01/08/2026
E…STATE IN CITTÀ
L’ondata di calore, frutto del cambiamento climatico, frutto a sua volta dell’attività umana e di precise scelte politiche a tutti i livelli, investe nuovamente la città. Ce lo ricorda anche Extinction Rebellion, che ha proiettato sulla Mole la scritta: “Questo caldo è una scelta politica”. Un riferimento, - come spiega il loro comunicato stampa - alle responsabilità politiche di chi, secondo il movimento, negli anni ha minimizzato la gravità della crisi e ha fatto scelte che vanno in direzione contraria”.
Due notizie riportate dai quotidiani di oggi (sabato 1 agosto) avvalorano questa affermazione, che ha naturalmente un significato più generale.
In questa situazione, infatti, malgrado l’ordinanza di fermo delle attività fra le 12.30 e le 16, emessa dalla Regione (che non prevede sanzioni!), chi è costretto a lavorare nei numerosi cantieri della città, continua a doverlo fare anche nelle ore più calde. Ancora più grave e inaccettabile, ciò avviene anche nei cantieri che lavorano per il Comune di Torino, dal Valentino a via Roma. Si apprende inoltre che “Palazzo Civico chiarisce che farla rispettare non è responsabilità del Comune, ma spetta alle singole imprese appaltatrici, anche quando operano per conto dell’Amministrazione.” Tale affermazione è inammissibile. Non è possibile che un Ente Pubblico non faccia rispettare la normativa sul lavoro prevista a tutela della salute dei lavoratori, rifugiandosi dietro cavilli burocratici.
E, come di consueto, GTT ha provveduto a sospendere le corse di molte linee, quest'anno ben 36, e a ridurre l'orario di altre. L’elenco delle sospensioni/limitazioni è lungo e comprende, per un paio di domeniche, anche la metro. Evidentemente i nostri solerti amministratori (e GTT) pensano che un servizio pubblico possa funzionare a singhiozzo, costringendo chi lo utilizza (cioè le fasce di cittadinanza meno ricche), a ulteriori disagi rispetto a quelli già subiti tutto l'anno. Sì, perché la riduzione delle frequenze di passaggio dei mezzi è costante, e pesantissima per molte linee, ormai da anni. Tutto ciò è frutto non solo di carenza di risorse (tema sul quale si dovrebbe aprire una serio ragionamento sulle responsabilità) ma di una concezione del trasporto pubblico subordinato a quello privato. Senza contare il contributo che così si dà all'inquinamento dell'aria e al riscaldamento globale, nel contesto di sofferenza economica nel quale vive una fascia sempre più ampia di popolazione.
Ciò significa che il diritto alla mobilità sta venendo meno per chi un auto non se la può più permettere e il servizio pubblico diviene solo un centro di costo, piuttosto che un servizio da rendere alla cittadinanza.
L’estate in città porterà pesanti disagi per chi è costretto a lavorare all’aperto e per chi deve spostarsi per una visita medica o altre necessità, specie se non ha l'auto o non può permettersi un taxi. Questioni che poco interessano l'amministrazione comunale, come del caldo patito da chi non possiede un condizionatore o non ha i soldi per pagare le bollette. Evidentemente, come cantava Guccini "I politici han ben altro a cui pensare".
photo credit: Extinction Rebellion
Extinction Rebellion Torino