02/12/2025
๐๐ซ๐๐ฌ๐๐ซ๐ฏ๐๐ซ๐ ๐ฎ๐ง ๐๐๐ง๐ ๐ฉ๐ฎ๐๐๐ฅ๐ข๐๐จ ๐ฌ๐ข๐ ๐ง๐ข๐๐ข๐๐ ๐๐๐ซ๐ฅ๐จ ๐ฏ๐ข๐ฏ๐๐ซ๐.
Quando si costruisce una struttura pubblica come un Teatro - Auditorium, bisogna avere ben chiara la futura gestione, diversamente il rischio รจ quello di realizzare una cattedrale nel deserto, con problemi di manutenzione e costi amministrativi a carico della collettivitร .
Quando รจ stato pensato e realizzato lโAuditorium a Vallo della Lucania, cโera un altro mondo, altre prospettive e altre risorse rispetto ad oggi.
Sappiamo bene che non basta intitolare una struttura pubblica ad un artista per far vivere la cultura e per fare teatro. Servono ingenti risorse, organizzazione, continuitร e utenza.
Non รจ mistificatorio sostenere che tutti i teatri vivono grazie al sostegno pubblico o grazie allโapporto di risorse da parte di gestori privati.
In questi anni lโAuditorium โ๐ณ๐๐ ๐ซ๐ ๐ฉ๐๐๐๐๐
๐๐๐๐โ ha ospitato concerti, spettacoli teatrali, manifestazioni nonchรฉ una stagione teatrale in collaborazione con il Teatro Parioli Costanzo di Roma.
Anche negli anni passati la struttura ha ospitato eventi di qualitร , ma non si รจ mai riusciti a dare continuitร per ragioni esclusivamente economiche. Per programmare le stagioni, con una gestione diretta, รจ necessario avere certezza di finanziamenti e nessuna amministrazione, che non puรฒ accedere per ragioni di continuitร al FUS, puรฒ avere questa certezza.
A chi si riempie la bocca di parole, nemmeno belle, che richiamano ai luoghi di aggregazione e alla cultura, ricordiamo che Auditorium e Teatri di piccole dimensioni - ma anche quelli grandi - hanno difficoltร nelle grandi cittร , figuratevi in un Comune di circa 9 mila abitanti e in un territorio scarsamente popolato.
Detto ciรฒ, una corretta valutazione dellโAuditorium โLeo De Berardinisโ deve partire dalla realtร : il mancato utilizzo - con continuitร - genera costi ulteriori di manutenzione e cosรฌ la struttura perisce.
Siamo dinanzi ad un bivio: dare seguito allโindirizzo artistico scelto quando si รจ deciso di intitolare la struttura o provare a dare un senso alla cattedrale nel deserto che corre il rischio, tra poco, di ospitare agli eventi piรน topi che pubblico.
I beni pubblici si preservano facendoli vivere e proprio per questo abbiamo concesso lโuso di una sala allโinterno della struttura per la realizzazione di un progetto serio, rivolto ai giovani, sui disturbi alimentari.
Ai nostri giovani servono luoghi vivi, dove potersi confrontare e liberare energie, non cattedrali nel deserto. Sono mesi che proviamo a stimolare lโaggregazione in quel luogo, anche partecipando a bandi regionali per allestire le sale e realizzare attivitร .
๐๐๐จ ๐๐ ๐๐๐ซ๐๐ซ๐๐ข๐ง๐ข๐ฌ รจ stato un grande protagonista del teatro di avanguardia, un teatro sperimentale con un pubblico di nicchia. Un teatro che formava il pubblico e non che offriva al pubblico uno spettacolo.
Una direzione artistica di questo tipo, decisamente bella e avvincente, in un territorio come il nostro, necessitร dellโapporto di risorse pubbliche per coprire integralmente le spese per gli spettacoli, che non sono solo quelle per gli artisti.
