Partito Comunista Italiano FVG / Komunistična partija Italije FJK

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Partito Comunista Italiano FVG / Komunistična partija Italije FJK Comunicati e notizie del Partito Comunista Italiano / Komunistična partija Italije del Fvg .: DIREZIONE PROVINCIALE :.

Paolo Iacchia, segretario
Liliana Pajola, tesoriere
Carlo Bosich
Andrej Corradetti
Adriano Iermanis
Franz Peruggini
Tullio Santi
Katja Živec
Bruna Zorzini

22/05/2026

𝗜𝗟 𝗣𝗖𝗜 𝗔 𝗙𝗜𝗔𝗡𝗖𝗢 𝗗𝗘𝗟 𝗖𝗢𝗠𝗣𝗔𝗚𝗡𝗢 𝗥𝗔𝗨𝗟 𝗘 𝗗𝗘𝗟𝗟𝗔 𝗥𝗜𝗩𝗢𝗟𝗨𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗖𝗨𝗕𝗔𝗡𝗔

L'incriminazione del compagno Raul Castro da parte del Dipartimento della Giustizia degli Stati Uniti rappresenta un ulteriore passo verso un'aggressione militare diretta degli USA nei confronti di Cuba.

Il pretesto di questo atto, per compiere il quale gli Stati Uniti non hanno né la legittimità né la giurisdizione, è l'abbattimento di due velivoli di un'organizzazione terroristica cubano-americana, avvenuto nel 1996 nello spazio aereo cubano, nel pieno rispetto delle convenzioni internazionali e del principio di sovranità, dopo molte altre provocazioni dello stesso tipo compiute dall'organizzazione terroristica e dopo che Cuba, senza ricevere alcuna risposta, aveva più volte avvisato le autorità statunitensi che quei voli partivano dal loro territorio.

Per comprendere quanto pretestuosa e strumentale sia questa "incriminazione", basti pensare a cosa gli Stati Uniti avrebbero fatto se aerei del Governo Rivoluzionario di Cuba avessero sorvolato il loro spazio aereo reiteratamente e senza autorizzazione.

È di pochi giorni fa l'accusa dell'Amministrazione Trump a Cuba di aver ricevuto droni da Russia e Iran, armi che il governo dell'Isola vorrebbe secondo gli USA utilizzare contro la base militare statunitense di Guantanamo (territorio cubano occupato fin dal 1903 dalle forze armate nordamericane) e il territorio USA.

Quel che è certo è che la Repubblica di Cuba e il suo popolo hanno il diritto di difendere il loro Paese e la Rivoluzione da qualsiasi aggressione militare esterna.

La successione di accuse e provocazioni da parte di Trump e Rubio sono accompagnate da un assedio economico sempre più stringente, che colpisce con rappresaglie economiche e dazi commerciali gli operatori e gli Stati che intendono commerciare e inviare petrolio a Cuba.

Il Partito Comunista Italiano ribadisce e sottolinea la sua profonda stima e ammirazione al compagno Raul Castro Ruz, colonna portante della lotta contro Batista, della guerriglia che portò al trionfo rivoluzionario del 1° gennaio 1959, della costruzione del socialismo a Cuba e della sua difesa contro l'imperialismo.

Esprime la sua disponibilità a promuovere e partecipare alle iniziative che, in Italia, verranno organizzate in difesa della Rivoluzione cubana e contro ogni tentativo di aggressione armata nei suoi confronti.

Occorre che coloro i quali hanno a cuore il diritto dei popoli a determinare liberamente il proprio destino comprendano che la battaglia che il popolo e il governo rivoluzionario di Cuba stanno combattendo per riaffermare il diritto alla vita e alla difesa della Rivoluzione riguardano anche tutti gli altri popoli, indipendentemente dalle ideologie politiche: gli USA vogliono cancellare il diritto internazionale sancito dalla sconfitta del nazifascismo e stabilire un nuovo "diritto" che sia quello statunitense ad impossessarsi delle risorse di ogni nazione e ad assoggettarne le politiche.

IL PARTITO COMUNISTA ITALIANO

22/05/2026

𝗡𝗢𝗡 𝗦𝗨𝗟𝗟𝗔 𝗣𝗘𝗟𝗟𝗘 𝗗𝗘𝗜 𝗠𝗔𝗟𝗔𝗧𝗜: 𝗜𝗟 𝗚𝗢𝗩𝗘𝗥𝗡𝗢 𝗧𝗘𝗡𝗧𝗔 𝗗𝗜 𝗦𝗠𝗔𝗡𝗧𝗘𝗟𝗟𝗔𝗥𝗘 𝗜𝗟 𝗗𝗜𝗥𝗜𝗧𝗧𝗢 𝗔𝗟𝗟𝗔 𝗖𝗨𝗥𝗔 𝗣𝗘𝗥 𝗔𝗡𝗭𝗜𝗔𝗡𝗜, 𝗗𝗜𝗦𝗔𝗕𝗜𝗟𝗜, 𝗘 𝗠𝗔𝗟𝗔𝗧𝗜 𝗡𝗢𝗡 𝗔𝗨𝗧𝗢𝗦𝗨𝗙𝗙𝗜𝗖𝗜𝗘𝗡𝗧𝗜

