Partito Comunista Italiano di Torino

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05/09/2026

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FESTA DEL PARTITO COMUNISTA DI TORINO

IL PROGRAMMA
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CILE, 4 SETTEMBRE 1970, LA VITTORIA ELETTORALE DI SALVADOR ALLENDE Il 4 settembre 1970, in Cile, il candidato della sini...
04/09/2026

CILE, 4 SETTEMBRE 1970, LA VITTORIA ELETTORALE DI SALVADOR ALLENDE

Il 4 settembre 1970, in Cile, il candidato della sinistra unita, Salvador Allende, conseguì il maggior numero dei voti, nelle elezioni presidenziali che permetteranno, successivamente, la sua elezione, con voto parlamentare, a Presidente della Repubblica del Cile.
La sua elezione avvenne, in Parlamento, col voto favorevole della sinistra, comunista, socialista e cristiana, col voto di astensione della democrazia cristiana ed il voto contrario della destra.
Questo equilibrio significativo, ma precario, permise la formazione del governo di Unità Popolare, fondato sulla unità della sinistra, non sorretto, tuttavia, da una maggioranza parlamentare.
Il governo del Presidente Salvador Allende iniziò, così, la sua attività di governo del Paese, partendo dai più autentici bisogni ed interessi popolari, con un ampio e qualificato programma di di riforme economiche e sociali fondato sulla nazionalizzazione dei principali mezzi di produzione, sul sostegno a salari, stipendi e pensioni, e sul rilancio di una formazione culturale e scolastica al servizio delle masse popolari.
Naturalmente, tale politica innovativa, suscitò immediatamente l'ostilità e l'opposizione della destra e di gran parte della democrazia cristiana, schierate, sempre più apertamente, a difesa della borghesia monopolista ed imperialista cilena, che, di concerto con l'imperialismo USA e la Cia, avviarono un piano di destabilizzazione economica, e sociale del Paese, fondata sul boicottaggio economico dei ceti privilegiati e sul terrorismo delle forze reazionarie, nazionali ed internazionali che si prefiggeva la caduta del governo di Unità Popolare, con ogni mezzo a disposizione.
Tale obbiettivo venne conseguito l'11 settembre 1973, col colpo di Stato del Generale Augusto Pinochet, che instaurò, nel Paese, una delle più feroci dittature della storia moderna, che cosparse il Cile di centinaia di migliaia di morti, feriti e deportati, che suscitò un ampio moto di indignazione e protesta della opinione pubblica, democratica e popolare internazionale.
L' esperienza del Governo di Unità Popolare, guidata dal Presidente Salvador Allende, suscitò, in tutto il mondo, speranze ed aspettative, presso lavoratori e lavoratrici e sfruttati ed oppressi dal capitalismo e dall'imperialismo, di nuove esperienze di emancipazione politica, economica e sociale dei popoli, contro le classi sfruttatrici, ma, il suo esito, dimostrò, anche, che queste ultime non lasciano nulla d'intentato, per farle fallire e stroncarne gli effetti sul nascere, per dimostrare che il mondo, da esse diretto, cioè il capitalismo e l'imperialismo internazionale, sono, infine, invincibili e prive di alternative.
Nel ricordare quel giorno di vittoria e l'esperienza del Presidente Salvador Allende e della sinistra in Cile, come comunisti, invece, vogliamo ricordare che, nonostante i criminosi piani dall'imperialismo internazionale guidato dagli USA, il futuro è del socialismo, come dimostrano le esperienze della Repubblica Popolare Cinese, del Venezuela bolivariano, della Repubblica Socialista del Vietnam, di Cuba socialista.
La vittoria del 4 settembre 1970, in Cile, dimostra, quindi, che, pur passando attraverso sconfitte e tragedie successive, essa ha effettivamente aperto la strada a nuove vittorie della sinistra che, nel mondo, non ha rinuciato alla lotta anticapitalistica, e partendo dagli interessi di lavoratori e lavoratrici e di tutti gli gli sfruttati ed oppressi dal capitalismo e dall'imperialismo, alla costruzione di una moderna ed avanzata società socialista !!!

