Comitato Acqua Pubblica Torino

Comitato Acqua Pubblica Torino Cittadini e associazioni impegnate nella difesa dell’acqua in quanto bene essenziale per la vita e quindi non mercificabile. www.acquabenecomunetorino.org

Comitato provinciale acqua pubblica Torino

Via Mantova 34 - Torino
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Giù le mani dall'acqua pubblica, giù le mani da ABC Napoli! Firma la petizione!
24/05/2026

Giù le mani dall'acqua pubblica, giù le mani da ABC Napoli! Firma la petizione!

NO ALLA S​.​p​.​A., SÌ AL RINNOVO PER ABC NAPOLI AZIENDA SPECIALE

23/05/2026
🚫💣 FUORIdal Patto di Stabilità, da Rearm Europe, dalla NATO e dall’economia di guerra ⚔️🏦✊ TUTTI I SOLDIper il lavoro, i...
23/05/2026

🚫💣 FUORI
dal Patto di Stabilità, da Rearm Europe, dalla NATO e dall’economia di guerra ⚔️🏦

✊ TUTTI I SOLDI

per il lavoro, il welfare, la transizione ecologica e la giustizia sociale.

➡️Il Patto di Stabilità e Crescita (PSC) risale al 1997 e stabilisce che il debito pubblico non deve superare il 60% del PIL e che il rapporto deficit/PIL non deve superare il 3%.

➡️È stato sospeso durante la pandemia COVID consentendo di aumentare la spesa pubblica per contrastare gli effetti della pandemia, confermando così la sua natura reazionaria: se per poter curare le persone il Patto di stabilità è stato sospeso, significa che quel Patto è strutturalmente contro la vita e la cura delle persone.

➡️Ripristinato nel 2024 è entrato in cortocircuito nel 2025 con il Piano Rearm Europe da 800 miliardi di euro destinati agli armamenti e con la decisione NATO di portare le spese militari al 5% del PIL entro il 2035.

➡️Soldi che la Clausola di Salvaguardia avrebbe consentito di reperire fuori dal Patto di Stabilità se l’Italia avesse realizzato l’obiettivo di ridurre il rapporto deficit/PIL sotto il 3%. Fallito questo obiettivo, ogni euro destinato alle armi dovrà essere conteggiato all’interno del bilancio ordinario dello Stato e quindi tolto a sanità, istruzione , diritti sociali e transizione ecologica.

➡️Da più di un anno un crescente movimento di opposizione sta scendendo in piazza contro il riarmo, la guerra , il genocidio e l’autoritarismo per Gaza e la Palestina aprendo una primavera di lotte con la convergenza NO KINGS e il sostegno alla nuova missione della Global Sumud Flotilla, brutalmente attaccata con atti di pirateria del governo genocida di Israele.

➡️Nasce di qui la necessità di uscire dal Patto di Stabilità, dal Piano Rearm Europe, dagli accordi NATO e dall’economia di guerra per rivendicare la socializzazione della ricchezza collettiva e la sua destinazione alla giustizia sociale ed ecologica .

➡️Ci vogliono pronti a combattere entro il 2030, vogliono disciplinarci reprimendo dissenso e proteste, pretendono che sacrifichiamo i nostri diritti al nuovo altare della patria.

23 maggio: manifestiamo la nostra insopprimibile urgenza di vita , di cura e di futuro

📄 3 anni in una pagina:💧🌍 facciamo il punto sulla delibera “Salvare l’Acqua per Salvare il Futuro”💦 La proposta di delib...
24/04/2026

📄 3 anni in una pagina:

💧🌍 facciamo il punto sulla delibera “Salvare l’Acqua per Salvare il Futuro”

💦 La proposta di delibera di iniziativa popolare “Salvare l’acqua per salvare il futuro”, presentata ormai 3 anni fa dal Comitato Acqua Pubblica Torino insieme ad altre associazioni e comitati, richiede che la tariffa dell’acqua sia equa e sostenibile anche per il cittadino e non solo per il gestore.

