Alice Ravinale

Alice Ravinale Sono avvocata e mamma di Diana, a cui vorrei lasciare un mondo migliore. Consigliera e capogruppo di AVS in Regione Piemonte.

Segretaria regionale di Sinistra Italiana Piemonte. Ho 38 anni, sono avvocata, Consigliera Comunale e Capogruppo a Torino per Sinistra Ecologista e componente della segreteria nazionale di Sinistra Italiana. Negli anni universitari mi sono impegnata nel collettivo studentesco di giurisprudenza e successivamente con associazioni per i diritti delle persone migranti e per l’educazione alla cittadina

nza attraverso la memoria storica della Resistenza e delle persecuzioni razziali del ‘900. Convinta pacifista e antifascista, sono stata componente del direttivo regionale dell'Arci Piemonte. Ho una figlia di due anni, a cui vorrei lasciare un mondo migliore. In Piemonte serve una svolta radicale per affrontare la crisi climatica e costruire giustizia sociale, a partire dalla sanità e dal lavoro: per questo mi candido alle elezioni Regionali del 2024 per Alleanza Verdi Sinistra.

L'azzeramento dei fondi regionali per il contrasto alla ludopatia è solo l'ultimo atto di una Giunta che favorisce il gi...
07/02/2025

L'azzeramento dei fondi regionali per il contrasto alla ludopatia è solo l'ultimo atto di una Giunta che favorisce il gioco d'azzardo e fa male alle persone più povere e più fragili. È la linea della destra, la stessa del Governo che sta portando avanti una riforma del settore che di fatto favorisce il gioco d'azzardo per far cassa, rovinando migliaia di vite.

La Giunta Cirio ha già cancellato nel precedente mandato la legge regionale sul gioco d’azzardo n. 9 del 2016, l’unica che aveva saputo contrastare il fenomeno, facendo risparmiare ai e alle piemontesi oltre 200 milioni di Euro.

La nuova legge approvata nel 2021 è una liberalizzazione di fatto del gioco d’azzardo e un vero e proprio favore alle lobby del gioco.

Adesso arriva il taglio dei fondi: eppure secondo i dati presentati nel 2023 dello studio Gaps (gambling adult population survey), le persone in cura in tutto il Piemonte per ludopatia sono solo 765, a fronte di 42mila giocatori problematici. Non solo, se la tendenza nazionale è di diminuzione dell'installazione delle macchine slot e vlt nei locali, il Piemonte solo nel 2021, anno della nuova legge regionale, ha visto un incremento del 10,3% delle installazioni.

I e le piemontesi bruciano un ammontare complessivo annuo di più di 6 miliardi di euro nel gioco d'azzardo, che corrisponde a circa 4.500 € per ogni giocatore.

Di fronte a questi numeri, Cirio sceglie di supportare il gioco d'azzardo e la diffusione della ludopatia, che porta altra povertà e favorisce le mafie e l'usura.

Oggi in Commissione Bilancio si è entrati nel vivo della discussione relativa agli investimenti sulla salute mentale: in...
06/02/2025

Oggi in Commissione Bilancio si è entrati nel vivo della discussione relativa agli investimenti sulla salute mentale: insieme alle altre opposizioni abbiamo depositato emendamenti e ordini del giorno, recependo l’appello lanciato da oltre 60 associazioni lo scorso novembre.

La situazione attuale è allarmante: dal 2019, il personale dei Dipartimenti di salute mentale è diminuito dell'11% e la spesa regionale per questi servizi è significativamente inferiore alla media nazionale.

I dati parlano chiaro: nel 2022, la spesa per la salute mentale in Piemonte si è attestata a circa 64 euro per persona, con un calo dell'8,4% rispetto alla media nazionale, che è pari a 70 euro. Inoltre, solo il 2,7% del Fondo Sanitario Regionale è destinato alla salute mentale, contro il 3% della media nazionale. Queste cifre evidenziano una chiara sottovalutazione delle problematiche legate alla salute mentale, con conseguenze dirette sulla qualità dei servizi offerti ai cittadini e in un momento in cui i bisogni sono sempre più alti, in particolare tra la popolazione più giovane.