LA CRISI ECONOMICA E L'IMPOTENZA DEL GOVERNO: L' ALTERNATIVA COMUNISTA Da alcune settimane, è in corso, da parte del gov...
03/09/2026

LA CRISI ECONOMICA E L'IMPOTENZA DEL GOVERNO: L' ALTERNATIVA COMUNISTA

Da alcune settimane, è in corso, da parte del governo, la caccia alle risorse per la prossima legge di bilancio.
Nel settembre prossimo, il governo dovrà presentare la nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza ed allora si vedrà la consistenza reale della manovra economica di bilancio.
Intanto, il governo si prepara a ragionare su nuove privatizzazioni, dovendo ricercare 20-30 miliardi, in vista alla prossima manovra.
A tutto ciò fa da sfondo un quadro della situazione internazionale caratterizzato dalla guerra della NATO, per conto dell'imperialismo USA ed UE, contro la Federazione Russa sul territorio dell'Ucraina, e dalla aggressione genocida dello Stato sionista d'Israele contro il popolo palestinese.
Stante questa situazione nazionale ed internazionale, e del dibattito politico che lo caratterizza, si apre, con caratteri d'urgenza ed immediatezza, il problema della costruzione di una vera alternativa politica, economica, sociale e culturale, per l'Italia e per il mondo intero.
I comunisti, hanno il dovere di esserne i protagonisti e, perciò, propongono i seguenti punti programmatici, per una ampia ed estesa mobilitazione politica e sociale, che veda protagonisti la classe operaia, i lavoratori e le lavoratrici e tutti gli sfruttati ed oppressi dal capitalismo e dall'imperialismo:
1) Un Nuovo Modello di Sviluppo, sostenibile ed ecocompatibile, fondato sull'utilizzo di fonti energetiche rinnovabili, in grado di combattere efficacemente la destabilizzazione degli equilibri climatici, dovuti all'inquinamento atmosferico ed ambientale, determinato da decenni di politiche economiche ed industriali, esercitate sotto il dominio dei grandi gruppi oligopolistici, nel sistema capitalistico ed imperialista.
2) Una Nuova Politica Economica e Sociale, fondata su massicci investimenti pubblici, nei principali settori economici e produttivi, guidati dalle grandi imprese, ricondotte ad una proprietà e gestione pubblica, in grado di permettere loro di esercitare, sotto la guida di un adeguato sistema nazionale di pianificazione, il ruolo guida richiesto per la promozione del suindicato modello di sviluppo.
3) Una Politica di alti salari, stipendi e pensioni che, insieme ad una rete moderna e diffusa di servizi pubblici gratuiti, a partire dalla sanità ed istruzione, fungano da sostegno della domanda per i suindicati investimenti pubblici.
4) Una Nuova Politica Estera, fondata sulla libertà, sovranità ed indipendenza nazionale dell'Italia, fuori da ogni vincolo di appartenenza alla NATO, espressione della volontà di dominio unipolare dell'imperialismo USA ed UE, per un mondo multipolare di pace, sviluppo ed uguaglianza, per i popoli e gli Stati del mondo intero.
Questa è l'alternativa, per cui battersi da subito, nel nostro paese ed in rapporto con tutti i paesi e popoli che condividono tale prospettiva.
Contro il capitalismo e l'imperialismo, per il socialismo !!!

2 SETTEMBRE 1945 – NASCE LA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL VIETNAMIl 2 settembre 1945, mentre a bordo della corazzata americ...
02/09/2026

2 SETTEMBRE 1945 – NASCE LA REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL VIETNAM

Il 2 settembre 1945, mentre a bordo della corazzata americana Missouri il Giappone firmava ufficialmente la resa che poneva fine alla Seconda guerra mondiale, ad Hanoi si consumava un altro evento destinato a cambiare la storia del XX secolo.