❗ Rivendicazione necessaria perché la tariffa è diventata negli anni sempre più alta dato che ARERA, l’autorità nazionale che determina le regole tariffarie, consente di inserire in tariffa voci che esulano dal principio della copertura totale dei costi di gestione e di investimento previsto dalle leggi nazionali ed europee, quali:

💳❌ · la morosità, calcolata non sul peso effettivo degli utenti morosi ma come percentuale fissa sul fatturato;

💰 · gli oneri finanziari, che non riguardano il costo dei finanziamenti ma servono a garantire al gestore la remunerazione del capitale investito;

📊 · il conguaglio, ovvero il recupero dei mancati incassi derivanti dalla differenza tra il consumo preventivato e quello reale.

🗣️ In questi 3 anni abbiamo presentato diverse volte le nostre ragioni ai consiglieri comunali, e recentemente anche ai vertici SMAT S.p.A e ATO3 (Autorità d’ambito torinese). Dall'incontro è emerso che i tecnici SMAT e ATO sono concentrati sul raccogliere quante più risorse economiche possibili per mantenere la stabilità dell'azienda anche in vista di eventuali crisi future (crisi non meglio identificate, dato che SMAT spa è riuscita a fare alti utili anche nell’infausto periodo del Covid). Loro ritengono quindi gli aumenti assolutamente necessari ma concordano sul fatto che tocca agli enti locali, in sede ATO, stabilire le linee guida.

⭐ Questo è un passaggio importantissimo perché finora eravamo stati ignorati quando dicevamo ai consiglieri comunali che la modulazione della tariffa dipende dalla loro volontà politica.

💪 Sosteniamo quindi con forza la richiesta al comune di Torino di inserire tra i complicati algoritmi di ARERA la variabile S: sociale!

🌍 Se l'acqua è un Bene Comune da gestire senza scopo di lucro, la tariffa deve rispecchiare questo principio e tocca al Consiglio comunale indicare al sindaco o al suo delegato in ATO di portare in quella sede questo tipo di indirizzo.

⚡ L’alto livello delle tariffe dell'acqua non è una calamità divina (o imputabile solo ad ARERA) ma è una scelta politica.

🏛️ Consiglier*, ora sta a voi decidere se accogliere o ignorare le istanze espresse dalla cittadinanza torinese.

📍 Torino, 22 aprile 2026 📅

28/03/2026
🚨 Approvvigionamento idrico della Città di Torino danneggiato dalla costruzione della nuova ferrovia Avigliana-Rivoli-Ri...
25/03/2026

🚨 Approvvigionamento idrico della Città di Torino danneggiato dalla costruzione della nuova ferrovia Avigliana-Rivoli-Rivalta-Orbassano 🚨

🚧 RFI Rete Ferroviaria Italiana ha presentato il progetto definitivo di costruzione del nuovo tratto ferroviario dell’Alta Velocità Avigliana-Rivoli-Rivalta-Orbassano che avrebbe il solo vantaggio di ridurre di 1 minuto e 13 secondi i tempi di percorrenza.

⚠️ Tale progetto non risulta rispondente a decine di adempimenti vincolanti prescritti dalla Regione Piemonte e dalla Commissione nazionale VIA.

💧 Tra l’altro sono del tutto assenti documenti e studi sulla circolazione delle acque superficiali e delle falde sotterranee, in particolare per quanto riguarda lo scavo sotto falda della doppia canna in galleria nella collina morenica, e l’inquinamento da PFAS derivante dall’utilizzo dei materiali di cantiere.

💦 E’ invece previsto un ingente quantitativo d’acqua da utilizzare come mitigazione delle polveri di cantiere nell’ordine di circa 1litro/mq che raggiungerebbe oltre 2,8 milioni di litri in un solo giorno estivo, se tutte le aree di cantiere ne avessero bisogno contemporaneamente.

🏗️ Nell’apposita Conferenza dei Servizi dell’11 febbraio 2026 SMAT ha denunciato un impatto negativo su 52 punti di interferenza e l’eliminazione di ben 7 pozzi di acqua potabile di grande importanza per l’approvvigionamento idrico della Città di Torino ed ha chiesto di realizzare - prima dell’apertura del cantiere – altrettanti pozzi, per un costo di circa 52 milioni di euro.

📢 Pur sottolineando la nostra contrarietà all’opera, chiediamo comunque al Consiglio comunale di Torino e al Consiglio regionale del Piemonte di intervenire tempestivamente presso RFI affinché venga garantito il costante, completo e salubre approvvigionamento idrico della cittadinanza torinese.

