Giovani Democratici Piemonte

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Giovani Democratici Piemonte Siamo l'organizzazione giovanile del partito democratico piemontese.

Portiamo avanti proposte politiche e battaglie su diritti, ambiente e politiche giovanili per portare la nostra generazione al centro del dibattito

🇵🇸Aderiamo con ferma convinzione alla manifestazione regionale per esprimere, ancora una volta, ma con la stessa forza d...
08/10/2026

🇵🇸Aderiamo con ferma convinzione alla manifestazione regionale per esprimere, ancora una volta, ma con la stessa forza di sempre, la nostra solidarietà al popolo palestinese, vittima di un genocidio che va avanti da tre anni, e di violenze e soprusi da oltre settant’anni.

Ci troveremo in tutte le piazze del Piemonte:
📍Alessandria, Corso Acqui ore 15
📍Biella, Giardini Zumaglini ore 17
📍Cuneo, Piazza Europa ore 18
📍Novara, Piazza Cavour ore 14:30
📍Torino, Piazza Castello ore 14:30

Sempre accanto ai popoli oppressi✊🏼🧡

07/10/2026

Un treno viene cancellato. Chi paga davvero?

La risposta è molto meno scontata di quanto pensi.

Se un treno viene soppresso per responsabilità del gestore, la penale può essere di appena 5-10 euro al chilometro. Su una tratta di 85 chilometri, significa un massimo di 850 euro.

E c’è un altro problema: le penali hanno un tetto annuo. Una volta superato, cancellare un altro treno può non costare più nulla.

Nel frattempo, dal 2020 ad oggi i biglietti e gli abbonamenti sono aumentati del +20%.

La domanda allora è semplice: se per chi gestisce il servizio cancellare un treno costa meno che farlo partire, quali incentivi ci sono per garantire un servizio migliore?

Servono penali proporzionate, niente tetto annuo, dati pubblici e rimborsi agli abbonati quando il servizio non viene garantito.

Perché il costo di un treno cancellato non può ricadere sempre sui pendolari.

La scuola non può girarsi dall’altra parte.In queste ore sta facendo discutere la notizia dell’ispezione ministeriale al...
06/10/2026

La scuola non può girarsi dall’altra parte.

In queste ore sta facendo discutere la notizia dell’ispezione ministeriale al liceo Amaldi di Novi Ligure, “colpevole” di aver diffuso sul registro elettronico l’invito a partecipare al corteo “Sudario di Gaza” previsto per sabato ad Alessandria. Il Ministro parla di “indottrinamento” e uso improprio dei mezzi scolastici, ma noi crediamo sia fondamentale ricordare quale debba essere il vero ruolo dell’istruzione.

La scuola non è, e non deve mai diventare, un freddo erogatore di conoscenze nozionistiche. È, prima di tutto, il luogo in cui si formano le menti critiche e le coscienze dei cittadini del domani. È lo spazio in cui si impara l’umanità, l’empatia e il senso di giustizia.

Educare al pluralismo non significa imporre il silenzio o l’indifferenza. Invitare gli studenti a prendere coscienza di ciò che accade nel mondo, a informarsi e a non chiudere gli occhi davanti a un genocidio, non è indottrinamento. È invece il livello minimo di civiltà ed educazione civica che le nostre scuole dovrebbero garantire.

La neutralità, di fronte alle tragedie umanitarie, si trasforma in complicità. Noi stiamo dalla parte di chi insegna a non restare indifferenti.

Un autista che lascia a piedi una ragazzina a Cuneo dicendo “i pullman sono solo per gli italiani”. Sembra una scena da ...
01/10/2026

Un autista che lascia a piedi una ragazzina a Cuneo dicendo “i pullman sono solo per gli italiani”. Sembra una scena da apartheid, e invece è l’Italia di oggi.

Fa rabbia, ma non dovrebbe stupirci. Questo non è il gesto di un singolo f***e, ma il risultato di anni in cui una certa politica ha avvelenato il clima. Dalle prime derive del berlusconismo fino alla Lega e ai silenzi di chi governa oggi, abbiamo assistito a una costante legittimazione dell’esclusione.

Quando per anni, pur di prendere voti, si sventola lo spauracchio della “sostituzione etnica” e non si condannano i comportamenti razzisti, il risultato è che le persone si sentono autorizzate a metterli in pratica nella vita di tutti i giorni. È un razzismo che parte dall’alto, dalle istituzioni, e scende per strada.

Umberto Eco ci aveva avvertiti: il fascismo non sparisce, cambia faccia e diventa più subdolo. Oggi non c’è bisogno che lo Stato ti vieti per legge di salire su un autobus. Basta che la retorica politica convinca i cittadini a farlo al posto suo.

Non possiamo abituarci a questa roba. Se tolleriamo che un servizio pubblico diventi un selettore nazionalista, abbiamo già perso.

