Via Pietro Micca la Diagonale di Torino

Via Pietro Micca la Diagonale di Torino Storie torinesi sulla prima via diagonale della Città.

16/11/2017
palazzo Bellia, l'architetto Conte Carlo Ceppi, la Via Diagonale poi Via Pietro Micca...storie e racconti della Torino c...
15/09/2016

palazzo Bellia, l'architetto Conte Carlo Ceppi, la Via Diagonale poi Via Pietro Micca...storie e racconti della Torino che vale

Il palazzo prende il nome dall'impresa, Bellia, ed è stato il primo palazzo della città di Torino ad utilizzare il cemento armato nelle strutture portanti.

Gli splendidi portici di Via Pietro MiccaA Torino, proclamata Capitale del Regno nel 1861,  erano anni in cui il volto d...
31/08/2016

Gli splendidi portici di Via Pietro Micca

A Torino, proclamata Capitale del Regno nel 1861, erano anni in cui il volto del commercio stava cambiando radicalmente.

A Torino, come nelle altre grandi città europee, la circolazione delle merci era sempre più intensa, favorita sia dalla politica liberista che accomunava le nazioni, sia dalla grande varietà di articoli immessi sul mercato dalla nascente “produzione industriale”.

Questo nuovo clima di competizione rendeva fondamentale la capacità d’attrazione dello spazio di vendita, che si caratterizza con una moltiplicazione dei messaggi diretti all’avventore: l’esterno si arricchisce di raffinate devantures, vetrine, bacheche e insegne, mentre l’interno delle botteghe assume sempre più l’aspetto del salotto borghese.

Le descrizioni ottocentesche di Torino mettono spesso in risalto l’eleganza e la ricchezza dei caffè e dei ristoranti. Ma ci sono anche «molti […] ed eleganti i negozi di stoffe […]. Splendide oltre modo sono le botteghe degli orefici, dei venditori di mobili e dei chincaglieri, non solo per la copia delle merci esposte alla vendita, ma eziandìo per la ricchezza delle bacheche e la forma elegante delle mostre», afferma nel 1869 Pietro Baricco, nella sua guida Torino descritta.

Mark Twain scrive di Torino, nel 1880: «si cammina dall’una all’altra di queste spaziose vie sempre al riparo, e tutto il tragitto è fiancheggiato dai negozi più graziosi e dai ristoranti più invitanti».

I luoghi più importanti del commercio sono le vie e le piazze centrali: via Dora Grossa (ora via Garibaldi), piazza Castello, via Po, la via Nuova (l’attuale via Roma).

Alcuni anni dopo, grazie al consigliere comunale torinese Ernesto Balbo Bertone di Sambuy venne progettata 'La Diagonale' la via ora nota col nome di Via Pietro Micca ', 'una grande arteria fiancheggiata da portici che si prolunga dal Po fino in via Cernaia'
I lavori per via Pietro Micca iniziano nel 1886 e portano alla demolizione quasi totale di sette isolati.

Fra i primi negozi a trovar sede sotto gli splendidi portici di quella che fu provvisoriamente chiamata 'La Diagonale', fu in negozio Prochet, che ancora lì ha sede, al civico 6 di quella che ora è Via Pietro Micca.

http://prochet.blogspot.it/2014/12/gli-splendidi-portici-di-via-pietro.html (foto rosanna amerio)
da 'Prochet. Cristalli e porcellane a Torino da 150 anni' ed Celid

- era il 1877 e a Torino si progettava la Via Diagonale (ora Via Pietro Micca) in cui ancora ora il negozio Prochet si t...
04/07/2016

- era il 1877 e a Torino si progettava la Via Diagonale (ora Via Pietro Micca) in cui ancora ora il negozio Prochet si trova -

http://prochet.blogspot.it/2014/12/larchitetto-conte-carlo-ceppi-la-via.html

[…] Durante il consiglio comunale torinese del 21 marzo 1877, il consigliere Ernesto Balbo Bertone di Sambuy affermava:

'La proposta, studiata e approfondita, porta all’elaborazione nel 1885 del Piano regolatore edilizio per il risanamento della città che prevede, oltre all’ampliamento e raddrizzamento di alcuni tracciati viari, la realizzazione di due nuove vie «diagonali»: via Pietro Micca, da piazza Castello a piazza Solferino, e via Quattro Marzo, da piazza San Giovanni a piazza Palazzo di Città.

Intanto a Torino nel 1884 si era svolta la grande Esposizione Internazionale ed Artistica e l'Art Nuveau era entrata prepotentemente nell'Architettura torinese tanto a fare della Città la capitale di questa originalissima espressione artistica: Carlo Ceppi era uno dei maggiori esponenti del 'gusto del nuovo'

architetto conte Carlo Ceppi

L'architetto conte Carlo Ceppi, (1829-1921), il maggiore architetto piemontese della fine dell'Ottocento; a lui fu affidata la direzione generale delle costruzioni all'Esposizione di Torino del 1898 e la progettazione del porticato d'ingresso, della fontana monumentale e della Galleria delle macchine. Progetterà, con la collaborazione degli Ingegneri Salvatori e Gilodi, il Padiglione Italiano alla Esposizione di Parigi del 1900.

Intanto i lavori per via Pietro Micca iniziano nel 1886 e portano alla demolizione quasi totale di sette isolati.

