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02/10/2026

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Il consigliere provinciale della Lega contesta la scelta e le motivazioni di Presciutti. Appello alla Regione e all’Uffi...
01/10/2026

Il consigliere provinciale della Lega contesta la scelta e le motivazioni di Presciutti. Appello alla Regione e all’Ufficio scolastico regionale: «Il calo delle iscrizioni non consente di sostenere due indirizzi nello stesso territorio».

L’apertura di un nuovo indirizzo linguistico a Città di Castello rischia, secondo Giovanni Dominici, di compromettere il futuro di quello già presente al Campus “Leonardo da Vinci” di Umbertide. Il consigliere provinciale della Lega interviene dopo l’approvazione del Piano provinciale dell’offerta formativa, contestando una scelta che, a suo giudizio, non ha tenuto conto della contrarietà espressa dall’amministrazione umbertidese.

Al centro della polemica ci sono anche le motivazioni del presidente della Provincia, Massimiliano Presciutti. Nella dichiarazione riportata da Dominici, Presciutti sostiene che non si tratterebbe di una duplicazione dell’offerta: mentre Umbertide continuerebbe a proporre i percorsi linguistici consolidati, Città di Castello introdurrebbe il cinese mandarino, considerato una lingua strategica.

Una spiegazione che Dominici definisce «a dir poco surreale». Per il consigliere, la diversa lingua proposta non risolve il problema della presenza di due indirizzi linguistici nello stesso bacino territoriale. La Provincia avrebbe assunto una posizione «totalmente sbilanciata verso Città di Castello», senza considerare adeguatamente l’andamento delle iscrizioni e il calo demografico.

È su questi elementi che Dominici fonda la propria opposizione. Secondo la sua analisi, già oggi il linguistico di Umbertide fatica a mantenere i numeri necessari e il raddoppio dell’offerta renderebbe insostenibile la presenza di entrambi i percorsi.

«Il risultato di questa scelta è la chiusura dell’indirizzo linguistico di Umbertide nell’arco di un ciclo scolastico», afferma. Per Dominici, dunque, la questione riguarda direttamente la sopravvivenza del corso umbertidese: «Nei fatti la Provincia, numeri alla mano, ha scelto di chiudere il linguistico di Umbertide. Non possiamo rimanere silenti di fronte a questo scempio».

Il passaggio successivo riguarda la Regione e l’Ufficio scolastico regionale, ai quali il consigliere rivolge un appello. Dominici richiama il punto 3.2 delle linee guida regionali sulla programmazione territoriale degli indirizzi di studio 2026-2029, sostenendo che la decisione contrasterebbe con due criteri fondamentali.

Il primo è evitare interferenze e sovrapposizioni nell’offerta formativa. Due indirizzi linguistici a pochi chilometri di distanza, nello stesso ambito territoriale, rappresenterebbero, nella sua lettura, proprio la sovrapposizione che le linee guida chiedono di scongiurare.

Il secondo riguarda la stabilità dei percorsi nel lungo periodo, da valutare sulla base del bacino reale di studenti. Anche sotto questo profilo, secondo Dominici, le proiezioni demografiche non consentirebbero di sostenere due indirizzi di fatto identici.

«Io e la maggioranza di centrodestra che governa Umbertide ci batteremo con tutte le forze perché il linguistico di Umbertide possa continuare a vivere», assicura il consigliere. Alla Regione e all’Usr chiede una decisione fondata sulle regole, evitando quello che, a suo giudizio, rischierebbe di apparire come un accanimento politico contro il territorio.

Infine, Dominici interviene sulla mancata partecipazione del Comune di Umbertide alla Conferenza sul dimensionamento scolastico. Secondo quanto riferisce, l’invito sarebbe stato indirizzato all’ex sindaco Marco Locchi. Per riunioni di questa importanza, sottolinea, le convocazioni devono essere trasmesse tramite Pec, anziché alle email personali degli amministratori.

21/08/2026

Il Consiglio comunale riafferma i valori della Costituzione e condanna ogni forma di totalitarismo.

Approvato dal Consiglio comunale di Umbertide l’ordine del giorno sulla difesa della democrazia, della libertà, del pluralismo e delle istituzioni repubblicane.

Il Consiglio comunale di Umbertide ha approvato l’ordine del giorno, ai sensi dell’art. 27 dello Statuto comunale e dell’art. 56 del Regolamento del Consiglio comunale, avente per oggetto la “Riaffermazione dei valori costituzionali e condanna di ogni forma di totalitarismo”.

Il documento riafferma con chiarezza il valore della Costituzione della Repubblica Italiana quale fondamento della democrazia, della libertà, dell’uguaglianza e del pluralismo politico, richiamando anche la XII Disposizione transitoria e finale della Costituzione, che vieta la riorganizzazione, sotto qualsiasi forma, del disciolto partito fascista.

