20/04/2026
Barcellona si prepara ad accogliere i leader di sinistra di tutto il mondo - dal presidente del Brasile Luiz Inácio Lula da Silva al colombiano Gustavo Petro, dal presidente del Consiglio europeo Antonio Costa alla messicana Claudia Sheinbaum - per la prima Mobilitazione progressista globale convocata dal premier spagnolo Pedro Sánchez e che allarga gli orizzonti del Partito socialista europeo ai partiti fratelli dell’America-Latina e ai Democratici degli Stati Uniti. Dall’Italia ci sarà anche la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein. Una kermesse, quella catalana, pensata per unificare le posizioni e coordinare una risposta globale in risposta all’ascesa dell’estrema destra sulla scena politica internazionale, oltre che fare fronte comune contro gli attacchi sempre più duri di Donald Trump.
“A Barcellona siamo uniti ai progressisti di tutto il mondo per dare forma a un futuro più giusto, più democratico e più pacifico. In tempi di incertezza, il nostro messaggio è chiaro: solo insieme - attraverso la solidarietà, la cooperazione e la giustizia - possiamo affrontare le sfide globali”, afferma Iratxe García, capogruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo. “Non resteremo in silenzio di fronte alla sofferenza. Uniti, difendiamo la democrazia, siamo a favore della pace e lavoriamo ogni giorno per rendere le soluzioni progressiste visibili, credibili ed efficaci”.
Per Schlein, l’appuntamento catalano è anche un modo per rafforzare la sua rete di rapporti internazionali e per spendere anche in patria la vicinanza a Sánchez, ormai diventato il punto di riferimento (europeo, ma anche mondiale) del progressismo. Il messaggio che parte da Barcellona, ha detto la leader dem in un’intervista con Repubblica, è innanzitutto “che il tempo delle destre nazionaliste è finito”. Un segnale che è arrivato “dall’Italia”, con la vittoria del “no” al referendum”, ed è stato “confermato poi dalla netta sconfitta di Orbán in Ungheria (…). A Barcellona diremo che un altro mondo è possibile, che noi progressisti vogliamo portare protezione, anzitutto sociale, oltre che economica. Un tema che la destra, soprattutto in Italia, ha completamente ignorato”.