Collettiva La.To.Bi

Collettiva La.To.Bi Collettiva di bi+strattatə torinesi contro la bifobia e per l'autodeterminazione. Contro chi sistematicamente ci cancella, esigiamo spazio e alziamo la voce.

Oggi si conclude il mese della salute bisessuale ed è contemporaneamente il Transgender Day of Visibility (TdoV) e come ...
31/03/2022

Oggi si conclude il mese della salute bisessuale ed è contemporaneamente il Transgender Day of Visibility (TdoV) e come persone bisessuali trans, non binary e alleat3 ci ritroviamo ancora una volta a parlare di salute e invisibilizzazione.
La transfobia, le microaggressioni e l'invisibilizzazione che subiscono le persone trans e/o non binary sono il violento prodotto di un sistema ciseteropatriarcale che influenza non solo la società attraverso la forzatura del pensiero binario, ma anche l'accesso alla salute.
Il sistema medico non è minimamente preparato e formato per relazionarsi con queste soggettività, dai controlli medici di base a quelli specialistici ginecologici/andrologici. Il sistema sanitario pubblico in Piemonte,dai consultori agli ospedali, offre assistenza adeguata solo alle persone percepite come donne che hanno rapporti penetrativi e che desiderano o procreare o avere assitenza per la contraccezione (ovviamente in relazione ad un pene). Già se si è donne cisgender e fuori da questi schemi (di cui un esempio è rappresentato dalle persone lesbiche e bisessuali che non desiderano avere rapporti penetrativi, che spesso sono costrette a mentire sul proprio orientamento) la questione dell'assistenza cambia radicalmente. Se si è persone trans direttamente non si è ascoltat* e le esperienze vengono minimizzate.
Le persone trans* sono sottoposte a misgendering continuativi, domande invadenti sul loro percorso, confusione e ignoranza sul tema da parte del personale sanitario, questo per un diritto alla salute che dovrebbe essere garantito per tuttx.
Ci troviamo troppo spesso costrett* a dover studiare nozioni mediche varie per prenderci cura di noi stessə, visto che la preparazione del personale medico è gravemente insufficiente. Ci ritroviamo poi a dover essere noi a spiegare queste stesse nozioni a medici vari ed a dover litigare per avere quello che sappiamo servirci. Siamo costrettə a studiare chimica, biologia, anatomia, endocrinologia per riuscire a convincere l* medic* che ne sanno meno di noi a darci gli strumenti per raggiungere la nostra autodeterminazione.
Come persone che vivono fuori dai binarismi in occasione di questa giornata che pone al centro la vibilità vogliamo porre un focus su tutte quelle persone trans* e non binary che visibili non lo sono: per la società, per il sistema medico e anche all'interno di alcuni spazi q***r. Noi non chiediamo, ma esigiamo il diritto all'autodeterminazione, a prescindere dalla nostra scelta o meno di assumere dei farmaci e di avere iniziato un percorso di transizione. Esigiamo che le nostre identità non vengano lasciate indietro, esigiamo che vengano rispettati i nostri nomi e pronomi, esigiamo spazi anche separatisti se necessario in cui il focus sia su di noi e sui nostri bisogni. Vogliamo un accesso alla salute fuori dai binarismi,una scienza non basata sulla cisnormatività e sui corpi conformi, vogliamo un aggiornamento immediato della legge 164 che includa anche le persone non binarie, vogliamo che vengano ridotti i tempi di attesa nei centri dedicati alla transizione di genere. Esigiamo un'educazione sessuale che non si fermi a spiegare come inserire preservativi sulle banane, ma che abbia un approccio transfemminista e metta in discussione i binarismi. Esigiamo che gli episodi di transfobia, di qualsiasi gravità, non vengano nè cancellati, nè giustificati, nè ci vengano spiegati da parte di persone cis che non vivono le istanze delle persone trans sulla propria pelle. Basta sovradeterminazione!
Siamo stanch* di dover continuamente dibattere su cosa sia la transfobia, mentre essa ci viene riversata continuamente addosso. Non siamo noi a doverci accollare la vostra ignoranza.
Mai più invisibili, mai più narrat* da altr*. Sulle nostre vite decidiamo noi, TdoV tutti i giorni!

