12/10/2026
Uspidalì, le contraddizioni del sindaco Ballerini sulle nomine del CdA.
Quante contraddizioni nelle dichiarazioni del sindaco Ballerini sulle nomine del nuovo Consiglio di Amministrazione dell'Uspidalì!
A seconda dei casi, il sindaco giustifica le proprie scelte richiamando l'esperienza, la giovane età o le competenze professionali, senza però chiarire fino in fondo quali siano stati i criteri realmente adottati.
Quanto alle appartenenze politiche, Ballerini assicura di non aver subito imposizioni da parte dei partiti. Ma le imposizioni sono una cosa, gli accordi politici un'altra. E allora viene spontaneo domandarsi se la presidenza dell'Uspidalì affidata a un esponente di Forza Italia sia soltanto una coincidenza o il risultato di impegni presi durante la campagna elettorale e oggi puntualmente mantenuti.
Senza nulla togliere al nuovo presidente Giuseppe Gatti e agli altri componenti nominati, vogliamo parlare della reale competenza del dottor Ermes Gatti, che aveva presentato la propria candidatura al CdA dell'Uspidalì e la cui domanda non è stata accolta dal sindaco Ballerini?
Un medico che ogni settimana dedicava ore alla struttura per seguire e curare, con sensibilità e attenzione, i propri pazienti lì ricoverati.
Una persona che conosce le residenze sanitarie assistenziali, le convenzioni, le risorse e le norme che ne regolano il funzionamento. Che conosce le esigenze dei nostri anziani e delle loro famiglie e che avrebbe potuto portare nuove idee e progettualità per arricchire una struttura da sempre nel cuore dei valenzani.
E come giustifica il sindaco la sua esclusione? Sostenendo che quella professionalità sarebbe già rappresentata da lui stesso, in quanto medico.
Una risposta davvero infelice, che troviamo anche piuttosto supponente.
Il fatto che il sindaco sia medico non significa che possa sostituire, con le proprie competenze, il contributo professionale che Ermes Gatti avrebbe potuto offrire all'interno del Consiglio di Amministrazione. Sono ruoli differenti, che non possono essere sovrapposti.
Non sosteniamo che Ermes Gatti avesse un diritto alla nomina, ma troviamo francamente discutibile che si sia rinunciato a una professionalità tanto qualificata sulla base di una motivazione così poco convincente.
L'Uspidalì è un patrimonio della nostra comunità e merita scelte fondate sulle competenze e sui bisogni dei suoi ospiti, non sugli equilibri politici.
Perché amministrare significa anche saper riconoscere e valorizzare le competenze degli altri, non ritenere che le proprie possano sostituirle.