Per affrontare questa vera e propria emergenza, proponiamo di vincolare una quota pari ad almeno il 4% del fondo sanitario per i servizi e le cure di salute mentale. Oggi in Commissione abbiamo ottenuto un'apertura, importante, da parte dell'assessore al bilancio. Il momento di dare risposte è questo: serve stanziare quelle risorse nel bilancio regionale e continueremo a lavorare in questa direzione.

L'ossessione della destra per l'immobile di corso Regina Margherita 47 sta raggiungendo livelli inquietanti, e al contem...
05/02/2025

L'ossessione della destra per l'immobile di corso Regina Margherita 47 sta raggiungendo livelli inquietanti, e al contempo imbarazzanti.
Davvero il problema di Torino, e a quanto pare pure dell'Italia, è fermare un patto di collaborazione con il Comune che apre quello spazio, il centro sociale Askatasuna?

Perché di questo stiamo parlando.
A fermare con il diritto penale le attività di quel collettivo ci stanno provando da più di un decennio: non funziona, non solo perché quegli attivisti sono fatti di materiale resistente e la solidarietà cresce, ma anche perché le accuse crollano.
Il processo in corso nasce da un'indagine certosina degli organi inquirenti, fatta di decine di migliaia di ore di intercettazioni (con un costo esorbitante, che ora, con un inedito assoluto, viene chiesto agli imputati di pagare a titolo di risarcimento). Gli indagati erano 69, si sono ridotti a 28, è già definitivamente caduto il reato di associazione sovversiva inizialmente contestato dalla Procura.
Il processo farà il suo corso, accertando eventuali responsabilità individuali, ma il tentativo di criminalizzare in Tribunale un intero movimento è già tramontato.

Resta dunque il feticcio dell'immobile di corso Regina 47, ormai vero e proprio simbolo dell'ossessione della destra per le lotte sociali, che loro affrontano con repressione e criminalizzazione. Quell'immobile è un bene comune, di fatto già tale da anni. Non un reato - con buona pace dei consiglieri comunali torinesi di Fratelli d'Italia che sconfessano la linea della Premier riguardo alla giustizia penale, minacciando esposti in Procura - ma un modo comunitario di stare al mondo per provare insieme a cambiarlo, lontano anni luce da chi semina paura, individualismo e rassegnazione.

Askatasuna, così come lo Spazio Neruda oggi al centro di attacchi falsi e inqualificabili, così come il CSA Murazzi oramai chiuso da tempo, così come altre esperienze autogestite a Torino rispondono e hanno risposto a bisogni reali: politici, abitativi, culturali, sociali, relazionali.

[Continua]

Sabato è stato reso noto dal quotidiano Le Monde  uno studio condotto in Francia, relativo al triennio 2016 - 2019, che ...
04/02/2025

Sabato è stato reso noto dal quotidiano Le Monde uno studio condotto in Francia, relativo al triennio 2016 - 2019, che dimostra l'impatto sanitario ed economico dell'inquinamento atmosferico.

Si stima che in Francia tra il 12% e il 20% dei nuovi casi di malattie respiratorie nei bambini e tra il 7% e il 13% dei nuovi casi di malattie respiratorie, cardiovascolari o metaboliche negli adulti siano attribuibili all'esposizione a lungo termine all'inquinamento atmosferico. E l'impatto economico di questa esposizione è stimato in 12,9 miliardi di euro all'anno per il particolato (PM) e 3,8 miliardi di euro per il biossido di azoto (NO2).

Respirare un'aria inquinata costa al Sistema sanitario francese 16,7 miliardi di euro. Per capire l'ordine di grandezza, la spesa pubblica per la sanità in Piemonte è di 12 miliardi.