In piazza Ba Đình, davanti a una folla immensa, Ho Chi Minh proclamava la nascita della Repubblica Democratica del Vietnam.

La sua Dichiarazione d'indipendenza si apriva richiamando proprio i principi proclamati dalle rivoluzioni americana e francese:

«Tutti gli uomini sono creati uguali. Essi sono dotati dal loro Creatore di alcuni diritti inalienabili; tra questi vi sono la vita, la libertà e la ricerca della felicità».

E aggiungeva:

«Tutti i popoli della terra sono uguali dalla nascita, tutti i popoli hanno il diritto di vivere, di essere felici e di essere liberi».

Ma Ho Chi Minh non si limitava a proclamare un principio astratto. La dichiarazione denunciava il dominio coloniale francese e le devastazioni provocate dalla guerra, rivendicando il diritto del popolo vietnamita a «spezzare le catene» del colonialismo e a diventare padrone del proprio destino.

La vittoria del 1945, tuttavia, non chiuse la lotta.

La Francia tentò di ristabilire il proprio dominio coloniale e il popolo vietnamita fu costretto a combattere una nuova guerra di liberazione. Nel 1954 la vittoria di Dien Bien Phu inflisse una storica sconfitta all'imperialismo francese: un popolo colonizzato, povero e militarmente inferiore aveva dimostrato di poter sconfiggere una grande potenza imperialista.

Ma al colonialismo francese subentrò l'intervento statunitense. Washington sostenne militarmente ed economicamente le forze anticomuniste, ostacolò la riunificazione del Vietnam e trasformò l'Indocina in uno dei principali campi di battaglia della Guerra fredda. Gli Stati Uniti arrivarono a finanziare nel 1954 la maggior parte delle spese militari francesi in Vietnam, per poi intervenire direttamente negli anni successivi.

La guerra sarebbe durata decenni e avrebbe provocato enormi distruzioni. Ma il popolo vietnamita non rinunciò al proprio obiettivo.

Ho Chi Minh lo aveva sintetizzato in una formula destinata a diventare una delle parole d'ordine della rivoluzione vietnamita:

«Niente è più prezioso dell'indipendenza e della libertà».

Il Vietnam dimostrò così che l'imperialismo non è invincibile. La vittoria fu resa possibile dalla combinazione di organizzazione politica, direzione rivoluzionaria, mobilitazione popolare e marxismo-leninismo. Lo stesso Ho Chi Minh avrebbe ribadito che l'indipendenza nazionale doveva essere associata al socialismo.

È questa la lezione che il 2 settembre 1945 consegna anche all'oggi: un popolo deciso a conquistare la propria indipendenza, guidato da dirigenti capaci e sostenuto da un'ideologia forte, può spezzare il dominio straniero e diventare padrone del proprio destino.

Il Vietnam non nacque libero perché gli fu concessa la libertà.

La conquistò

VIVA LA REPUBBLICA SOCIALISTA DEL VIETNAM !!!

𝗔 𝗤𝗨𝗔𝗟𝗖𝗨𝗡𝗢 𝗜𝗠𝗣𝗢𝗥𝗧𝗔?L'Osservatorio Nazionale morti sul lavoro curato da Carlo Soricelli informa che i morti nei luoghi di...
01/09/2026

𝗔 𝗤𝗨𝗔𝗟𝗖𝗨𝗡𝗢 𝗜𝗠𝗣𝗢𝗥𝗧𝗔?

L'Osservatorio Nazionale morti sul lavoro curato da Carlo Soricelli informa che i morti nei luoghi di lavoro da inizio anno al 29 agosto sono 756 che diventano complessivamente 959 se di considerano anche i decessi in itinere. Questo è il numero di gran lunga più alto da quando l'Osservatorio ha iniziato ad operare il 1° gennaio 2007. Solo che quel numero non è “neutro”, né una sequenza di cifre.