L’ordine del giorno ribadisce inoltre che il fascismo, così come ogni forma di dittatura e totalitarismo, è incompatibile con i principi democratici e costituzionali della Repubblica, estendendo la condanna a ogni forma di estremismo e violenza politica, indipendentemente dalla matrice ideologica.

Il documento sottolinea, al tempo stesso, che il confronto politico, anche quando caratterizzato da posizioni differenti e da un dibattito acceso, deve sempre svolgersi nel rispetto delle persone, delle istituzioni e delle regole democratiche.

Nel testo approvato viene inoltre ricordato come, nel corso degli ultimi otto anni, l’Amministrazione comunale abbia sempre improntato la propria azione ai principi di democrazia, libertà, pluralismo e rispetto delle istituzioni, mantenendo costantemente la propria attività nel pieno solco dei valori costituzionali e repubblicani.

La difesa dei valori costituzionali è riconosciuta dal Consiglio comunale come patrimonio dell’intera comunità democratica e non esclusivo di alcuna parte politica. Un richiamo particolarmente importante in un momento nel quale il confronto pubblico deve continuare a essere occasione di partecipazione e crescita della comunità, nel rispetto delle diverse sensibilità e dei ruoli istituzionali.

L’ordine del giorno presentato dai gruppi consiliari Lega, Fratelli d’Italia e Umbertide per Carizia Sindaco ha ottenuto il voto favorevole dei gruppi consiliari.

L’ordine del giorno della maggioranza è stato presentato in contrapposizione a quello della minoranza, che conteneva un attacco strumentale a un consigliere di maggioranza. La maggioranza ha quindi ritenuto giusto ribadire i principi alla base della democrazia e della Repubblica, respingendo al tempo stesso gli attacchi puramente personali che, anche in un confronto politico serrato, non possono trovare terreno fertile.

Un impegno che vuole essere, prima di tutto, un richiamo alla responsabilità e alla consapevolezza del ruolo delle istituzioni: difendere i valori costituzionali significa tutelare il terreno comune sul quale tutta la comunità può riconoscersi, confrontarsi e costruire il proprio futuro.

03/08/2026
31/07/2026

🔵 Umbertide, sconto Tari: la Lega risponde al Pd «Non intestatevi meriti non vostri»

La riduzione del 10% sulla Tari 2026 accende lo scontro politico a Umbertide.

L’assessore all’Ambiente Francesco Cenciarini rivendica il lavoro svolto dalla giunta Carizia e dagli uffici comunali sul piano economico trasmesso da Auri. Secondo la Lega, alcune voci di spesa non dovevano ricadere sulle bollette dei cittadini e proprio la richiesta di rivedere i conti avrebbe portato allo sconto.

Cenciarini respinge quindi la ricostruzione del Pd e precisa che la Regione non avrebbe avuto alcun ruolo nella vicenda.

Sulla stessa linea i consiglieri Giovanni Dominici, Alessio Silvestrelli e Alessio Ferranti: «Il Comune ha fatto la sua parte. Il Pd non si attribuisca meriti che non gli appartengono».

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Bollette dei rifiuti più leggere per gli umbertidesi nel 2026. La Tari scenderà del 10%, e per i consiglieri comunali de...
30/07/2026

Bollette dei rifiuti più leggere per gli umbertidesi nel 2026. La Tari scenderà del 10%, e per i consiglieri comunali della Lega Giovanni Dominici, Alessio Silvestrelli e Alessio Ferranti il merito è tutto dell’amministrazione del sindaco Carizia.

“Un risultato importante e significativo”, lo definiscono, mettendolo a confronto con gli aumenti di Irpef e Irap decisi dalla giunta regionale di sinistra guidata da Stefania Proietti. Parole dure quelle riservate al Pd umbertidese, accusato di “mistificare la realtà” e di tentare di intestarsi meriti che, secondo la Lega, non gli spettano.

Sul piano tecnico, i consiglieri spiegano che il Piano Economico Finanziario che determina le tariffe si basa sui dati storici del 2024, calcolati secondo il metodo Arera e il lavoro di Auri, tenendo conto di inflazione e investimenti del gestore Gesenu. Un meccanismo, sottolineano, in cui la Regione non ha alcun ruolo attivo. E non manca la stoccata politica: nel 2024, anno di riferimento dei dati, la nuova giunta regionale non si era nemmeno insediata.

Il vero merito della riduzione, secondo la Lega, sta nel lavoro dell’amministrazione comunale, che non ha accettato il primo Pef proposto da Auri il 15 luglio. La revisione imposta dal Comune avrebbe permesso di abbattere gli aumenti previsti dal gestore per un totale di 804.115 euro, suddivisi in 466.528 euro per il 2026 e 337.587 euro per il 2027.

“L’amministrazione Carizia ha operato egregiamente, lavorando concretamente sui numeri e non sulle narrazioni politiche di chi cerca di intestarsi meriti inesistenti”, concludono i consiglieri, rilanciando la domanda al Pd locale: cosa ha fatto per evitare l’aumento di tasse voluto dalla presidente Proietti?