Nello studio c'è anche un caso particolare analizzato, ossia la Regione Rhone Alpes Cote d’Azur che confina con il Piemonte e ha una popolazione comparabile alla nostra. Qui secondo lo studio una riduzione dell’inquinamento fino ai valori guida dell’OMS consentirebbe di evitare ogni anno 2700 casi di asma nei bambini e adolescenti, 310 casi di cancro al polmone, 1900 casi di broncopatie cronico-ostruttive, 5800 casi di ipertensione arteriosa, 660 casi di infarto del miocardio, 720 casi di emorragia cerebrale e 1100 casi di diabete nella popolazione adulta.

E il Piemonte ha un'aria di gran lunga più inquinata dei cugini francesi, questo sia per le condizioni orografiche (che conosciamo da sempre) sia perché molto poco si è fatto per ridurre le emissioni.

Insieme alle altre regioni della Pianura Padana in questo trainiamo l'Italia che affronta una situazione di inquinamento atmosferico più grave e tassi di mortalità più elevati. L'Agenzia Europea dell'Ambiente per il 2022 ha stimato che ogni 100mila abitanti in Francia muoiono 48 persone a causa del particolato, in Italia 113.

Ho chiesto alla Giunta se in Piemonte esista uno studio come quello francese e, in caso negativo, di realizzarlo al più presto. La destra continua a negare l'evidenza per mantenerci nell'era fossile e non possiamo più permettercelo.

31/01/2025

Centinaia di mail di studenti hanno intasato gli indirizzi dei consiglieri regionali e della Giunta oggi pomeriggio. Un segnale chiaro per una richiesta chiara, fatta da mesi e che resta senza risposte: i soldi delle borse, nonostante gli annunci della Giunta, ancora non si sono visti e gli e le studenti sono in difficoltà.

Avevamo sollevato il problema già a inizio dicembre con un question time: la Regione non ha trasferito a Edisu le risorse per pagare la prima rata delle borse di studio, recuperando soltanto dopo le proteste studentesche di dicembre 11 milioni per pagare le prime 5.000 borse (su 18.000). Da allora, nessuna notizia di ulteriori pagamenti. A nostra richiesta in commissione nella sessione di bilancio, la vicepresidente Chiorino ci ha nuovamente detto che i pagamenti arriveranno, a valere su risorse europee, ma non ce n'è evidenza nel bilancio regionale. Nella commissione di lunedì, la prima in cui l'assessore Tronzano entrerà nel merito del bilancio, pretenderemo chiarezza.

Oltre ai pagamenti, c'è il tema della copertura: per il secondo anno di fila i titolari della borsa si sono trovati la voce di “idoneo non beneficiario".

I diritti degli e delle studenti non sono uno scherzo e vanno presi sul serio: per questo abbiamo presentato un emendamento alla Legge di bilancio per far si che non si ripeta questo problema anche nel 2025, stanziando da subito a bilancio le risorse necessarie.

Non sono accettabili errori di programmazione sulla pelle degli e delle studenti.

Ha ragione  Extinction Rebellion, che in un’azione pacifica questa mattina al Grattacielo della Regione ha ribadito l’ip...
28/01/2025

Ha ragione Extinction Rebellion, che in un’azione pacifica questa mattina al Grattacielo della Regione ha ribadito l’ipocrisia della Giunta Cirio, che nonostante i proclami non sta facendo nulla per contrastare la crisi climatica e non investe sulla transizione. Ultimo in ordine tempo, l'annuncio sulla creazione dell'Osservatorio sul Clima, per cui non abbiamo visto nemmeno un euro stanziato a bilancio.

Invece di perdere tempo prezioso con denunce intimidatorie nei confronti di manifestanti pacifici e chiedere risarcimenti per aver staccato quattro manifesti, la Giunta farebbe bene ad occuparsi di evitare i danni che scelte politiche di matrice negazionista sul clima causano al nostro territorio e alla salute di tutti i piemontesi.

Su ambiente e trasporti, nonostante le dichiarazioni d’intenti, non c’è nessun investimento significativo da parte della Regione: ne abbiamo avuto conferma oggi nei lavori di commissione sul bilancio.

