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Di fronte a quanto sta accadendo negli ultimi giorni a Cuba, vogliamo ancora una volta ribadire, come già ha fatto il Pa...
13/07/2021

Di fronte a quanto sta accadendo negli ultimi giorni a Cuba, vogliamo ancora una volta ribadire, come già ha fatto il Partito della Rifondazione Comunista e la Federazione Mondiale della Gioventù Democratica (World Federation of Democratic Youth WFDY) , che siamo e saremo dalla parte della Rivoluzione cubana.
La crisi economica in atto ha un solo responsabile: il blocco economico, commerciale e finanziario imposto dagli USA da oltre sessant'anni e indurito durante il periodo pandemico. Un blocco il cui principale obiettivo è quello di soffocare l’economia dell’isola.
Solo pochi giorni fa, l’ONU ha votato massicciamente contro il blocco con solo due voti contrari, gli Stati Uniti e Israele. Si tratta del 29° voto all’ONU contro il blocco, senza che finora sia stato fatto nulla per rimuoverlo. Solo da aprile 2019 a dicembre 2020, il blocco ha causato a Cuba perdite di circa 9.157,2 milioni di dollari. Gli USA mantengono intatte 243 misure imposte dall’amministrazione Trump contro Cuba nonché la ridicola inclusione dell'isola nella lista dei Paesi che sponsorizzano il terrorismo.
Cuba è lo Stato che durante la crisi pandemica ha più di tutti praticato la solidarietà: si pensi alle missioni delle brigate mediche cubane, si pensi alla ricerca scientifica per sviluppare diversi vaccini contro il Covid-19 o alla donazione gratuita dei suoi vaccini a Paesi terzi, con grandi sforzi nonostante il blocco.
Se davvero gli Stati Uniti hanno a cuore la situazione “umanitaria” a Cuba, la facciano finita con l’ingerenza imperialista e con il blocco che viola i diritti umani e colpisce direttamente la popolazione per la mancanza di medicine, di pezzi di ricambio o di energia, nel bel mezzo di una pandemia.

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🇵🇸 Libertà per i prigionieri palestinesi nelle carceri sioniste!Come ogni anno, ha preso il via la settimana internazion...
18/04/2021

🇵🇸 Libertà per i prigionieri palestinesi nelle carceri sioniste!

Come ogni anno, ha preso il via la settimana internazionale per la libertà dei prigionieri palestinesi detenuti nelle carceri israeliane presenti nei territori occupati. Si tratta di circa 5000 prigionieri ingiustamente detenuti. Si tratta non solo di uomini e donne impegnati nella lotta contro il colonialismo sionista ma anche di minorenni, in particolar modo bambini. Prigionieri che ricevono scarsissima assistenza medica e che nell'ultimo anno hanno sofferto ulteriormente la prigionia a causa della diffusione della pandemia da Covid-19.

Porre l'attenzione sulle dure condizioni di detenzione dei prigionieri palestinesi permette di non dimenticare il dramma che questo popolo è costretto a vivere, ma anche la segregazione a cui è costretto dallo Stato di Israele. Punizioni, isolamento, privazioni, negazione di visite da parte dei parenti, sono solo alcune delle misure repressive costantemente adottate dalle autorità israeliane nelle carceri.

Davanti all'immobilismo della comunità internazionale, vogliamo rivendicare la nostra solidarietà verso i prigionieri palestinese e il nostro supporto alla lotta per l'autodeterminazione del popolo palestinese, che è anche lotta contro il colonialismo, il sionismo, l'imperialismo e lo sfruttamento.

👉 𝗗𝗶̀ 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮: 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝗹𝗮 𝗶𝗹 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶𝗹𝗲https://forms.gle/k1LFyZnMekdZbwiaAIl mondo è cambiato profond...
14/04/2021

👉 𝗗𝗶̀ 𝗹𝗮 𝘁𝘂𝗮: 𝗰𝗼𝗺𝗽𝗶𝗹𝗮 𝗶𝗹 𝗾𝘂𝗲𝘀𝘁𝗶𝗼𝗻𝗮𝗿𝗶𝗼 𝘀𝘂𝗹 𝗹𝗮𝘃𝗼𝗿𝗼 𝗴𝗶𝗼𝘃𝗮𝗻𝗶𝗹𝗲
https://forms.gle/k1LFyZnMekdZbwiaA

Il mondo è cambiato profondamente negli ultimi dodici mesi travolgendo le nostre vite fin nella quotidianità più intima. Le disparità sociali sono aumentate così come sono cresciute povertà e precarietà mentre lievitano i patrimoni dei miliardari di tutto il pianeta. Il Covid ha trasformato il nostro approccio allo studio e al lavoro. La pandemia ha rappresentato anche un attacco frontale alle nostre vite in quanto giovani generazioni, colpendo le nostre speranze, i nostri sogni, la nostra idea di futuro.

Questi elementi tratteggiano un quadro fosco davanti a noi. Ma bisogna rassegnarsi e arrendersi per questo? Assolutamente no. In questa fase di crisi sanitaria, che si è trasformata in crisi economica e dell’occupazione la posta in gioco è alta: è il nostro futuro. Non vogliamo tornare al mondo di prima, perché quel mondo era il problema.

Non abbiamo intenzione di riacciuffare soltanto il lavoro perso mal pagato, abbiamo intenzione di migliorare il nostro futuro, di prenderlo in mano. Siamo stufi di fare sforzi senza ottenere risultati, stufi di critiche, stufi di sentirci dire cosa viviamo. È per questo che lanciamo questa inchiesta sul lavoro. Non siamo soli, siamo tanti e più di loro. Vogliamo indagare su cosa accade davvero. È giunto il momento di prendere parola!

Indirizzo

Via Brindisi 18/c
Turin

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Ci presentiamo

“Essere giovani e non essere rivoluzionari è una contraddizione perfino biologica” S.Allende

Siamo i giovani che alternano lo studio alla disoccupazione, il non lavoro al lavoro precario, quelli che fanno i conti con il futuro a breve termine e l’affitto e le bollette da pagare. Siamo i giovani che sono stati costretti ad abbandonare il proprio Paese in cerca di un futuro migliore, siamo quelli che l’hanno trovato e quelli che no. La disaffezione alla vita e alle prospettive è una condizione generalizzata e generazionale che accomuna i ragazzi di tutto il mediterraneo.

Siamo i giovani condannati ad uno stato di cose che non ci appartiene e che non abbiamo voluto. Nessuno ha chiesto il nostro parere quando si è trattato di tagliare pensioni (che non avremo mai) e servizi, nessuno ha chiesto il nostro parere quando distruggevano l’Italia e il suo patrimonio artistico, quando ci condannavano a morire d’inquinamento e quando non alzavano un dito per mettere in sicurezza il nostro territorio.

Siamo anche quel 90% della popolazione esclusa dal benessere, siamo i più e siamo sfruttati dal 10% che detiene tutta la ricchezza.