30/05/2026
ATER, Mosetti tornatene a casa, la tua però.
Idem dicasi per questa direttrice: Gorizia la aspetta.
Ora che noi cittadini siamo condannati a pagare i lauti stipendi a due vertici Ater che in qualunque altra realtà civile, anche il Burkina Faso fa testo, non amministrerebbero nemmeno il loro condominio è una anomalia tutta italiana. Ma si sa sono stati indicati, smaccatamente il presidente, da un partito, Fratelli d'Italia, e sono lì per grazia ricevuta dalla Regione.
Ora che a Trieste questi personaggi che hanno il compito di assegnare ed amministrare un patrimonio immobiliare pubblico, cioè nostro, si rifiutino di incontrare, non il PD come erroneamente quanto volutamente ieri il piccolo giornale con la manina del consigliere Salvati hanno tentato di far credere fornendo un assist insperato al Mosetti di turno, ma le migliaia e migliaia di famiglie che vivono, si fa per dire, nelle case Ater è ragione più che sufficiente per spedirli a casa loro su due piedi.
Il bilancio di un consiglio di amministrazione, scusateci la bestemmia, che guida (sic!) l'Ater negli ultimi sette anni è disastroso: dall'incapacità di approfittare del Superbonus per ristrutturare gli immobili in sofferenza, alla perdita di oltre due milioni di fondi pubblici per il cantiere di San Giovanni, con quelli di Roiano fermi al palo. Sono all'incirca un 2500 poi gli appartamenti sfitti nella sola provincia di Trieste perchè bisognosi di lavori di ordinaria ristrutturazione che l'Ater non riesce ad effettuare a fronte di liste d'attesa nelle graduatorie di assegnazione di migliaia di famiglie.
Non riesce, l'Ater, a garantire nemmeno le manutenzioni su questo patrimonio immobiliare (oltre 14.000 unità abitative tra dirette e in gestione nella provincia), con tempi di intervento che si misurano in anni. Non riesce né vuole, va detto, mettere “fuori” le poche persone, ben conosciute da anni, che si rendono protagoniste di episodi di vandalismo e microcriminalità, per non parlare poi dei tempi per l'asporto di carcasse di veicoli abbandonate da anni nei comprensori, Nessuna sorveglianza poi sulle aree comuni e nei garage spesso ricettacolo di ospiti indesiderati.
Ma soprattutto nessun rispetto e solidale aiuto nei confronti di migliaia di persone incapaci a fare fronte ai canoni, gonfiati quasi di dieci volte come nel caso dei “puffi” di via Grego per le spese condominiali, ai quali per di più somma le spese legali degli “intimi”. Eppure basterebbe affrontare a monte il problema, vista la palese incapacità dei cosiddetti “servizi sociali” del Comune, con la Regione che finanzia le Ater fino all'ultimo centesimo ed a cui i soldi non difettano.
A Trieste purtroppo questi comportamenti dei vertici Ater non sono una novità, anzi sono abitudine consolidata, e non sono esclusiva di questi partiti di destra, la gente ha ben impressa nella memoria ad esempio la gestione Ius-Leo-Ius targata PD.
Ma comunque un passettino alla volta: liberare l'Ater da Mosetti e attuale direttrice sarebbe già un primo risultato, ed il fatto che siano di destra non ce ne può fregar di meno, il problema è che sono totalmente inadatti a gestire un ente pubblico che ha come “mission” sociale garantire una casa, un tetto, ai cittadini di questo nostro Paese, e dignitosa come recita la nostra Costituzione.
Dunque aria!