La promessa elettorale del biglietto gratuito per gli under 26 resta un miraggio, senza nessun fondo dedicato nel bilancio. Deduciamo che anche nel 2025 i e le giovani piemontesi, nonostante gli annunci, continueranno a pagare a caro prezzo i loro abbonamenti, che peraltro sono aumentati di oltre il 15% negli ultimi tre anni posto che la Regione non è intervenuta per contenere gli effetti dell’inflazione. Non solo: sulla rete regionale dei trasporti, che come sappiamo è in grande sofferenza, non ci sono investimenti adeguati.

Sul tema rifiuti la Regione mette appena 3 milioni di Euro, di cui 1 milione è destinato a ristori per i cittadini che vivono nei pressi dell’inceneritore.

Per il Piano Qualità dell’Aria sono previsti circa 20 milioni di Euro nell 2025 – in cui va raggiunto l’obiettivo europeo per ottemperare alla procedura di infrazione – ma le risorse calano drasticamente già dall’anno successivo, con appena 2 milioni di Euro stanziati: peccato che il miglioramento della qualità dell’aria non sia un adempimento burocratico, ma una necessità vitale per le persone. E non è tutto: ad ARPA, che è il soggetto chiamato ad attuare il Piano, vengono tagliate risorse per 1,5 milioni di Euro.

Ci sono poi misure che contrastano completamente con la riduzione delle emissioni, come il bando per il rinnovo delle flotte commerciali che prevede finanziamenti pubblici per acquistare o noleggiare mezzi a combustibili fossili: l’assessore all'Ambiente ha rivendicato la scelta, che per noi invece è fuori dal tempo.

Su crisi climatica e tranzione della mobilità la Regione sta a guardare, e farne le spese saranno ancora i e le piemontesi.

Valentina Cera
Giulia Marro Consigliera Regionale Piemonte

Alleanza Verdi e Sinistra - Consiglio regionale Piemonte
Alleanza Verdi e Sinistra - Piemonte
Sinistra Italiana Piemonte
Sinistra Ecologista Torino

28/01/2025

Scorporare il Sant’Anna dalla Città della Salute significa trasformare la cura della salute delle donne in cura della salute delle madri.

Domani in Commissione Sanità in Regione chiederemo conto all’assessore Riboldi delle dichiarazioni, uscite negli scorsi giorni a mezzo stampa, secondo cui sarebbe di nuovo in campo l’ipotesi di scorporare l’Ospedale Sant’Anna da Città della Salute per unirlo all’ospedale pediatrico Regina Margherita.

Un piano di cui si era già molto discusso in passato, e che era stato archiviato non più di due mesi fa proprio durante una Commissione Sanità in cui i vertici dei due ospedali avevano escluso questa ipotesi.

Proprio in quella sede era emerso come l’operazione di scorporo del Regina Margherita sia stata fatta, nel precedente mandato di Cirio, in modo del tutto sconsiderato: questa divisione comporterà nuovi costi amministrativi a carico del già fragile Servizio Sanitario piemontese, anche per il personale dipendente che dovrà essere assunto per gestire servizi coordinati da Città della Salute. Costi per i quali la Regione non ha stanziato alcuna risorsa.

Questo risiko è insopportabile, tanto più perché ancora una volta la Regione Piemonte gioca sulla pelle delle donne: staccare il Sant’Anna dalla Città della Salute significherebbe infatti ostacolare un approccio integrato alla medicina di genere, e ridurre l’approccio di cura alla sola maternità.

Le pari opportunità per la regione Piemonte semplicemente non esistono. Le azioni che l’assessora Chiarelli ci ha presen...
20/01/2025

Le pari opportunità per la regione Piemonte semplicemente non esistono.