Rappresenta una moltitudine di persone vittime di veri e propri “omicidi sul lavoro” che, chi ci governa non considera tali visto che non fa nulla per contenere un fenomeno che non è più emergenza ma frutto del sistema spaventoso nel quale viviamo. Ma non ci facciamo più caso, ci stiamo abituando a una tragedia che sta diventando, nel pensiero comune, normale, inevitabile. Del resto, ci fanno capire “lorsignori”, non abbiamo forse altre cose alle quali pensare? Cose come, ad esempio, “cosa promettere per vincere le elezioni?” o “chi sarà il candidato del Campo Largo?” e magari “come convincere la gente della necessità di fare quante più guerre possibile?”, “come nascondere le intercettazioni scomode?”, “come rimuovere le persone non gradite?” e così via.

Intanto lavoratrici e lavoratori devono sottostare a condizioni disastrose e accettare lavori insicuri, pagati poco o niente, subire ricatti occupazionale e condizioni di servitù indegne per una nazione che si definisce civile e democratica. E lo sarebbe se solo si decidesse di attuare la Costituzione invece che volerla distruggere cancellando i diritti fondamentali, favorendo la precarietà, permettendo i subappalti a cascata, chiudendo gli occhi di fronte alla piaga del caporalato, aumentando l'età pensionabile, rendendo il lavoro sempre più faticoso e stressante.

Si guardino i numeri e non si giri la vista da un'altra parte. Se il 29 agosto si contano 756 morti nei luoghi di lavoro, il 24 agosto, quindi solo cinque giorni prima, erano 735 e a fine agosto negli anni scorsi furono 683 nel 2025, 686 nel 2024, 620 nel 2023, 534 nel 2022. Una crescita che si oppone, con la forza dei numeri, a qualsiasi tentativo di minimizzazione e all'indifferenza che copre il massacro di lavoratrici e lavoratori.

Risolvere la questione della mancanza di sicurezza nel lavoro dovrebbe essere la vera priorità di una società come la nostra. Una società malata e impoverita (tranne che per un'esigua minoranza di ricchissimi individui). Invece ci armiamo spendendo decine di miliardi non certo per difenderci ma per preparare le prossime guerre. Solo chi non vuole vedere non vede e chi non vuole capire può far finta di non sapere che sono necessari investimenti importanti, che bisogna indirizzare l'uso della tecnologia e dell'intelligenza artificiale verso il benessere della collettività, che le “morti bianche” sono veri e propri “omicidi sul lavoro” e, quindi, reati penali, che è necessario abolire il precariato e il lavoro nero, alzare i salari, diminuire il tempo di lavoro e far pagare il giusto a chi non paga le tasse e si arricchisce grazie alla fatica, al tempo e alla vita di chi lavora.

Dipartimento lavoro PCI

2 SETTEMBRE 1969: ADDIO A HO CHI MINH Vogliamo ricordare, nell'anniversario della sua morte, uno dei più grandi rivoluzi...
01/09/2026