Torino, 25 marzo 2026 📍






Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua

L' acqua pubblica rifiuta i re, le regine e le loro guerre: No Kings! Costruiamo insieme un movimento internazionale per...
14/03/2026

L' acqua pubblica rifiuta i re, le regine e le loro guerre: No Kings!

Costruiamo insieme un movimento internazionale per la Pace

Sosteniamo la mobilitazione del 27 e 28 Marzo

Noi non ci stiamo. Diciamo basta. Il 27 e 28 marzo 2026 Roma ospiterà Together, due… Nonna Roma needs your support for Together: contro i re e le loro guerre

08/03/2026

GRANDE VITTORIA DEI MOVIMENTI PER L'ACQUA PUBBLICA.

Con tenacia, analisi giuridiche, impegno, lotta, conflitto, proposta, ricerca al dialogo i Movimenti campani per l'acqua pubblica, lottando sui territori sin dal 2024, hanno ottenuto ieri il ritiro della delibera che prevedeva la privatizzazione della grande adduzione delle risorse idriche in Campania. La Giunta regionale con delibera del 6 marzo 2026 ha "formulato indirizzo per il ritiro, in autotutela, della Procedura... per la selezione del socio privato operativo di minoranza del costituendo soggetto gestore del Servizio di
gestione del Sistema Acquedottistico della Grande Adduzione Primaria di Interesse Regionale,
nella forma della Società per Azioni a partecipazione mista pubblico/privata "GRIC S.p.A." La delibera prevede altresì "...l’avvio di un’istruttoria tecnico-finanziaria finalizzata alla ridefinizione del modello gestionale del Sistema GAPIR, che tenga conto e valorizzi il prevalente interesse pubblico della gestione del bene essenziale Acqua".
E' dunque ancora un atto di indirizzo, e al di là delle dichiarazione del Presidente della giunta di ieri, al netto del successo politico, si tratta di un percorso tutto da costruire. Un percorso che va costruito con l'istituzione immediata di un tavolo tecnico che coinvolga anche i movimenti, e che abbia quale obbiettivo chiaro e trasparente l'istituzione di un Soggetto di DIRITTO PUBBLICO, al quale affidare la gestione della grande adduzione delle risorse idriche, nel quale sia previsto da subito l'istituzione di un Osservatorio civico permanente. ( Alberto Lucarelli 7 marzo 2026).

26/12/2025

Solidarietà al centro sociale Askatasuna.

Condividiamo questa riflessione della prof. Alessandra Algostino comparsa sul Manifesto del 19/12 in merito allo sgombero di Askatasuna.

«Nessuno spazio per la violenza» (Piantedosi) o nessuno spazio per la democrazia?

