Sinistra Anticapitalista Torino

Sinistra Anticapitalista Torino Lottare con le lavoratrici e i lavoratori nella città di Torino. Comunista e rivoluzionaria, per una società ecologista, femminista, libertaria

Sinistra Anticapitalista è una libera associazione di donne e uomini che si battono per una società socialista, cioè per la trasformazione rivoluzionaria in senso comunista e libertario della attuale società. Un'organizzazione luogo dell’elaborazione politica e dell’iniziativa legata ai movimenti sociali, delle lavoratrici e dei lavoratori. L’autogestione democratica e l’autorganizzazione dei sogg

etti in lotta sono i criteri fondamentali per progettare la trasformazione dell’esistente. La società che vogliamo è sinonimo di libertà. Libertà dalla necessità e dallo sfruttamento, dalla subordinazione sociale. Libertà individuale, libertà politica, libertà sessuale, religiosa, culturale; libertà di pensiero ma anche libertà dei corpi e quindi dell’autodecisionalità a partire dalle donne. Sinistra Anticapitalista è un’organizzazione antifascista e antirazzista che valorizza la democrazia diretta e partecipata, che lotta contro la guerra, la mercificazione dell’ambiente, per la riappropriazione sociale dei beni comuni e che favorisce un nuovo internazionalismo dei soggetti della trasformazione, operando in solidarietà con le organizzazioni della sinistra rivoluzionaria mondiale e partecipando ai dibattiti e alle iniziative della Quarta Internazionale. Sinistra Anticapitalista promuove l’elaborazione e l’attuazione di un programma politico rivoluzionario comunista, femminista, ecologista e libertario. Partecipa e promuove l’unità con le forze della sinistra di classe nelle lotte contro le politiche antipopolari e contro le tendenze politiche e sociali autoritarie e fasciste e ne favorisce la convergenza politica.

23/03/2026
27/01/2026

Sinistra Anticapitalista aderisce e partecipa alla manifestazione nazionale convocata dalla assemblea dei centri sociali: “Askatasuna vuol dire libertà! Torino è partigiana. Contro il governo, la g…

23/01/2026

Perché è importante una mobilitazione internazionale a sostegno del Rojava?
Il regime siriano ha lanciato una vasta offensiva per riconquistare le province settentrionali. Proprio, mentre il regime reazionario turco minaccia di lanciare una nuova invasione della Siria per liquidare il movimento curdo, il regime di al-Sharaa è passato all'offensiva per smantellare l'amministrazione curda delle province settentrionali, prendere il controllo delle prigioni dove sono detenuti i combattenti dello Stato Islamico e mettere le mani sui giacimenti petroliferi della regione. Il nuovo regime siriano che ha stretti rapporti con la Turchia di Erdogan e con gli Usa di Trump, mira a liquidare definitivamente il diritto del popolo curdo all'autodeterminazione.
L’offensiva delle forze governative siriane è iniziata dopo che vertici del PYD e il comando delle Forze democratiche siriane hanno respinto l’ipotesi di accordo proposta dal nuovo regime, considerandola una capitolazione.
In primo luogo, infatti, l'accordo prevedeva l'integrazione delle FDS (Forze Democratiche siriane) e delle forze di sicurezza curde nei ministeri siriani della Difesa e dell'Interno: in altre parole, lo scioglimento delle unità curde e l'integrazione, individuo per individuo, dei combattenti.
In secondo luogo, il testo sanciva il controllo dello Stato siriano sui territori finora amministrati dall'Amministrazione autonoma del nord e dell'est della Siria, compresi i principali centri urbani come Raqqa e Deir Ezzor, ma anche giacimenti petroliferi strategici come quello di al-Omar, il più importante del Paese, nella provincia di Deir Ezzor. Le FDS ne avevano assunto il controllo nel 2017 dopo aver espulso l'organizzazione Stato Islamico (Daesh).
Infine, l'accordo prevedeva di porre le prigioni dove sono rinchiusi i combattenti dello Stato Islamico sotto l'autorità del governo centrale.
Il nuovo regime siriano è sostenuto dalle forze imperialiste. Mentre il Rojava è sempre più minacciato, il nuovo regime siriano non sta conducendo questa offensiva da sola. Per la Turchia, l'obiettivo è chiaro., Ankara cerca di impedire qualsiasi ricomposizione politica del Rojava al suo confine, al fine di evitare che un'autonomia curda stabile serva da punto d'appoggio per una mobilitazione del popolo curdo in Turchia.
Gli Usa e Israele stessi sostengono Al – Sharaa ! L'accelerazione dell'offensiva avviene in un contesto regionale particolarmente teso, con l'Iran nel mirino di Israele e Washington e le mobilitazioni popolari, represse nel sangue dal regime di Khamenei, che hanno provocato un'ondata di proteste e mobilitazioni nel Kurdistan iraniano. in Siria. Gli Stati Uniti, che avevano sostenuto le FDS contro l’Isis, trovano oggi in Al – Sharaa un partner ritenuto più "stabile. L’obiettivo degli Stati Uniti è il controllo delle risorse petrolifere e la stabilizzazione regionale necessaria ai nuovi progetti di normalizzazione della Siria con Israele.
Difendiamo il Rojava!
Di fronte a questa situazione, respingiamo l'aggressione in corso contro il popolo curdo, condotta dal governo reazionario di al-Shaara, con il sostegno della Turchia e la complicità diretta delle potenze imperialiste, tra cui gli Stati Uniti e la Francia, e difendiamo la lotta per il diritto all'autodeterminazione del popolo curdo.
Questa offensiva mira a distruggere il confederalismo democratico instaurato nel Rojava: un'esperienza politica fondata sull'autonomia, la democrazia locale, l'emancipazione delle donne e la convivenza dei popoli.
L'intenzione del governo siriano è quella di forzare una riunificazione reazionaria del paese con il sostegno degli imperialisti e attraverso lo schiacciamento delle minoranze nazionali. Per questo è più che mai urgente costruire una mobilitazione internazionalista per difendere il Rojava e il diritto all'autodeterminazione curdo.

Domani a Torino in piazza con il Rojava
23/01/2026

Domani a Torino in piazza con il Rojava

15/01/2026

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من أجل الإفراج عن المناضل السياسي لياس تواتي
Pour la libération immédiate du militant socialiste Lyes Touati

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