2 SETTEMBRE 1969: ADDIO A HO CHI MINH

Vogliamo ricordare, nell'anniversario della sua morte, uno dei più grandi rivoluzionari della storia del novecento e dell'intera umanità.
Al suo nome ed alla sua vita, è legata un'intera epoca storica, di lotte anticoloniali ed antimperialiste svoltesi in Asia, Africa ed America Latina su impulso della Rivoluzione d'Ottobre e della III Internazionale.
All'inizio del novecento, infatti, risultava sempre più evidente che la soluzione della " questione coloniale ", per cui i sette decimi della popolazione mondiale, si trovavano in una condizione di asservimento, sfruttamento ed oppressione sociale, da parte di un ristretto numero di paesi capitalistici, era destinata a diventare uno dei capisaldi fondamentali di una strategia internazionale di lotta contro il capitalismo, che ormai aveva raggiunto la sua fase imperialistica, e per il socialismo.
Sarà proprio il movimento comunista, con il secondo Congresso della III Internazionale, dell'anno 1920, a percepire tale priorità di lotta, su indicazione di Lenin, affermando che: " Riguardo alle nazioni ed agli Stati più arretrati, dove predominano i rapporti feudali o patriarcali-contadini, è particolarmente necessario tenere presente la necessità, per tutti i partiti comunisti, di aiutare il movimento democratico borghese di liberazione, in questi paesi. "
Fu su questa impostazione della elaborazione della III Internazionale che il giovane, che poi si sarebbe chiamato Ho Chi Minh ( portatore di luce ), incontra e fa proprio il leninismo, come egli stesso ricorda " Le tesi di Lenin destarono in me grande commozione, un grande entusiasmo, una grande fede, e mi aiutarono a vedere chiaramente i problemi..".( da " Il cammino che mi ha portato al leninismo ).
Il " suo " Vietnam, ma non solo esso, ma anche l'intera Indocina, ( Laos, Cambogia e Vietnam ) sottoposti al colonialismo francese, a partire dalla metà del XIX secolo, per liberarsi da esso, avrebbero avuto bisogno di un tale pensiero, a guida della propria lotta di liberazione nazionale, alla quale, il giovane rivoluzionario, avrebbe, dedicato tutta la sua vita.
Dopo gli studi classici nel suo villaggio natale, segue il padre ad Huè, dove si iscrive al Collegio Nazionale, per seguire un corso di studi moderno.
All'esplodere, nel 1908, delle prime proteste contadine di massa, contro il sistema fiscale dell'amministrazione coloniale, vi prende parte attiva e, per questo motivo, viene espulso dalla scuola, iniziando, così, la propria vita di emigrante, raggiungendo l'Africa, l'America Latina, New York e Londra, ed infine Parigi, dove verrà a conoscenza delle " tesi " della III Internazionale.
Dopo Parigi, sarà Mosca, la sua successiva tappa itinerante, dove egli insegnerà, negli anni trenta, presso l'Università dei popoli d'oriente, fondata per la formazione dei quadri politici dei paesi coloniali e semicoloniali, e la Cina, verso cui parte, come interprete di una delegazione sovietica, nel novembre 1924, partecipando all'esperienza degli anni 1925/27, della Cina rivoluzionaria. Nel febbraio 1930, contribuisce alla fondazione del Partito Comunista di Indocina.
Il 5 giugno 1931, ad Hong Kong, viene arrestato dalle autorità inglesi. Con la messa fuori legge, nel 1939, del Partito Comunista di Indocina, i comunisti passano alla clandestinità ed alla lotta armata. Nel febbraio 1941, l'ormai affermato dirigente rivoluzionario ritorna in patria, per guidare il movimento di liberazione nazionale, con la fondazione del Fronte per l'indipendenza del Vietnam ( Viet Minh ).
Con la capitolazione del Giappone ( agosto 1945 ), Hanoi è liberata e tutto il Paese è sotto il controllo del Viet Minh. Viene proclamata la Repubblica democratica del Vietnam, ed Ho Chi Minh ne presiede il Governo Provvisorio.
La storia degli anni successivi, narra della ripresa dell'intervento neocoloniale francese in Indocina, fino alla sua sconfitta, a Dien Bien Phu, nel 1954, a cui farà seguito, l'intervento sempre più massiccio, nel Paese, dell'imperialismo USA, che assumerà poi, le vere e proprie caratteristiche di una guerra di aggressione ed occupazione di vaste aree del Vietnam del Sud, fino a crearvi un regime " fantoccio ".
Nel suo testamento politico, scritto poco prima di morire, Ho Chi Minh affermerà:
" Noi, una piccola nazione, avremo così guadagnato l'onore di aver sconfitto, attraverso lotte eroiche, due grandi imperialismi, quello francese e quello americano, e di aver dato un degno contributo al movimento di liberazione nazionale mondiale. ".
Il che avvenne realmente e definitivamente, il 30 aprile 1975, con la liberazione di Saigon, ed il 2 luglio 1976, con la proclamazione della unificazione del Paese, nella Repubblica Socialista del Vietnam, con Saigon che prese il nome di città Ho Chi Minh, in onore del principale animatore, della lunga lotta di liberazione del Vietnam !!!