Come Segreteria Regionale dei Giovani Democratici del Piemonte esprimiamo il nostro pieno e convinto sostegno alla propo...
27/09/2026

Come Segreteria Regionale dei Giovani Democratici del Piemonte esprimiamo il nostro pieno e convinto sostegno alla proposta sul fine vita promossa dall’Associazione Luca Coscioni. Riteniamo che affrontare questo tema, senza più rinvii o ipocrisie, rappresenti oggi una fondamentale battaglia di civiltà e di democrazia per la nostra Regione.
Il nostro appoggio a questa iniziativa nasce da una riflessione profonda: crediamo fermamente che la vita sia sacra, preziosa e da tutelare sempre. Proprio in virtù dell’immenso rispetto che nutriamo per l’esistenza umana e per la sua indiscutibile dignità, siamo convinti che la compassione e la cura della persona debbano arrivare fino all’ultimo istante. Non si tratta in alcun modo di sminuire il valore della vita, bensì di riconoscere la sofferenza estrema e irreversibile, ponendosi in ascolto del dolore con profonda umanità ed empatia.
Tuttavia, in uno Stato laico, plurale e democratico, le istituzioni hanno il preciso dovere di garantire a ogni individuo il diritto di poter scegliere secondo la propria coscienza. Riconoscere a una persona la possibilità di decidere per il proprio fine vita, laddove lo ritenga l’unico epilogo giusto per porre termine a un dolore insopportabile, è un atto di libertà che non toglie nulla a chi ha convinzioni diverse. Una legge giusta su questo tema non impone alcun obbligo, ma estende una tutela: garantisce un diritto a chi ne ha bisogno, nel pieno e totale rispetto di chi, per fede o per morale personale, compirebbe scelte differenti.
Lo Stato deve essere la casa di tutti: deve saper proteggere il mistero e l’intimità della coscienza di ciascuno, senza mai sostituirsi ad essa.
Una maturità democratica che i cittadini piemontesi hanno ampiamente dimostrato nei fatti. A fronte delle 8.000 firme necessarie per la proposta di legge, ne sono state raccolte ben 16.000.
Noi siamo orgogliosamente tra quelle 16.000 firme, avendo partecipato attivamente a questa grande mobilitazione civile scendendo nelle piazze e organizzando i banchetti di raccolta sul nostro territorio.

La destra festeggia l’abolizione del bollo auto, che di fatto è una sospensione di un anno: una pura marchetta elettoral...
19/09/2026

La destra festeggia l’abolizione del bollo auto, che di fatto è una sospensione di un anno: una pura marchetta elettorale per allargare un consenso che ha iniziato a vacillare. Non siamo di fronte a una riforma fiscale né a una misura di giustizia sociale, ma al fallimento politico ed economico di una classe dirigente.

Il bollo auto è una delle poche entrate tributarie dirette che tengono in piedi i bilanci delle Regioni. Significa, nella realtà materiale delle persone, sanità pubblica e trasporto locale. In territori già stremati dai tagli, togliere certezze a queste entrate significa minare alla radice la capacità del settore pubblico di rispondere ai bisogni primari dei cittadini.

In Piemonte l’ipocrisia raggiunge livelli grotteschi. Sentire esultare il presidente Cirio e gli esponenti di spicco della destra locale, da Andrea Delmastro a tutta la maggioranza, lascia sgomenti. È la stessa giunta regionale che, solo per fare cassa, aveva esteso il bollo perfino alle auto ibride, mortificando ogni logica di transizione ecologica. Oggi quegli stessi protagonisti si riscoprono improvvisamente paladini del taglio fiscale, celebrando una misura che non risolve nulla e che sottrae ossigeno alla programmazione regionale.

Non è un regalo, non è una vittoria: è l’ennesima cambiale scaricata sulle spalle della collettività. E alla fine gli italiani saranno sicuramente contenti di non pagare per un anno il bollo auto, soprattutto per veicoli che a breve nessuno potrà più permettersi di utilizzare con la benzina a 2,5 euro al litro.