Illustrazione di LentiViola

Sanremo, 5 aprile 1972. Gruppi di persone q***r si riuniscono per manifestare contro il Congresso Internazionale di Sess...
29/03/2022

Sanremo, 5 aprile 1972.
Gruppi di persone q***r si riuniscono per manifestare contro il Congresso Internazionale di Sessuologia del CIS, che aveva dato spazio a un incontro riguardante i comportamenti devianti della sessualità umana, dando origine a una protesta che venne poi ricordata come la prima azione q***r italiana, in poche parole la "Stonewall Italiana"
"Psichiatri, siamo venuti a curarvi", si gridava. Un grido di movimento contro le violenze sistemiche della psichiatria sulle persone q***r e contro le terapie di conversione.

Sono passati 50 anni e se forse si sta andando verso una direzione che non permetta più di parlare di terapie di conversione, di certo non si può dire che il sistema medico abbia compiuto passi da gigante per quanto riguarda la tutela della salute delle persone q***r.
Le nostre identità vengono ancora patologizzate, la salute e la tutela delle persone trans* è ferma a una legge degli anni '80, le persone non binary vengono forzate a rientrare nei binarismi, la PrEP e gli altri metodi per proteggersi dalle IST sono privilegi per poche persone e le persone saffiche vengono dimenticate e ignorate quando si parla di salute.

Come persone bisessuali riteniamo importante scendere in piazza il 9 Aprile a Sanremo in occasione del per ribadire che questa lotta non è finita, per parlare di salute partendo dalla nostra autodeterminazione, per ricordare che nonostante i continui tentativi di invisibilizzazione e cancellazione nei nostri confronti, noi abbiamo sempre fatto parte del movimento.
C'eravamo, ci siamo e ci saremo.
Non abbiamo più intenzione di essere messə a tacere.
Cercaci in corteo il 9 Aprile a Sanremo dalle 15.
Lotta dura contro natura!

***r

📣 Il nostro intervento per   a Torino. Ciao a tuttə, tutte e tutti. Siamo LaToBi, una collettiva transfemminista di pers...
11/03/2022

📣 Il nostro intervento per a Torino.

Ciao a tuttə, tutte e tutti. Siamo LaToBi, una collettiva transfemminista di persone bisessuali, nata per contrastare la bifobia, esistere e r/esistere in una società che sistematicamente ci cancella dentro e fuori la comunità q***r e dare voce e politicità alle narrazioni bisessuali troppo spesso dimenticate.
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Fortezza da Basso, Firenze, 26 luglio 2008. Una ragazza viene stuprata da un gruppo di ragazzi. Decide di denunciare: gli stupratori vengono condannati in primo grado.

Firenze, 2015. Gli stupratori vengono assolti in appello perchè secondo i giudici "il fatto non sussiste". Tra le motivazioni della sentenza troviamo il fatto che la vittima indossasse delle mutande rosse e fosse bisessuale, che viene giudicata come "spregiudicata" e quindi, secondo i giudici, consenziente. La ragazza risponde alla sentenza con una lettera su un blog, di cui leggiamo un estratto: "Abbiamo perso tutti. Ha perso la civiltà, la solidarietà umana [...] quando dei giovani uomini si sentiranno in diritto di ingannare e stuprare una giovane donna perché e’ bisessuale e tanto “ci sta”.

Ma la violenza sulle donne bisessuali non si limita alla Toscana o all'Italia. Negli Stati Uniti e nel Regno Unito le donne bisessuali sono il gruppo di donne più colpito dalla violenza di genere, che sia domestica, sessuale o stalking.
E in Italia? In Italia non ci sono dati. Le persone bisessuali sono cancellate. Il caso di Fortezza non è un caso isolato.
Siamo cancellatə in vita e in morte. E' emblematico il caso dell'attivista Marielle Franco, narrata dai media, anche italiani, come persona lesbica nonostante si fosse definita come donna bisessuale poche ore prima del suo assassinio, il 14 marzo 2018. Anche per Marielle, oggi scioperiamo dalla retorica della scelta e dalle rigide dicotomie di genere e orientamento. Le nostre identità sono intere e politiche, non siamo la metà di nessunə.

