06/06/2026
Da qualche settimana, nella Vanchiglia che resta militarizzata, il Comitato Vanchiglia Insieme aveva messo in via Balbo un’inoffensiva casetta di legno, in cui erano risposte panche e materiali per le iniziative organizzate in quartiere, attrezzi per la manutenzione della vicina aioula, a disposizione di tuttə per i momenti di ritrovo e per l’organizzazione di attività di quartiere. Come riferisce il Comitato, era stato richiesto il permesso di suolo pubblico alla Città.
Ma ieri la casetta di legno è scomparsa, rimossa su disposizione del Comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica, nella notte, senza alcuna comunicazione, senza spiegazioni, come se quel presidio pacifico fosse un problema per l’ordine pubblico o un pericolo per l’incolumità di chi abita in quartiere.
È tutto l’opposto. In questi mesi le iniziative e le assemblee del comitato sono state la dimostrazione di quanto ci sia bisogno di occasioni di incontro, di attività che tengano vive le strade di Vanchiglia e che rispondano al modello repressivo inutilmente imposto con la forza dopo lo sgombero di Corso Regina 47.
Gli spazi pubblici vivi e aperti alle attività spontanee della cittadinanza, insieme alle reti che stimolano socialità, solidarietà e protagonismo dal basso sono ciò di cui una città ha più bisogno, tantopiù in tempi così complessi in cui il linguaggio dominante è sempre più orientato verso i temi della guerra e della crisi economica.
La sicurezza passa dalle persone che scelgono di organizzarsi e costruire alternative reali di socialità, cultura, ascolto reciproco e confronto sui bisogni del quartiere. Per questo è importante che il ciabot di via Balbo torni dov’era al più presto, che si smetta di alzare inutilmente la tensione in quertiere e che cessi al più presto l'inutile - e costosissimo per le casse pubbliche - clima militaresco di sorveglianza e controllo di questi mesi.