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“Difesa del territorio e delle famiglie, raccolgo con orgoglio il testimone”, Paola Petrazzo nuova Presidente dei T.L. N...
20/02/2024

“Difesa del territorio e delle famiglie, raccolgo con orgoglio il testimone”, Paola Petrazzo nuova Presidente dei T.L.



Nei giorni scorsi come consiglio direttivo abbiamo accettato le dimissioni da presidente di Sandro Pitassi che oltre al merito di essere stato il propulsore di questo progetto è anche un amico ed una
persona che gode di tutta la mia stima e la mia fiducia. Abbiamo compreso la necessità di Sandro di dedicarsi ad altri progetti, dei quali comprendiamo in pieno l’ampio respiro e l’alto grado di
coinvolgimento che non gli permetterebbero di portare avanti anche l’impegno politico con devozione e costanza, come lui sa fare.
Alla luce delle sue dimissioni, in base a quanto previsto dallo statuto ma, soprattutto, grazie al sostegno e al parere favorevole ricevuto dal consiglio direttivo, raccolgo con orgoglio questo testimone, consapevole di quanto finora è stato fatto ma ancora più conscia di quanto lavoro ci sia da fare. Abbiamo già dato ampia dimostrazione della nostra capacità di formare un fronte coeso per raggiungere obiettivi che ai più sembravano impensabili, ma siamo guidati da un faro luminoso che ci permette di rimanere fermi sulla nostra rotta, potremo necessariamente dover deviare da un percorso in linea retta ma in ogni questione avremo davanti a noi l’importanza della protezione delle famiglie, dei bambini e dei più deboli che raramente hanno la possibilità di esprimere le loro istanze in maniera fattiva e che anche qualora riescano a dar voce alle loro richieste, difficilmente vengono tenuti in debito conto. Nasciamo come movimento dal basso e la nostra forza rimarrà sempre il radicamento sul territorio.

All’inizio di questo mio mandato come presidente voglio esprimere con forza la nostra volontà di mantenere contatti con le realtà che si sono erette a difesa del territorio inteso come luogo in cui
viviamo e delle famiglie, centro fondante di tutte le scelte che ci vedranno in prima linea.
Dal punto di vista politico sarò personalmente impegnata nella campagna elettorale per l’elezione del Parlamento Europeo, scelta dettata dalla necessità di avvicinarsi quanto più possibile ai centri
decisionali: ci siamo resi conto con gli eventi degli ultimi anni e con altri che si stagliano all’orizzonte dove vengano realmente prese le decisioni che poi impattano con la vita di tutti i giorni; come compagine politica invece lavoreremo molto sul territorio in vista del possibile ripristino delle Province in Friuli-Venezia Giulia: nelle prossime settimane elaboreremo le nostre proposte ed un calendario di iniziative per farle conoscere.
I temi sensibili sono molti e non ci risparmieremo come è nostra abitudine fare.

Ringrazio nuovamente il consiglio direttivo e Sandro Pitassi e mi permetto di richiamare la sua ultima frase: “Sostenetemi, sosteneteci” perché da soli valiamo tanto ma insieme siamo imbattibili! (cit. l’amico Matteo Maurizio).

Paola Petrazzo

Sandro Pitassi si dimette: la lettera ai Territori LiberiLa scorsa settimana ho comunicato al Direttivo dei Territori Li...
13/02/2024

Sandro Pitassi si dimette: la lettera ai Territori Liberi

La scorsa settimana ho comunicato al Direttivo dei Territori Liberi la mia decisione di dimettermi dalla carica di Presidente e da membro del Consiglio Direttivo. Ringrazio quanti hanno dato fiducia a questo progetto e quanti si sono concretamente impegnati nelle iniziative di questi mesi; e ringrazio di cuore il Direttivo stesso.

