08/10/2026
Il virus antisemita dilaga, difendere Israele è la nostra battaglia: i video del 7 ottobre non sono infettati, vanno guardati
L’appuntamento del Riformista ieri in Senato, con tre ore dense di testimonianze e riflessioni sull’antisemitismo e Israele, non poteva cadere, purtroppo, in un momento migliore. Che corrisponde al momento peggiore della storia recente: sempre più pezzi della nostra civiltà sembrano volersi consegnata al populismo antioccidentale. Sotto le insegne a tinte verdi-Hamas, il palestinismo richiama, cresce, fa proseliti. Si prolungano le giornate in cui le sale proiettano Naza, un esperimento sociale utile a individuare quanti sono pronti a credere ciecamente anche alle più improbabili anonime silhouette, purché denigrino a dovere Israele. Pagando il biglietto, torme di replicanti scimmiottano nei cinema il lungo applauso, e l’importante premio, tributato alla stessa pellicola a Venezia.
A Milano, intanto, Pierfrancesco Majorino dice che per le primarie a sindaco nel centrosinistra bisogna prima controfirmare la condanna di Israele e la rescissione del gemellaggio con Tel Aviv. Malgrado sia, in Israele, una roccaforte laburista. A Firenze, Fedez va alla Leopolda e se la prende con la senatrice Liliana Segre, ex deportata ad Auschwitz: a 96 anni la testimone della Shoah è costretta, se vuole uscire di casa, a ricorrere a una scorta armata. Su RaiUno, Roberto Benigni ricorda San Francesco inventando che il frate di Assisi «Andò in Medio Oriente, fino alla Siria per chiedere di fare la pace».
Secondo gli storici andò invece in Egitto, ma oggi è così: se non accenni almeno un po’ un attacco a Israele, non hai ascolto. Sono i giorni in cui, con un testacoda, il Pd mette in chiaro di non essere disposto a votare il ddl Antisemitismo a cui ha lavorato, per primo, il senatore dem Graziano Delrio. Domani sarà il terzo anno in cui va ricordato il 7 ottobre, il più atroce massacro della moderna storia occidentale, e la stragrande maggioranza degli italiani continua a derubricarlo, a ignorarne la portata. Fingendo di non capire il pericolo della strategia terrorista, la portata della sfida al mondo libero.
I video del 7 ottobre sono tutti online. Ne parla la serie Fauda e il film We will dance again. I più si rifiutano di guardarlo: la verità fattuale non li riguarda. E anzi, come infettati da un virus, appaiono alterati. Alzano i toni contro chi mostra le immagini, si incentra sulle notizie. Qualcuno mette anche noi nel mirino, nei fondi di qualche editoriale e in quel fondo del barile che è il ricettacolo dei social. Pazienza. Questo giornale sarà sempre dalla parte di Israele e contro ogni antisemitismo, convinti che bisogna rafforzare il perimetro di sicurezza cognitiva senza il quale il dibattito pubblico diventa impossibile, il terreno impraticabile. Noi, ogni giorno e il 7 ottobre ancora di più, ricordiamo che l’Occidente, la nostra libertà, si difende sotto le mura di Gerusalemme.
di Aldo Torchiaro