Corriere dell’Umbria ⤵️
02/07/2026

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Il gruppo consiliare della Lega, appoggiata dai consiglieri di maggioranza di Fratelli d’Italia e Umbertide per Carizia ...
27/06/2026

Il gruppo consiliare della Lega, appoggiata dai consiglieri di maggioranza di Fratelli d’Italia e Umbertide per Carizia Sindaco, esprime “forte preoccupazione e il più fermo dissenso politico rispetto alle indiscrezioni che emergono in queste settimane sul nuovo Piano Sanitario Regionale e sulla possibile fusione delle ASL Umbria 1 e Umbria 2 in un’unica macro-azienda sanitaria regionale con oltre 850 mila assistiti.

Si tratta di un’ipotesi che rischia di allontanare ulteriormente i centri decisionali dai territori, indebolendo la rappresentanza delle comunità locali e compromettendo quel principio di prossimità che deve essere alla base di ogni servizio sanitario efficiente e vicino ai cittadini.

L’attuale organizzazione della sanità umbra, articolata in due Aziende Sanitarie Locali e in una rete di Distretti Sanitari, – recita la nota della Lega – garantisce infatti una gestione capillare dei servizi e una risposta adeguata alle diverse esigenze dei territori. La USL Umbria 1 assiste circa 489 mila cittadini su un’area di oltre 2.400 chilometri quadrati che comprende anche l’Alta Valle del Tevere, mentre la USL Umbria 2 serve circa 365 mila cittadini tra il Folignate, lo Spoletino, la Valnerina e la provincia di Terni.

Particolarmente strategico per l’intera area nord-occidentale della regione è il Presidio Ospedaliero di Umbertide-Città di Castello, classificato come DEA di I Livello ai sensi del D.M. 70/2015, struttura fondamentale per la rete dell’emergenza-urgenza e dotata di alte specialità mediche e chirurgiche, terapia intensiva e servizi diagnostici avanzati. Un presidio che rappresenta un punto di riferimento non solo per l’Alta Valle del Tevere, ma anche per numerosi cittadini provenienti dalle regioni limitrofe.

Le preoccupazioni rispetto a possibili accorpamenti non riguardano soltanto il nostro territorio. A livello regionale, la mozione urgente presentata dall’opposizione di centrodestra in Consiglio Regionale (Atto n. 567), con primi firmatari i consiglieri Enrico Melasecche, Laura Pernazza e Eleonora Pace, ha evidenziato il rischio di un grave depauperamento istituzionale, amministrativo, occupazionale ed economico derivante da eventuali fusioni e accentramenti. Analoghe preoccupazioni stanno emergendo anche nell’area ternana, a conferma di un malessere diffuso e trasversale in tutta l’Umbria.

A rendere ancora più evidente l’incertezza che circonda il futuro della sanità regionale sono anche le recenti critiche espresse dal segretario regionale del Partito Democratico Damiano Bernardini, che ha parlato apertamente di immobilismo e della necessità di una svolta nell’azione della Giunta regionale, certificando di fatto le difficoltà che il sistema sanitario umbro sta attraversando.

L’ordine del giorno ritiene che una riforma guidata da logiche di accentramento burocratico e finanziario rischierebbe di ignorare le peculiarità geografiche e territoriali dell’Umbria, penalizzando le aree periferiche e riducendo progressivamente servizi, prestazioni e capacità decisionale dei territori. Per Umbertide e per l’Alta Valle del Tevere significherebbe correre il rischio di vedere allontanarsi la governance sanitaria dai bisogni reali delle comunità locali e ridimensionare il ruolo di un presidio ospedaliero che deve continuare a rappresentare un punto di riferimento strategico e non una semplice articolazione periferica.

Per queste ragioni – continua la nota – la maggioranza chiede al Sindaco di impegnarsi ad esprimere a nome dell’intera comunità di Umbertide la più assoluta contrarietà a qualsiasi ipotesi di fusione tra ASL Umbria 1 e ASL Umbria 2 o ad altre forme di accorpamento che possano compromettere l’autonomia territoriale e la qualità dei servizi sanitari. Allo stesso tempo, il Sindaco sarà chiamato ad attivarsi presso la Presidente della Regione Umbria Stefania Proietti e l’Assessorato regionale alla Sanità per ribadire la centralità del Distretto sanitario dell’Alta Valle del Tevere e del Presidio Ospedaliero di Umbertide-Città di Castello, chiedendo con forza il mantenimento e il potenziamento dei servizi sanitari, diagnostici, amministrativi e ospedalieri del comprensorio.

La salute dei cittadini è un diritto costituzionalmente garantito dall’articolo 32 della Costituzione e non può essere sacrificata a logiche di centralizzazione che rischiano di indebolire i territori. Umbertide e l’Alta Valle del Tevere meritano attenzione, investimenti, servizi e una sanità realmente vicina ai cittadini”.

26/06/2026

Il 25 Giugno 2018 è stata scritta la storia di Umbertide!

09/06/2026

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