E’ stato un anno molto intenso che ci ha visto catapultati subito in prima linea, con la nostra “sortita” per partecipare alle elezioni regionali del 2023: continuo ad essere convinto che il tentativo andava fatto e che una nostra pur minima presenza in Consiglio regionale sarebbe stata un segnale molto importante per tutta la nostra area di pensiero e, soprattutto, poteva essere un primo importante nucleo di difesa contro la sempre più preoccupante deriva antidemocratica delle istituzioni. Il tentativo, come sappiamo, non ha avuto successo ma in politica sarebbe sbagliato valutare la bontà o meno di un’iniziativa guardando solo se gli obiettivi immediati sono stati raggiunti oppure no: è stato deposto un seme, quello dell’iniziativa politica “dal basso”, che non ha paura ad organizzarsi e a difendere, in tutte le sedi, i propri diritti ed i propri interessi. E’ una strada obbligata: presto o tardi qualcuno dovrà riprendere in mano quel che rimarrà di questo disgraziato Paese.

Ancora più convinta è stata la nostra adesione all’iniziativa referendaria del Comitato “Ripudia la guerra”, quando in mezzo al sostegno compatto all’uso delle armi da parte di tutto l’arco costituzionale (e nell’imbarazzante e significativo silenzio del fronte pacifista) solo i Territori Liberi qua in FVG si sono esposti pubblicamente costituendo il perno ufficiale del referendum. Abbiamo denunciato la mistificazione degli eventi nel Donbass (oramai non esistono più solo le città dei 15 minuti: tutto è di 15 minuti, anche -e soprattutto- la storia), come se, impazzendo, i problemi fossero iniziati nel 2022; abbiamo evidenziato la stupidità di affidare alla violenza una questione che si poteva benissimo risolvere –se si fosse voluto- con strumenti diplomatici: un’Ucraina neutrale, fuori dalle UE e dalla NATO, tipo la Svizzera, era una soluzione così raccapricciante? No, perché è esattamente come andrà a finire, solo che, per arrivarci, l’Ucraina ha subito devastazioni spaventose, la fuga di almeno un terzo della popolazione e centinaia di migliaia di morti, quasi tutti giovani. E, non dimentichiamolo, tantissimi lutti hanno colpito anche i Russi. Esattamente quello che abbiamo ripetuto fin dall’inizio: tutte le guerre colpiscono sempre ed in primo luogo le famiglie, i bambini, gli indifesi e i più poveri che, se sopravvivono, sono destinati ad un supplemento di miseria e stenti. Questa è la Storia. Eravamo gli unici a gridarlo in piazza mentre serenamente gli altri si facevano di aperitivi. Abbiamo mancato l’obiettivo? Si. Abbiamo sbagliato? No. Alcune sconfitte valgono molto più di una vittoria, alcune battaglie vanno combattute anche contro ogni pronostico, contro ogni prudenza e rimarranno la nostra cifra morale: non è importante come si muore ma come si vive. Questo spero di lasciare nel DNA dei Territori Liberi. Oggi passo il testimone a Paola Petrazzo, amica e grande combattente. Aiutatela.

Sarò sempre con voi, ragazzi. Ci rivedremo presto su altre barricate.

Sandro Pitassi

22 luglio 2023, una data fondamentale nella storia dei Territori LiberiOggi si è ufficialmente conclusa la campagna refe...
22/07/2023

