07/06/2026
VICENDA CAMELOT: SERVONO ATTI UFFICIALI E DIMISSIONI, NON LE FAVOLE SUI SOCIAL!
Accolgo con favore l’intenzione del consigliere De Angelis di metterci la faccia nella br**ta vicenda della sparizione dei beni della “Comunità Camelot” che, a suo dire, lo vede “personalmente coinvolto”, ma la responsabilità di comunicare e fare chiarezza su quanto accaduto spetta unicamente al capo dell'amministrazione, il Sindaco, e non può diventare un palcoscenico per monologhi social a scoppio ritardato.
Quanto accaduto è di una gravità tale che la confessione del consigliere De Angelis di essere "personalmente coinvolto" in questa vicenda opaca e fuori da ogni regola dovrebbe logicamente portare a una sola conseguenza immediata: le dimissioni.
I motivi di questo coinvolgimento farebbe bene a spiegarli privatamente al suo sindaco; i cittadini di Trinitapoli non hanno alcun interesse a fargli da pubblico.
Anche perché a rispondere alla città deve essere il sindaco Francesco Di Feo, non chi si sta forse prestando a fargli da scudo per coprirne l’imbarazzante silenzio. Com’è possibile che un primo cittadino solitamente così loquace e presente abbia improvvisamente smarrito la voce?
Colpisce, infatti, che proprio questo venerdì la consueta e puntualissima "Rubrica del Sindaco" sia saltata, lasciando i Trinitapolesi in attesa dei suoi comodi. Eppure, il tempo per rilasciare interviste sull'esperimento del mercato serale del sabato si trova sempre. Evidentemente, parlare di bancarelle è più comodo che spiegare la sparizione dei beni pubblici.
Se i beni della comunità Camelot sono stati spostati, non servono narrazioni fantastiche o silenzi tattici, ma risposte formali che solo il Sindaco ha il dovere di dare:
1️⃣ Dov'è l’atto amministrativoche ha giustificato e autorizzato il trasferimento di quei mobili e condizionatori?
2️⃣ Come si spiega il fatto che l’assessore ai servizi sociali fosse lasciata totalmente all'oscuro di un'operazione che riguarda il suo stesso ramo?
3️⃣ Qual è l'esatta natura del luogo in cui quegli arredi sono attualmente "depositati"?
4️⃣ Perché un patrimonio destinato ai più fragili deve finire custodito chissà dove, anziché rimanere a disposizione della collettività?
Sig. sindaco, la responsabilità politica della custodia dei beni comuni non si cede e non si scarica. Invece di rimanere nell'ombra a guardare la sceneggiatura di un video altrui, esca dal silenzio e mostri le carte.
I cittadini non aspettano le favole di un consigliere che dovrebbe essere dimissionario, pretendono la verità dal primo cittadino.
Michele Cirillo
(Segreteria Sinistra Italiana Trinitapoli)