La bicancellazione è una forma di violenza silenziosa, è il modo più semplice per metterci a tacere. Siamo stanche di essere costrette a continui coming out, e di riuscire ad essere visibili solo in funzione dello sguardo ed eccitazione altrui. Le narrazioni feticizzanti sono facili da ritrovare nel p***o mainstream, in cui tutto è creato a misura di un uomo bianco etero cis. Tutto il resto viene deumanizzato e ridotto a mera categoria. Le nostre vite vengono rinchiuse nella categoria "bis*x".
Siamo qui anche per ribadire che moltə di noi questa stessa feticizzazione l'hanno subita tra le mura di casa, tutte le volte in cui siamo diventatə giochi sessuali per il nostro partner o per i suoi amici, tutte le volte in cui ci siamo sentitə proporre avances non volute per "mettere un po' di pepe alla relazione", tutte le volte in cui siamo statə espostə a ricatti morali nel momento in cui queste avances le abbiamo rifiutate o peggio, ci siamo sentitə costrettə a soddisfarle. Le donne e le persone misogyny affected bisessuali sono da una parte ipersessualizzate, desiderate e feticizzate, dall'altra denigrate, emarginate, considerate promiscue, nel senso negativo del termine e putt4n3, come se fosse un insulto, che comunque, ci rivendichiamo.

Il pensiero s*x negative non ci appartiene, ma ribadiamo che le narrazioni sulla nostra sessualità debbano partire da noi e dalle nostre esperienze.
Ci rivendichiamo la promiscuità, le orge e i th*****me perché ognunə di noi possa essere liberə di sc***re con chi desidera senza che nessuno possa dettare legge sui nostri corpi.
Anzi, vogliamo risignificare il termine promiscuo e riappropiarci della sua accezione originaria: qualcosa di misto, indistinto, mescolato, formato da soggettività diverse, fluide e inclusive.
Ma non siamo un tuo c***o di feticcio.
Non esasperarci per fare una cosa a tre, per stuzzicare la tua ragazza e il tuo fallocentrismo.
Fai i conti con il tuo attaccamento ostinato verso la retorica etero-normativa che t'impone la società nella quale vivi prima di considerarci come l'apostrofo piccante da inserire nella tua relazione.
Siamo stufə, piene di rabbia bisessuale.
Prendiamo a calci i portoni chiusi, i cancelli e le inferriate. Non sarà possibile ignorare la nostra voce. Ci fa schifo la bifobia che sistematicamente viene praticata.

Lotto marzo anche per il diritto alla salute, e se sulla carta marzo dovrebbe essere anche il mese dedicato alla salute fisica, psicologica e sessuale delle persone bisessuali, la realtà è ben diversa e soprattutto come donne e persone misogyny affected che hanno rapporti sessuali anche con donne ci ritroviamo spesso esclusə e infantilizzatə dalle istituzioni mediche. Ci ritroviamo in terapia con psicologə e psichiatrə non informatə sulla comunità LGBTQIA+ che patologizzano i nostri orientamenti e le nostre identità. Subiamo un atteggiamento infantilizzante e basato sul fallocentrismo ogniqualvolta ci rivolgiamo ad unə ginecologə e il nostro dolore, fastidio, problema non viene abbastanza preso in considerazione perché magari in quel momento non abbiamo rapporti penetrativi. Le informazioni sui metodi di barriera per persone saffiche sono scarse e i costi dei contraccettivi sono alti. Alle vostre narrazioni patologizzanti che ci considerano untori e untrici di infezioni sessualmente trasmissibili, al sistema sanitario che ci consiglia di ridurre il numero di partners quando andiamo a fare una visita, rispondiamo con le nostre conoscenze in ambito di sesso sicuro e profilassi pre e post esposizione. Vogliamo la PREP gratuita per chiunque, a prescindere dall'orientamento sessuale!

Siamo la Torino Bisessuale, siamo il lato B di Torino e siamo il lato B della comunità, nel senso che siamo lasciatə sempre indietro nonostante il nostro essere parte molto ampia all'interno della popolazione LGBTQIA+
Non siamo persone indecise, non siamo 50 e 50 e sappiamo perfettamente cosa ci piace. Smettetela di sovradeterminarci.
Pretendiamo che la nostra voce sia ascoltata non solo in occasioni di piazza come quelle di oggi, non solo a giugno e quando capita a settembre. Vogliamo spazio e visibilità in collettivi q***r e associazioni, e se non ci viene dato spazio ce lo prenderemo!
Siamo il lato B che prende parola.
È ora che la voce bisessuale sia ascoltata! 🔥

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