22 luglio 2023, una data fondamentale nella storia dei Territori Liberi

Oggi si è ufficialmente conclusa la campagna referendaria del Comitato Ripudia la Guerra, iniziativa che mirava a raccogliere sul territorio nazionale 500 mila firme a sostegno dell’eventuale referendum e con l’obiettivo di bloccare, per quanto possibile, il progressivo coinvolgimento dell’Italia nella guerra contro la Russia. Come forse saprete, le firme raccolte sono state circa 370 mila: molte ma purtroppo non sufficienti. I Territori Liberi hanno coordinato, qui in FVG, la campagna referendaria e proprio dalla concreta attività sul territorio ed in mezzo alle persone abbiamo ricavato alcune importanti indicazioni.
La prima riguarda l’informazione. Non ci riferiamo tanto al prevedibilissimo atteggiamento della stampa che, senza eccezione alcuna, ha diligentemente scerbato l’iniziativa referendaria dai propri canali (e, laddove ne ha parlato, lo ha fatto nel solito modo: tutti contro uno che viene aggredito, ridicolizzato e alla fine zittito). Questa è la nostra attuale informazione, la verità è solo quella pd-lega-fdlgbt+: tutto il resto, come encomiabilmente proposto dal verdebruno Bonelli, per il rispetto dei tempi, deve essere considerato reato.
Ci riferiamo piuttosto al grado di conoscenza e consapevolezza tra la popolazione: cosa sia successo in Ucraina e nel Donbass negli ultimi 20 anni rimane del tutto sconosciuto per la quasi totalità dell’opinione pubblica. Cos’è accaduto in piazza Maidan, quali erano gli accordi di Minsk…niente. Ma niente anche sul rogo di Odessa, niente sul bombardamento del Donbass, niente su Pravy Sektor…non stiamo lamentando la mancata adesione alle nostre posizioni, stiamo rilevando -anche qui come altrove- la completa assenza di informazioni -anche minime- tra la popolazione, sulle quali costruire una propria eventuale posizione.
La seconda indicazione attiene l’anagrafe. Delle circa 7 mila firme che abbiamo raccolto in FVG, oltre il 90% appartiene a persone oltre i 40 anni di età.
I giovani non ci sono.
Non ci sono.
Non ci sono perché a pochi metri da nostri banchetti preferivano bersi un aperitivo.
Non ci sono perché non credevano nella partecipazione politica e nella possibilità di cambiare le cose.
Non ci sono perché, in alcuni casi, erano contrari alla pace e favorevoli allo scontro armato.
E’ un ribaltamento completo rispetto a qualche anno fa, quando proprio dai giovani arrivavano le iniziative contro le guerre (da “give peace a chance”, a “mettete fiori nei vostri cannoni” fino a “non nel mio nome”), con piazze piene, traboccanti di entusiasmo, pace e fratellanza.
E’ la fotografia, nitida, cruda, di questa nostra ultima generazione, dei suoi modelli e dei suoi comportamenti. E dell’importanza, cruciale, che ha avuto -ed ha- il sistema educativo e mediatico, nel “formare” i cittadini.
Non a caso questa problematica è stata individuata come LA priorità dal nostro nuovo Consiglio Direttivo.
Non siamo riusciti a raccogliere le 500 mila firme ma era una battaglia che andava assolutamente combattuta. I Territori Liberi sono orgogliosi di aver partecipato all’iniziativa referendaria e ringraziano tutti i propri militanti per l’enorme lavoro svolto e le migliaia di cittadini che hanno sostenuto l’iniziativa.
Rimaniamo convinti che:
– quanto prima si debba mettere in campo delle proposte per far cessare le ostilità, dovessero, le proposte, arrivare dai BRICS, dagli Stati africani o da qualsiasi altro soggetto internazionale
– l’Italia debba rapidamente abbandonare la sua sconsiderata posizione bellicista e ritrovare la sua tradizionale vocazione alla mediazione che tanta considerazione e vantaggi ha portato al nostro Paese nel dopoguerra.
E soprattutto ribadiamo che le famiglie russe non sono nostre nemiche, come non lo sono le famiglie ucraine o domani quelle cinesi. E’ il motivo per cui ci siamo mobilitati. La guerra è l’unica nemica, è la nemica delle famiglie perché alla fine siamo noi famiglie che paghiamo il conto, con la nostra rovina economica e la morte dei nostri cari. Ed il Friuli-Venezia Giulia conosce molto bene queste tragedie perché le ha dolorosamente e ripetutamente vissute sulla propria pelle.
Dico quindi che abbiamo perso perchè non siamo riusciti a raccogliere le firme referendarie.
Ma ci sono sconfitte che meritano di essere celebrate e ricordate più delle vittorie se in quel giorno hai dimostrato il tuo valore ed il tuo coraggio.
I Territori Liberi quindi ricorderanno e celebreranno il 22 luglio 2023, lo ricorderemo come una tappa fondamentale nella difesa delle famiglie, nella formazione della nostra identità e nella costruzione del nostro progetto politico.