Il ritorno in classe per le famiglie diventa sempre più oneroso, e viene da interrogarsi sulla reale attuazione del diri...
01/09/2026

Il ritorno in classe per le famiglie diventa sempre più oneroso, e viene da interrogarsi sulla reale attuazione del diritto allo studio.
Nel 2026 in Italia un ragazzo che inizia le superiori costa alla famiglia quasi 1.500 euro tra libri e corredo. In Piemonte l’intero percorso dell’obbligo sfiora i 2.150 euro annui tra libri, mensa, trasporti. Un diritto costituzionale che sta evidentemente diventando un privilegio per pochi.
La Regione Piemonte ha sbandierato le graduatorie del Voucher Scuola come un successo storico. I numeri reali svelano una priorità politica ben precisa, segnata da profonde disuguaglianze. Il sistema privato riceve finanziamenti massicci. La scuola statale, che accoglie la stragrande maggioranza dei ragazzi piemontesi, deve accontentarsi del resto. Il tanto celebrato traguardo del “100% delle domande finanziate” per la scuola pubblica nasconde un trucco contabile: i criteri sono stati resi più severi, escludendo a priori oltre 14 mila richieste rispetto allo scorso anno.
È possibile calmierare le spese? Sì. Serve incentivare il modello “scuola senza zaino”, già efficace in 39 istituti piemontesi: un piccolo contributo annuo delle famiglie sostituisce del tutto l’acquisto del materiale individuale. Bisogna chiedere a gran voce un taglio delle tariffe di mensa e trasporti, affrontando anche il tema dell’istruzione nelle aree interne e montane, dove i comuni non hanno i fondi né i numeri per garantire almeno le scuole elementari e medie, costringendo dunque le famiglie ad affrontare i costi per far studiare i propri figli nei centri urbani limitrofi.
Garantire il diritto allo studio significa riequilibrare le priorità della spesa regionale. I fondi andrebbero redistribuiti per dare ossigeno alle famiglie a “reddito medio”, oggi abbandonate a se stesse.
Investire sul futuro della comunità equivale a finanziare seriamente la scuola statale unica vera fonte di uguaglianza in una società.

Oggi ricorre il bombardamento atomico di Nagasaki, e ogni anno ci ritroviamo davanti allo stesso paradosso, l’atomica no...
09/08/2026

Oggi ricorre il bombardamento atomico di Nagasaki, e ogni anno ci ritroviamo davanti allo stesso paradosso, l’atomica non è più un’arma d’offesa, ma, è diventata uno strumento di deterrenza. Tristemente, sì. Ma proprio per questo Hiroshima e Nagasaki non costituiscono solo una memoria, esse, sono il promemoria di ciò che accade quando ci si arma senza limiti, senza regole e
senza alcuna diplomazia.
La pace in Europa non è arrivata per caso. C’è stata, perché ci siamo dotati di trattati, istituzioni comuni, momenti condivisi, come la Ceca e i trattati di Roma.
E questo vale ancora oggi, se vogliamo realmente aspirare a un esercito europeo, serve coordinamento, e, servono scelte comuni.
Servono strutture comuni. Non possiamo continuare con 27 Stati che fanno ognuno la propria “università militare”, i propri standard, i propri sistemi, perché così non ci si coordina, e non si costruisce alcunchè.
E qui sta il punto, noi, non siamo contro il riarmo.
Siamo contro il riarmo incondizionato, quello diviso in ventisette pezzi, quello che non risponde a una strategia europea ma a ventisette, diverse, strategie nazionali che si ostacolano a vicenda.
Il riarmo serve, ma deve essere comune, europeo e integrato.
E per farlo bisogna anche rendere la difesa sempre più una competenza europea, non un patchwork di eserciti che non parlano tra loro.

RADICI🌿📣La nostra formazione estiva ci ha portati dai compagni dei Giovani Democratici Verbano Cusio Ossola, in una gior...
03/08/2026

RADICI🌿

📣La nostra formazione estiva ci ha portati dai compagni dei Giovani Democratici Verbano Cusio Ossola, in una giornata immersi nella storia e nel ricordo.

📍A Verbania siamo stati alla Casa della Resistenza, che sorge nel luogo in cui ha avuto luogo l’eccidio di Fondotoce.

📚Ci siamo poi spostati a Villadossola, ospiti della La Festa della Lucciola, dove abbiamo tenuto Officina della Storia, un laboratorio diviso a gruppi in cui abbiamo lavorato sulle fonti parlando del movimentismo operaio italiano e della storiografia del fascismo.

✊🏼Non smetteremo mai di ricordare e di studiare, perché è nostro compito portare avanti la memoria ora che i testimoni diretti degli orrori dello scorso secolo iniziano a non esserci più.

Grazie a tutti coloro che hanno preso parte contribuendo alla buona riuscita della giornata!🧡

Arriva RADICI🌿📆Domenica 2 Agosto si svolgerà la nostra formazione estiva, tutta incentrata sull’antifascismo in luoghi c...
27/07/2026

Arriva RADICI🌿

📆Domenica 2 Agosto si svolgerà la nostra formazione estiva, tutta incentrata sull’antifascismo in luoghi che hanno caratterizzato la lotta al regime.

📍Ci vediamo a Verbania alle 10:30 per proseguire in una giornata di storia, analisi e comunità.

📣Non fartelo raccontare! Puoi ancora iscriverti al link in bio.

Indirizzo

Via Michele Coppino, 115
Turin
10147

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