Parliamo di una forma di teatro molto di nicchia, ma allโoccorrenza potremmo spingerci ancora piรน in lร e ragionare anche del teatro della crudeltร o de โ๐ผ๐ ๐ก๐๐๐ก๐๐ ๐ ๐๐ ๐ ๐ข๐ ๐๐๐๐๐๐โ di ๐๐ง๐ญ๐จ๐ง๐ข๐ง ๐๐ซ๐ญ๐๐ฎ๐. La sfida sui contenuti culturali รจ aperta, ma deve essere una sfida plurale e realistica.
Una linea mediana potrebbe essere quella di realizzare spettacoli per un pubblico piรน vasto e altri per un pubblico di nicchia, ma anche in tal caso bisognerebbe fare i conti con i numeri e con il reperimento di risorse pubbliche.
Sfugge a qualcuno - o รจ proprio questo il motivo - che siamo un Comune con due teatri da 500 posti lโuno, di cui uno pubblico e lโaltro della Chiesa. Questa situazione, รจ inutile che facciamo gli ipocriti, ha reso complicato mantenere gli equilibri, con la conseguenza di una scarsa utilizzazione della struttura pubblica. Mancato utilizzo continuo della struttura pubblica vuol dire deperimento, aumento dei costi di manutenzione.
Con lโamministrazione in carica รฉ stata realizzata una stagione teatrale, portando a Vallo della Lucania artisti come Massimo Ghini, Angela Finocchiaro, Barbara DโUrso, Rosalia Porcaro, Franco Oppini, Ale e Franz, Gianmarco Tognazzi, Nello Salza e lโOrchestra di Archi dei Professori del Teatro San Carlo. Nonostante un cartellone di qualitร - e dobbiamo recuperare uno spettacolo saltato per impossibilitร sopravvenuta degli artisti - la media รจ stata di 300 spettatori ad evento.
Chi parla di luogo di cultura da preservare, non era tra questi.
Non dimentichiamo altrettanti eventi di qualitร organizzati dalla precedente amministrazione, come il concerto di Paolo Fresu - artista notevole - con un pubblico ben al di sotto delle aspettative.
Questo per dire che la cultura necessita anche di essere praticata e non solo predicata. Servono risorse per investire e formare il pubblico.
Il Comune di Vallo della Lucania sulla scorta di proposte pervenute allโEnte non ha affidato la gestione della struttura ma ha indetto una manifestazione dโinteresse per lโuso sperimentale per una stagione (meno di un anno), riservandosi il diritto di organizzare in ogni momento eventi o di concederla a terzi per lโuso. Il tutto, chiedendo migliorie onerose, il pagamento delle utenze, eccโฆ
La procedura รจ aperta, nessuno svilimento della cultura.
Le nostre mani, perรฒ, sono pulite.
Anzi, sono sporche, non di marmellata, ma per le schifezze che abbiamo pulito personalmente nelle strutture pubbliche, per i traslochi che abbiamo fatto personalmente, per la polvere e i rifiuti che abbiamo tolto personalmente, per la pittura usata per pitturare personalmente aule e stanze, per la fatica materiale fatta quotidianamente.
Perchรฉ dinanzi alla mancanza di risorse abbiamo fatto, facciamo e continueremo a fare anche gli operai.
Altro che potere, gestiamo problemi, quelli dai quali sono scappati gli altri! E' troppo comodo fare l'opposizione.
Questo รจ. Non siamo buoni? Viva la democrazia, alle prossime elezioni i cittadini faranno la loro scelta.
Intanto non si puรฒ restare inermi e temere esposti e diffide.
Devono temere coloro che rubano e coloro che sperperano risorse pubbliche.
In un territorio che qualcuno vuole morente per poter fare il primo della classe stando solo in classe, noi continueremo a fare anche gli operai, continuando a mettere spesso le mani nelle nostre tasche e lavorando a mani n**e nellโinteresse esclusivo della comunitร .
Questo รจ il clima che viviamo da anni e questa non รจ piรน politica.