Le azioni che l’assessora Chiarelli ci ha presentato oggi sono soltanto tre: il fondo di solidarietà per il patrocinio legale per le donne vittime di violenza, che passa da 40.000 a 18.000 Euro, con una riduzione di oltre il 50%; il fondo regionale per le consulenze legali previsto dalla L. 4/2016, che viene ridotto di 100.000 Euro nonostante non ci sia stato nessun calo della domanda; le spese di funzionamento della consigliera di parità e della commissione regionale delle pari opportunità, che restano fermi a soli 50.000 Euro.
Considerato anche il ve**re meno del contributo all’Associazione di studi e ricerche di psicologia giuridica, si passa da 560.000 Euro a 418.000 Euro: lo 0,0001% del bilancio regionale.

Per il resto non troviamo niente di niente, né nei capitoli di bilancio né tantomeno nel Documento di Economia e Finanza Regionale, in cui dovrebbero essere indicate anche le azioni che secondo l’assessora Chiarelli sono in capo ad altri assessorati e che però non sono indicate nelle linee strategiche di azione della Regione: per questa Regione le donne o sono già vittime o sono da convincere a non abortire o non sono degne di investimento.
Nessuna azione sulla medicina di genere, niente sulla parità salariale, niente su conciliazione tempi di vita e lavoro, niente sulla divisione paritaria dei compiti di cura, niente di niente sulla prevenzione della violenza di genere, nessuna progettualità sull’educazione sessuo-affettiva per coltivare la cultura del rispetto la sola in grado di contrastare la violenza.
Insomma, non abbiamo trovato in questo bilancio nessun investimento sulla promozione della parità e sulla costruzione di una società che rimuova gli ostacoli nell’accesso ai pieni diritti, in una Regione in cui le condizioni discriminanti nei confronti delle donne sono ben presenti – basti pensare che il gender pay gap è di oltre il 15% - e peggiorano, anche grazie a misure ideologiche promosse da chi ci considera non in grado di autodeterminarci.

La normativa regionale prevede dal 2009 che la Regione debba adottare il bilancio di genere, che da anni non viene approvato: è quantomai urgente che si torni a farlo, per far emergere quali azioni positive per le pari opportunità la Regione intenda concretamente mettere in campo.

18/01/2025

Cos'è il razzismo istituzionale? È essere obbligati a passare le giornate, e adesso anche le notti, in coda al gelo per chiedere il rinnovo del permesso di soggiorno, come avviene da anni a Torino davanti all'Ufficio Immigrazione della Questura in corso Verona. È aspettare mesi per avere un'appuntamento, poi altri mesi per ottenere i documenti. Aspettare oltre 3 anni dal deposito della domanda per ottenere la cittadinanza.

I ritardi del Ministero dell'Interno, che è già stato condannato per questo, provocano gravi danni alle persone, quali la perdita del lavoro e l'impossibilita di esercitare i diritti sociali collegati al permesso.

La situazione di corso Verona è questa per una precisa volontà politica, quella di ostacolare e invisibilizzare le persone straniere, anche quelle che sono nel nostro paese da molti anni.

Le proposte per superare questa vergognosa situazione ci sono, e molte le ha formulate anche il Consiglio Comunale di Torino: la loro applicazione non può essere più rinviata, ed è intanto necessario un intervento immediato della Protezione Civile per non lasciare le persone esposte al freddo mentre fanno la coda.

17/01/2025

Ieri sera ho partecipato al Consiglio comunale aperto congiunto di Rivoli e Collegno, in cui i Comuni e la cittadinanza hanno ribadito con forza la necessità di ultimare i lavori della Metro 1 a Cascine Vica e di portarla fino a Rivoli Centro.

I dati sono ormai noti: per la tratta fino a Rivoli occorrerebbero 300 milioni. Per il cantiere già in corso di Cascine Vica, invece, mancano 26 milioni di Euro per terminare i lavori e 145 milioni di Euro per acquistare i treni necessari per effettuare il servizio. È più di due anni che, a fronte del rincaro materiali, la situazione è questa: ma, nonostante le rassicurazioni della Regione e dei parlamentari di centrodestra presenti ieri sera, i soldi continuano a mancare.