Carlo Ceppi si occupa anche dell’adattamento della chiesa di San Tommaso: suo felicissimo lavoro fu l'arretramento della fronte della Chiesa e sistemazione esterna dell'annesso Convento: il Ceppi risolse tanto genialmente i seri problemi di questa sistemazione tanto da ricreare per così dire un nuovo edificio perfettamente ambientato nel mutato tracciato stradale formato dalla nuova 'Via Diagonale' e progetta il palazzo per l’isolato di San Lazzaro, compreso tra via XX Settembre e via San Tommaso. L'edificio, costruito dall’impresa Bellia, domina la prospettiva di via Pietro Micca con la successione dei balconcini a calici, alternati ai bow-window che sporgono oltre la linea di gronda con caratteristiche logge. Le decorazioni sono accurate e riprendono nel sottoportico temi rinascimentali.

Nella rivista «L’architettura italiana», Giovanni Chevalley, allievo e collaboratore del Ceppi, così descrive la nuova costruzione: «Dalla ariosa e soda compattezza delle arcate del portico a terreno, che comprendono ognuna due interassi delle finestre ai pian superiori, si riversano torrenti di luce e di visuali alle amplissime vetrate dei ricchi negozi sottostanti. Questo bel porticato è stato il primo esempio in Torino di tutto un sistema di ampie vetrate di botteghe che prendono in altezza piano terreno ed ammezzato: e fu in esso che venne eseguito pure per la prima volta in Torino una soffittatura elegante con travatura e solettatura di cemento armato a sistema Hennebique». Ceppi fu forse il primo architetto che adottò il cemento armato nelle costruzioni civili in Torino, e precisamente sin dal 1894 appunto nella casa di via Pietro Micca ai numeri 4, 6, 8 fra le vie XX Settembre e S. Tommaso, là ove arditamente, per conciliare le moderne esigenze di aperture a grandi interassi per le vetrine dei negozi e quelle di interassi più fitti per gli alloggi, aprì balconi e finestre sull'asse delle colonne con soluzione esteticamente assai felice.

Torino nel 1892 in una mappa di Francesco Caneparo topografo del re
Il palazzo dunque offre degli spazi privilegiati per il commercio: nuovi portici, luminosi ed eleganti, grandi vetrine e ampie superfici per la vendita, con locali di servizio al piano ammezzato e interrato. Nel 1896 quello che è ora il negozio Prochet, e che allora era: 'Ditta Robert, Vassallo e C.', lascia la precedente sede di Via Monte di Pietà, e spostando di pochi metri la propria attività, si trasferisce sotto i portici di via Pietro Micca, al numero 6, in quella che sarà la sede definitiva del negozio, che ancora oggi lì si trova.

su Ceppi vedi anche: http://digit.biblio.polito.it/516/1/1951_009.pdf
http://prochet.blogspot.it/2014/12/larchitetto-conte-carlo-ceppi-la-via.html

La DiagonaleA Torino, proclamata Capitale del Regno nel 1861,  erano anni in cui il volto del commercio stava cambiando ...
20/06/2016

La Diagonale
A Torino, proclamata Capitale del Regno nel 1861, erano anni in cui il volto del commercio stava cambiando radicalmente.
A Torino, come nelle altre grandi città europee, la circolazione delle merci era sempre più intensa, favorita sia dalla politica liberista che accomunava le nazioni, sia dalla grande varietà di articoli immessi sul mercato dalla nascente “produzione industriale”.
Questo nuovo clima di competizione rendeva fondamentale la capacità d’attrazione dello spazio di vendita, che si caratterizza con una moltiplicazione dei messaggi diretti all’avventore: l’esterno si arricchisce di raffinate devantures, vetrine, bacheche e insegne, mentre l’interno delle botteghe assume sempre più l’aspetto del salotto borghese.
Le descrizioni ottocentesche di Torino mettono spesso in risalto l’eleganza e la ricchezza dei caffè e dei ristoranti. Ma ci sono anche «molti […] ed eleganti i negozi di stoffe […]. Splendide oltre modo sono le botteghe degli orefici, dei venditori di mobili e dei chincaglieri, non solo per la copia delle merci esposte alla vendita, ma eziandìo per la ricchezza delle bacheche e la forma elegante delle mostre», afferma nel 1869 Pietro Baricco, nella sua guida Torino descritta.
Mark Twain scrive di Torino, nel 1880: «si cammina dall’una all’altra di queste spaziose vie sempre al riparo, e tutto il tragitto è fiancheggiato dai negozi più graziosi e dai ristoranti più invitanti».
I luoghi più importanti del commercio sono le vie e le piazze centrali: via Dora Grossa (ora via Garibaldi), piazza Castello, via Po, la via Nuova (l’attuale via Roma).
Alcuni anni dopo, grazie al consigliere comunale torinese Ernesto Balbo Bertone di Sambuy venne progettata 'La Diagonale' la via ora nota col nome di Via Pietro Micca ', 'una grande arteria fiancheggiata da portici che si prolunga dal Po fino in via Cernaia'
I lavori per via Pietro Micca iniziano nel 1886 e portano alla demolizione quasi totale di sette isolati.
Fra i primi negozi a trovar sede sotto gli splendidi portici di quella che fu provvisoriamente chiamata 'La Diagonale', fu in negozio Prochet, che ancora lì ha sede, al civico 6 di quella che ora è Via Pietro Micca. (foto rosanna amerio)
da 'Prochet. Cristalli e porcellane a Torino da 150 anni' ed Celid

Indirizzo

Via Pietro Micca 6
Turin
10122

Telefono

+393342211617

Sito Web

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