Sono 19 anni più altri 10 di ricerca, di condivisione, di lotte, di feste, di laboratori, di incontri e di scontri. Negli anni ’90 la nostra città era un cimitero, con pochissimi spazi di cultura fruibili dal basso, tanta disoccupazione, tanta desolazione. Un gruppo di giovani, di pazzi pieni di speranza realizzò in pochi anni un numero incredibile di occupazioni nella ricerca di uno spazio social
e, di manifestazioni, iniziative, concerti, cortei. Nel nostro piccolo abbiamo la presunzione di aver cambiato, almeno un po’, la vita cittadina di quegli anni. Nel 2001, poco prima di partire per Genova, firmammo l’accordo con il Comune di Trieste per lo spazio di via Orlandini 38, di proprietà dell’Ater. Da quando siamo entrat* per la prima volta in questo spazio, lo abbiamo rimesso a nuovo, pitturato, trasformato e adattato ai nostri bi/sogni un numero non misurabile di volte, l’ultima in questi mesi. Non si contano neanche le iniziative svolte dentro lo spazio, fra concerti, feste, assemblee, reading, spettacoli e decine di appuntamenti; abbiamo resistito a uno sfratto, organizzato manifestazioni, scioperi, siamo stati a fianco degli occupanti di case, dei migranti, degli ultimi della città, sempre contro i “primi” e abbiamo sempre tenuto lo sguardo (e il cuore..) Sempre pronti allo scambio, all’incontro e allo scontro, alla contaminazione, alla condivisione, alla solidarietà. Cercando di essere più dalla parte delle cause che solo da quella degli effetti.