𝗦𝗢𝗟𝗜𝗗𝗔𝗥𝗜𝗘𝗧𝗔̀’ 𝗔𝗗 𝗔𝗟𝗘𝗦𝗦𝗔𝗡𝗗𝗥𝗢 𝗗𝗜 𝗕𝗔𝗧𝗧𝗜𝗦𝗧𝗔Il Partito Comunista Italiano esprime la propria vicinanza e solidarietà ad Aless...
31/08/2026

𝗦𝗢𝗟𝗜𝗗𝗔𝗥𝗜𝗘𝗧𝗔̀’ 𝗔𝗗 𝗔𝗟𝗘𝗦𝗦𝗔𝗡𝗗𝗥𝗢 𝗗𝗜 𝗕𝗔𝗧𝗧𝗜𝗦𝗧𝗔

Il Partito Comunista Italiano esprime la propria vicinanza e solidarietà ad Alessandro Di Battista, colpito da un grave malore mentre si trovava in visita a Cuba.

Alessandro Di Battista è un interlocutore con il quale non mancano, e non sono mai mancate, differenze di natura politica e di impostazione che rivendichiamo con chiarezza e rispetto ma su molte questioni ci ritroviamo dalla stessa parte.

Abbiamo condiviso e condividiamo la difesa della Rivoluzione cubana e del diritto del popolo cubano a decidere liberamente del proprio futuro, opponendoci al criminale bloqueo e alle politiche di ingerenza e di aggressione degli Stati Uniti.

Così come condividiamo la necessità di continuare a stare dalla parte del popolo palestinese, del suo diritto all’autodeterminazione e alla libertà, contro l’occupazione, la guerra e il genocidio.

Su molti temi di politica internazionale, inoltre, abbiamo trovato punti di convergenza nell’analisi di un mondo attraversato da guerre, riarmo, imperialismo e crescente contrapposizione tra potenze, nel quale l’Italia e l’Europa continuano a perseguire politiche che riteniamo profondamente sbagliate e pericolose.

In questo momento difficile, il Partito Comunista Italiano è vicino ad Alessandro Di Battista, alla sua famiglia e alle persone che gli vogliono bene, con l’auspicio sincero che possa superare presto questo grave momento e tornare alla sua attività.

Forza Alessandro.

Partito Comunista Italiano

VO NGUYEN GIAP Il 25 agosto 1911, nasceva, Vò Nguyen Giap, il grande stratega militare della resistenza e della vittoria...
25/08/2026

