10/09/2025
Un idea ben precisa di città portata avanti dalla nostro Consigliere Comunale
Idea Giuliana: una Trieste Alzheimer Friendly – presentata la mozione in Consiglio comunale
Trieste, settembre 2025 –
Una città che invecchia è una città che deve imparare a prendersi cura dei suoi anziani. È questo, in fondo, il senso della mozione presentata in Consiglio comunale dal gruppo Civica Idea Giuliana, primo firmatario il consigliere Mirko Martini, che chiede all’Amministrazione di ampliare le iniziative per settembre che è riconosciuto come Mese dell’Alzheimer.
La malattia, che colpisce oltre un milione di italiani e circa 30.000 cittadini del Friuli Venezia Giulia, non è soltanto un fatto medico: è un terremoto silenzioso che scuote famiglie, quartieri, comunità intere. Trieste, con la sua alta percentuale di popolazione anziana, ne conosce bene il volto. Per questo Martini propone che la città si impegni in un percorso di sensibilizzazione, formazione e sostegno, con l’ambizione di diventare progressivamente una “città Alzheimer Friendly”.
«Trieste non può voltarsi dall’altra parte di fronte a un fenomeno che tocca così da vicino la sua gente» – dichiara Mirko Martini, consigliere comunale e primo firmatario della mozione. – «L’Alzheimer non riguarda soltanto chi ne è colpito, ma anche chi assiste, cura, accompagna. Noi crediamo che una città preparata e accogliente possa davvero restituire dignità, sicurezza e appartenenza a queste persone. La nostra proposta va nella direzione di quartieri pilota, formazione degli operatori pubblici e sostegno agli esercenti, perché ognuno possa fare la sua parte».
Non si tratta solo di buone intenzioni, ma anche di strumenti concreti: dalla creazione di un “Rione Alzheimer Friendly”, alla promozione del podcast "Chi sei? Le parole che curano," fino a una campagna cittadina di sensibilizzazione nel mese di settembre.
Accanto al consigliere Martini, anche Federica degli Ivanissevich, membro attivo di Idea Giuliana e curatrice del podcast assieme alla sorella Stefania, sottolinea l’importanza di un approccio nuovo:
«Con l’Alzheimer le parole non sono mai neutre. Un linguaggio empatico, capace di non ferire e di creare relazione, può fare la differenza nella vita quotidiana. Per questo il nostro lavoro con Chi sei? Le parole che curano è pensato come un dono alla comunità. Vedere il Comune di Trieste impegnarsi a diffondere questo messaggio è un segno di civiltà e di lungimiranza».
Una mozione, dunque, che non chiede miracoli ma propone un passo avanti nella consapevolezza. E che, se approvata, potrà fare di Trieste non soltanto una città che assiste, ma una città che accompagna.