16/09/2026
Tra i volumi della Joppi a scaffale aperto, la classificazione Dewey è uno dei modi per orientarsi. Spoiler: un secolo fa, tra i corridoi della Joppi, la pragmatica (e un pizzico di ironia) forse prevaleva su tutto.
Immaginate la scena: un archivista del primo Novecento che deve recuperare un documento al volo e grida al collega di bancone: "Prendimi quello del gatto!" oppure "Passami i due diavoli!".
Tranquilli, nessun messaggio in codice, nessun thriller alla Dan Brown e zero sette segrete. Molto più semplicemente, qualche buontempone dell'epoca (o un bibliotecario pratico) aveva applicato delle piccole immagini per individuare il faldone al primo colpo d'occhio.
I nostri fondi antichi nascondono dettagli straordinariamente umani: dietro la solennità dei manoscritti c'è la vita quotidiana di chi quei volumi li ha studiati, sfogliati e talvolta custoditi con un sorriso. La memoria storica non è una teca rigida, ma un racconto fatto di persone.
E voi? Qual è il sistema "poco ortodosso" che usate a casa per ritrovare le vostre carte o i vostri libri al volo? Confessatevi nei commenti (accettiamo anche chi divide i romanzi per colore della copertina!).