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29/05/2026

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La neo assessora di Fratelli d’Italia in Piemonte cambia le regole del e prova a raccontarcela come una misura “in grado di soddisfare il 100% delle domande”. Ma basta leggere la delibera per capire che siamo davanti al solito “fatta la legge, trovato l’inganno”.

Con le , il Voucher A (quello destinato alle iscrizioni nelle scuole paritarie) potrà essere richiesto da famiglie con ISEE fino a 30 mila euro. Prima la soglia era di 26 mila euro.
Il Voucher B, invece (quello utilizzato per libri, trasporti e materiale scolastico da chi frequenta la scuola pubblica) potrà essere richiesto soltanto da con fino a 15.748,78 euro. Anche qui, prima la soglia era di 26 mila euro.

Quindi qual è stato il ragionamento della Giunta Cirio?

Nel 2025 sono state finanziate tutte le domande del Voucher A. Nello stesso anno, però, oltre 100 mila famiglie avevano diritto al Voucher B, ma la Regione ha stanziato risorse sufficienti per coprire appena 40 mila domande, lasciando senza sostegno oltre 65 mila famiglie aventi diritto.

E allora come si fa a dire che “si finanziano tutte le richieste”? Semplice: si eliminano migliaia di famiglie dalla platea degli aventi diritto.

Per Fratelli d’Italia e per il centrodestra piemontese, evidentemente, una famiglia con un ISEE tra i 16 mila e i 26 mila euro oggi viene considerata “troppo ricca” per ricevere aiuti per libri scolastici e trasporti.

Ma non finisce qui. La nuova delibera elimina anche la maggiorazione del 30% del voucher destinata a studenti e studentesse con DSA e con particolari necessità educative. Una scelta gravissima e profondamente ingiusta.

Come Movimento 5 Stelle ci opporremo in ogni modo a questa delibera discriminatoria, che colpisce il diritto allo studio e mortifica la scuola pubblica.

La scuola è il primo luogo in cui si costruiscono cittadinanza e futuro e noi non permetteremo che venga smantellata da chi ha una visione classista dell’istruzione.

Prima di finanziare le scuole private, ricordiamo una cosa semplice: esiste un diritto universale all’istruzione e le risorse pubbliche devono servire prima di tutto ad aiutare chi fatica a comprare libri, pagare i trasporti o affrontare il caro scuola.

La scuola pubblica deve tornare al centro delle politiche regionali.
Senza slogan. Serve solo serietà e giustizia sociale.

Lo Russo è sindaco dal novembre 2021 e i problemi restano sempre identici ...https://www.facebook.com/share/1RLcmFDMFo/
29/05/2026

Lo Russo è sindaco dal novembre 2021 e i problemi restano sempre identici ...

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BLACKOUT A TORINO: STESSO COPIONE DELL’ANNO SCORSO. ORA LO RUSSO DIA RISPOSTE E RISULTATI

Nel giugno 2025 Torino aveva già vissuto giorni di blackout, quartieri senza corrente e disagi pesanti per cittadini e attività commerciali. Allora Lo Russo definiva la situazione intollerabile, annunciava richieste a Iren, parlava di investimenti, manutenzione e revisione del piano industriale. Oggi, a distanza di quasi un anno, la città si ritrova di nuovo con una situazione da pieno picco estivo già a fine maggio: quartieri al buio, semafori spenti, negozi in difficoltà e cittadini lasciati senza corrente.

Lo schema si ripete. Emergenza, rete vecchia, Iren deve intervenire. Nel frattempo è passato un anno e il cambiamento climatico rende sempre più frequenti i picchi di calore e di consumo elettrico. Questa è la nuova normalità con cui Torino deve fare i conti. Poche settimane fa Ireti ha inaugurato la nuova Stazione Nord, presentata come infrastruttura strategica per rafforzare la rete nei momenti di maggiore carico. Intanto, però, Torino resta al buio già a maggio. Il taglio dei nastri non basta: serve capire che cosa sia stato realizzato davvero oltre la nuova stazione, sui cavi, sui giunti, sulle cabine secondarie e sulla capacità di risposta nelle zone più fragili.

Lo Russo governa Torino, il Comune ha un ruolo dentro la governance pubblica di Iren e i blackout ricadono direttamente sulla vita quotidiana delle persone. Raccontare ancora la rete vecchia e l’emergenza climatica lascia inevasa la domanda politica: che cosa è stato fatto dopo l’estate 2025? I torinesi hanno bisogno di corrente nelle case, semafori funzionanti, attività tutelate e servizi essenziali garantiti. Dopo un anno dallo stesso copione, basta parole: ora servono risultati.

22/05/2026
Raffaella Pasquali e Vittorio Francone (M5s): "Abbiamo chiesto di valutare l’eventuale sostituzione del modello smart co...
19/05/2026

Raffaella Pasquali e Vittorio Francone (M5s): "Abbiamo chiesto di valutare l’eventuale sostituzione del modello smart con il sistema porta a porta nelle zone più critiche”.

https://www.torinoggi.it/2026/05/19/mobile/leggi-notizia/argomenti/attualita-31/articolo/raccolta-differenziata-miano-sistema-completato-ora-serve-correggere-le-criticita.html?fbclid=Iwb21leAR5coZleHRuA2FlbQIxMQBzcnRjBmFwcF9pZAo2NjI4NTY4Mzc5AAEevkIe6xGGDX5MtK88xDpI6iA6STJMOiAw5yBa6Qpr4yJyCZ0uYJYflfTCIss_aem_ZYk_8W7teZngDT02a1DM8A

Il problema sollevato alla 8 dai consiglieri M5s Pasquali e Francone

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Turin
10122

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