Non sulla pelle dei malati: il governo tenta di smantellare il diritto alla cura per anziani, disabili, e malati non autosufficienti

Il Governo Meloni, con il sostegno della Lega e della maggioranza di destra, ha tentato un colpo gravissimo contro i diritti dei più fragili: anziani non autosufficienti, malati di Alzheimer, persone con gravissime disabilità, cittadini ricoverati nelle RSA o assistiti a domicilio.

In Commissione Sanità del Senato è stato infatti approvato un emendamento al DDL 1241 che modifica l’articolo 30 della Legge 730 del 1983, restringendo drasticamente ciò che il Fondo Sanitario Nazionale deve garantire ai cittadini.

La norma oggi stabilisce un principio fondamentale: il Servizio Sanitario Nazionale copre non solo le prestazioni strettamente mediche, ma anche quelle socio-assistenziali strettamente connesse alla cura. Significa assistenza integrata: igiene personale, mobilizzazione, aiuto nell’alimentazione, supporto continuativo per pazienti non autosufficienti.

L’emendamento voluto dalla maggioranza cambia invece una parola decisiva: introduce il termine “esclusivamente”, limitando la copertura pubblica alle sole attività di rilievo sanitario.

Tradotto in termini concreti: lo Stato rischia di lavarsene le mani su tutto ciò che rende una persona malata ancora trattata come un essere umano.
Per un malato di Alzheimer significa che l’assistenza quotidiana potrebbe ricadere economicamente sulle famiglie.
Per un tetraplegico assistito a domicilio significa pagare di tasca propria aiuti essenziali.
Per migliaia di anziani in RSA significa vedersi scaricare addosso rette insostenibili.
Ed è ancora più grave il fatto che il testo prevedeva anche una applicazione retroattiva ai procedimenti giudiziari in corso.

Una norma del genere non è una semplice modifica tecnica. È una scelta politica precisa: trasformare il diritto alla salute in un privilegio per chi può permetterselo.

Chi è ricco continuerà a curarsi.
Chi non ha soldi dovrà indebitarsi, vendere casa, impoverire i figli oppure rinunciare all’assistenza.
È il contrario dell’idea stessa di sanità pubblica nata con il Servizio Sanitario Nazionale.

Per anni la giurisprudenza italiana ha riconosciuto che, nei casi di gravissima non autosufficienza, le prestazioni assistenziali sono parte integrante della cura sanitaria. La Cassazione ha più volte stabilito che non si può separare artificialmente la terapia dall’assistenza necessaria a renderla possibile. Eppure il governo ha provato a riscrivere tutto, in silenzio, dentro un emendamento tecnico, senza alcun confronto pubblico con cittadini, associazioni, famiglie e operatori sanitari.

Successivamente, secondo diverse ricostruzioni giornalistiche e giuridiche, l’emendamento risulta essere stato contestato e sostanzialmente accantonato nel percorso parlamentare.

Ma questo non tranquillizza affatto; resta un fatto politico enorme: ci hanno provato.
Hanno tentato di ridurre il perimetro della sanità pubblica colpendo chi non può difendersi: anziani fragili, disabili gravissimi, malati neurodegenerativi, famiglie già stremate economicamente e psicologicamente. E lo hanno fatto mentre ogni giorno si riempiono la bocca di “difesa della famiglia” e “centralità della persona”.

La verità è che una società si giudica da come tratta chi è più debole. E qui siamo davanti all’ennesimo segnale di uno Stato che arretra, scarica costi sui cittadini e trasforma la cura in un lusso.

Come PCI Sanità denunciamo con forza questa deriva.
Difendere la sanità pubblica significa difendere la dignità umana.

Significa affermare che nessun anziano deve essere lasciato sporco perché non ha denaro.
Che nessun malato deve essere abbandonato a letto perché la famiglia non può pagare. Che la non autosufficienza non può diventare una condanna economica.

Il diritto alla cura non si tocca! Chi governa dovrebbe vergognarsi anche solo di aver pensato una misura simile.

Franco Cirillo
Dipartimento Stato sociale PCI

22/04/2026

Prime rondini.