VO NGUYEN GIAP

Il 25 agosto 1911, nasceva, Vò Nguyen Giap, il grande stratega militare della resistenza e della vittoria del Vietnam, contro tre imperialismi, quello giapponese, quello francese ed infine quello nord-americano.
Figlio di un padre che aveva perso tutto, durante la carestia del 1896, ed aveva partecipato alla " rivolta dei letterati ", mentre la sua prima formazione intellettuale, fu opera di sua madre che gli leggeva i " poemi eroici " e gli narrava delle lotte popolari contro i francesi.
Dopo il 1917, questo tipo di nazionalismo, incontra il comunismo, come unico movimento politico che si schierava apertamente contro il colonialismo.
Negli anni trenta, Giap partecipò ai moti nazionalisti, finendo in carcere per tre anni.
Nel 1940, dopo che il Partito Comunista, dopo un breve periodo di vita legale, fu costretto a ritornare nella illegalità, raggiunse la guerriglia contadina di Mao, nello Yunan, a Yenan, che gli servirà, come esperienza preziosa, nell'imminenza della guerra di popolo contro l'invasione giapponese.
La cultura militare di Giap, è incentrata sul nesso tra guerriglia e guerra di popolo, fondata sulla tattica per cui " la guerra di movimento è in grado di portare ad una effettiva vittoria, dopo una paziente opera di logoramento del nemico, per cui, una fase di estenuante guerriglia si può trasformare in un attacco di massa, con impiego e manovra di considerevoli quantità di uomini e mezzi. "
Giap non aveva frequentato accademie militari, ma, come egli diceva spesso, " la lotta armata popolare è la miglior scuola " pur avendo studiato, da autodidatta, la storia delle esperienze delle guerre moderne, dalle campagne di Bonaparte al trattato di Clausewitz " Sulla guerra ".
Così, quello che verrà chiamato anche " il Napoleone rosso " sconfisse l'esercito francese nella battaglia di Dien Bien Phu ( 7 maggio 1954 ) e vent'anni dopo, l'esercito USA, con la liberazione di Saigon ( 30 aprile 1975 ).
Ricordare la vita e l'opera del compagno Vò Nguyen Giap, vuol dire aprire una nuova prospettiva e speranza per i popoli e gli Stati che, ancor oggi, sono costretti a vivere sotto il dominio o subire l'aggressione dell'imperialismo internazionale di USA ed UE, per continuare a lottare, con tenacia e determinazione, fino alla vittoria, conquistando la propria libertà, sovranità ed indipendenza nazionale.
VIVA IL COMPAGNO VÒ NGUYEN GIAP, VIVA LA LOTTA DI LIBERAZIONE NAZIONALE DEI POPOLI OPPRESSI E SFRUTTATI DALL'IMPERIALISMO INTERNAZIONALE, FINO ALLA VITTORIA !!!

𝗕𝗔𝗦𝗧𝗔 𝗙𝗘𝗠𝗠𝗜𝗡𝗜𝗖𝗜𝗗𝗜 𝗘 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔! 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗢𝗡𝗢 𝗣𝗥𝗢𝗧𝗘𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗘 𝗣𝗥𝗘𝗩𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘In tre giorni, quattro femminicidi annunciati.La politica ...
21/08/2026

𝗕𝗔𝗦𝗧𝗔 𝗙𝗘𝗠𝗠𝗜𝗡𝗜𝗖𝗜𝗗𝗜 𝗘 𝗩𝗜𝗢𝗟𝗘𝗡𝗭𝗔! 𝗦𝗘𝗥𝗩𝗢𝗡𝗢 𝗣𝗥𝗢𝗧𝗘𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗘 𝗣𝗥𝗘𝗩𝗘𝗡𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘

In tre giorni, quattro femminicidi annunciati.

La politica dice che ha fallito. Ma la sintesi più drammatica è un’altra: queste donne non ci sono più.

Non basta più denunciare. Una denuncia deve significare protezione, valutazione immediata del rischio, interventi tempestivi e concreti. Quando i segnali ci sono, non possiamo arrivare sempre dopo, a nostro avviso si ha l'impressione che ci sia la volontà di arrivare dopo, sempre dopo.

Abbiamo bisogno di più prevenzione, più protezione, più risorse per i centri antiviolenza e di una risposta dello Stato all’altezza dell’emergenza.

Dobbiamo dire basta a questa mattanza, perché di questo si tratta. Scendiamo tutte in piazza. Incrociamo le braccia. Fermiamo tutto. Siamo il motore della società, del lavoro, della cura, dell'economia, della vita quotidiana.

È ora di far sentire il peso della nostra assenza. Finché una donna sarà in pericolo, nessuna di noi può sentirsi davvero libera.

Basta femminicidi. Basta violenza. Basta parole: servono protezione e prevenzione, adesso non dopo.

ADoC

Indirizzo

Via Verolengo 180
Turin
10148

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