Lo sgombero di Askatasuna ha messo ancora una volta Torino al centro, come laboratorio di
repressione. Quello che è andato in scena ieri è l’accanimento contro una realtà che si vuole mettere
a tacere per il suo essere radicalmente alternativa.
Perseguito da anni e fortemente voluto dal governo di Giorgia Meloni, lo sgombero del centro sociale
torinese di corso Regina Margherita 47 concretizza la volontà di criminalizzare il dissenso e la
protesta, a partire dalle mobilitazioni per la Palestina. E colpisce una consolidata attività di
promozione culturale e di autorganizzazione sociale nel quartiere (dalla palestra popolare alla
collaborazione con le scuole ai dibattiti e concerti).
Sullo stabile c’era un percorso, già deliberato e in atto come bene comune, un’alternativa concreta,
coraggiosa proposta per tutelare insieme l’indipendenza di un progetto politico e sociale dal basso e
le esigenze della democrazia come istituzione formale, coniugando forme nuove con il riconoscimento
e la valorizzazione del conflitto come elementi essenziali della democrazia. È finito, tagliate luce e
acqua e alzati i muri a chiudere le porte. Il Comune, a prima mattina, ha recesso il patto di
collaborazione sul bene comune, recependo, da fonti della prefettura, la presenza di persone
nell’edificio in contrasto con quanto stabilito nel patto. Il filo si è spezzato: da un lato, come da accordi
presi, lo stabile doveva essere mantenuto vuoto nei piani alti dagli occupanti; dall’altro, la
comunicazione di recesso da parte del Comune è stata troppo sollecita. È una esperienza, di dialogo
in luogo di repressione, che meritava – merita – di essere difesa.
La sicurezza declinata come partecipazione e come sociale una volta di più ha ceduto il passo alla sua
accezione come repressione della divergenza. L’ordine pubblico, assunto come mero riflesso di un
principio di autorità, mostra di essere l’asse portante dello stato autoritario in stadio avanzato di
costruzione: in suo nome un quartiere è stato militarizzato, le scuole chiuse, la libertà di circolazione
interdetta, i diritti dei cittadini calpestati. È emblematico come il diritto all’istruzione, cardine di
emancipazione, sia stato sacrificato, senza remore, all’esibizione dello Stato come forza di polizia.
La militarizzazione delle strade intorno all’Askatasuna riproduce plasticamente la militarizzazione
della democrazia, dove la vocazione autoritaria delle destre (e del neoliberismo) si salda con il clima
bellico del riarmo e della normalizzazione della guerra.
Una democrazia immunizzata dal conflitto è una autocrazia. Gli spazi sociali autogestiti, come i cortei,
gli scioperi e le proteste, sono indice della vitalità della democrazia, non soggetti e azioni da
squalificare e colpire con il diritto penale. Per inciso, si ragiona di mobilitazioni che non possono certo
essere ridotte né ad Askatasuna né, evidentemente, a episodi come «l’attacco alla Stampa»:
entrambi utilizzati come pretesti per screditare e delegittimare un movimento, quello per Gaza, che
ha squarciato il velo della passività, e intimidire chi intenda farlo in futuro. La criminalizzazione di
Askatasuna (pervicacemente dipinta, nonostante contraria pronuncia giudiziaria, come associazione a
delinquere) condensa l’intento di impedire l’apertura di crepe nell’orizzonte diseguale, bellico e

autoritario imperante.
I mattoni che chiudono l’ingresso dell’Askatasuna chiudono un altro pezzo di spazio democratico, per
tutti. Obbedienza o repressione è la scelta per il futuro? Un’altra è la nostra scelta: esercitare il diritto
a stare nello spazio pubblico, facendo sentire la voce, dissentendo, costruendo alternative.

AeG Riscossioni/SMAT: chiediamo subito trasparenza e tutele.Opacità e irregolarità gravi in AeG Riscossioni che installa...
17/12/2025

AeG Riscossioni/SMAT: chiediamo subito trasparenza e tutele.

Opacità e irregolarità gravi in AeG Riscossioni che installa i contatori idrici su appalto SMAT SpA



Le due recenti manifestazioni dei lavoratori AeG Riscossioni SpA davanti a SMAT SpA hanno fatto emergere una situazione scandalosa.

AEG Riscossioni SpA, controllata dal Gruppo AeG Srl , società composta da tre soci con ruoli chiave anche in AeG SpA, ha sede a Lucca ed ha ottenuto da SMAT SpA l’appalto per l’installazione dei contatori idrici che gestisce con 50 lavoratori il 73% precari, che risultano basati solo a Lucca (chi lavora a Torino?) e ai quali non paga nemmeno regolarmente i salari.

Dalla visura camerale abbiamo appreso che i bilanci dal 2019 al 2024 del Gruppo AeG Srl sono stati approvati tutti insieme solo nel 2024 e che i bilanci 2023 e 2024 non sono nemmeno stati depositati.

Ma dai bilanci di AeG Riscossioni SpA emergono anche anomalie inspiegabili come ad esempio:

- i crediti verso i clienti e verso terzi: negli ultimi 4 esercizi sono evidenziati per circa 12 milioni di euro, quattro volte il fatturato: un dato fuori scala e inspiegato;

- utili bassi e mai distribuiti,

- nessun compenso dichiarato agli amministratori

Come ha potuto SMAT affidare un servizio fondamentale dell’acquedotto torinese a una società con strutture fragili, conti opachi, organi precari, irregolarità amministrative?

Chiediamo subito chiarezza e trasparenza aziendale e tutele per i lavoratori. Condividiamo e sosteniamo le loro rivendicazioni:

SMAT riporti al suo interno l’attività di installazione dei contatori idrici e assuma tutti i precari di AeG Riscossioni SpA operanti a Torino a tutela degli utenti e delle risorse pubbliche.

Torino, 17 dicembre 2025

Indirizzo

Via Mantova 34
Turin
10153

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