Con la manovra finanziaria il Governo ha trovato finanziamenti miliardari per il Ponte sullo Stretto e per la TAV, ma si è limitato a mettere 8 milioni di Euro su 171 necessari per la Metro nella zona ovest di Torino.

Oggi sono i Comuni e in particolare il Comune di Torino che, nonostante le ristrettezze di bilancio, stanno cercando di sbloccare la situazione, chiedendo di poter investire nell'opera la somma residua di 24 milioni inizialmente prevista per il tratto Lingotto-Bengasi.

Il completamento della metro 1 migliorerebbe la qualità dell'aria e della vita per decine di migliaia di persone: secondo i dati Pums, ogni giorno più di 40000 persone si muovono dalla zona ovest della città metropolitana con destinazione Torino e circa 20000 ogni giorno fanno un percorso inverso: più della metà di questi spostamenti avviene oggi con auto private, generando traffico, inquinamento, peggioramento della qualità della vita.

Noi continueremo a sostenere l'opera e a batterci perché le risorse vengano finalmente trovate dal Governo: le rassicurazioni non bastano più.

Mentre viene svelato l'ennesimo, gravissimo, tentativo di insabbiamento e depistaggio delle responsabilità di alcuni age...
10/01/2025

Mentre viene svelato l'ennesimo, gravissimo, tentativo di insabbiamento e depistaggio delle responsabilità di alcuni agenti delle forze dell'ordine, a Torino è di nuovo polemica sui metodi di protesta di chi chiede verità e giustizia per Ramy.

Ne parlo oggi in un'intervista su La Stampa, per cui ringrazio Andrea Joly.

A edicole chiuse, la trovate qui ⬇️

«Qualunque ragionamento e qualunque dichiarazione politica oggi deve iniziare con una forte condanna. Non alle piazze ma all’ennesimo caso di abuso di potere degli agenti con Ramy». Alice Ravinale, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra in Regione, prende le distanze dagli attacchi ai giovani in piazza. Ribadendo il suo «no a ogni forma di violenza».

Ravinale, no alla violenza. Vale anche per chi lancia bottiglie contro gli agenti?

«Quando capita è un comportamento inaccettabile, come ogni altra forma di violenza grave contro le persone. Come quella degli agenti con Ramy da cui è scaturita questa rabbia».

Quando capita?

«Certi episodi sono ingiustificabili, altri, come un petardo, no. Va messo in chiaro, perché a volte in questa città si agitano spettri che non esistono».

Di cosa parla?

«Bisogna ricordare che a Torino è stato lanciato l’allarme su un “ordigno”, durante il No Meloni Day, che poi si è rivelato un semplice lacrimogeno, lo stesso in uso alle forze di polizia. Non era una bomba. La dinamica non era pericolosa».

Sbaglia la destra a definire «criminale chi assalta un commissariato di polizia o attacca un carabiniere», come fa Chiorino?

«La destra sbaglia a demonizzare le piazze, tutte, comunque e in ogni caso. È un gioco che fanno spesso, al posto di condannare gli abusi di potere degli agenti di polizia».

Ma nega il problema piazze a Torino?

«Qui esiste un problema di clima e non riguarda le ultime quattro o cinque manifestazioni. Parte da lontano, col movimento No Tav, e Torino è diventata un lavoratorio di repressione tale per cui il dialogo, a oggi, non funziona più. Così esplode la rabbia».

Come si torna al dialogo?

«Adottando provvedimenti anziché rifiutarli a priori, come i numeri identificatici degli agenti di polizia. La loro introduzione tutelerebbe anche gli stessi agenti, la stragrande maggioranza dei quali lavorano secondo le regole».

Intanto, le piazze di Torino restano infuocate. Condividete quella rabbia?

«Condividiamo le ragioni della protesta e capiamo i motivi per cui esplode questa rabbia. La violenza va tenuta fuori dalle piazze, da una parte e dell’altra».

Indirizzo

Piazza Moncenisio 3
Turin

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