terrorismo compiuti da quell'occidente del mondo che si definisce modello di libertà e democrazia. Da sempre la politica degli USA, sostenuta dai suoi alleati/complici, non permette alle nazioni libere di non adeguarsi ai suoi dettami e decidere quale possa essere il loro futuro. Si abbia coscienza di questo non per adeguarci ma per lottare e spezzare le catene della sudditanza.

Giorgio Langella - Comitato centrale PCI

12/09/2026

Presidio pacifico democratico antifascista,
Monza piazza Castello 14.9.2026 h17

     IN SCIOPERO CONTRO IL PIANO DI LICENZIAMENTI: 15 SETTEMBRE TUTTI A CERRETO D'ESI A Solaro proseguono gli scioperi c...
11/09/2026

IN SCIOPERO CONTRO IL PIANO DI LICENZIAMENTI: 15 SETTEMBRE TUTTI A CERRETO D'ESI

A Solaro proseguono gli scioperi contro il piano di licenziamenti e dismissioni: oggi assemblea in sciopero e martedì 15/09 una giornata di sciopero nazionale con manifestazione a Cerreto D'esi, dove c’è lo stabilimento che la multinazionale vuole chiudere.

08/09/2026

𝗣𝗔𝗖𝗘, 𝗟𝗔𝗩𝗢𝗥𝗢 𝗘 𝗚𝗜𝗨𝗦𝗧𝗜𝗭𝗜𝗔 𝗦𝗢𝗖𝗜𝗔𝗟𝗘

Il riarmo, la guerra, la precarizzazione del lavoro, lo smantellamento della sanità e dell’istruzione pubblica, l’emergenza abitativa e l’attacco ai diritti sociali raccontano un modello di società che mette il profitto davanti alle persone.

A questo modello vogliamo contrapporre un’alternativa.

Un’alternativa politica e sociale che rimetta al centro la pace, il lavoro stabile e dignitoso, la sanità e la scuola pubblica, il diritto alla casa, la difesa dell’ambiente, la Costituzione e l’uguaglianza.

Per questo il Partito Comunista Italiano promuove un confronto aperto e unitario con partiti, associazioni, sindacati, movimenti e realtà democratiche e popolari, nella convinzione che sia necessario costruire un fronte capace di ridare rappresentanza e voce a chi oggi non si riconosce in centrosinistra e centrodestra.

Contro il riarmo e la guerra. Per la pace e la Costituzione. Per il lavoro e la giustizia sociale. Per un’alternativa vera.

📍 𝗥𝗼𝗺𝗮 – Centro Congressi Cavour, via Cavour 50/A

📅 𝗦𝗮𝗯𝗮𝘁𝗼 𝟭𝟵 𝗦𝗲𝘁𝘁𝗲𝗺𝗯𝗿𝗲 𝟮𝟬𝟮𝟲 - 𝗼𝗿𝗲 𝟭𝟰:𝟯𝟬

Un appuntamento di confronto e discussione per iniziare a costruire insieme una prospettiva diversa per il Paese.

Partecipiamo. Costruiamo l’alternativa.

Partito Comunista Italiano

29/08/2026

𝗦𝗢𝗟𝗜𝗗𝗔𝗥𝗜𝗘𝗧𝗔̀’ 𝗔𝗗 𝗔𝗟𝗘𝗦𝗦𝗔𝗡𝗗𝗥𝗢 𝗗𝗜 𝗕𝗔𝗧𝗧𝗜𝗦𝗧𝗔

Il Partito Comunista Italiano esprime la propria vicinanza e solidarietà ad Alessandro Di Battista, colpito da un grave malore mentre si trovava in visita a Cuba.

Alessandro Di Battista è un interlocutore con il quale non mancano, e non sono mai mancate, differenze di natura politica e di impostazione che rivendichiamo con chiarezza e rispetto ma su molte questioni ci ritroviamo dalla stessa parte.

Abbiamo condiviso e condividiamo la difesa della Rivoluzione cubana e del diritto del popolo cubano a decidere liberamente del proprio futuro, opponendoci al criminale bloqueo e alle politiche di ingerenza e di aggressione degli Stati Uniti.

Così come condividiamo la necessità di continuare a stare dalla parte del popolo palestinese, del suo diritto all’autodeterminazione e alla libertà, contro l’occupazione, la guerra e il genocidio.

Su molti temi di politica internazionale, inoltre, abbiamo trovato punti di convergenza nell’analisi di un mondo attraversato da guerre, riarmo, imperialismo e crescente contrapposizione tra potenze, nel quale l’Italia e l’Europa continuano a perseguire politiche che riteniamo profondamente sbagliate e pericolose.

In questo momento difficile, il Partito Comunista Italiano è vicino ad Alessandro Di Battista, alla sua famiglia e alle persone che gli vogliono bene, con l’auspicio sincero che possa superare presto questo grave momento e tornare alla sua attività.

Forza Alessandro.

Partito Comunista Italiano

Indirizzo

Via Silvio Pellico 6
Varedo
20814

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