BORIS JOHNSON A TRIESTE - BORIS JOHNSON V TRSTUA giorni si terrà a Trieste il Link dedicato ai media. Tra i relatori spi...
02/04/2026

BORIS JOHNSON A TRIESTE - BORIS JOHNSON V TRSTU

A giorni si terrà a Trieste il Link dedicato ai media. Tra i relatori spicca il nome di Boris Johnson, pseudonimo del giornalista di origini americane Alexader Pfeffel, già premier britannico costretto alle dimissioni per condotte non proprio irreprensibili e che si era fatto eleggere sull’onda di una carriera basata su fake e gossip.

Ma ciò impallidisce di fronte alle sue mani che virtualmente grondano di sangue per aver impedito, a poche settimane dall’inizio della guerra russo-ucraina, la firma del trattato di pace raggiunto ad Istanbul. Il conflitto ora dura quanto la seconda guerra mondiale e non vi si vede una fine.

Se non altro per rispetto delle vittime da entrambe le parti e per le conseguenze geopolitiche che ne derivano, si dovrebbe impedire a questo politico – giornalista fallito di intervenire in un incontro di ben altro livello.

Gli organizzatori del Link possono ancora disdire l’invito a Johnson, ridando così lustro all’incontro.

Kmalu se v Trstu prične Link, posvečen javnim občilom. Med napovedanimi poročevalci je tudi Boris Johnson, psevdonim za časnikarja ameriškega rodu Alexandra Pfeffela, ki je bil nekoč britanski premier in je moral odstopiti zaradi svojega ne povsem oporečnega vedenja, izvoljen pa je bil predvsem zaradi kariere, polne lažnih novic in govoric.

A to ni najhujše. Njegove roke so, simbolično, krvave, ker je nekaj tednov po izbruhu rusko-ukrajinske vojne preprečil podpis mirovnega sporazuma, doseženega v Istanbulu. Spopadi so se zato nadaljevali in trajajo že tako dolgo kot druga svetovna vojna. In ni jim videti konca.

Vsaj zaradi spoštovanja do žrtev na obeh straneh in zaradi geopolitičnih posledic bi morali temu propadlemu politiku in novinarju preprečiti, da nagovarja udeležence sicer spoštovanja vrednega srečanja.

Organizatorji Linka lahko še vedno prekličejo vabilo Borisu Johnsonu in tako vrnejo srečanju izgubljeni ugled.

19/02/2026

fb
mi ha comunicato che ha spedito nei sottoscala il mio copia-incolla di un post del responsabile del coordinamento delle comunità palestinesi perché mostra episodi di violenza. Mi appare sempre più vicino il momento di mandarli a giocare con le pantegane.

08/01/2026

Giù le mani dal Venezuela! Stasera nella Casa del popolo di Ponziana (Ts) con SE Ambasciatrice, prof. Vasapollo, S. Scardigli. 🎉👏💖

20/11/2025
05/10/2025
3 ottobre: sciopero generale ..https://www.facebook.com/share/p/1CvMzsHbLC/
02/10/2025

3 ottobre: sciopero generale
..https://www.facebook.com/share/p/1CvMzsHbLC/

𝗣𝗖𝗜: 𝗦𝗖𝗜𝗢𝗣𝗘𝗥𝗢 𝗚𝗘𝗡𝗘𝗥𝗔𝗟𝗘 - 𝟯 𝗢𝗧𝗧𝗢𝗕𝗥𝗘 𝟮𝟬𝟮𝟱

Il Partito Comunista Italiano è partecipe a tutte le iniziative spontanee in corso in queste ore nel Paese dopo il blocco e l’assalto alla Global Sumud Flotilla. Tale atto di aggressione conferma ancora una volta la violazione sistematica del diritto internazionale e l’assedio criminale cui da anni è sottoposta la popolazione palestinese di Gaza, costretta a vivere in condizioni disumane.

Il PCI aderisce convintamente allo sciopero nazionale indetto da USB e CGIL per il prossimo 3 ottobre, considerandolo uno strumento fondamentale per unire le lotte del lavoro nel nostro Paese alla battaglia per la pace e per la giustizia internazionale. La lotta contro lo sfruttamento dei lavoratori non può essere separata dalla lotta contro l’oppressione dei popoli: sono due aspetti della stessa contraddizione che vede il capitalismo e l’imperialismo alimentare guerre, sfruttamento e disuguaglianze.

Come già anticipato, il Partito Comunista Italiano conferma la partecipazione alla manifestazione “Gaza Libera” di sabato 4 ottobre a Roma, per la quale si richiede la massima presenza e mobilitazione. Scendere in piazza significa non solo esprimere solidarietà concreta al popolo palestinese, ma denunciare con forza la complicità dei governi occidentali, Italia compresa, che continuano a sostenere le politiche coloniali e di apartheid dello Stato di Israele.

Per il Partito Comunista Italiano la solidarietà internazionalista non è un gesto simbolico ma un dovere politico: difendere Gaza oggi significa difendere la pace, la giustizia sociale e la dignità di tutti i popoli oppressi.

Partito Comunista Italiano

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