Sandro Pitassi

www.territori-liberi.org
https://www.youtube.com/

Nuovo Direttivo per i Territori Liberi, Pitassi rieletto PresidenteL’assemblea generale dei Territori Liberi ha eletto s...
19/06/2023

Nuovo Direttivo per i Territori Liberi, Pitassi rieletto Presidente

L’assemblea generale dei Territori Liberi ha eletto sabato scorso a Palmanova le nuove cariche sociali: Sandro Pitassi è stato rieletto Presidente dell’Associazione e, a completare il Direttivo, sono stati eletti Paola Petrazzo, Mario Gregori, Daniele Marcolina, Golfredo Castelletto e Mario Sommella. Paola Petrazzo è stata eletta vice-presidente.
Sandro Pitassi ha ringraziato il Direttivo uscente (“che con grande generosità ha consentito la nascita dei Territori Liberi”) ed ha indicato le prossime tappe di sviluppo del progetto politico, a partire dalla costituzione di diversi tavoli di lavoro, incentrati sulle più urgenti problematiche ed aperti alla partecipazione di tutti i soci iscritti: tra i primi documenti che verranno elaborati, la definizione dell’identità dei Territori Liberi.
Pitassi ha sottolineato l’importanza di costruire un soggetto politico autonomo dalle altre forze politiche, di dimensioni regionali e fortemente ispirato ai valori sociali dai quali è nato il movimento, dalla difesa dei diritti naturali dell’individuo e della sua identità, all’aiuto delle famiglie. “E i Territori Liberi – ha concluso Pitassi – vogliono rappresentare un punto di riferimento ed uno strumento di difesa per quanti non condividono l’involuzione, politica e sociale, del nostro Paese e della nostra regione.”
(in foto da sx: Mario Gregori, Mario Sommella, Paola Petrazzo, Sandro Pitassi, Daniele Marcolina e Golfredo Castelletto).

Apocalissi futura ed apatia presente Un abisso separa la visione apocalittica del futuro e l’apatia nell’affrontare il p...
26/05/2023

Apocalissi futura ed apatia presente



Un abisso separa la visione apocalittica del futuro e l’apatia nell’affrontare il presente.

L’apocalissi prossima ventura: credito sociale in salsa pechinese, trattamenti sanitari scadenzati non sulle esigenze delle persone ma sui piani di marketing di big pharma, abolizione della proprietà privata. “Non avrete nulla, ma sarete felici” è il programma di Schwab nel suo libro “La quarta rivoluzione industriale”. Fanatica distopia di uno schizofrenico o programma fattibile: il volume in italiano è certificato dalla prefazione di John Elkann, presidente del gruppo automobilistico Stellantis. Si farà.



Come è stato attuato il programma indicato, quarant’anni fa ne “La crisi della democrazia” dalla Trilateral Commission, la nonna del World Economic Forum (con prefazione all’edizione italiana del 1977 di Gianni Agnelli, il nonno di Elkann). In tale saggio si sdogana il termine di Tecnocrazia come correzione “degli eccessi della democrazia”, prefigurando i governi dei tecnici che hanno guidato l’Italia per tutti gli anni ’10.

Si è fatto, si fa e si farà, secondo un lucido copione costantemente applicato, giorno dopo giorno, istituzione dopo istituzione, paese dopo paese.



L’apatia dei giorni nostri: non è possibile opporvisi. Al massimo qualche sporadica presenza in piazza, nella vana speranza che i segnali di fumo di una infima minoranza possano essere la spallata che abbate un sistema rodato e costruito da oltre mezzo secolo. Modificare il corso della storia è un’utopia, è la definitiva sentenza.

Val la pena di ricordare la definizione di utopia data da Adriano Olivetti, il pragmatico visionario per il quale il fine dell’impresa non è generare profitti per l’impresa o valore per gli azionisti (come predicato dal WEF), ma di creare benessere in una comunità (e lo fece). “Utopia è la maniera più comoda per liquidare quello che non si ha voglia, capacità o coraggio di fare. Un sogno sembra un sogno fino a quando non si comincia da qualche parte, solo allora diventa un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande”.



Per fermare il programma del WEF, ci vorranno anni, se non decenni, perché nei decenni è stato costruito.

Ma non è un buon motivo per “attuare un proposito, cioè qualcosa di infinitamente più grande”?

Coraggio, forza e determinzione. Se non noi, chi? Se non ora, quando?

Mario Gregori
www.territori-liberi.org

"Il Paese che vogliamo": Assemblea Generale dei TL il 17 giugnoBuongiorno a tutti! Vi informo che sabato 17 giugno i Ter...
23/05/2023

"Il Paese che vogliamo": Assemblea Generale dei TL il 17 giugno

Buongiorno a tutti! Vi informo che sabato 17 giugno i Territori Liberi terranno la prima Assemblea Generale, appuntamento che è stato battezzato “Il Paese che vogliamo” e che vedrà, tra l’altro, il rinnovo di tutte le cariche sociali (presidente, Consiglio Direttivo, etc). L’Assemblea Generale sarà preceduta da una giornata di lavori preparatori (sabato 10 giugno) nel corso della quale ci conosceremo, ci confronteremo sulla linea politica da adottare, discuteremo sulle priorità della nostra azione e presenteremo le varie candidature agli organi sociali. Sarà anche possibile segnalare la propria disponibilità per dare un contributo intellettuale, operativo, organizzativo, etc. Il luogo di entrambi gli incontri sarà comunicato nei prossimi giorni. Ricordiamo che solo i soci effettivi possono partecipare agli incontri ed esercitare il diritto voto (attivo e passivo): chi non fosse ancora riuscito a perfezionare la propria iscrizione può cliccare su questo link https://www.territori-liberi.org/modulo-di-registrazione/ ed inserire i propri dati. I tempi cambiano rapidamente: costruiamo insieme la nostra risposta politica, costruiamo insieme Il Paese che vogliamo!

Nei giorni scorsi il prof. Enzo Pennetta ci ha chiesto un sostegno ed un impegno a sostegno del referendum “Ripudia la G...
20/04/2023

Nei giorni scorsi il prof. Enzo Pennetta ci ha chiesto un sostegno ed un impegno a sostegno del referendum “Ripudia la Guerra”, iniziativa che mira a raccogliere 500 mila firme su tutto il territorio nazionale con l’obiettivo di abrogare parzialmente la legge 9 luglio 1990 n. 185 e rendere pienamente illegittimo il trasferimento di armi a Paesi belligeranti.
Con grande convinzione abbiamo deciso di accogliere la richiesta e di coordinare l’iniziativa referendaria su tutto il territorio del Friuli Venezia Giulia.
La nostra regione sa bene cos’è una guerra e non la vuole.
Sabato 22 aprile alle ore 10 presso il Bar Libreria Knulp di via della Madonna del Mare 7 a Trieste ci sarà la conferenza stampa di presentazione e di lancio della campagna referendaria.
Per quanti desiderassero sostenere l’iniziativa sarà anche possibile firmare la richiesta di indizione del referendum.
Per quanti volessero ricevere informazioni su tutte le prossime iniziative:
www.referendumripudialaguerra.it
https://t.me/+CQV6ut9kYHk3NDFk (canale FVG)
Il Friuli Venezia Giulia Ripudia la guerra. I Territori Liberi anche!

Indirizzo

Udine
33100

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